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Da uno studio di change management alla produzione di un learning object

19 luglio 2005 | Mitja Švab E-mail: mitjasvab@tiscali.it - mitja.svab@unipd.it
Introduzione La tesi nasce come una naturale evoluzione dei concetti, tecniche e approcci acquisiti durante il master e applicati sul posto di lavoro dove è stato svolto lo stage. L’analisi ha preso in considerazione varie esperienze che lo Staff e-Learning del Centro di Calcolo di Ateneo dell’Università degli Studi di Padova ha avuto durante e prima del periodo dello stage.
Il lavoro della tesi ha seguito due linee principali. Nella prima si è approfondito il problema del cambiamento nell’organizzazione a seguito dell’introduzione dell’e-learning con particolare interesse verso il ruolo dei docenti. Dalle informazioni ricavate da più casi di studio è stata proposta un’analisi delle principali problematiche e una sintesi degli aspetti ritenuti più importanti.
Una seconda linea di lavoro è stata incentrata sulla realizzazione di un modulo didattico web-seminar con audio associato a slide sulla produzione di materiali multimediali e interattivi. I contenuti del modulo sono stati progettati e realizzati per un pubblico senza particolari conoscenze tecniche o conoscenze specifiche sull’e-learning. Un cdrom contenente il modulo didattico è stato allegato alla tesi. Il lavoro è stato ideato con un approccio molto pragmatico, tanto per l’analisi dei casi di studio derivanti dall’esperienza diretta, che per la realizzazione del modulo didattico volto ad illustrare una possibile azione diretta alla disseminazione della conoscenza nell’ateneo. La tesi ha permesso non solo di analizzare le interazioni con i docenti e i processi gestionali, ma anche di provare nuove tecnologie, acquisire nuove competenze sulla produzione di contenuti e progettare azioni di sistema per migliorare le carenze organizzative e gestionali dello Staff e-Learning. Si è cercato in questo modo di acquisire informazioni e materiali utili anche per un successivo utilizzo degli stessi nel contesto reale della gestione dell’e-learning nell’ateneo patavino.

L’analisi del change management
Come per ogni novità introdotta in un’organizzazione, anche l’attuazione nel mondo universitario di modalità legate all’e-learning induce resistenze e produce stress da cambiamento. La prima parte della tesi presenta la descrizione di cinque casi di introduzione dell’e-learning e delle sue metodologie nei tradizionali processi didattici universitari come sostituzione o come complemento alla didattica tradizionale in presenza. I casi affrontano varie tematiche, dalla progettazione dei contenuti alla gestione del momento formativo, dagli approcci alle nuove metodologie didattiche all’organizzazione della valutazione di profitto utilizzando le tecnologie di rete. In tutti i casi elencati si ripropone il problema del cambiamento culturale da parte del docente, del suo approccio al nuovo modo di insegnare e il problema, da un punto di vista più sistemico-organizzativo, del modo più adeguato per supportare i docenti in questa delicata fase di cambiamento.

Dai casi di studio analizzati si può rilevare che l’introduzione dell’e-learning nell’ateneo risulta essere un’operazione tutt’altro che facile. In generale i docenti non conoscono le metodologie adatte ad una formazione a distanza di tipo e-learning e non sanno quali sono le nuove potenzialità che offre la rete. Essi non percepiscono che le modalità a distanza sono per molti aspetti differenti da quelle in presenza e hanno la percezione di poter gestire il momento formativo in rete attingendo alla loro esperienza di insegnamento in aula. Non sentono il bisogno di consultare esperti in materia, ma tentano di trasferire gli stessi metodi e approcci utilizzati nella formazione in presenza anche alla formazione a distanza.
Anche l’ateneo come organizzazione ha bisogno di cambiare ed evolversi nell’ambito dell’e-learning. I docenti, infatti, quando sono informati, percepiscono la presenza di un ulteriore impegno in termini di tempo per la gestione (materiali, forum, ecc.) dei corsi a distanza, ma non vengono addizionalmente incentivati o remunerati. Essi intraprendono autonomamente azioni in ambito di e-learning o per interesse di ricerca, o quando ne scorgono i potenziali benefici, anche a lungo termine, sull’organizzazione del proprio lavoro o come supporto alla didattica in aula.
Risulta interessante il fatto che la maggior parte dei problemi riscontrati sono dovuti ad un mancato trasferimento di informazioni a vari livelli, a partire da informazioni sulle procedure di utilizzo degli strumenti software fino alle informazioni sul cambiamento culturale che l’e-learning impone agli attori coinvolti. Si evince allora la necessità di un piano per l’educazione alla cultura dell’e-learning, al corretto utilizzo degli strumenti e alla disseminazione di buone pratiche. Le azioni intraprese hanno avuto successo quando gli attori coinvolti, docenti e tecnici, collaboravano e comunicavano con gli esperti consulenti del settore. Diventa cruciale perciò mantenere attivo un canale di comunicazione per la disseminazione delle informazioni nell’ateneo che richiede un’attenzione, una gestione e una strategia apposita.

Dai casi analizzati risulta evidente che non basta avere le tecnologie o le procedure adatte, ma bisogna agire in modo forte sul cambiamento stesso che l’introduzione di tali modalità apporta nell’organizzazione consolidata in un insegnamento di tipo frontale. La presenza di esperti del settore risulta indispensabile in questo processo, tanto più complesso e problematico a causa della vasta dimensione dell’organizzazione. Risulta essenziale perciò che una strategia di supporto di larga scala a docenti e tecnici nasca e sia supportata da una decisione chiara a livello di ateneo.

La realizzazione del learning object
Dagli stimoli derivanti dall’analisi dei casi si è passato alla realizzazione di un learning object che potesse trasmettere al fruitore alcune informazioni basilari sull’e-learning. La scelta di realizzare tale oggetto di apprendimento ricade in una strategia di comunicazione volta alla sensibilizzazione del corpo docenti dell’ateneo verso le nuove modalità dell’e-learning. Dato che spesso sono i docenti stessi che lavorano o aggiornano i propri materiali, si è pensato di iniziare con un modulo che illustri in modo molto pragmatico le problematiche legate a quest’operazione.

L’attenzione della seconda parte della tesi si sposta perciò in modo preponderante sull’oggetto di apprendimento realizzato, sui suoi contenuti e sulla realizzazione tecnica di questi ultimi. Il modulo didattico, composto da un’integrazione di slide con audio, è realizzato in tecnologia flash e HTML e risulta perciò fruibile da qualsiasi sistema operativo munito di browser e plugin per flash. Può essere fruito direttamente come risorsa web o inserito in una piattaforma SCORM compatibile. Come obiettivo didattico il modulo punta ad illustrare le nozioni principali sui formati dei materiali adatti ad Internet e sul processo di progettazione e di produzione dei materiali. Nel modulo si da ampio spazio ad esempi di materiali interattivi e multimediali, cercando di far vedere piuttosto che solamente di spiegare. Esso riproduce una modalità di insegnamento/apprendimento di tipo frontale ed è destinato ad un target di utenti che non hanno particolari conoscenze tecnico-informatiche. A questo proposito si è deciso di utilizzare un approccio molto diretto con un linguaggio non tecnico e di partire da esempi concreti per illustrare il processo di progettazione e produzione dei materiali.

Il modulo didattico è stato strutturato in 5 parti:
1. introduzione all’uso dell’interattività e della multimedialità nell’ambito dell’e-learning con la presentazione di alcuni esempi
2. discussione sulle tecnologie e sui formati (immagini, audio, video e streaming) 3. la progettazione dei materiali nel contesto più generale della progettazione di un corso per l’e-learning
4. esempi di utilizzo di alcuni authoring tools
5. illustrazioni di esperienze e approcci adottati in altre università europee
Il learning object cerca di introdurre l’aspetto tecnico della produzione dei materiali nel contesto più generale dell’e-learning. A questo scopo vengono trasmesse, con confronti e rimandi, anche informazioni su altre modalità, strategie, approcci e figure professionali tipiche dell’e-learning indicando chiaramente la possibilità / necessità di appoggiarsi a personale esperto nella progettazione e produzione di contenuti e corsi per la formazione in rete.
La suddivisione del modulo didattico in più sezioni si presta bene anche ad un possibile futuro arricchimento ed evoluzione per creare dei contenuti ad una granularità più elevata o per aggiungere dei brevi test a risposta chiusa con feedback e tracciamento nell’ottica di un utilizzo secondo lo standard SCORM 1.2.

Il dopo master
L’ambiente di lavoro mi ha fornito già prima del master molti stimoli e diverse opportunità per approfondire l’ampio universo dell’e-learning con esperienze di progettazione, di docenza e di tutoraggio. Con il master esso è diventato un terreno fertile dove applicare le teorie e le tecniche acquisite. Forte delle nuove competenze ho svolto anche delle consulenze per il mondo privato, che opera con intenzioni e ritmi diversi dall’università. Agire in più ambiti mi ha permesso di ottenere una visione più ampia delle problematiche legate all’e-learning.

Attualmente seguo più progetti a diversi livelli. Nei primi mesi del 2005 è partito un percorso straordinario a distanza per 750 studenti lavoratori. Per questo progetto ho gestito la progettazione e la gestione del processo, la scelta delle tecnologie, la progettazione dei corsi e dell’interazione con gli esperti della materia, la delineazione di un piano di tutoraggio e l’ideazione di una knowledge base amministrativa e di un help-desk per l’allineamento tecnologico degli studenti. Ancora in fase embrionale invece l’idea di un corso di eccellenza di italiano per stranieri, per il quale ho svolto azioni iniziali di progettazione di sistema dalle quali si passerà adesso alla stesura di un business plan. Tra le esperienze più interessanti c’è sicuramente la consulenza nel privato per l’introduzione dell’e-leanring in un’azienda di grandi dimensioni (1600 dipendenti). Dalla consulenza è nata una collaborazione per supportare l’azienda in tale percorso. Ho avuto occasione, inoltre, di illustrare concetti e tecniche di e-learning presso l’università di Koper-Capodistria (Slovenia), che sta facendo i primi passi nell’adozione dell’e-learning. In questo periodo gestisco anche la coordinazione a distanza di un gruppo di creatori di contenuti per un master interuniversitario, supportandoli come tutor sia nell’utilizzo degli strumenti, sia nella progettazione didattica dei contenuti.

L’esperienza del master mi ha arricchito molto dal punto di vista professionale, dandomi la possibilità di valutare l’e-learning da diversi punti di vista. Con tale percorso ho potuto colmare le lacune teoriche nell’area pedagogica e acquisire strumenti, approcci e metodi per svolgere al meglio i compiti di instructional designer e content manager. L’arricchimento continua tutt’oggi con la collaborazione alla comunità professionale di esperti in e-learning a cui ho dato vita assieme ad altri colleghi dopo il master, creando di fatto un network di professionisti del settore e-learning.

Chi è Mitja Švab
Classe 1971, laureato in Ingegneria Informatica presso l’Università degli Studi di Padova, intraprende già con il lavoro di tesi un percorso professionale nell’ambito dell’e-learning, collaborando con la Venice International University. Il suo percorso professionale lo porta a lavorare presso il Centro di Calcolo di Ateneo dell’Università degli Studi di Padova, dove ancora oggi gestisce, studia e offre consulenza sull’introduzione dell’e-learning nell’ateneo.
Lo scorso anno ha intrapreso un percorso formativo di specializzazione quale Progettista e Gestore di Formazione in Rete, master presso l’Università degli Studi di Firenze. Dalla fine del master il suo operato si è spostato verso azioni di consulenza, anche in ambito internazionale, a soggetti privati e pubblici, verso la gestione dei gruppi di lavoro e verso l’approfondimento delle questioni legate al cambiamento nelle organizzazioni dovuto all’adozione dell’e-learning. Oltre al lavoro presso l’università di Padova intrattiene rapporti di collaborazione anche con le università di Firenze e di Koper-Capodistria (Slovenia).

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