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Editoriale

19 maggio 2005 | a cura di Davide Parmigiani docente a contratto di DIDATTICA GENERALE SSIS – Università di Genova
Esiste un’expertise didattico-tecnologica?
    

Antonio Calvani, nel suo Elementi di didattica, si pone una delle domanda fondamentali che riguardano la didattica: «Esiste un’expertise didattica?» (1), esiste cioè una capacità, un corpus di conoscenze, abilità e competenze che rende colui che si occupa di relazioni umane finalizzate all’apprendimento, un esperto nel progettare, organizzare e valutare un ambiente di conoscenza?

In altre parole, può essere riconosciuta una professionalità caratteristica di una persona o, meglio, di un gruppo di persone in grado di gestire saperi, contesti, strumenti, variabili qualitative e quantitative, altre persone e, in ultima analisi, loro stessi, in modo che la complessa ramificazione derivante da questi elementi concorra a far evolvere processi formativi differenziati?Nel corso del volume si succedono varie forme di riscontro a questi interrogativi. L’autore esemplifica quali possono essere le modalità che contraddistinguono un insegnante esperto, un educatore esperto, un formatore esperto, indicando le prerogative che questi professionisti devono saper mettere in atto per ritenersi tali.
Anche in altri volumi (2) riguardanti le scienze dell’educazione in generale e la didattica in particolare, si possono trovare suggerimenti validi che completano, sebbene in modo indiretto, le risposte alle problematiche sollevate dalle precedenti domande.
Come riconoscere l’expertise didattica? Come implementarla? Come monitorarla? Come valutarla e autovalutarla?
Anche se la risposta non può essere univoca, nel qual caso rischieremmo di cadere in contraddizione con il presupposto fondamentale della didattica intesa come sapere teorico-pratico in movimento, possiamo affermare – con sufficiente credito storico-scientifico derivato dagli studi che negli ultimi decenni accreditano la didattica come scienza –, che un’expertise didattica esiste, può essere resa visibile, può essere discussa e, soprattutto, può essere insegnata, può essere, cioè, oggetto del suo oggetto. La didattica che insegna la didattica.
In quest’ultimo anno accademico, nell’ambito del corso di Didattica generale tenuto alla SSIS di Genova, una delle domande d’esame recitava per l’appunto: “Stai osservando un insegnante all’opera in una classe. Secondo la tua esperienza, quali sono i segni che denotano la sua expertise didattica?”
Le risposte degli specializzandi, come spesso accade forse perché scevri da preoccupazioni di tipo accademico, hanno fornito interessanti suggerimenti per procedere nell’identificazione di una figura professionale, al contempo, definita e dinamica, tecnicamente preparata ma fondata da un punto di vista epistemologico.
“Saper produrre progetti didattici articolati; conoscere molteplici strategie di intervento; prospettare scenari adatti ai diversi contesti; saper gestire le relazioni con gli studenti; saper provocare motivazione allo studio; evidenziare un’expertise di gruppo dei docenti e degli allievi; saper gestire il tempo e lo spazio dei saperi;…” ed altre ancora.
Questo numero di Form@re intende scandagliare la possibilità di uno stretto rapporto fra “Expertise didattica e tecnologie”, si propone cioè di estendere la domanda iniziale e porla in relazione con le tecnologie: «Esiste un’expertise didattico-tecnologica?», esiste una peculiare capacità di rendere gli strumenti tecnologici parte integrante dell’attività didattica? E, sulla stregua delle questioni precedenti, come riconoscerla, implementarla, monitorarla, valutarla, autovalutarla e, infine, insegnarla?
L’estensione non vuole essere solo formale o rappresentare un mero esercizio dialettico fra termini scientifici e pratica operativa, intende fondare il problema, suggerire tematiche per la discussione e individuare piste che indichino scenari attuabili nelle differenti situazioni.
Attenzione! La domanda che conferisce il titolo a questo numero non costituisce un semplice prolungamento della domanda che la precede e, in un certo senso, la genera.
Il rischio è quello di operare un sillogismo impoverente: prima c’era la didattica, ora ci sono anche le tecnologie, allora dobbiamo pensare a una didattica tecnologica.
Un ragionamento di questo tipo tende a differenziare, a esacerbare la differenziazione fra una didattica ritenuta tradizionale – quella che abbiamo vissuto da studenti – e una moderna, complessa, tecnologica appunto – quella che vivranno i post-studenti.
Lo scopo di questo numero è quello di individuare punti di continuità piuttosto che di frattura fra un’expertise didattico-tecnologica attuata con strumenti analogici, opzione forse più consueta fra gli insegnanti, e un’expertise didattico-tecnologica realizzata con strumenti digitali e con tutte le tecnologie avanzate (3), cercando di mostrare come la didattica è tecnologica di per sé (4) anche se è necessario consapevolizzare l’insegnante all’utilizzo strutturato e finalizzato dei diversi mezzi a disposizione.
L’ipotesi che scorre come fil rouge negli articoli è che l’expertise didattico-tecnologica sia una manifestazione dell’expertise didattica che potremmo definire generale. La didattica presenta e struttura presupposti che rappresentano i fondamenti del nostro agire educativo e che si traducono, si manifestano, appunto, in opzioni esecutive che affrontano ambiti e contesti differenziati all’interno dei quali l’insegnante competente modula il proprio operato.
In definitiva, l’expertise didattico-tecnologica diventa una continuazione, un perfezionamento, un allargamento, un ampliamento dell’expertise didattica.
I possibili differenti aspetti dell’expertise didattico-tecnologica vengono presentati nei seguenti articoli:
- Renza Cerri, professore associato di Didattica generale presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova, affronta il rapporto fra tecnologie e saperi. Come trovare una mediazione efficace per gli apprendimenti disciplinari? Che ruolo hanno in questo gli strumenti tecnologici?
- Marina Fasce e Paola Baroni, insegnanti di scuola primaria e professori a contratto integrativo di Didattica generale, individuano le modalità per costruire impalcature di sostegno per l’apprendimento in un ambiente di conoscenza caratterizzato dalle tecnologie.
- Davide Parmigiani, professore a contratto di Didattica generale presso la SSIS dell’università di Genova, ricerca le possibili caratteristiche per poter strutturare l’ambiente di apprendimento, sottolineando la connaturata capacità delle tecnologie di creare gruppi e, quindi, la possibilità di co-costruire la conoscenza interagendo.
- Valentina Pennazio, laureata in Scienze della formazione primaria, scandaglia aspetti solitamente ritenuti non pertinenti con la didattica tecnologica come l’intelligenza emotiva e le variabili extracognitive.
- Gianni Viardo Vercelli, docente di informatica presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova, presenta un progetto europeo recentemente avviato dalla Commissione Europea che sottolinea l’importanza di integrare le conoscenze informatiche con la capacità di utilizzare la tecnologia nell’attività didattica.
- Roberto Pellerey, docente di lingua italiana e di semiotica presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova, affronta le problematiche inerenti al “fare lezione” focalizzando il rapporto fra la tecnologia umana in senso antropologico e quella contemporanea di tipo elettronico-informatico indicando da cosa si “vede”, quali sono i segni che dimostrano che un insegnante è competente tecnologicamente sia da un punto di vista antropologico che strumentale.

Note
(1) A. Calvani, Elementi di didattica, Carocci, Roma, 2000, p. 13.
(2) Cfr R. Cerri, Dimensioni della didattica, Vita e Pensiero, Milano, 2002; M. Gennari (a cura di), Didattica generale , Bompiani, Milano, 20023; C. Laneve, Il campo della didattica, La Scuola, Brescia, 1997; id., Elementi di didattica generale , La Scuola, Brescia, 1998; E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Cortina, Milano, 2000; D. Maccario, Educare al senso critico. Strategie per la didattica, Utet, Torino, 1999; Mortari L., Apprendere dall’esperienza. Il pensare riflessivo della formazione, Carocci, Roma, 2004; E. Nigris, Didattica generale, Guerini e associati, Milano, 2003; U. Margiotta, L’insegnante di qualità. Valutazione e performance, Armando, Roma, 1999.
(3) Nella presentazione “Siamo tutti deterministi” del volume Pedagogie dell’e-learning, Laterza, Roma-Bari, 2004, Roberto Maragliano puntualizza che non bisogna «contrapporre un mezzo a un altro, né di isolare l’azione di una specifica tecnologia rispetto all’azione di tutte le altre».
(4) Cfr D. Parmigiani, Didattica e tecnologia diffusa. Riflessioni per un’antropologia multimediale, Franco Angeli, Milano, 2004, pp. 32-42.


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