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Un approccio educativo al CSCL. L’online workshop “Collaborative e-learning. Making it happen”

25 marzo 2004 | Lucilla Crosta (lucilla.crosta@libero.it oppure l.crosta@sheffield.ac.uk) Studente di Dottorato Università di Sheffield

L’articolo che segue prende spunto dall’esperienza personalmente maturata in ambito di apprendimento collaborativo nel Regno Unito. L’evento centrale brevemente descritto è un online workshop in “Collaborative e-learning” frequentato tramite l’Università di Sheffield (UK). Mentre nella prima parte è illustrato brevemente sia lo stato dell’arte del CSCL, sia la sua generale applicazione in alcuni ambienti anglosassoni, nella parte successiva è descritta l’esperienza diretta del Workshop. Lo scopo è quello di fornire utili spunti per una riflessione comune sull’argomento e per un proficuo confronto.

CSCL. Stato dell’arte ed esempi d’esperienza straniera
Lo sviluppo della formazione online negli ultimi anni ha subito un radicale incremento ed allo stesso modo l’interesse e gli studi inerenti il CSCL (Computer Supported Collaborative Learning). Si possono prendere come esempio, le numerose conferenze che ogni anno vengono organizzate in ogni parte del mondo. Tanto per iniziare, ne citerei una alla quale ho recentemente partecipato e che ha avuto luogo nel mese di Giugno 2003 nella città di Bergen (Norvegia): “CSCL 2003″. La cosa che mi ha colpito di più di quest’evento che ha raggruppato importanti studiosi provenienti da ogni parte del mondo, è stato il suo forte taglio tecnologico. Infatti, se non fosse per alcune eccezioni, fra le quali, tanto per citare qualche esempio, quelle di Guribye et. All, Poysa et. All, Koschmann et all, Lally & De Laat, Hodgson & Zenios, (2003), la maggior parte delle presentazioni illustrava la possibilità di creare nuovi software, nuovi modelli e piattaforme per la collaborazione online. Nonostante ciò abbia offerto sicuramente un contributo di indubbio valore alla comunità scientifica europea ed internazionale, il fenomeno mi ha nello stesso tempo indotto a riflettere su come, allo stato attuale, la maggior parte degli studi sul CSCL si concentrino molto di più sull’aspetto tecnologico che non su quello educativo/pedagogico. Tale situazione, mi coglie piuttosto impreparata, poiché credo che nel momento in cui si parli di formazione, che sia online o in presenza, è in ogni caso necessario prima di tutto parlare di “approccio educativo”, più che di tecnologia. Nella situazione attuale al contrario, sembra che l’ago della bilancia penda più da una parte che dall’altra.

Perciò che è stata la mia esperienza nel Regno Unito, presso l’Università di Glasgow, dove ho frequentato un Master con specializzazione in “New Technologies and Lifelong Learning” e presso l’Università di Sheffield dove sono dottoranda di ricerca, ho appreso che l’aspetto progettuale/educativo riveste un’importanza essenziale e primaria nell’online learning ed in modo particolare per il CSCL. Infatti, la definizione stessa di “Apprendimento Collaborativo Supportato dal Computer”, implica l’utilizzo della tecnologia allo scopo di strutturare a facilitare la comunicazione umana attraverso “un’intelligenza collettiva” ed una “costruzione della conoscenza”. (McConnell, 2000) Infatti, mentre la tecnologia non rappresenta un fine, ma semplicemente un mezzo, l’approccio educativo costituisce sia un mezzo, che un fine allo stesso tempo. In ambiente anglosassone, l’utilizzo di tradizionali principi d’educazione degli adulti, come la collaborazione di gruppo, lo scambio d’idee, d’esperienze e la discussione sono elementi considerati chiave per un efficace apprendimento, tanto che in un corso online è essenziale la presenza di un tutor che si occupi sia dei contenuti sia del processo formativo allo stesso tempo. L’applicazione di questi principi in ambito di CSCL, richiede un approccio in cui i partecipanti contribuiscono di per sé, alla creazione di nuova conoscenza piuttosto che un approccio in cui si privilegi della conoscenza proveniente “dall’alto”. L’elemento di “democraticità” necessario in questo contesto, stimola l’autonomia a la capacità del partecipante nel prendere decisioni riguardanti il proprio processo formativo, rendendo l’apprendimento più efficace e duraturo. (Boud, 1981) La riuscita nell’uso dell’online collaborative learning dipende molto dalla misura in cui supporta la crescita individuale, la collaborazione reciproca e l’indipendenza decisionale. Citando alcuni fra gli esponenti di tale approccio, Hodgson afferma che “the curriculum is open, individuals are encouraged to take on the responsibility for the direction and content of their own learning.” (Hodgson et. All. 1987, p. 166) Tali affermazioni possono essere considerate portatrici di una certa innovazione nel momento in cui vengono paragonate a contesti di apprendimento online dove si privilegia ancora una progettazione “stabilita dall’alto”, impartita, non negoziabile e comunque non sufficientemente attenta ai bisogni reali dei partecipanti. Kramarae & Spender (1993) in particolare, affermano che la strada della “Costruzione della Conoscenza”, risulta essere diversa dalle metodologie utilizzate in ambienti accademici tradizionali e nell’insegnamento a distanza. La democraticità sembra trovare le proprie radici nell’open learning, dove la negoziazione, la discussione e la condivisione prevalgono per una comune crescita umana.

L’esperienza di Master in online collaborative learning, portata avanti in questi anni da David McConnell, professore presso il Dipartimento d’Educazione, dell’Università di Sheffield (UK), ne è un chiaro esempio. McConnell (2002) elenca fra le caratteristiche principali per un online collaborative learning di successo, anche quella dell’apertura e dell’accessibilità del gruppo verso tutti i suoi membri. Tale passaggio è necessario sia per aiutare i partecipanti a focalizzarsi su un argomento comune su cui lavorare, sia per supportare un’identità collettiva che possa spiegare chi si è e dove si sta andando.
McConnell afferma che uno degli elementi essenziali necessari per l’apprendimento collaborativo è quello della Valutazione Collaborativa. Esso rappresenta in realtà il luogo ove il processo di collaborazione online emerge in tutte le sue caratteristiche. I feedback che i partecipanti ricevono dai compagni, così come la meta-riflessione che gli individui ed il gruppo effettuano sul proprio lavoro, rappresentano una grande opportunità per ripensare il proprio operato sotto una differente prospettiva. A ciò si lega il fatto che secondo McConnell (2000) quanto i partecipanti facilitano, incoraggiano, aiutano, forniscono feedback e agiscono fiduciosamente l’uno con l’altro, producono le condizioni per affrontare rischi, e comportarsi in modo diverso dalla “norma”. L’apprendimento collaborativo ha luogo quando sia il senso di comunità sia il senso di fiducia si sviluppano. L’aspetto del diretto coinvolgimento dei partecipanti nella scelta del problema comune da affrontare, ne diventa una diretta conseguenza (McConnell 2002) anche se occorre precisare che la collaborazione è fortemente supportata dalle differenze individuali. Wenger (1998) afferma che la presenza di “Conflitti” può supportare lo sviluppo individuale come possibilità di scambio e collaborazione, nonostante sia essenziale evitare il rischio di una sua possibile degenerazione negativa. Molteplicità e differenze richiamano un approccio olistico e sistemico all’apprendimento, dove non vi è una sola visione come risposta per tutto, ma molte visioni allo stesso tempo che possono rappresentare la risposta. In conclusione, ciò significa che per un apprendimento collaborativo, è necessario distribuire le responsabilità fra i partecipanti, riconoscere le differenze e valorizzarle come risorsa piuttosto che bandirle dalla comunità.(McConnell, 2002).

Workshop “Collaborative e-learning. Making it happen”
Secondo di una serie d’iniziative rivolte all’online learning, il workshop che brevemente descriverò, s’inserisce all’interno del contesto del CSCL e si presenta come un’occasione di “formazione in servizio” che ha interessato diversi docenti di alcune università inglesi dediti alla formazione permanente online. Ha avuto una durata totale di 3 settimane, precisamente dal 28 Aprile al 16 Maggio 2003, tutte svolte online. Il suo scopo è stato quello di aiutare i docenti a sviluppare strategie per sostenere un approccio collaborativo all’e-learning nella propria istituzione ed all’interno dei propri corsi, affrontando temi quali ad esempio il ruolo del tutor, la valutazione collaborativa, la progettazione per la collaborazione. L’approccio educativo emergente aveva lo scopo di favorire l’integrazione tra l’esperienza personale all’insegnamento ed una meta-riflessione su di essa all’interno della comunità di apprendimento. Il workshop avrebbe avuto successo nel momento in cui i partecipanti avrebbero partecipato regolarmente e collaborativamente alle attività preposte accedendo all’ambiente virtuale almeno una volta al giorno. Allo stesso modo avrebbero dovuto effettuare attività aggiuntive come letture di riferimento e studi di caso, per un totale medio che andava dalle 6 alle 9 ore di lavoro.
I partecipanti erano dislocati in luoghi differenti, lontani l’uno dall’altro. Per questo tutto il materiale occorrente per il corso è stato inviato per posta. L’ambiente tecnologico di riferimento era “The Virtual Learning Space” (VLS), un luogo virtuale creato dalla Robert Gordon University di Aberdeen (Scozia) Tale spazio, visibile al sito http://itlearningspace-scot.ac.uk si presenta come una comunità online aperta ed accessibile attraverso una registrazione libera. Tale comunità è diventata un luogo di scambio comune, per argomenti riferiti all’online learning, tanto che è possibile entrare a far parte dei gruppi di discussione, così come partecipare ad appuntamenti di chat prestabiliti. Naturalmente l’accesso al workshop era ristretto ai soli iscritti. La tabella seguente illustra brevemente la struttura e le modalità didattiche utilizzate, così come la tempistica di svolgimento. Le attività principali erano proposte di settimana in settimana e le opportune istruzioni venivano “postate” dal tutor a tutto il gruppo a inizio di ogni settimana.

FASI ATTIVITA’ ALCUNE DOMANDE STIMOLO TEMPI
1) Introduzione, presentazioni, il workshop e VLS ATTIVITA’ DI GRANDE GRUPPO Perché vuoi frequentare il workshop?
Che cosa ti aspetti dal workshop?
GG.
1-3
2) Introduzione al collaborative e-learning ATTIVITA’ DI PICCOLO GRUPPO Quali sono le caratteristiche di un programma di e-learning di successo?
Come sono progettate attività per un apprendimento collaborativo di successo?
GG.
2-6
3) Valutazione online & la motivazione degli studenti ATTIVITA’ DI PICCOLO GRUPPO Quali strategie di valutazione potrebbero essere utilizzate per assicurare un apprendimento collaborativo efficace?
In che modo si potrebbe includere la valutazione fra pari?
GG.
7-12
4)
E-tutoring -tutoraggio e facilitazione nell’e-learning
ATTIVITA’ DI GRANDE GRUPPO Quali sono i problemi principali per un e-tutor, come possono essere superati? GG.
11-15
5)
Proposte e problemi presentati dai partecipanti
ATTIVITA’
A TRE
In che modo l’e-learning è rilevante per te, nel tuo contesto?
Quali problemi pensi possa sollevare?
Come li supereresti?
GG.
16-18
6)
Chiusura
ATTIVITA’ DI GRANDE GRUPPO Il workshop ha risposto alle tue attese?
Che cosa ti è stato utile in questo workshop?
C’è qualche cosa che vorresti fosse migliorato?
GG.
19-21

Come si può ben notare dalla tabella, il workshop si è svolto in 6 diverse fasi, ognuna delle quali caratterizzata da precisi obiettivi e da specifiche tecniche utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi stessi. Il seguente schema aiuterà a capire meglio la metodologia applicata per ciascuna fase:

OBIETTIVI STRUMENTI
1) Valutazione della motivazione personale nella partecipazione al workshop e nell’utilizzo della collaborazione nell’E-Learning Creazione di un gruppo di lavoro attraverso un primo contatto ed una prima condivisione dei propri profili e dei propri interessi.
2) Valutazione dei diversi approcci e modelli nella progettazione dell’apprendimento collaborativo online a seconda dello specifico contesto di riferimento. Discussione basata sulle letture suggerite ad inizio corso. Ogni gruppo presenta al gruppo allargato un breve sommario come risultato della discussione.
3) Presentazione di approcci che utilizzano la valutazione online come strumento per sviluppare la motivazione dello studente verso l’apprendimento collaborativo. Discussione legata a letture di riferimento suggerite durante il corso. Ogni gruppo presenta un breve sommario come risultato della discussione. Prevista sessione di chat.
4) Riflessione legata al ruolo dell’approccio utilizzato dal tutor nell’incoraggiare la partecipazione degli studenti nell’apprendimento collaborativo online. L’intero gruppo effettua uno studio di casi discutendo argomenti legati all’e-tutoring ed alla partecipazione. Prevista sessione di chat.
5) Sviluppo di una strategia per l’applicazione di un approccio collaborativo all’E-Learning nella propria istituzione. Scambio di esperienze e problematiche legate alla propria istituzione, allo scopo di identificare un appropriato piano d’azione. Successivo confronto e apertura all’interno del gruppo.
6) Riflessione finale sulle attività svolte Revisione globale e valutazione. Saluti finali.

I partecipanti venivano raggruppati in diversi modi a seconda degli interessi e delle attività preposte. Il lavoro era facilitato da un unico tutor che monitorava la discussione online. L’attività ha avuto luogo prevalentemente attraverso l’utilizzo di un Forum per la comunicazione asincrona e di 2 sessioni di chat precedentemente concordate con i partecipanti. Il workshop è stato quindi intenso e molto interattivo, tanto che alla fine d’ogni settimana era richiesto di “postare” un breve sunto alle risposte ed alle riflessioni che di volta in volta erano chieste al gruppo.
Il valore aggiunto che ho ottenuto frequentando il workshop, è stato quello di poter usufruire di un supporto e di un confronto con gli altri partecipanti, ricevendo interessanti suggerimenti in merito al collaborative learning. Il workshop si è rivelato una preziosa fonte d’informazioni e d’esperienza dalla quale attingere per presenti e future necessità, così come un ambiente “valorizzante” nel momento in cui anche i miei suggerimenti e consigli sono stati di supporto agli altri nella risoluzione di problemi. Nonostante la bassa partecipazione di alcuni soggetti, probabilmente a causa di forti carichi di lavoro personali, il tutor ha comunque lasciato alla libera scelta di ciascuno il modo ed i tempi della partecipazione.
I momenti che mi hanno coinvolto maggiormente sono stati quelli legati sia alle sessioni di chat, che quelli legati alle proposte di problemi reali, da parte dei partecipanti. Infatti, nonostante lo strumento di comunicazione sincrona producesse in me uno stato di ansia particolare, mi ha aiutato ad instaurare una discussione proficua con gli altri e a farmi sentire più “vicina” a loro nonostante la lontananza. Allo stesso modo il proporre problematiche concrete e personali da cui partire per la riflessione, ha contribuito ad aumentare il livello d’interesse nella discussione, la collaborazione, “l’affiatamento” ed il legame fra alcuni membri del gruppo.

Concludendo potrei affermare che al di là dei validissimi contenuti, il workshop è stata un’esperienza molto positiva, in quanto mi ha permesso di sperimentare in prima persona l’uso di attività collaborative necessarie per la realizzazione di progetti formativi. In questo caso la “progettazione educativa” è stata protagonista e ciò si è dimostrato essere un’opportunità di gran valore.

Riferimenti bibliografici
Boud, D. (1981) “Moving Towards Autonomy”, in Boud, D. (ed) Developing Student Autonomy in Learning, Kogan Page, London.

Guribye, F; Andreassen, E. F; & Wasson, B. (2003) “The organisation of interaction in distributed collaborative learning”, in Wasson, B., Ludvigsen, S., Hoppe, U. (eds) Designing for Change in Networked Learning Environments. Proceedings of the International Conference on Computer Support for Collaborative Learning 2003, Kluwer Academic Publisher, Netherlands.

Hodgson, V.E., Mann, S.J., Snell, R.S., (1987) “Beyond Distance Teaching Towards Open Learning”, in Hodgson, V., Mann, S.J. & Snell, R. (eds) Beyond Distance Teaching Towards Open Learning, Open University Press.

Hodgson, V. & Zenios, M., (2003) “Designing Networked Environments to Support Dialogical Learning”, in Wasson, B., Ludvigsen, S., Hoppe, U. (eds) Designing for Change in Networked Learning Environments. Proceedings of the International Conference on Computer Support for Collaborative Learning 2003, Kluwer Academic Publisher, Netherlands.

Lally, V., & De Laat, M., (2003) “A quartet in E: Investigating Collaborative Learning and Tutoring as Knowledge Creation Process”, in Wasson, B., Ludvigsen, S., Hoppe, U. (eds) Designing for Change in Networked Learning Environments. Proceedings of the International Conference on Computer Support for Collaborative Learning 2003, Kluwer Academic Publisher, Netherlands.

McConnell, D. “Computer Support for Management Learning, in Developments in Design.

McConnell, D. (2000) “Designing for CSCL”, in McConnell, D. Implementing Computer Supported Cooperative Learning, London, Kognan Page.

McConnell, D. (2002) “Complexity, Harmony and Diversity of Learning in Collaborative E-Learning Continuing Professional Development Groups”, in Stanl, G. Proceedings of CSCL 2002, Lawrence Erlbaum, N.J., pp. 265-274.

Poysa, J., Makitalo, K., & Hakkinen, P. (2003) “A Participant Experience Method for Illustrating Individuals’ Experiences in the Course of an Evolving Virtual Learning Community”, in Wasson, B., Ludvigsen, S., Hoppe, U. (eds) Designing for Change in Networked Learning Environments. Proceedings of the International Conference on Computer Support for Collaborative Learning 2003, Kluwer Academic Publisher, Netherlands.

Koschmann, T., Zemel, A., Conlee-Stevens, M., Young, N., Robbs, J., & Barnhart, A. (2003) “Problematizing the Problem: A Single Case Analysis in dPBL Meeting”, in Wasson, B., Ludvigsen, S., Hoppe, U. (eds) Designing for Change in Networked Learning Environments. Proceedings of the International Conference on Computer Support for Collaborative Learning 2003, Kluwer Academic Publisher, Netherlands.

Kramarae, C & Spender, D., (1993) “Exploding Knowledge”, in Kramarae, C. & Spender, D. (eds) The Knowledge Explosion. Generation of Feminist Scholarship. Harvester, Wheatsheaf, pp. 1-24.

Wenger, E. (1998) Communities of Practice: Learning, Meaning and Identity, Cambridge University press, Cambridge.


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