Home » n. 33 febbraio 2005

Ambienti sincroni in Open Source

19 febbraio 2005 | Eeva-Liisa Pettinari Mario Rotta
Premessa
Per provare a fare il punto su quanto e come nella scuola si stia cominciando a valutare l’opportunità di ricorrere a soluzioni Open Source anche per attività online che prevedono interazioni sincrone bisogna probabilmente partire da un’analisi di scenario che tenga conto prima di tutto di come sono considerati gli ambienti e gli strumenti di comunicazione di questo tipo in ambito didattico.

L’importanza delle soluzioni sincrone negli ambienti virtuali di apprendimento, almeno in linea teorica, è stata sottolineata più volte nell’approccio costruttivista. Pensiamo ad esempio a come Jonassen (1) o Duffy (2) descrivono un VLE (Virtual Learning Environment): si afferma chiaramente che dovrebbe agevolare la costruzione della conoscenza, la collaborazione tra pari per la costruzione di conoscenze e l’interazione, tra studenti e studenti, studenti e docenti, studenti e contenuti. Le implicazioni di questi assunti sono tra le altre cose la necessità di disporre di strumenti per “facilitare la revisione e la sintesi delle conoscenze che si costruiscono” e per “lavorare insieme sia in modo asincrono che in modo sincrono”, oltre che un invito alla “ricchezza multimediale” che lascia presupporre un superamento dell’interazione tra persone basata sul solo scambio di messaggistica testuale.

Questo approccio è ormai largamente condiviso ed esprime un’attenzione particolare verso l’integrazione di modalità di interazione sincrona negli ambienti di apprendimento. Tuttavia, se pensiamo alle direttive generali, alle linee guida e alle iniziative per sostenere l’introduzione di soluzioni Open Source nella scuola ci rendiamo conto che non ci sono riferimenti particolari o altrettanto diretti agli strumenti sincroni. L’Osservatorio Tecnologico per la Scuola (3) del MIUR si limita ad esempio ad affermare che “per favorire la valutazione e l’eventuale adozione di software OS nella scuola è utile proporre soluzioni e distribuzioni mirate all’utilizzo scolastico, per fornire alle scuole una rosa di realistiche possibilità, insieme agli indispensabili elementi conoscitivi e di valutazione sul software da usare. Non si tratta di dare “bollini di qualità” o adottare standard obbligatori, ma di proporre soluzioni OS rispondenti alle esigenze delle reti scolastiche, soluzione provate e documentate. La consapevolezza e l’autonomia delle scelte sono la criticità, ma anche la sfida dell’OS nella scuola”. Analogamente, se osserviamo alcune delle più importanti iniziative in corso, come Linux@School, un progetto patrocinato da Fondazione IBM e MIUR che ha come destinatari Istituti superiori, non troviamo riferimenti espliciti agli ambienti sincroni e alle loro potenzialità didattiche. Negli obiettivi si sostiene che è necessario:

- “diffondere la conoscenza sul mondo del software libero nella scuola.
- Permettere l’accesso da parte degli studenti sia a contenuti didattici che a sistemi complessi di test e sperimentazione
- Promuovere lo studio di prodotti Open Source di specifico interesse per le scuole: sistemi di e-learning, collaboration, sistemi client, … attraverso l’implementazione, la gestione e la documentazione di soluzioni Linux di interesse generale per il mondo della Scuola.
- Proporre la sperimentazione di una modalità di accesso a sistemi e servizi semplice e flessibile, basata su Internet e Servizi “on-demand”

Di fatto si propongono soluzioni integrate alternative a quelle proprietarie, ma pensando sostanzialmente a CMS o LMS con una forte connotazione asincrona, nel caso specifico la piattaforma ILIAS.

Nella sostanza, si può affermare che il dibattito sugli ambienti sincroni in ambito scolastico è ancora sostanzialmente immaturo, fatta eccezione per alcuni primi segnali di interesse su alcuni Blog (4): la considerazione di questi strumenti non è ancora molto alta e le sperimentazioni sono limitate, nonostante l’ampia letteratura, quanto meno sulle possibili applicazioni didattiche di chat e audio/videoconferenze. Parallelamente, la “rivoluzione” Open Source è ancora in una fase iniziale e prevalgono le azioni strategiche, concentrate sostanzialmente sull’introduzione a scuola di CMS per la gestione dinamica dei siti o LMS per esperienze di e-learning o di didattica asincrona.

Va detto che il mondo Open Source non agevola un approccio più aperto alle soluzioni sincrone. Mentre sul versante dei software proprietari questi strumenti sono diffusi, testati e abitualmente utilizzati, in ambito Linux i “client” o i moduli integrati nelle piattaforme sono ancora relativamente limitati (ad eccezione di alcune tipologie) e non sufficientemente noti. Ma andiamo con ordine…

Caratteristiche degli ambienti sicroni
Che cosa si intende, prima di tutto, per ambiente di interazione sincrono?
Rientrano in questa categoria tutti quegli strumenti che permettono di organizzare un “meeting” online in tempo reale con due o più partecipanti e che possiedono almeno alcune di queste funzionalità strutturali o tecniche:

- presenza contemporanea dei partecipanti in modalità testuale, audio o video;
- condivisione di documenti e applicazioni tra i partecipanti al meeting;
- condivisione di un eventuale spazio di lavoro comune (lavagna)
- possibilità di inviare documenti a ogni singolo partecipante durante le sessioni;
- messaggistica istantanea pubblica;
- messaggistica istantanea privata con ogni partecipante;
- controllo totale sulle modalità di partecipazione al meeting: il moderatore può modificare le proprietà di interazione audio/video/testo dei partecipanti anche durante le sessioni;
- alzata di mano o altre funzionalità a disposizione dei partecipanti per richiamare l’attenzione del docente, del moderatore o della classe;
- sondaggio immediato (polling);
- registrazione parziale o totale delle sessioni;
- configurazione della sessione di videoconferenza in diversi formati;
- configurazione delle dimensioni dei flussi audio/video;
- scalabilità automatica del protocollo di trasporto a seconda delle infrastrutture dei partecipanti (da SIP a HTTP);

Tra le tipologie più note di strumenti per gestire interazioni e sessioni di lavoro sincrone rientrano:
> Le chat (testuali o audio)
> I sistemi per messaggistica istantanea
> I sistemi per audio o videoconferenza
> Le lavagne condivise
> Le scrivanie condivise
> I mondi virtuali interattivi

Le funzionalità possono essere specifiche o integrate tra loro, dando luogo ad ambienti che vanno dall’estrema semplicità della chat testuale classica alla complessità di alcune scrivanie virtuali condivise o dei “mondi” interattivi Active Worlds (http://www.activeworlds.com). Tipicamente, l’architettura di questi strumenti è di tipo server-client e all’utente è spesso richiesta l’installazione di un software (client) per accedere al server che gestisce il flusso sincrono della comunicazione. Alcune funzionalità sincrone possono però essere integrate in piattaforme per l’e-learning o LCMS insieme alle funzionalità asincrone della piattaforma stessa.

Se osserviamo l’attuale disponibilità di strumenti sincroni in ambiente Open Source notiamo prima di tutto che l’integrazione di tali strumenti nelle principali piattaforme è ancora piuttosto limitata e legata sostanzialmente alla presenza in alcune di un modulo “chat”.

Un quadro sulle principali funzionalità di alcune piattaforme Open Source

Per ingrandire la tabella clicca qui
Una chat e altri semplici strumenti di interazione sincrona sono disponibili anche in ADA (5), una piattaforma italiana in licenza GPL pensata espressamente per le scuole. Ma per trovare soluzioni più sofisticate bisogna puntare su piattaforme Open Source sperimentate in ambito universitario, in cui si integrano funzionalità sincrone avanzate:

- Lyceum è un sistema di interazione vocale elaborato da Open University in Open Source (http://lyceum.open.ac.uk/). Tuttavia è al momento disponibile solo per uso interno alla struttura e non si sa se ne sarà rilasciata una versione pubblica.
- CCF (Collaborative Computing Frameworks for Natural Sciences Research) è una suite di strumenti sincroni e asincroni per il lavoro collaborativo in rete con una attenzione particolare alla ricerca in ambito scientifico: http://www.mathcs.emory.edu/ccf/
- CVW (Collaborative Virtual Workspace) è una piattaforma collaborativa integrata che tipologicamente rientra tra le scrivanie condivise: http://cvw.sourceforge.net/.
Questi progetti sono potenzialmente molto interessanti, ma appaiono ancora troppo specialistici per trovare applicazione a scuola. Vi invitiamo in ogni caso a documentarvi e provare.

Decisamente più avanti è invece la ricerca e la distribuzione di ambienti per chat testuali o vocali e messaggistica istantanea, probabilmente perché si tratta di strumenti il cui utilizzo è generalista e non specificamente didattico. Vediamo alcuni esempi.
Alcuni esempi di Ambienti Sincroni in Open Source
Fra i più diffusi programmi per comunicare in rete in modalità sincrona segnaliamo IRC, ICQ e Jabber.

L’Internet Relay Chat (IRC) è una forma di comunicazione istantanea su Internet che consente, sia la comunicazione reciproca tra utenti che tra gruppi, in “stanze” di discussione chiamate “canali”. Il mezzo di comunicazione fondamentale in una sessione IRC è il “canale” al quale gli utenti si possono “unire” e mandare messaggi, che sono poi visualizzati per tutti gli utenti presenti in quel momento sullo stesso “canale”.. I programmi per accedere ad IRC con Linux sono veramente tantissimi, completamente testuali oppure grafici. I programmi per accedere ad IRC con Linux sono veramente tantissimi, completamente testuali oppure grafici. Tra i client grafici segnaliamo XChat e Chatzilla. XChat (6) è uno fra i più diffusi client IRC ed è facile da usare. Non richiede particolari conoscenze specifiche. Una volta installato il software è possibile configurare nella pagina di avvio alcune opzioni come la scelta del canale ed il nickname (lo pseudonimo usato in chat). Vi sono inoltre diverse opzioni per “settare” l’interfaccia grafico personalizzandolo.

Per ingrandire l’immagine clicca qui
Chatzilla (7) è un client Internet Relay Chat che combina insieme IRC con gli standard oggi diffusi sul web, come JavaScript, HTML e CSS. E’ parte del progetto Mozilla. Fra gli elementi grafici che consentono di renderlo più familiare v’è la possibilità di associare al proprio nick una foto e visualizzare quella degli altri chatter.


Con ICQ è possibile chattare, ma anche inviare files e URl. A differenza della tecnologia Irc è necessario registrarsi prima su un server. Al momento della registrazione, riceverai un unico numero di ICQ, conosciuto anche come UIN (Numero Universale di Internet). Oltre a questo, ICQ dà l’opzione di inserire informazioni personali insieme al personale ICQ#. Questo permetterà agli altri utenti di ICQ di sapere quando si è connessi. Una volta registrati, è possibile compilare una lista selezionata di amici e compagni. Anche per ICQ vi sono molti programmi per Linux. Fra questi Licq (8), sta per Linux ICQ ed è, come indica lo stesso nome, un clone per Linux. Licq, presenta fra le numerose funzioni, anche una versione grafica con moduli (skin) per personalizzare l’interfaccia grafico.

Jabber è un sistema di messaggistica Free e Open Source, basato su XML. Il client Jabber per Gnome è Gabber (9). Di sicuro interesse l’opportunità di rimanere in contatto anche con altri protocolli senza dover ricorrere all’apertura di più client contemporaneamente anche se solo per inviare messaggi istantanei. Fra i protocolli supportati citiamo yahoo, icq, aim, msn e naturalmente jabber.

Per ingrandire l’immagine clicca qui

Altri esempi di Ambienti Sincroni in Open Source Più difficile è trovare esempi significativi di ambienti come le lavagne condivise o le scrivanie e gli spazi virtuali in area Open Source. Non c’è stata ancora, evidentemente, una richiesta tale da giustificare ricerche in questa direzione, e al momento si può affermare che è difficile trovare in ambiente OS qualcosa che equivalga, per funzionalità e potenzialità, ai ben noti Net Meeting, Centra, Tutornet o Active Worlds, ampiamente utilizzati in ambito didattico.


Si può tuttavia citare qualche esempio, a cominciare da Tulka
(http://www.fa.uni-tuebingen.de:8080/~mibe/tulka/), un progetto tedesco Per una lavagna condivisa in licenza GPL, che nell’aspetto e nelle funzionalità ricorda Tutornet (la lavagna condivisa integrata nella piattaforma BlackBoard) Può rientrare tra le lavagne condivise, o meglio, tra gli strumenti per la condivisione di aree di lavoro (desktop sharing) un progetto svedese potenzialmente orientato a chi lavora con i bambini che si chiama Coccinella: http://hem.fyristorg.com/matben/. Coccinella è integrato con Jabber.

Per ingrandire l’immagine clicca qui

Alcune esperienze e casi Le esperienze documentate di utilizzo specifico di ambienti sincroni a scuola in relazione a progetti didattici sono ancora relativamente limitate.

Progetti finalizzati sono stati portati avanti, tra gli altri, dall’ITIS Peano di Torino (progetto Hacking@scuola: http://corsi.peano.it/Members/sdanesino/Eventi/hacking_at_scuola): la caratteristica di questi progetti non consiste in ogni caso in sperimentazioni mirate sugli ambienti sincroni quanto piuttosto, ancora, nella disseminazione della filosofia Open Source a scuola, o al limite nell’uso di chat e altri strumenti di interazione sincrona come modalità per agevolare il lavoro collaborativo tra studenti e docenti impegnati nella gestione del sito della scuola o di siti dinamici legati a progetti didattici. Rientrano in questa tipologia di esperienze anche alcuni progetti delle scuole di Bolzano , regione, insieme alla Toscana, dove si è cercato precocemente di sostenere con finanziamenti, piani di formazione e normative l’adozione di soluzioni Open Source a scuola.

Risorse online
Alcune piattaforme e risorse con funzionalità sincrone attive o integrabili

- LRN (MIT’s Sloan School of Management): http://www.dotlrn.org
- Acolad (Universitè Pasteur Strasbourg): http://ulpmultimedia.u-strasbg.fr/demo_ead2001
- Claroline (Université Catholique Louvain) : www.claroline.net
- Ganesha (Anema): www.anemalab.org/
- ILIAS (Universität Köln): http://www.ilias.uni-koeln.de/ios/index.html
- OpenUSS (Ministeriumfuer Schule, Wissenschaft und Forschung, Germany): http://www.openuss.org
- RearSite (Universitè Rennes): http://listes.cru.fr/rs/fd/index.html.fr
- Spaghettilearning: http://www.spaghettilearning.com
- ATutor: http://www.atutor.ca
- XSpigola (sistema autore multimediale didattico): http://www.liceoeleonora.com/xspigola/index.htm

Alcune interviste sulle funzionalità di alcune piattaforme Open Source Intervista a Martin Dougiamas

- Moodle – http://www.comunicareinrete.it/Elearning/modules.php?op=modload&name
=Reviews&file=index&req=showcontent&id=36 Intervista a Claudio Erba – Spaghettilearning – http://www.comunicareinrete.it/Elearning/modules.php?op=modload&name
=Reviews&file=index&req=showcontent&id=37 Intervista a Greg Gay – ATutor – http://www.comunicareinrete.it/Elearning/modules.php?op=modload&name
=Reviews&file=index&req=showcontent&id=42 Intervista a Thomas De Praetere – Claronline – http://www.comunicareinrete.it/Elearning/modules.php?op=modload&name
=Reviews&file=index&req=showcontent&id=38

I link riportati in questo contributo sono stati verificati in data 9 marzo 2005.

Note
(1) Jonassen, D. H., Davidson, M., Collins, M., Campbell, J., and Haag, B.B. (1995). Constructivism and computer-mediated communication in distance education. The American Journal of Distance Education, 9(2). (2) Duffy, T.M. & Cunningham, D.J. (1996). Constructivism: Implications for the design and delivery of instruction. In D.H. Jonassen (Ed.) Handbook of Research for Educational and Communications and Technology. New York: Simon and Shuster Macmillan.
(3) In Internet, URL: http://www.osservatoriotecnologico.net/default.htm.
(4) Si vedano ad esempio le news del blog collaborativo internazionale “Open Source in Education”. In Internet, URL: http://www.ossite.org/collaborate/open_news.
(5) Per una documentazione completa: http://www.irre.lombardia.it/TD/FAD/FAD_PT_Open%20Sources_ADAlast.pdf.
(6) In Internet, URL: http://www.xchat.org.
(7) In Internet, URL: http://www.mozilla.org/projects/rt-messaging/chatzilla/.
(8) In Internet, URL: http://www.licq.org.
(9) In Internet, URL: http://gabber.sourceforge.net/.
(10) Si vedano ad esempio i progetti interdisciplinari dell’ITIS Battisti di Bolzano città: http://servizi.emscuola.org/progetti/progettiview.php?key=123. E quelli sulla didattica della matematica dei Licei di Bressanone: http://servizi.emscuola.org/progetti/progettiview.php?key=19. Sulle iniziative in corso in Alto Adige per sostenere la diffusione dell’Open Source nelle scuole si vedano le risorse disponibili sul portale EMS: http://www.emscuola.org.


<< Indietro Avanti >>