Home » n. 33 febbraio 2005

Content Management System e scuole: soluzioni per il web scolastico

19 febbraio 2005 | Simone Mazzucconi
Il sito web stressa la scuola che non l’ha (ben fatto)…
Avere un proprio sito web è oramai da tempo una necessità anche per le scuole. Per la didattica, per l’amministrazione, per la promozione della propria offerta formativa, per il contatto con il territorio, le altre scuole, le amministrazioni, pubbliche, per e fra i genitori, gli studenti, i docenti stessi.
Le scuole sono pronte?
Negli istituti scolastici esiste una cultura del web diffusa? Esistono le competenze comunicative e tecniche?
Una rapido sopralluogo sul web, a partire ad esempio da http://www.ips.it/scuola/pilota.html farebbe rispondere senz’altro… nì.
Molte scuole hanno siti web, pochi di questi siti web sono più che espressioni estemporanee di pochi volenterosi docenti.

La presenza di pagine web della scuola su Internet è “percepita” quasi sempre come una necessità, anche se spesso solo come vetrina, che ci deve essere per non sfigurare o perché qualche docente ha spinto per la realizzazione, ma senza coglierne le reali possibilità in termini di “servizio” verso l’utenza “esterna” (studenti, genitori) e verso quella “interna” (personale docenti, amministratori).
Inoltre in molti casi il fatto di “dover” essere sul web causa molto stress da competenza ed aggiornamento professionale ai docenti (e ai dirigenti scolastici) che, volenti o nolenti, sono chiamati a confrontarsi con le tecniche del web e con competenze nuove.
La necessità, la spinta (o a volte l’obbligo) dell’allestimento, pubblicazione e aggiornamento di un sito web con le informazioni relative alla scuola e alle attività didattiche li pone di fronte a problemi, tecniche e metodologie per la maggior parte di loro nuove. E spesso questo viene vissuto come un problema, non come un’opportunità.

Web: problema od opportunità?
Di fronte alla “novità” del web gli atteggiamenti del personale direttivo e docente delle scuole sono riassumibili, molto schematicamente come segue:

1. rifiuto (per paura di confrontarsi alla tecnologia e alla metodologia della comunicazione web oppure per disinteresse ad aggiornarsi professionalmente, per il non saper cogliere le opportunità insite nel medium)
2. grande interesse, nessuna capacità, tanta voglia di fare non incanalata verso percorsi formativi adeguati
3. entusiasmo eccessivo e deleterio, generalmente docenti che per formazione o passione si sono buttati a capofitto e purtroppo acriticamente nel web e producono siti che sono più che altro una propria espressione, un loro sfoggio tecnologico di competenze tecniche utilizzate senza che siano adeguate alla comunicazione. Qui vale la regola che più il sito è colorato, movimentato e spesso rumoroso (sia semanticamente che acusticamente) meglio è. A questi docenti in buona fede, si affidano (leggi demandano in toto), spesso più che volentieri i loro colleghi delegando loro ogni attività sul web.
4. il web come risorsa, meditata e cosciente, correttamente impostato sia dal punto di vista tecnico che comunicativo (le due cose sono inscindibili nel web). Sono generalmente docenti esperti che vedono il web come una risorsa per migliorare il “prodotto” scuola e il loro lavoro proprio e dei colleghi. Hanno competenze tecniche, ma le usano con il “grano salis” delle norme di buon web design (leggi usabilità) e si sforzano, pur nelle difficoltà, di fare “siti che funzionano”(1) per riprendere la felice espressione di Sofia Postai.

E’ ancora grande “la confusione sotto il sole” del Web scolastico anche se in questo panorama, certamente troppo schematico e ovviamente pieno di belle sorprese, si trovano vere e proprie “perle del web” che anche in ambito scolastico.

Ma lo standard resta l’improvvisazione e l’approssimazione e una ragione c’è. Fare un sito web è infatti molto facile, purtroppo. In fondo basta scrivere un documento Word, salvarlo come HTML e in qualche maniera catapultarlo e abbandonarlo sulla Rete…

Fare un buon sito web e invece molto difficile. Occorrono strumenti software adeguati (non Word e possibilmente nemmeno FrontPage!) , competenze tecniche specifiche e consolidate dalla pratica. Occorre poi una cultura del Web che sappia progettare per l’utenza (cfr. Krug [2000]) e non per soddisfare propri “machismi” tecnologici. Occorre persino ripensare la “scrittura” per il web (Cfr. Carrada [2000]).

Oltre l’HTML, i CMS
Una soluzione possibile è l’adozione di software che adottino la metodologia dei CMS (Content Management System), le cui “definizioni accettate sono più di una, costruite su diversi criteri selettivi. In semplicità, CMS è un software in grado di svolgere almeno quattro di questi compiti:
- creazione e trasformazione dei contenuti (authoring)
- document management / file archiving and retrieval
- gestione dei flussi di lavoro e documentali (workflow)
- controllo degli accessi (authentication, authorization)
- templating (content / layout separation)
- promozione e distribuzione dei contenuti (publishing)
- controllo di versione (versioning)”(2)

Tali software, sono generalmente Open Source, ovvero vengono distribuiti con licenza Gnu/GPL: (cfr. http://www.gnu.org/home.it.html e http://www.softwarelibero.it/documentazione/glossario.shtml). Sono dunque liberamente scaricabili dalla rete, possono essere utilizzati per scopi personali e/o commerciali e liberamente essere modificati purché il prodotto risultante venga anch’esso rilasciato con la stessa licenza.

I CMS sono dedicati alla costruzione e soprattutto al facile aggiornamento anche a più mani di siti e portali, senza che gli autori dei contenuti debbano avere obbligatoriamente competenze di HTML o tecnologie di web-publishing. Secondo Carlo Colomba, coordinatore del progetto MDPROF (http://www.mdprof.com)

“si tratta di una vera e propria filiera tecnologica del software dedicato alla realizzazione di siti web: infatti con questa sigla si intende usualmente classificare una serie di prodotti che consentono l’implementazione, la gestione e l’utilizzo di un sito web direttamente attraverso l’interfaccia del web-browser. In altre parole, il sito può essere gestito, i contenuti possono essere inseriti, senza richiedere agli attori del processo l’uso di particolari software (i browser sono gratuiti e forniti con ogni sistema operativo) e, cosa forse ancora più significativa, senza richiedere alcuna competenza di html o di altri linguaggi di descrizione della pagina. Grazie a queste caratteristiche i CMS vengono adoperati dalle comunità e dalle aziende come parte integrante dei processi di comunicazione esterni ed interni alla stessa comunità: ogni utente registrato al sistema ha infatti la facoltà di inserire contenuti: possono essere le ultime novità su un certo argomento, oppure la pubblicazione del verbale di una riunione, oppure ancora un documento di preparazione a qualche decisione. I CMS quindi sono dei sistemi che eliminano la figura del web-master inteso come intermediario tra chi produce i contenuti e chi li traduce e pubblica sul sito; sistemi che consentono agli utenti di partecipare ad una sorta di “comitato di redazione” del sito formato da persone che possono lavorare assieme a distanza e in tempi differenti. Sono sistemi che potenzialmente garantiscono il massimo della partecipazione degli utenti, intesi come lettori e autori allo stesso tempo.”

Fra i capostipiti di questi software vogliamo citare PhpNuke (http://www.phpnuke.org) . Per il nostro corso abbiamo invece scelto un suo “discendente” MD-PRO (http://www.maxdev.it).

Elenchiamo brevemente quali sono i vantaggi di questi software e quali gli svantaggi (3) :

Vantaggi dei Cms:
1. la gratuità
2. la modularità
3. la facilità di apprendimento dei pochi comandi necessari per una amministrazione base del sito. Si tratta solo di orientarsi nelle aree di amministrazione e di saper cliccare sui “bottoni” giusti.
4. la facilità di aggiornamento dei contenuti; pochi click, nessun codice HTML e il sito è aggiornato
5. l’abbondante manualistica e supporto on-line (siti dedicati, documenti scaricabili, gruppi di discussione, mailing-list).
6. una sterminata libreria di moduli aggiuntivi per ogni bisogno, dalle chat alle… “previsioni del tempo”. Oltre alla ovvia possibilità di collegarsi ad altre risorse Open Source quali ad esempio Moodle (4).
7. la facilità di pubblicazione delle informazioni (all’interno di layout predefiniti), anche per gli analfabeti del web, purché sappiano usare un browser e digitare un testo… (5)
8. la relativa facilità di prima messa on-line del sito. Le procedure sono automatizzare e dettagliate passo passo. In meno di mezz’ora si passa da zero alla presenza di un sito funzionante, pur senza contenuti e molto da personalizzare.
9. la possibilità di far entrare facilmente nel processo/progetto di formazione dei contenuti anche altri attori non meno importanti dei docenti nelle scuole, ovvero gli studenti, le segreterie/amministrazioni, i genitori… ad esempio secondo Lucio Pianese “[…] le scuole, che per definizione non hanno la struttura e la logica delle aziende, hanno tutto da guadagnare ad entrare in un mondo in cui la condivisione della conoscenza è un valore effettivo e funzionale al reale miglioramento della professionalità e della qualità dei processo didattico. Il mondo Open Source … sembra un miracolo al di fuori della realtà attuale, quella nella quale i più forti diventano sempre più forti, le grandi aziende concentrano in loro altre aziende e tutto sembra finalizzato al profitto estremo”.(6)
10. last but not least, la sistematizzazione forzata dei contenuti in aree omologhe. Ovvero la rigidità relativa di un sistema reimpostato costringe ad una lavoro preventivo di “architettura dell’informazione” (cfr. Rosenfield – Morvlille [2002]). Lavoro che dovrebbe sempre preesistere alla costruzione di un sito, che invece si trova spesso ad essere una “concrezione” di strati successivi, di difficile orientamento per l’utente. (7)

Svantaggi dei Cms:
1. la necessità, seppure solo in fase di installazione (8), quando non si vuole o si può affidarsi a personale esterno per la preinstallazione, di un minimo di competenze di rete, nella fattispecie di copia di file in FTP su server web e di “problem solving” nel caso qualcosa andasse storto. Un minimo di competenze sui database non guasta.
2. la necessità di avere server web che supportino il linguaggio php e che abbiano l’accesso a database Mysql. Ne esistono anche a prezzi irrisori, nell’ordine di poche decine di euro, ma per il principio del “do ut des”, il servizio è quello che è, e si sconsigliano. Inoltre i CMS che si affidano su contenuti tutti su database stressano molto i server in termini d carico di lavoro e dunque non bisognerebbe lesinare troppo.
3. una certa rigidità di layout e difficoltà di modifica dello stesso, per lo meno per il principiante. Seppur esistano moltissime “skin”, pelli con le quali rivestire in pochi click uno sito, resta difficile uscire dai layout predefiniti se si viene a creare la necessità anche solo di creare una semplice, buona, vecchia pagina HTML.
4. la necessità di impadronirsi di un certo “gergo” specifico a questi strumenti.
5. aderenza approssimativa agli standard di usabilità ed accessibilità. Ma all’interno dei team di sviluppatori la questione è presente e se ne tiene conto per le implementazioni successive (9).
6. il rapido raggiungimento del “plateau”, ovvero quel livello base di funzionalità, che si vorrebbero superare/ampliare, ma che sono di difficile apprendimento.

Da quanto sopra emerge comunque che, pur con molti distinguo e cautele, i vantaggi superano gli svantaggi.

Facile (quasi), economico, affidabile
Se si vuole un sito di qualità, funzionale e funzionante in pochi minuti (!), se si ha necessità (e dovrebbe essere la regola nel Web) di aggiornare continuamente contenuti specialmente a più mani, dunque se si vuole o si deve operare in un ambito di collaborazione fra colleghi, ognuno dei quali cura la propria area, se tutto questo ed altro è vero allora i CMS, sono lo strumento adatto:

“fare un sito a scuola ha senso non tanto (o non solo) per il suo possibile futuro utilizzo pratico, quanto per fatto stesso che lo si fa. E se questo “fare un sito” è opera collettiva (e a scuola ciò si deve ovviamente intendere come opera dell?insieme degli insegnanti e degli studenti motivati a farlo), si può dire evidentemente che si sia realizzato un obiettivo di grande valore formativo. L’esperienza della nostra comunità, che regge da tanti mesi anche alle inevitabili crisi, mostra quale straordinario legante sia l’aspetto affettivo, inteso nella sua più ampia accezione. Il sito “collaborativo” scolastico, soprattutto, non può restare l’opera di singoli eroici e stakanovisti “esperti”. La fase “collaborativa” che dovrebbe seguire alla realizzazione del prodotto non può miracolosamente scaturire da un’operazione compiuta in solitudine, anche se con grande maestria. Ciò che dà senso a un’impresa di questo tipo è quell’insieme di piccoli passi che acquistano valore e spessore grandissimi perché sono appunto il frutto di percorso “insieme”. Inoltre, soprattutto, se la costruzione di un sito “dinamico” si fa insieme agli studenti, questi stessi, una volta che il prodotto è realizzato, potranno animare il sito con i loro contributi, ne sono sicura. A questo proposito, l’inserimento di una piattaforma per la didattica (una didattica non puramente trasmissiva, naturalmente) incrementa enormemente le potenzialità del sito dinamico. Personalmente, vedo in senso realmente “collaborativo” anche l’uso di tale strumento. Penso ad uno spazio nel quale studenti e insegnanti si sentano in uguale misura motivati a lavorarci… (alcuni di noi hanno in mente molte idee, ad esempio, per la lettura e la scrittura…)” (10)

A questo si aggiungano i costi nulli di acquisizione del software, l’abbattimento di costi di formazione per il personale docente, l’ abbattimento delle ore-lavoro per la pubblicazione di contenuti con conseguente “sollievo” in termini di stress fisico e psicologico per il docente. Potrebbero essere la soluzione per avvicinare alla pubblicazione Web istituti scolastici che non hanno a disposizione risorse o budget per competenze informatiche specifiche e siti web costruiti ad hoc.

Esistono già moltissimi esempi di applicazione di software Open Source nel mondo della scuola (11), ma, scrive a proposito l’ingegner Alessandro Musumeci, Direttore Generale del Servizio Sistemi Informativi del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca):

“L’interesse per il software libero nella scuola italiana è in forte crescita. L’utilizzo effettivo si limita a casi esemplari, concentrati per lo più in istituti tecnici o professionali dove l’informatica è materia di insegnamento. Esistono casi molto interessanti, ma di carattere episodico e frutto esclusivamente dello spirito di iniziativa di singoli, generalmente insegnanti di materie tecniche, che, in un’ottica di volontariato collaborativo, hanno installato calcolatori e reti di classe o di scuola e hanno predisposto opportuni programmi didattici associati. Tali esperienze discendono da fattori di eccellenza specifici o locali (collaborazione di qualche nucleo di ricerca, etc) e quindi difficilmente riproducibili su larga scala e nella scuola di base”.(12)

10 siti di esempio
Ecco di seguito 10 esempi di siti scolastici realizzati con questi sistemi Open Source (13)

Per ingrandire la tabella clicca qui


Formare gli esperti in CMS Anche il mondo della formazione si è accorto di questa necessità e di questa opportunità. Proprio per cercare di risolvere la “sete” di cultura (tecnica e comunicativa) del web di cui si sente la necessità nel mondo scolastico e per fornire competenze sul mondo delle piattaforme CMS Open Source per la creazione di siti Web in questa modalità, l’Università degli studi di Firenze, Laboratorio di Tecnologie dell’educazione della Facoltà di Scienze della Formazione organizza ed eroga on-line il Corso di Perfezionamento a distanza (”Ambienti e comunità per l’apprendimento in Rete”). Al suo interno esiste un’ area tematica dedicata alle pratiche del (buon) web design per il Progettista di siti web per le scuole (14) .
Gli iscritti a quest’area sono per la maggior parte docenti e nel corso di questi ultimi anni si è potuto avere dalla viva voce ed esperienza dei protagonisti e dai “sopralluoghi” propedeutici ed esplorativi sul web lo stato dell’arte, le spinte costruttive, le necessità, nonché le “resistenze” al web in ambito scolastico. Dal corso 2003-2004, pur mantenendo una propedeutica al buon “web-design”, all’usabilità ed all’accessibilità, è stata abbandonata la tematica e lo studio della costruzione di pagine Web con il tradizionale utilizzo di HTML ed editor dedicati per dedicarsi a sperimentare ed approfondire la tecnologia CMS.
L’esperienza del corso 2003-2004 ha portato senz’altro a risultati positivi ed ha generato entusiasmi ed interessi oltre le aspettative.(15)
Entusiasmi ed interessi che, pur nella ristrettezza del campione, la dicono lunga sulla necessità di strumenti di web publishing “facile” che ha il mondo della scuola. Anche le numerose iscrizioni a quest’area del corso di quest’anno sembrano significative della voglia di “fare web” del mondo della scuola.

Non esistono problemi, esistono solo opportunità: MdScuola
Ad ulteriore riprova della bontà di questo approccio vi è l’impresa cui si sono dedicati i docenti-corsisti dell’anno passato che si sono costituiti in una comunità di supporto a coloro che volessero introdurre Md-Pro nelle scuole, ma in prospettiva e perché no, farne anche un “business”.
Sulla spinta della positività dell’esperienza di collaborazione on line, “la voglia di continuare il lavoro intrapreso sperimentando le forme della Comunità di Apprendimento e della Comunità di Pratica, condividendone anche i risultati con le modalità delle licenze Open Source e Creative Commons” (16), la bontà dello strumento i corsisti 2003/2004 hanno dato vita ad un loro portale, MD-Pro_F (http://www.mdprof.com) il cui scopo, è quello di fornire consulenza ed assistenza alle scuole che volessero dotarsi di tecnologie CMS per i loro siti, considerando “quanto appreso e quanto si va apprendendo come “capitale spendibile” nell’offerta di servizi di tipo professionale (con la speranza entro breve di formalizzare delle proposte di corsi on line su mdPro).”(17)

Non solo, grazie alla spinta propulsiva del Prof. Carlo Columba, docente di Elettronica presso l’Itis Vittorio Emanuele III di Palermo, coordinatore dello staff di MdProf, che ha saputo essere oltre che referente tecnico anche stimolatore di intenti, il gruppo riunito sotto il sito MD-Pro_F ha prodotto una personalizzazione del pacchetto base MD-PRO espressamente dedicato e preconfezionato per le scuole e chiamato MD-SCUOLA e che sarà integrato nel corso di quest’anno.

Non potendo in questa sede elencare tutte le funzionalità del pacchetto e la l’”architettura informativa” e rimandando al sito http://ww.mdprof.com/mdscuola per gli approfondimenti, ecco alcuni estratti della presentazione di Md-scuola a cura del Prof. Columba stesso:

“MdScuola è un sito web: anzi è la struttura, l’ossatura di un sito web, un qualcosa che ogni scuola può liberamente adoperare per inserire i propri contenuti. E’ sufficiente scaricare il pacchetto ed installarlo su un web server per ottenerne subito un “clone” perfettamente funzionante. […] MdScuola non è diverso da mdPro: ne è solo una “personalizzazione” dedicata alle scuole. […] L’inizio dei lavori della comunità poi diventata mdPro_f! ha riguardato una domanda fondamentale: come dovrebbe essere un sito scolastico? Cosa deve contenere e a cosa deve servire? Dall’analisi dei siti scolastici accessibili via Internet e dal tentativo di rispondere alle domande ora poste ne è venuto fuori un modello di sito scolastico la cui materializzazione ultima (pur con qualche inevitabile approssimazione) è costituita per l’appunto da mdScuola. In questo senso la home page ne è l’espressione maggiormente significativa: essa infatti è dominata dalla presenza simmetrica e “quadrata” (quadrati e cubi danno sempre l’impressione di “base”) dei quattro menu fondamentali dedicati a quelle che sono state individuate come le quattro componenti fondamentali interessate dai flussi comunicativi intersecantisi in un istituto scolastico. […]”

Conclusioni
Da quanto sopra possiamo concludere dunque che la scuola (italiana) si muove, con velocità progressiva, verso l’Open Source (18) e si comincia a vedere:

- il diffondersi una cultura del web, in termini di pratiche di buon web design, attenzione all’usabilità, all’accessibilità
- l’aggregarsi di comunità di pratica di docenti volti a migliorare il web scolastico e a farne uno strumento efficace ed efficiente per migliorare l’esperienza scolastica dei discenti e il lavoro di docente.
- L’attenzione verso gli strumenti Open Source che facilitano la vita del responsabile del sito web della scuole, dei docenti coinvolti nella produzione di informazioni documenti (con l’obiettivo/miraggio? di coinvolgere tutti gli attori, corpo docente, amministrativo, studenti genitori)
- L’apparire di strumenti di web-publishing specificatamente pensati per le scuole.

Restano ancora aperti alcuni problemi, ad esempio…

“la conformità a standard e normativa dei CMS PHP è assente o al più minimale, relegata all’aspetto di rivestimento del contenuto. Questa conformità molto spesso si limita alla validazione (X)HTML. La conformità agli standard ed agli obblighi normativi è necessaria per poter utilizzare CMS PHP FL/OSS nella gestione di sistemi per PA ed enti concessionari. La conformità agli standard e agli obblighi normativi è necessaria per utilizzare CMS PHP FL/OSS nella gestione di sistemi per privati Questa conformità è facilitata per quanto è software engineering nei sistemi CMS PHP FL/OSS, ma è in parte ostacolata dall’ecosistema produttivo e dal sistema sociale open source.” (19)

Rimane infine molta opera di divulgazione, ma i segnali sono tutti positivi.

I link riportati in questo contributo sono stati verificati in data 18 febbraio 2005.

URL/Bibliografia

Fonti bibliografiche
- Resini A, Trenta C., a cura di, CMS PHP Standard e normativa, Php Day Roma 4 dicembre 2004, http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf – Ridolfi P. et al, I disabili nella società dell’informazione, [http://www.pubbliaccesso.it/biblioteca/documentazione/disabili_
- Servizio di Osservatorio Tecnologico per la Scuola, http://www.osservatoriotecnologico.net/software/open_source_scuola.htm
- Taddei D., Accessibilità, tecnologia informatica e Pubblica Amministrazione, [http://www.nousab.it/taddei/]
- Una scuola libera, http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf

Accessibilità, usabilità, web-design, architettura dell’informazione
- 20 Regole d’ora per la costruzione di un sito, [www.recorvo.com/20regole.html] AIB-WEB, Linee guida per l’accessibilità ai contenuti del web, [http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm]
- Boscarol, Maurizio, Ecologia dei siti web: come e perché usabilità, accessibilità e fogli di stile stanno cambiando il modo di realizzare i siti internet, Hops Libri, Milano, 2003
- Carrada, Luisa, Scrivere per Internet, Lupetti, Milano, 2000
- CNIPA, Studio sulla progettazione dei siti web, [http://www.webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=453]
- http://www.mestierediscrivere.com
- http://www.usabile.it/
- http://www.webaccessibile.org/
- Krug, Steve, Don’t make me think: un approccio di buon senso all’usabilità del web, Hops Libri, Milano, 2000
- Nielsen J., The top ten new mistakes of web design, [http://www.useit.com/alertbox/990530.html]
- Nielsen, Jakob – Tahie, Marie, Homepage usability. 50 siti Web analizzati, Apogeo 2002
- Nielsen, Jakob, Web usability, Apogeo 2000
- Postai, Sofia, Il mestiere del web: manuale di sopravvivenza per web designer e committenti, Hops Libri, Milano, 2003
- Postai, Sofia, Siti che funzionano 2.0: quando web design non significa disegni sul web, Hops Libri, Milano, 2004
- Rosenfeld, Louis – Morville, Peter, Architettura dell’informazione per il World Wide web, Hops Libri, Milano 2002
- Ufficio italiano del W3C, [http://www.w3c.it]

Cms, Open Source
- http://maxdev.it
- http://scuola.phpnuke.it/
- http://www.docebolms.org/
- http://www.mdprof.com
- http://www.phpnuke.org
- http://www.postnuke.com
- http://www.spaghettibrain.com

Php-Mysql
- Parodi, Marco, Introduzione al PHP-My SQL, Natrusso Communication, 2004
- Reese, G. – Yarger, R.J. – King, T. , Usare MYSQL, Hops Libri, Milano, 2002

Web per la scuola
- http://scuola.linux.it/
- http://scuola.phpnuke.it/
- http://www.altrascuola.it/
- http://www.ips.it/scuola/pilota.html
- http://www.istruzione.it/altrisiti/linkscuola1.shtml
- http://www.linuxascuola.it/
- http://www.scuolainweb.it/

Scuole e nuovi media
- Calvani, Antonio, Educazione, comunicazione e nuovi media, Utet Libreria, Torino, 2001
- Costa G., Rullani E. (a cura di), Il maestro e la rete. formazione continua e reti multimediali, Etas, 1999, Milano
- Rivoltella, Pier Cesare (a cura di), I rag@zzi del web. I preadolescenti ed Internet: una ricerca, Vita e Pensiero, Milano, 2001

Note
(1) Cfr. Postai [2004]
(2) in Resini A, Trenta C., a cura di, CMS PHP Standard e normativa, Php Day Roma 4 dicembre 2004, http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf
(3) Per una completa presentazione di MD-PRO si veda http://www.maxdev.it/modules.php?op=modload&name=AboutMD&file=index
(4) cfr. ad esempio http://www.mdprof.com/moodle/ a cura di Paola Pippia
(5) …bisogna però essere pronti a ripensare la scrittura del web, cfr. http://www.mestierediscrivere.com o Carrada [2000]
(6) Prof Lucio Pianese (Consorzio Hermes), citato in “Una scuola libera”, http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf (7) Un po’ come nei villaggi Hopi e Zuni (Arizona, New Mexico) che nascono da giustapposizione continua di locali a seconda delle aumentate necessità abitative. Belli, ma bisogna averli costruiti ed esserci vissuti sempre per raccapezzarsi.
(8) Si può sempre demandare a professionisti esterni di occuparsene. In molti casi sono gli stessi fornitori dello spazio web a fornire il servizio di preinstallazione.
(9) Si veda ad esempio Resini – Trenta [2004]
(10) Paola Pippia , docente di Materie Letterarie nell’Istituto Tecnico, Industriale Statale “Galileo Galilei” di Roma e membro dello staff di Md_Prof.
(11) si veda ad esempio, sull’esperienza delle scuole del Comune di Empoli e altre, “Una scuola libera” http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf. Si veda anche http://scuola.linux.it/ http://www.altrascuola.it/ http://www.linuxascuola.it/
(12) “E-Governement nella Scuola”, Spaggiari, 2003″ citato in “Una scuola libera” http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf (13) La ricerca è stata effettuata digitando in GOOGLE le parole chiave “liceo phpnuke” e “liceo md-pro”.
(14) Chi scrive è tutor della suddetta area.
(15) … con addirittura alcune folgorazioni sulla via di Damasco seguite a reticenze neo-luddistiche o da ritiro sulla “torre d’avorio” di coloro che consideravano disdicevole “sporcarsi le mani coi bytes”.
(16) Carlo Columba, e-mail all’autore.
(17) Carlo Columba, e-mail all’autore.
(18) Ne è riprova il crescente numero di siti web dedicati, cfr. bibliografia.
(19) In Resini A, Trenta C., a cura di, CMS PHP Standard e normativa, Php Day Roma 4 dicembre 2004, http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf vengono riepilogati i punti deboli dei sistemi CSS.


<< Indietro Avanti >>