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Dal training management al change management

19 luglio 2005 | Daniela Massotti, Via A. Brisse, 19 - 00149 Roma E-mail: d.massotti@inwind.it
Osservare-conoscere-sapere per imparare ed agire: un modus vivendi che caratterizza il mio approccio al mondo. La convinzione dell’importanza e della necessità dell’apprendimento continuo e la riflessione sulle nuove tecnologie come amplificatori di questi aspetti si allineano ad interessi, da sempre nutriti ed esplicitati, alla sensibilità per le dimensioni comunicative e relazionali e all’attenzione per la componente umana, le dinamiche e i processi organizzativi. È stato così per la preparazione accademica del corso di laurea in Scienze della Comunicazione, per l’esperienza di stage effettuata nell’ambito del master (1) per le attività di formazione e sviluppo che svolgo attualmente e per quelle che, mi auguro altrettanto stimolanti, verranno in seguito.
Attualmente continuo a collaborare in MBDA Italia nella progettazione, nel monitoraggio e nella valutazione di percorsi formativi in presenza e a distanza.
In particolare, nell’ambito del progetto Training Manager, già oggetto dello stage e della tesi di master, sono impegnata nell’affiancamento dei TM nella fase operativa, che si snoda in attività di tutorship in aula e da remoto, costruzione di strumenti di valutazione (preliminare, in itinere e sommativa) e definizione dei profili professionali finalizzata all’individuazione dei percorsi di carriera. Data l’incidenza organizzativa del ruolo del Training Manager e l’impegno richiesto a chi lo ricopre, per garantire la copertura di tutte le funzioni aziendali e per supportare gli attuali TM, si è progettata una seconda edizione di tale percorso formativo, in modalità blended, nell’ambito della quale mi occupo dell’elaborazione di materiali didattici. Infine, sto curando la stesura del Manuale del Training Manager, contenente linee guida, indicatori e strumenti utili per le attività di competenza di questa nuova figura professionale.
Sono coinvolta anche nel progetto FLIP (Finmeccanica Learning Induction Program) come referente aziendale. Si tratta di un percorso formativo prevalentemente online rivolto ai Neoassunti che, ricorrendo alla simulazione, ai wbt e al project work, quali veicoli dei driver Finmeccanica, persegue la costruzione di un’identità di gruppo condivisa.
Unitamente all’analisi dei fabbisogni formativi, le attività che svolgo richiedono flessibilità, dinamismo e capacità di adattamento alle nuove esigenze; sono attività stimolanti e diversificate, più o meno ampie e complesse, in cui vorrei continuare a cimentarmi e a migliorare, applicando ed accrescendo le competenze finora acquisite. Sono attività dunque, in cui le mie inclinazioni e i miei interessi trovano una sintesi con le caratteristiche e le opportunità dispiegate dall’eLearning.

Il blended learning come risposta al cambiamento organizzativo

Nelle organizzazioni orientate all’innovazione e alla crescita continua la formazione è fondamentale tanto per il singolo individuo quanto per l’intera organizzazione, poiché rappresenta uno strumento di sviluppo del patrimonio intangibile, di capitalizzazione del know-how interno e di miglioramento delle performances. Tuttavia, in un contesto mutevole quale quello tecnologico, si richiede una formazione “su misura”, specifica ed integrata, a fronte di una crescente esigenza di flessibilità, strategica, operativa e gestionale. Nella prospettiva del life long learning, la formazione non è più addestramento ma vero e proprio veicolo del cambiamento che, a partire dall’azione sul singolo, comporta una marcata incidenza su tutta l’organizzazione, sulla struttura e sulla cultura ad essa sottese. Poiché investe le dimensioni individuale ed organizzativa, la formazione “va pensata e realizzata in termini di processo, ha un significato ed un orientamento strategico, richiede tecnologia ed espressione di valori” (2); essa cioè, si snoda nel tempo coinvolgendo soggetti diversi, è strettamente correlata agli indirizzi strategici dell’organizzazione ed è sempre più innovativa per l’uso che fa di nuovi modelli, strumenti e tecnologie educativi.
Una formazione così concepita è quella erogata per l’introduzione della figura del Training Manager (TM) in MBDA Italia. Il progetto TM, finalizzato alla valutazione del ritorno degli investimenti in formazione in termini di impatto organizzativo ed aumento della redditività, istituisce un nuovo ruolo a supporto dello staff formazione. Il Training Manager, ponendosi come sensore dei fabbisogni formativi dell’area di appartenenza e coniugando competenze tecniche e manageriali, contribuisce in modo rilevante al processo di formazione, dall’individuazione delle esigenze prioritarie alla proposta di percorsi formativi mirati. Tale progetto, fortemente voluto e costantemente sostenuto dal top management, è stato alla base della mia esperienza di stage all’interno di un’organizzazione complessa ad elevato contenuto tecnologico, che mi ha permesso di compiere una crescita personale e professionale attraverso la conoscenza, e quindi la comprensione, degli attori, dei processi e delle dinamiche caratteristici di un simile contesto, a partire dai quali ho tratteggiato alcune linee guida per un ulteriore sviluppo della formazione con l’ausilio delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), in particolare le soluzioni blended. La soluzione mista come modalità formativa per le aziende e i benefici che ne conseguono (flessibilità dei percorsi formativi; personalizzazione ed individualizzazione dell’apprendimento; riusabilità dei materiali didattici; sviluppo integrato di competenze diverse; contributo alla visione sistemica) concorre all’accrescimento e alla condivisione di conoscenze e pratiche lavorative (dal knowledge creation al knowledge sharing e al knowledge application), ottimizza gli investimenti e i risultati, favorendo il cambiamento organizzativo e culturale.

Fig. 1 Elaborazione da Angelici G., Introduzione alla gestione per processi, 2001
Il ricorso ad una formazione erogata con l’ausilio delle nuove tecnologie dunque, costituisce già di per sé un cambiamento per le aziende che l’adottano, ma, al tempo stesso, rappresenta uno strumento per attuare un cambiamento più ampio che investe l’organizzazione tutta, le persone che la compongono e la cultura di cui sono espressione.
In questo senso il blended learning è veicolo e risultato del passaggio dal training management al change management, dal momento che consente, previa individuazione ed attuazione di metodologie, tecniche e strumenti coerenti, lo sviluppo e la gestione delle persone, unitamente al raggiungimento dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità della formazione.

Note(1) Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Ingegneria – Facoltà di Scienze della Formazione, Master in “Progettista e gestore di formazione in rete, e-learning management e società della conoscenza”
(2) Quaglino G.P., Fare formazione, Il Mulino, Bologna, 2001.

Bibliografia
Eletti V. (a cura di), Che cos’è l’e-learning, Carrocci, Roma, 2002
Knowles M., Quando l’adulto impara. Pedagogia e andragogia, Franco Angeli, Milano, 1997
Quaglino G.P., Fare formazione, Il Mulino, Bologna, 2001

Sitografia
Brennan M., Blended Learning and Business Change, January 2004 http://www.clomedia.com/content/templates/clo_businessint.asp?
articleid=349&zoneid=13

Lambe P., E-learning in Support Change, 2002 http://greenchameleon.com/thoughtpieces/elearnchange.pdf
The staff of Brandon-hall.com, Learning Management and Knowledge Management, 2001 http://www.brandonhall.com/public/whitepapers/lmkm/whitepaper_lmkm260101.PDF

Indice tesi
Ringraziamenti
Premessa
Parte Prima: Un punto di vista sulla formazione attuale
1.1 La formazione come strumento di gestione e sviluppo delle persone
1.2 Quale formazione oggi?
Parte Seconda: Il caso di MBDA Italia
2.1 Il contesto organizzativo e l’esigenza di una nuova figura professionale
2.2 Il ruolo del Training Manager
2.3 Il progetto Training Manager
2.3.1 La pianificazione
2.3.2 Il coinvolgimento del top management
2.4 Il percorso Training Manager
2.4.1 Il laboratorio esperenziale
2.4.2 L’esercitazione applicativa
2.5 Fattori di successo, criticità e trasferibilità del progetto Training Manager
Parte terza: Verso una nuova concezione della formazione
3.1 Una nuova procedura per il processo formativo
3.2 Knowledge management ed e-learning: una possibile integrazione
3.3 Il blended learning: caratteristiche e benefici per le aziende
3.4 Linee guida per una soluzione blended
Considerazioni conclusive
Appendice
Bibliografia
Sitografia


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