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Editoriale

19 marzo 2005 | a cura di Alberto Colorni Direttore Centro METID alberto.colorni@polimi.it
Tre aspetti chiave dell’e-learning: apprendimento collaborativo, monitoraggio, co-progettazione

Puntini C’è un gioco molto noto tra i principianti dell’enigmistica: si tratta di unire tra loro dei puntini seguendone la numerazione, per scoprire cosa apparirà (di solito il disegno è qualcosa che era difficilmente visibile a partire dall’insieme di punti iniziali). Per introdurre gli articoli che compongono questo numero di Form@re adotterò la stessa tecnica:

mostrare che c’è qualcosa che lega le varie esperienze descritte e che appare solo (?) dopo averle lette tutte: il modo di lavorare del gruppo operante presso il Centro METID del Politecnico di Milano. Partiamo dunque.

Il primo articolo, di Lorenza Leita, descrive un Master on line – NetBA, per Net Business Administration – realizzato in collaborazione con Enel-Sfera. La sottolineatura qui è sull’evoluzione del progetto, inizialmente strutturato in modo rigido (secondo il formato dei Learning Objets) e in seguito modificato per accompagnare la dinamica propria di un Master, proponendo man mano alcuni elementi di personalizzazione.
Il testo di Simona Azzali descrive invece un ambiente di lavoro interno a METID, il laboratorio Side_lab, creato con l’ambizione di sviluppare il versante creativo proprio di tutti i progetti di e-learning e di produrre ricerca nell’ambito della comunicazione digitale (e anche un po’ per rafforzare l’immagine del Centro).
Il lavoro di Daniela Casiraghi introduce un tema sempre più rilevante nel mondo dell’e-learning: la collaborazione tra Università e Pubblica Amministrazione (P.A.). Lo fa presentando un paio di casi in cui il Centro ha operato una “rilettura” di progetti sviluppati nella P.A. per valorizzarne alcuni elementi.
Nel loro articolo Stefano Scotti e Maurizio Mauri entrano nel vivo di una ricerca: il tema è quello dell’interazione uomo-macchina nelle attività di e-learning. Vengono mostrati alcuni “protocolli”, per ora a livello sperimentale ma che in futuro potranno consentire un feedback sullo stato di attenzione-stress di uno studente remoto.
Il quinto lavoro, di Donatella Costa, presenta alcune riflessioni sull’evoluzione di un progetto già presentato due anni fa: MathOnLine, un percorso di raccordo scuola-università. Si vuole mostrare come un processo produttivo di e-learning sia anche (o soprattutto) un fatto di gestione di competenze diverse e convergenti.
Conclude questo numero l’articolo di Susanna Sancassani relativo alle potenzialità dell’e-learning nel settore dell’internazionalizzazione. Il tema è descritto a partire da un’esperienza in corso, ma ha ovviamente valenza generale. L’aspetto interessante sta quindi nel modello di partnership tra Università e Imprese, oltre che nel formato realizzato.

Conclusa la lettura – e quindi uniti tra loro i puntini – cosa apparirà ? Cosa lega destinatari così diversi: persone che lavorano (NetBA), operatori del Centro (Side_lab), funzionari (P.A.), ricercatori (uomo-macchina), studenti di scuola (MathOnLine), studenti cinesi (internazionalizzazione)? Come lavora METID, perché e come sceglie i progetti?
La Teoria dei Sistemi afferma che un sistema è un aggregato di elementi (a volte fisici, a volte astratti) tra i quali è definito un insieme di relazioni: un sistema è quindi assai di più della somma delle sue parti perché si caratterizza (anche) con le condizioni di funzionamento. Il Centro METID è un sistema, le sue condizioni di funzionamento sono:
- il lavoro per progetti, con un’intensa attività preliminare di progettazione e di definizione del formato;
- una varietà di ruoli e competenze, con una forte intercambiabilità tra le varie persone;
- una modalità (da noi definita) di co-progettazione, tra le persone del Centro e con i committenti;
- l’importanza attribuita al monitoraggio, con un’attenta scelta degli strumenti di feedback;
- un certo margine di discrezionalità e una spinta alla creatività (la ricerca di nuovi formati).

In un vecchio numero di Form@re (n. 21, maggio 2003) indicavo con il titolo “La famiglia Addams” il fatto che in un progetto di e-learning convergono molte mani (ci sono molti soggetti coinvolti) e c’è un certo tasso di “incoerenza diffusa” (gli stili sono diversi).
Qui voglio sottolineare l’evoluzione del lavoro di un Centro di e-learning con più di quaranta persone. Spero di essere riuscito a incuriosirvi, spingendovi alla lettura di una serie di articoli e quindi alla scoperta di una “figura coerente” data dal collegamento tra i puntini.


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