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Ambienti virtuali: un’esperienza ITSOS nell’insegnamento della chimica

19 ottobre 2005 | Luigi Petruzziello Docente di chimica e di micro-biologia presso l'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio E-mail: luigi.petruzziello@tes.mi.it


L’evoluzione tecnologica offre nuovi strumenti di lavoro e di studio, che affiancano quelli tradizionali e fanno ormai parte della dotazione di risorse a disposizione del docente, il quale non può non tenerne conto. Le nuove tecnologie di comunicazione facilitano il processo di insegnamento/apprendimento: destano nell’allievo curiosità e interesse, gli permettono anche di seguire i propri ritmi di apprendimento e quindi completare con successo il percorso di formazione affrontato.
Nell’ambito delle nuove tecnologie di comunicazione la rete telematica rappresenta uno strumento didattico di notevole spessore. Rende possibile la creazione di ambienti virtuali che si affiancano a quelli classici come l’aula di classe, il laboratorio chimico, l’aula video, ecc. Le aule virtuali diventano luogo di ritrovo degli allievi anche al di fuori dell’orario scolastico e opportunamente gestite permettono di ampliare l’offerta formativa proposta dalla scuola. In esse gli studenti possono trovare materiali di studio, indicazioni operative, suggerimenti dell’insegnante, ma anche scambiarsi informazioni e suggerimenti oppure avviare dibattiti.
Consapevoli delle potenzialità formative della rete telematica, l’ITSOS ‘Marie Curie’ di Cernusco sul Naviglio si è dotato da alcuni anni di un sistema telematico: T&S basato sulla piattaforma FirstClass. Ogni anno nel sistema T&S vengono create numerose aule virtuali. La loro gestione è affidata agli insegnanti, che curano e moderano le attività che man mano vengono proposte e articolate in esse. La moderazione degli ambienti virtuali non richiede particolari competenze informatiche e questo ne ha facilitato la diffusione tra gli insegnanti delle diverse discipline.

Anche per l’insegnamento della chimica sono state attivate classi virtuali, utilizzate durante l’anno per svolgere attività didattica integrativa. Di seguito si descrive l’organizzazione di una classe virtuale realizzata per una classe prima di liceo tecnico. Nell’aula virtuale 1N_CHIMICA sono stati creati 5 spazi (o conferenze) chiamati: Chimica_Consegne; Chimica_Appunti; Chimica_Biblioteca; Chimica_Laboratorio; Chimica_esercizi.

spazio riservato alle esercitazioni: l’insegnante propone e invia degli esercizi indicando il tempo entro cui devono essere svolti e pubblicati dagli studenti. Ogni studente esegue gli esercizi, si confronta con i compagni e invia il compito svolto nella conferenza. L’insegnante alla scadenza del periodo prefissato controlla il materiale inviato e decide se vi è necessità di inviare indicazioni e chiarimenti allo studente
spazio usato per inviare indicazioni di lavoro agli allievi; l’insegnante colloca in questo spazio materiali di studio o indicazioni di approfondimento. Lo studente usa i materiali come integrazione del testo in adozione ed effettua gli approfondimenti richiesti usando le diversi fonti di cui dispone o indicate di volta in volta dall’insegnante (biblioteca comunale, biblioteca scolastica, internet, intranet, ecc)
spazio gestito dagli allievi per raccogliere gli appunti presi durante la lezione: l’insegnante guida gli allievi a concordare dei turni finalizzati alla raccolta, integrazione e organizzazione di appunti presi durante la lezione tenuta in classe dall’insegnante. Ogni allievo, in funzione del turno stabilito, cura e pubblica gli appunti di una lezione. L’insegnante effettua il controllo del materiale pubblicato e suggerisce le eventuali correzioni da apportare
spazio destinato alla raccolta di materiali relativi ad argomenti di approfondimento e a dispense preparate dal docente. L’insegnante (ma anche gli insegnanti di altri classi) prepara dei materiali di largo interesse e li pubblica avendo cura di indicare la classe a cui è destinato il materiale e il titolo dello stesso.
spazio riservato alle relazioni e materiali del laboratorio. Lo studente pubblica le relazioni finali delle attività svolte in laboratorio. L’insegnante effettua il controllo degli elaborati e invia le osservazioni agli studenti in rete oppure in aula.

Anche il web è stato utilizzato per integrare l’attività didattica. I materiali prodotti dall’insegnante sono stati organizzati in un corso chiamato ‘Corso mole’ e pubblicati all’indirizzo http://www.tes.mi.it/corsiol/chimica/
Il ‘Corso mole’ è composto da:
1- materiali con le indicazioni di lavoro per lo studente,
2- brevi lezioni e esercizi su argomenti ben delimitati,
3- test in rete per l’autovalutazione,
4- proposte di esercizi e problemi,
5- un forum per la comunicazione indiretta con i compagni e l’insegnante ,
6- una chat per la comunicazione diretta con i compagni e l’insegnante.
L’allievo accede al “Corso mole” mediante “userId e password”. Nell’aula virtuale trova brevi lezioni on-line divise per contenuto. Le lezioni sono costruite in modo da dare le informazioni essenziali; i concetti importanti sono riportati con caratteri di colore diverso in modo da “attirare” l’attenzione dello studente. In fondo alla lezione sono presenti alcuni esercizi svolti in modo analitico e con la descrizione del percorso seguito.

L’allievo da casa, in qualsiasi momento e senza limiti di tempo, può affrontare l’attività proposta dall’insegnante. Naturalmente questa è una fase di autoapprendimento non assistito. Al termine, lo studente, esegue i test predisposti per verificare il grado di apprendimento. Gli esercizi sono preparati in modo che chi li esegue riceve un feedback di ritorno con le indicazioni del livello di preparazione raggiunto e, se necessario, suggerimenti sullo studio integrativo da condurre

L’allievo ad un certo punto del percorso affronta la sezione degli esercizi e problemi di cui non è presente la soluzione in rete. In questa fase entrano in gioco anche il forum e la chat che hanno anche la funzione di promuovere l’apprendimento collaborativo. I partecipanti sono lo studente, i suoi compagni e l’insegnante e rappresenta, quindi, un momento di interazione con il gruppo.
Lo studente spedisce nel forum proposte di soluzione ai problemi/esercizi oppure richieste di aiuto, i compagni rispondono confermando le soluzioni oppure inviando soluzioni alternative, l’insegnante segue la discussione e se necessario interviene con suggerimenti, correzioni e chiarimenti. La chat viene in aiuto in caso di contemporanea presenza in rete di più elementi che partecipano al percorso, naturalmente compreso lo stesso insegnante.I risultati di questo lavoro svolto con una classe prima di Liceo Tecnico sono stati incoraggianti: oltre ad un discreto interesse e ad una partecipazione numerosa degli allievi, è stata valutata la riduzione delle lacune riscontrate prima del percorso. Infine non è da sottovalutare il miglioramento dei rapporti collaborativi tra gli allievi: collaborazione intesa non come ‘far copiare” l’esercizio al compagno, ma come “contributo” ad un dibattito in rete per costruire insieme un procedimento logico per pervenire alla risoluzione di problemi.
L’esempio di percorso in rete appena descritto non ha la pretesa di sostituire l’attività di insegnamento/apprendimento in presenza, ma di essere solo un altro momento formativo proposto allo studente con la finalità di aumentargli la probabilità di successo scolastico.

Esistono, tuttavia, ancora molte difficoltà nell’attuazione dei percorsi in rete, soprattutto legate alla non ancora capillare diffusione delle tecnologie informatiche (non tutti gli studenti possiedono un computer a casa, o la linea internet). Spesso sono proprio gli studenti a cui può giovare un percorso di apprendimento integrativo in rete ad essere sprovvisti di computer a casa. Anche le stesse famiglie talvolta ‘ osteggiano ‘ la diffusione in casa propria del computer e soprattutto dell’utilizzo della rete internet. Il motivo che spinge i genitori degli allievi a questa posizione è un sentimento di protezione nei confronti dei propri figli: non possono essere sottovalutati i potenziali pericoli e tranelli che la rete telematica mondiale può riservare al giovane.

Ancora una volta la scuola può assolvere un ruolo importante di supporto alle famiglie e agli allievi: in parte può sopperire alla mancanza di attrezzature informatiche in casa dello studente, attrezzando e mettendo a disposizione degli spazi per lo svolgimento delle attività in rete in orario extracurriculare. Inoltre, predisponendo le opportune e idonee misure di sicurezza (esempio firewall), può rendere difficile o impossibile l’uso improprio della rete telematica da parte di studenti ed estranei.


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