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Un formalismo per organizzare e rappresentare la conoscenza sociologica: le mappe concettuali

26 aprile 2004 | Maria Adelaide Gallina (sezione 1)

Nelle scienze sociali la conoscenza viene generalmente rappresentata con testi, tabelle, grafici e matrici di dati. Come vedremo nel presente contributo, le mappe concettuali rappresentano un utile strumento per organizzare e comunicare il sapere, e tali potenzialità si esplicano pienamente quando il sapere ha la complessità intrinseca della conoscenza sociologica, in cui il dato quantitativo e quello qualitativo devono costantemente bilanciarsi e sostenersi a vicenda. Organizzare al meglio la conoscenza è funzionale alla progettazione e realizzazione di percorsi formativi fruibili a distanza. Mediante le mappe concettuali è possibile rappresentare teorie, ipotesi e risultati di ricerca. Oltre alla comunicazione formale di tali asserti, le mappe consentono l’apprendimento collaborativo nel senso che più persone possono collaborare a distanza alla costruzione della mappa portando ciascuno il proprio contributo teorico e di ricerca. Le mappe in Internet possono poi essere organizzatori di risorse di Rete e quindi avere funzioni di mediatori didattici, unendo all’efficacia propria delle mappe classiche di Novak, anche l’efficacia della comunicazione visiva, attraverso testi brevi, immagini, grafici, filmati, suoni, parlato, ecc.

1. Le mappe concettuali offrono la possibilità di esprimere vari domini di conoscenza che possono essere esplicitati attraverso un’organizzazione e una rappresentazione delle relazioni che intercorrono tra i concetti. Queste permettono una visualizzazione grafica delle conoscenze che, come sostengono Novak e Gowin (1) (Novak e Gowin, 1989), “è un modo per fare emergere i significati insiti nei materiali da apprendere” in quanto è necessario riflettere sui concetti proposti e sulle relazioni che tra questi intercorrono. Le mappe concettuali si possono dunque definire come “un formalismo per l’organizzazione e la rappresentazione della conoscenza esplicita in forma proposizionale, che riproduce in forma grafica gli asserti concernenti un dato flusso di esperienza, evidenziando i concetti coinvolti e le relazioni che li legano” (Trinchero 2001b, p. 135).
Ogni mappa concettuale è lo specchio di un modello mentale che deriva dalla propria esperienza ed è da considerarsi una creazione strettamente personale. Per questo non esistono mappe concettuali corrette o sbagliate ma mappe efficaci o meno a rappresentare e a descrivere domini di conoscenza (Trinchero, 2003). La costruzione di una mappa concettuale favorisce il passaggio da un ruolo passivo/ricettivo ad un ruolo attivo/costruttivo in quanto si attivano dei processi metacognitivi che consentono di rielaborare personalmente le conoscenze assimilate.
Per rappresentare una teoria sociologica riguardante le strategie di individuazione e di identificazione messe in atto dagli attori degli ex-voto dipinti, si sono scelte le mappe concettuali per legare e comunicare modelli interpretativi, metodi e risultati. Le mappe concettuali, presentate via computer, consentono di far apparire – con un clic del mouse sui vari nodi di cui sono composte – fotografie, immagini, grafici, dati ma anche suoni e animazioni. Tali mappe sono state elaborate con il software Wmap (www.far.unito.it/wmap, progettato ed implementato da Roberto Trinchero nell’ambito del progetto FAR, Formazione Aperta e Assistita in Rete ideato e diretto da Luciano Gallino) che consente la costruzione collaborativa di mappe concettuali. Con WMap sono state rappresentate teorie e risultati relativi agli ex-voto attraverso la strutturazione di una rete di concetti diversa dal modello logico-sequenziale del testo scritto.
Per prima è stata realizzata un’ipermappa (2), ossia una mappa indice (fig. 1) alla quale ne sono collegate altre, in modo che cliccando sui nodi della prima se ne aprono delle nuove; a tali mappe sono collegate delle immagini e delle rappresentazioni grafiche che esplicitano i concetti e le relazioni che li legano.

Clicca qui per visualizzare la Fig. 1 – Mappa concettuale con funzione di indice

Gli ex-voto sono stati letti mediante un approccio morfologico (che si ispira alla Morfologia della fiaba di Propp) che ha messo in evidenza la monotipicità e la possibilità di un’operazione di catalogazione sulla base di un tracciato comune, consentendo quindi un’analisi statistica. Tale approccio è stato rappresentato in una mappa concettuale (fig. 2), in cui sono rappresentati gli attori dell’ex-voto e le funzioni narrative con relative immagini.

Clicca qui per visualizzare la Fig. 2 – Mappa concettuale per un approccio teorico relativo all’ interpretazione degli ex-voto dipinti

Come modello interpretativo – e di catalogazione – è stato adottato il modello di attore sociale EGO (ideato da Luciano Gallino negli anni Ottanta, con l’obiettivo di simulare la mente di un attore confrontato da una decisione difficile) (fig. 3). Tale modello è in grado di orientare la schedatura del materiale empirico e di mettere in luce le strategie di comportamento sociale custodite e veicolate dalle tavolette votive dipinte.

Clicca qui per visualizzare la Fig. 3 – Mappa concettuale rappresentante il modello dell’attore sociale Ego

In altre mappe concettuali (che vedremo nella sezione che segue), sono stati rappresentati non solo i diversi approcci di lettura e le teorie formulate, ma anche dati statistici e risultati relativi alle differenti strategie di comportamento e ai differenti ruoli degli attori che animano gli ex-voto dipinti (miracolato, richiedente, ecc). Ciò dimostra che le mappe concettuali possono essere un valido strumento per organizzare e rappresentare diversi domini di conoscenza.

2. In questa seconda sezione e in particolare nella fig. 4 sono rappresentati dati statistici relativi alle strategie di individuazione (egoistiche, nel senso che il richiedente chiede la grazia per se stesso) che, come si può notare dalla mappa concettuale qui proposta, sono prevalenti nel 61% e vedono come attori soprattutto uomini nel 64% dei casi che tendono assumere ruoli nel modo di produzione inteso come trasformazione delle risorse necessarie alla vita quotidiana (nel 23% contadini e nel 20% oranti).

Clicca qui per visualizzare la Fig. 4 – Strategie di individuazione

Nel 39% dei casi invece, come indicato nella fig. 5, le strategie rappresentate sono di identificazione (altruistiche, nel senso che l’attore richiedente chiede la grazia per altri, un attore miracolato, ad esempio un figlio, il marito). In questo caso l’attore richiedente è prevalentemente di genere femminile (nel 52%, mentre nel 29% è un nucleo famigliare) che ricopre un ruolo nel modo di riproduzione biopsichica (nel senso di mantenimento psico-fisico e di riproduzione biologica della popolazione). Il richiedente chiede la grazia per un attore miracolato che di solito è maschio (nel 44%, mentre è di genere femminile solamente nel 37% dei casi nel 43% è un bambino e nel 41% un adulto).
Tali dati rappresentati in mappe concettuali permettono di organizzare a livello cognitivo le informazioni e grazie alla visualizzazione grafica viene potenziata anche la memoria visiva, che costituisce così un valore aggiunto all’assimilazione delle conoscenze e nella strutturazione di modelli sociologici.

Clicca qui per visualizzare la Fig. 5 – Strategie di identificazione

Con le mappe concettuali è dunque possibile rappresentare e identificare percorsi flessibili e dinamici a seconda delle proprie strutture cognitive ed esprimere vari domini di conoscenza mettendo in atto così processi metacognitivi.
Proprio per queste caratteristiche le mappe concettuali sono alla base dei modelli di e-learning con cui il FAR prepara i corsi on-line. In questo caso le mappe concettuali offrono al soggetto che apprende la possibilità di seguire un percorso cognitivo per assimilare ed integrare nuove conoscenze, con l’opportunità di navigare in Rete in modo costruttivo e collaborativo. Nelle scienze sociali sono invece – come abbiamo appena visto – un utile formalismo per illustrare graficamente delle teorie e delle ipotesi (e dunque controllare immediatamente la correttezza nella derivazione delle seconde dalle prime), e rappresentare con immediatezza risultati di ricerca che possono servire al controllo delle medesime ipotesi formulate.

Note
[1] Novak e Gowin (1989) elaborarono la tecnica delle mappe concettuali rifacendosi alla teoria dell’apprendimento significativo di Ausubel  (1998).
[2] Fruibile all’indirizzo www.cisi.unito.it/associazioni/ais-metodologia (cliccare su “Convegni”, “Rappresentazione soggetti collettivi”, “Paper programmati per il convegno” e infine cliccare su “Rappresentazione di strategie di individuazione e di identificazione di soggetti collettivi nelle tavolette votive dipinte piemontesi“).

Riferimenti bibliografici
Ausubel D.P. (1998), Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, Milano, Angeli
Gallino L. (1992) (a cura di), Teoria dell’attore e processi decisionali, Milano, Angeli
Grimaldi R. (1992), Comportamento sociale ed intelligenza artificiale: una versione computazionale di un modello dell’attore, in Gallino L. (a cura di), Teoria dell’attore e processi decisionali, Milano, Angeli, pp. 67-246
Grimaldi R. (1996), L’analisi delle relazioni di parentela: applicazioni in Lisp e Prolog, pp. 189-193 e Reti semantiche e rappresentazione della conoscenza: un’interfaccia intelligente per il recupero delle informazioni, pp. 235-249 in Grimaldi R. (a cura di), Tecniche di ricerca sociale e computer, Torino, Omega
Grimaldi R. (1996) (a cura di), Tecniche di ricerca sociale e computer, Torino, Omega
Grimaldi R.(2002), Scrivere, elaborare, comunicare, Milano, Angeli
Grimaldi R. (2003), Le risorse culturali della Rete, Milano, Angeli
Novak J. D. (2001), L’apprendimento significativo, Erickson, Trento
Novak J.D. e Gowin D.B. (1989), Imparando a imparare, SEI, Torino
Trinchero R. (2001a) Manuale di ricerca educativa, Milano, Angeli
Trinchero R. (2001b), Wmap: un software per la costruzione collaborativa di mappe concettuali in “Perform”, Vol. 2, n° 4
Trinchero R. (2003), La rappresentazione e la condivisione della conoscenza nello spazio della Rete, pp. 85-125 in Grimaldi R. (a cura di), Le risorse culturali della Rete, Milano, Angeli.


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