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Tutor-corsisti: un rapporto di difficile gestione

29 settembre 2004 | Manuela Furno Ricercatrice IRRE Marche - Ancona mfurno@irre.marche.it

Il tutor on line è una figura chiave per rendere più funzionali i rapporti di rete basati sull’utilizzo delle tecnologie telematiche e molto si discute sul problema della sua formazione e della sua azione nei contesti comunicativi delle comunità di apprendimento. Grazie alla diffusione della formazione a distanza è possibile utilizzare ambienti per forme di condivisione, recupero di expertise ed economie di scala. Sono i tutor che fanno la qualità dell’e-learning creando la “vicinanza psicologica”, l’interattività in presenza e a distanza che permette di far percepire l’apprendimento come un’esperienza fondamentalmente sociale (1).

Dalla maggior parte degli studiosi che definiscono ed interpretano la complessità delle funzioni e competenze del tutor di rete, nel quadro professionale di questa emergente figura di sistema nei percorsi di blended learning, viene riconosciuta la compresenza di almeno tre livelli essenziali di competenze (2):
-tecnologiche: avere un buon grado di familiarità con gli strumenti informatici per l’utilizzo degli ambienti comunicativi on line;
- metodologico-didattiche: conoscere i principi base dell’insegnamento/apprendimento e del percorso formativo basato sulla progettazione, ricerca-azione, problem solving, cooperative learning;
- relazionali: conoscere le dinamiche interpersonali, di animazione e moderazione di gruppo per accompagnare e facilitare la disponibilità all’ascolto e alla cooperazione.

Generalmente, dall’esperienza con progetti di scuole in rete e di corsi FaD, la formazione dei tutor a livello di “competenze relazionali” sembra essere lasciata un po’ in ombra rispetto agli altri due livelli, quasi che le capacità di gestione dei rapporti che si attivano nei team docenti, nei gruppi in presenza e tra più realtà scolastiche unite in una rete telematica, siano considerate scontato patrimonio dei docenti e che possano esaurirsi nel rispetto della netiquette, utile a ridurre i rischi della dispersione comunicativa e della decodifica aberrante.
Anche se, tra la diversificazione di competenze da costruire nei tutor per una buona gestione della rete, la preoccupazione dell’impatto con le nuove tecnologie assorbe molta parte dell’interesse dei corsisti e delle richieste rivolte ai formatori ed esperti di FaD, è auspicabile dedicare gradatamente maggiori spazi di riflessione e training dedicati alla conduzione di gruppi, poiché questa competenza incide altamente nella gestione delle risorse umane e nella possibilità del tutor di rete di svolgere il ruolo di facilitatore della CMC (Computer Mediated Communication) e della conoscenza co-costruita e condivisa (3).

Un corso on line è una fusione di diverse competenze e funzioni in base al ruolo dei partecipanti, e, prendendo ad esempio il modello PuntoEdu dell’Indire (Fig.1), considerata l’attualità e la quantità di insegnanti che coinvolge, il ruolo degli attori dell’ambiente per l’apprendimento collaborativo e la formazione integrata on line viene così delineato:
I corsisti sono docenti, protagonisti del percorso di formazione integrata:
- in aula: partecipano agli incontri in presenza con i colleghi e il proprio e-tutor, discutono i temi della formazione, condividono il percorso di lavoro, confrontano esperienze;
- online: approfondiscono conoscenze, sviluppano abilità mediante la metodologia del learning by doing, acquisiscono abilità cognitive (approccio critico), condividono conoscenze, esperienze e pratiche didattiche.
Gli e-tutor sono insegnanti scelti ed iscritti dagli USR in base alla segnalazione dei dirigenti scolastici o per autocandidatura, con il compito di:
- creare le classi virtuali;
- dare continuità agli incontri in presenza e all’attività online;
- facilitare l’uso delle risorse del percorso formativo;
- stimolare e coordinare la discussione tra i corsisti anche con l’uso della classe virtuale;
- validare le attività svolte on line dal corsista;
- consegnare il report di sintesi delle attività on line al direttore del corso.
I moderatori sono esperti dell’argomento trattato in un modulo e hanno il compito di:
- moderare la discussione all’interno del forum;
- rilanciare gli argomenti;
- offrire spunti di riflessione e dibattito.
I direttori dei corsi sono dirigenti scolastici e si interessano di:
- curare tutti gli adempimenti amministrativi del corso (gestione elenco iscritti, firme di presenza…);
- assicurare le condizioni logistiche perché si svolga l’attività formativa (aula, laboratorio, ecc.);
- assicurare il perfetto funzionamento degli incontri in presenza;
- rilasciare la certificazione finale del percorso formativo.
Le persone di contatto sono docenti che la scuola ha proposto all’équipe operante presso gli USR, come persona di riferimento per quello che concerne gli aspetti organizzativi della formazione in servizio. Il loro supporto è slegato dalla formazione in presenza e on line bensì rappresenta il punto di contatto tra i corsisti della propria istituzione scolastica e gli USR.

Nell’interattività degli “attori” del contesto formativo integrato, emerge con chiarezza come il rapporto in presenza con i corsisti sia specifico e preminente dell’e-tutor, ulteriormente sottolineato nella Guida di PuntoEdu al paragrafo “Incontri in presenza” che <…hanno lo scopo di discutere e approfondire (corsisti + e-tutor) le tematiche proposte nel percorso modulare on line. Offrono la possibilità di condividere le attività realizzate da ciascun corsista e i percorsi, che questi ha scelto di sviluppare in modo autonomo in base alle proprie esigenze formative. I corsisti sono divisi in classi (gruppi di circa 20 persone) ciascuna delle quali è affiancata da un e-tutor. Gli incontri in presenza fanno parte del modello blended PuntoEdu. Gli Uffici Scolastici Regionali indicano ai direttori dei corsi un numero indicativo di incontri in presenza. Il direttore del corso, in accordo con l’e-tutor e tenendo conto della disponibilità dei corsisti, stabilisce il calendario definitivo delle attività d’aula (4).

Fig. 1 – Schema del modello PuntoEdu
per DM61/03 e struttura dell’ambiente di apprendimento on line

Nel ricco dibattito che nasce dall’esperienza sul campo da parte di tutor di rete ed esperti di FaD, sul filo di discussione “competenze del tutor e formazione” (5), emerge con forza la necessità che il tutor possegga una solida competenza comunicativo-relazionale; infatti, per il successo di un corso, appare determinante l’abilità nella gestione dell’aula formativa attraverso l’utilizzo di tecniche comunicative e di elaborazione del compito adeguate ad un gruppo di adulti professionalizzati.
Nell’attività d’aula a distanza, la mancanza del vincolo spazio tempo e del contatto diretto può rendere più difficile la comunicazione con l’altro e ostacola, a volte, il fluire naturale dei riscontri tutor-corsisti, per cui il tutor deve avere grande disponibilità all’ascolto ed essere in grado di stimolare il desiderio e la necessità di comunicare attraverso la rete.
L’attività d’aula in presenza è occasione “calda” per consolidare gli aspetti qualitativi del lavoro del tutor con il suo gruppo di corsisti: fare da tramite con le altre figure del corso, aiutarli ad orientarsi fin dai primi collegamenti, fornire indicazioni dettagliate sui materiali didattici da utilizzare, puntualizzare le questioni di metodo, spiegare le attività da svolgere, curare un riepilogo dei threads delle discussioni via e-mail o via forum; assicurare il feedback delle valutazioni.

Del rapporto in presenza tutor-corsisti, qui interessa particolarmente sottolineare il profilo del “tutor moderatore” (conduttore-animatore) con competenze di carattere psicologico-sociale, basato sul gruppo che apprende e sulla collaborazione tra pari (modello learning-team-centered), orientato alla gestione della discussione per reindirizzarla e stimolarla, attento al recupero della motivazione dei partecipanti e al clima d’aula, privilegiando l’approccio metacognitivo e cooperativo, di controllo critico, riflessivo e autovalutativo sui processi in atto (6).
In aula entrano in gioco direttamente, senza i filtri del mezzo tecnologico, le sue competenze relazionali e comunicative relative ai processi di apprendimento: porre domande al momento giusto, incoraggiare i corsisti, monitorare la situazione per capire se, quando e come intervenire, stimolare la partecipazione dei coinvolti e creare un clima di fiducia (ascolto attivo e stima), ridurre la tensione in situazione di conflitto e far sentire i corsisti a proprio agio, arricchire il dibattito fornendo, se necessario, adeguati chiarimenti, valorizzare la collaborazione dei corsisti ma anche la loro autonomia formativa.

Il tutoring è un tipo di strategia didattica implicito nella funzione docente, orientato a sostenere azioni di personalizzazione ed orientamento legate ad assunti che si ritengono esistenti negli adulti in apprendimento: autostima e motivazione, esperienze pregresse, senso di responsabilità, predisposizione ad imparare e bisogno di conoscenza per il miglioramento della vita e del lavoro.
La figura del tutor d’aula è consueta nel panorama educativo e della formazione continua degli insegnanti: iniziale all’università, in ingresso per i neo-assunti, per funzioni strumentali d’istituto, per dirigenti scolastici, per l’innovazione metodologico-didattica e nel sistema di formazione aziendale (7). Condizione della sua efficacia è un training di formazione alla leadership di servizio, funzionale alla custodia del compito, della comunicazione, delle prestazioni e decisioni del gruppo, all’interno di un processo di affinamento professionale svolto sul campo (8).

Riferimenti bibliografici e sitografici
(1) Cfr. A. Calvani, Intervista a cura di S. Panzavolta (Indire) al Convegno E-learning, apprendimento, società della conoscenza, Firenze, 5 settembre 2003: http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=242
(2) Cfr. G. Trentin, Insegnare ed apprendere in rete, Zanichelli, Bologna 1998.
(3) Cfr. P.C. Rivoltella, a cura di, La scuola in rete. Problemi ed esperienze di cooperazione on line, GS, Santhià 1999.
(4) Cfr. PuntoEdu – Indire, Ambiente integrato per la formazione in rete: http://puntoedu.indire.it/
Per la struttura, i contenuti, le metodologie degli interventi formativi organizzati dall’Indire, cfr. M. Fagioli, La formazione a supporto dell’innovazione, “L’Educatore”, n. 19, Aprile 2004:http://www.tramontana.it/cgi-bin/
byteserver.pl/system_upload/files/4418/0709faggioli.pdf

(5) Cfr. Seminario di studi Progetti in rete – Modelli didattici ed organizzativi a confronto, Civitanova M. (MC), 29 Novembre 2002: http://www.edulab.it/reti/gruppo1/forum_pwd/index.asp
Cfr. Seminario di studi E-learning: formazione, modelli, proposte, Abbazia di Fiastra (MC), 1-2 Aprile 2004: http://www.unimc.it/el-conference/index.htm
(6) Cfr. M. Rotta, Il tutor on line: tipologie, “Form@re – Newsletter per la formazione in rete”, n. 8, Febbraio 2002: http://formare.erickson.it/repository/febbraio/tipologie.html
(7) Cfr. P. Appari, Il tutor di rete: funzioni e profili, “L’Educatore”, n. 23, Giugno 2003:http://www.tramontana.it/cgi-bin/byteserver.pl/
system_upload/files/3878/4547appari.pdf

Cfr. P. Appari, Le funzioni emergenti nella formazione dei docenti, “L’Educatore”, n. 10/11, Gennaio 2004:http://www.tramontana.it/cgi-bin/byteserver.pl/
system_upload/files/4199/0709appari.pdf
(8) Cfr. G. Trevisiol, a cura di, Il tutor dei processi formativi. Ruoli-Competenze-Formazione, Franco Angeli, Milano 2002.


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