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EPICT: un progetto che unisce TIC e didattica

19 maggio 2005 | Gianni Vercelli, docente di informatica Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Genova
Premessa
Il ruolo delle Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione TIC in questo primo scorcio di XXI° secolo è talmente scontato nella nostra società che non trova più “scettici” nemmeno nel variegato mondo dell’Istruzione e della Formazione. Con l’avvento di Internet ai docenti europei viene chiesto ormai in modo non ambiguo il possesso di abilità di base nell’uso delle TIC (ICT skills), la capacità di aggiornarsi nella propria disciplina in modo continuo e per tutto l’arco della vita (magari sfruttando le opportunità offerte dall’elearning), e infine la capacità di integrare le competenze tecnologiche con le strategie adottate nella didattica quotidiana.
In questo senso, come più volte sottolineato da diversi autori (1) (2), il possesso delle abilità tecnologiche non implica automaticamente la capacità di integrarle nella didattica: le TIC sono uno strumento, non l’obiettivo pedagogico.
Il progetto europeo EPICT – European Pedagogical ICT License – nasce da questo assunto e dalla situazione dei sistemi educativi della Unione Europea, e rivolgendosi agli insegnanti in servizio delle scuole di ogni ordine e grado propone appunto un percorso formativo che sottolinea l’importanza di integrare le conoscenze informatiche con la capacità di utilizzare la tecnologia nell’attività didattica.
EPICT è un progetto eContent (3) , finanziato dalla Commissione Europea, partito nel gennaio 2004 e che concluderà la fase sperimentale nel dicembre 2005. In questo articolo viene dapprima presentato il progetto, declinando in particolare il modello di formazione che propone e la metodologia di erogazione in modalità hybrid e-learning sperimentata, e poi vengono presentati i primi risultati della sperimentazione condotta con un gruppo di docenti della Regione Veneto.

Il progetto EPICT
Nel panorama italiano la formazione di carattere tecnologico dei docenti in servizio si è ispirata al modello ECDL (la “patente di guida europea del computer”). In questo senso il piano nazionale di formazione ForTIC (C.M. 55/02) ha coinvolto nei due anni passati ben 175.000 docenti suddivisi in 3 livelli di training: livello A per le competenze di base TIC, livello B per le competenze collaborative e pedagogiche, livello C per le competenze sistemistiche. Nonostante questa azione così importante e massiva non si è ancora passati dallo stadio “utente consapevole delle TIC” allo stadio successivo “docente consapevole dell’uso pedagogico delle TIC”.
Il progetto “patente pedagogica europea sulle TIC” EPICT – European Pedagogical ICT licence – si rivolge a insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado e propone un percorso formativo che sottolinea l’importanza di integrare le conoscenze informatiche con la capacità di utilizzare la tecnologia nell’attività didattica.
Ogni corso EPICT è centrato sugli aspetti pedagogici derivanti dall’impiego delle tecnologie: obiettivo è quello di attivare nei partecipanti un processo di crescita, presa di consapevolezza, acquisizione di abilità rispetto all’utilizzo delle tecnologie nella pratica professionale quotidiana.
Obiettivo primario del progetto è quello di localizzare in diversi sistemi scolastici dell’Unione Europea un programma di formazione per docenti già sperimentato con successo in Danimarca a partire dal 1999, ed esteso poi alla Norvegia dal 2002. In Danimarca sono stati effettuati 9 cicli di certificazione con 55000 partecipanti, in Norvegia 2 cicli con 18000 partecipanti.
Il progetto EPICT (www.epict.org (4)) sta operando nella localizzazione del modello pedagogico e dei contenuti associati in 4 realtà europee diverse – Grecia, Repubblica Ceca, Ungheria e Italia – ed è in corso di esportazione in altre realtà extra-europee: Tasmania (AusPICT) e Camerun (APICT).
La localizzazione non è mera traduzione: il modello organizzativo, i materiali, il syllabus, le modalità di erogazione a distanza (sia per la formazione dei facilitatori che dei corsi EPICT veri e propri) sono ispirate alla buona prassi danese, ma sono state attualizzate ed adattate al sistema scolastico italiano.
I partner italiani del progetto sono il DIST – Università di Genova e la Rete di Scuole del Veneto coordinate dal Liceo classico-scientifico “Giorgione” di Castelfranco Veneto (TV), il quale hanno creato il primo nucleo di “facilitatori” certificati EPICT e stanno gestendo il primo ciclo di corsi italiani. La sperimentazione dei corsi EPICT si è svolta nell’arco dell’anno scolastico 2004-2005, coinvolgendo 96 docenti di 57 scuole di ogni ordine e grado della Regione Veneto, sotto la supervisione di un Ente di Coordinamento nazionale (national steering board) che ha come compito la definizione delle linee attuative del progetto in Italia.
Membri dell’ente di coordinamento sono, oltre ai partner di progetto, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), la Direzione Scolastica Regionale del Veneto del MIUR, l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa (IRRE) Veneto, l’Associazione Nazionale Presidi, il Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola (SNALS).
La piattaforma di erogazione dei corsi in modalità hybrid e-learning è disponibile sul sito www.epict.it, ed è basata sul software open-source EIFFE-L (5), piattaforma di e-learning dell’Università di Genova sviluppata in precedente progetto, e che dal DIST è stata resa disponibile e perfettamente funzionante dal novembre 2004. La piattaforma è stata utilizzata massicciamente dai corsisti, di cui si contano diverse migliaia di accessi. Dopo l’inizio dei corsi è stata attivata anche la piattaforma di comunicazione e aggiornamento dei facilitatori (facilitatori.EPICT.it), attorno alla quale si è aggregata la “comunità di pratica” dei tutor dei corsi.
La filosofia che guida l’intero progetto è centrata, come detto prima, sulla convinzione che non è sufficiente saper utilizzare le tecnologie per farne un proficuo impiego nella quotidiana pratica professionale.
La patente EPICT è un modello di formazione che offre ai docenti l’acquisizione delle competenze sulle TIC a un livello funzionale alla didattica, usando idee e buone prassi prese dalle metodologie PBL, dalle attività collaborative in gruppo a quelle in rete, dall’apprendimento e dalla collaborazione tra pari all’uso della critical response nel lavoro online.
L’esigenza di un percorso formativo come quello proposto da EPICT nasce dalla constatazione che il computer e Internet stanno diventando sempre più strumenti abituali di pensiero e di lavoro degli insegnanti per le attività legate alla conduzione della propria didattica: dalla redazione di documenti di programmazione alla produzione di materiali didattici, come dalla partecipazione a gruppi di interesse specifici alla proposta e gestione di processi di apprendimento collaborativo in rete.
In questo senso si parla di metodologia hybrid e-learning, in quanto gli argomenti dei moduli EPICT sono erogati e mediati tramite un tutor facilitatore che opera a distanza, ma la progettualità didattica nasce dalla riflessione critica del gruppo di docenti alla pari (che spesso, anzi si auspica, lavorano nello stesso contesto scolastico).
Il processo formativo EPICT avviene pertanto attraverso la partecipazione attiva e collaborativa in cui : (1) lo studio sui materiali didattici non è il fulcro, ma comunque tali materiali, per poter essere pedagogicamente utilizzabili, vengono validati e aggiornati annualmente da un Comitato Editoriale (Editorial Board); (2) l’attività di facilitazione viene svolta da docenti esperti nelle TIC, che devono però essere “educatori EPICT certificati” cioè formati ad hoc sulla gestione di corsi in modalità di e-learning, specificatamente sulla patente EPICT.

Il modello organizzativo EPICT
La struttura organizzativa che rende possibile l’erogazione dei corsi EPICT è basata su un modello economico distribuito, costituito da una pluralità di soggetti che a livello europeo si costituiranno alla fine del progetto in Consorzio, e che viene replicato in ogni nodo nazionale.
Partendo dall’alto in ogni nodo nazionale è previsto un Ente di Coordinamento (steering board) responsabile della definizione delle linee di attuazione del progetto e del controllo sulla qualità del lavoro dell’intera struttura di gestione dei corsi EPICT.
A livello scientifico esiste poi un Comitato Editoriale (editorial board), il quale nella prima fase del progetto è stato responsabile della localizzazione al contesto nazionale di riferimento dei contenuti didattici sviluppati ordinariamente dai partner danesi nell’ambito del progetto. A regime il comitato editoriale sarà responsabile della revisione annuale dei materiali didattici proposti nei corsi EPICT e concorrerà alla revisione annuale dei materiali comuni definiti a livello europeo da un analogo Comitato Editoriale Europeo.

Fig.1 Il modello organizzativo EPICT
La Struttura Amministrativa gestisce l’infrastruttura tecnologica che permette l’erogazione dei corsi EPICT, coordina l’attività dei Fornitori (provider) dei corsi stessi e dei facilitatori, supporta e supervisiona l’attività dei facilitatori, fornisce servizio di help-desk per i partecipanti, coordina l’attività del Comitato Editoriale. Attualmente le funzioni della Struttura Amministrativa sono svolte dal DIST – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica – dell’Università degli Studi di Genova, ma è prevista a tal proposito la costituzione di un Consorzio EPICT alla fine del progetto.
Tale struttura stipula i contratti di erogazione con i Fornitori dei Corsi (provider), i quali si impegnano ad impiegare solo facilitatori certificati e materiali sviluppati dal Comitato Editoriale di EPICT. L’unico provider EPICT attualmente strutturato è il Liceo Giorgione di Castelfranco Veneto, e con esso la rete di scuole del comprensorio: a regime verranno individuati gli istituti scolastici che comporranno il primo nucleo operativo di EPICT course provider.
I facilitatori, infine, svolgono l’attività di tutoraggio online del corso EPICT. Facilitano il processo di apprendimento stimolando i partecipanti a sviluppare in modo ottimale i compiti assegnati per ogni modulo didattico, moderando le attività collaborative condotte dai partecipanti. Sono certificati e annualmente partecipano a incontri di aggiornamento.

Il modello di formazione EPICT
Per conseguire la patente EPICT il partecipante deve aver superato un numero fisso di moduli didattici. Nel percorso formativo definito dal progetto in Italia il numero dei moduli prescelto è di 8: 4 moduli obbligatori, 4 moduli opzionali. Nell’ambito del progetto il Comitato Editoriale ha dapprima localizzato i 4 moduli obbligatori e 8 su 12 tra i moduli opzionali (elencati nella tabella più avanti), per completare all’inizio di quest’anno la localizzazione degli ultimi moduli.
La localizzazione dei materiali, come già accennato prima, non è una mera traduzione dall’inglese: il lavoro di localizzazione svolto dal Comitato Editoriale ha dovuto tenere molto in conto gli aspetti linguistici, ma anche la sensibilità culturale, la situazione sociale, organizzativa e amministrativa del nostro sistema scolastico.
Il percorso formativo prevede dapprima che vengano affrontati i primi 3 moduli obbligatori, per poi passare ai 4 moduli opzionali selezionati tra quelli a disposizione, ed infine concludere il percorso con l’ultimo modulo obbligatorio (come si può vedere nella figura sottostante).

Fig.2 Percorso formativo EPICT
I moduli opzionali vengono scelti – prima dell’inizio del corso – dalle scuole che decidono di aggiornare i propri docenti, e che verranno proposti durante il percorso formativo. Questa fase di scelta anticipata permette agli istituti (o le reti di istituti) che svolgono la funzione di provider di selezionare dall’albo dei facilitatori certificati a livello nazionale quelli più adatti a guidare la classe virtuale di max. 25 partecipanti (e i gruppi che la compongono) sugli specifici moduli opzionali prescelti.
Vista l’importanza della figura del tutor facilitatore, e per costruire il nucleo di una “comunità di pratica” EPICT, nell’estate 2004 è stato realizzato il primo corso di certificazione per facilitatori EPICT presso il Liceo “Giorgione”. In quella sede sono stati certificati 27 tutor EPICT. Di questi, 10 sono stati coinvolti come facilitatori dei moduli obbligatori, ciascuno responsabile di un proprio corso EPICT sperimentale.
Nell’ottobre 2004, è stato predisposto sulla piattaforma di e-learning del progetto, per tutti i facilitatori, un questionario di autovalutazione delle competenze sui singoli moduli e di eventuale disponibilità a gestire i corsi di novembre. Nel novembre 2004 per i facilitatori è stata organizzatauna giornata in presenza preparatoria ai corsi e per la definizione conclusiva del Manuale del Facilitatore.
I moduli opzionali sono stati, quindi affidati in parte ai 10 facilitatori di riferimento, in parte ad altri facilitatori certificati. In totale sono stati coinvolti nella fase sperimentale del progetto 17 facilitatori.
Anche la struttura dei materiali didattici utilizzati nei 10 corsi ha tenuto conto dell’impostazione di fondo della patente EPICT: i contenuti infatti approfondiscono sempre in parallelo sia gli aspetti pedagogici che quelli più strettamente legati alle competenze tecnologiche necessarie per affrontare i singoli temi oggetto della patente. Ogni modulo fa riferimento poi a un syllabus EPICT che stabilisce il rapporto tra gli abilità di carattere tecnologico e le competenze pedagogiche sottese al modulo.
Il materiale didattico associato a ogni modulo è organizzato in questa maniera: -presentazione del modulo,
- contenuto,
- (eventuali) letture di approfondimento, casi di studio, esempi
- buone pratiche che illustrano i possibili impieghi per la costruzione di percorsi didattici e di apprendimento,
- esercizi sulle TIC, necessari a prendere confidenza con le specifiche tecnologie oggetto dei singoli moduli,
- (eventuale) manualistica sulle TIC relativa
- il testo delle proposte di Compito Assegnato.

Nell’ambito del processo formativo EPICT, sono proprio i compiti (assignment) i punti focali di ogni modulo: un compito consiste nella proposta di elaborazione di un progetto formativo relativamente all’impiego della tecnologia oggetto del modulo didattico specifico. Nella seguente tabella è elencata la lista dei moduli attualmente previsti nel progetto EPICT:

Moduli Obbligatori
A: Troviamo qualcosa in rete – Internet e la ricerca di informazioni.
B: Scrivere un testo – l’elaborazione di testi e i metodi di lavoro orientati al processo.
C: Comunicazione – comunicazione e collaborazione in Internet.
H: Innovazione scolastica – sviluppo scolastico e utilizzo delle TIC.
Moduli Opzionali
O1: Le immagini raccontano la storia… – lavorare con immagini digitali.
O2: Calcolare – metodi sperimentali e orientati al processo nell’uso di fogli di calcolo.
O3: Dillo sullo schermo – strumenti di presentazione e racconti interattivi.
04: Pubblicare nel web – creare e pubblicare pagine web.
05: Database – costruzione e utilizzo di banche dati.
06: Il dado è tratto – modelli e simulazione.
O7: Colonne? – layout e desktop publishing.
O8: È possibile impararlo con il computer?- software educativo.
09: È facile con il computer? – metodi di lavoro supportato dalle TIC.
10: ICT come strumento compensativo – computer e disabilità
11: ICT e abilità di lettura – leggere nella rete.
12: ICT e computer games – giocare per imparare.
Per la prima fase di sperimentazione del progetto (anno scolastico 2004/2005) il processo di localizzazione dei materiali didattici in italiano ha interessato i moduli obbligatori e gli opzionali 1, 2, 3, 4, 7 e 8.
La qualità del modello di formazione (sia come qualità di prodotto che, soprattutto, di processo) che porta all’erogazione dei corsi della patente EPICT è garantita quindi dai seguenti fattori:
- Presenza di un Ente di Coordinamento Nazionale, costituito da attori politici e amministrativi nazionali e locali sotto la cui supervisione vengono definite le linee guida di attuazione del progetto e il lavoro dell’intera struttura di gestione dei corsi EPICT.
- Sviluppo di syllabus, materiali didattici e metodologie di intervento in collaborazione con la comunità internazionale costituita dai partner internazionali del progetto.
- Revisione annuale dei materiali didattici per avere a disposizione un corpus costantemente aggiornato sulla base degli sviluppi della letteratura e della tecnologia e sulla base del feedback ricevuto nei corsi erogati.
- Certificazione dei facilitatori: la guida dei corsi EPICT è affidata a persone formate ad hoc sui temi propri della patente e sulle metodiche di gestione di gruppi di apprendimento in rete.

La metodologia di erogazione dei corsi
Un corso EPICT è organizzato in modo da permettere un apprendimento flessibile. Il corso inizia con una giornata introduttiva in cui i corsisti si incontrano e cominciano a conoscersi e a conoscere il corso e i suoi contenuti, ed hanno la possibilità di discutere gli obiettivi del corso fra di loro e con il facilitatore.
La parte restante del corso è basata su uno sviluppo di competenze acquisito tramite lavoro di gruppo, nel quale la comunicazione online fra i partecipanti e il facilitatore riveste un’importanza cruciale.
La flessibilità dell’organizzazione offre ai partecipanti la possibilità di organizzare il proprio lavoro in modo da andare incontro alle esigenze di lavoro (e no) quotidiane. Il modo in cui vengono erogati i corsi rispecchia la filosofia di fondo del progetto: non è un corso basato su un modello che vede i partecipanti come riceventi passivi di informazioni e conoscenze, al contrario, prevede un coinvolgimento attivo e in prima persona.
Gli insegnanti che partecipano ai corsi vengono “stimolati” dal facilitatore e spinti a descrivere e documentare le attività che integrano l’uso di TIC e a utilizzare quei prodotti TIC necessari a iniziare un’attività di apprendimento.
Essi vengono sollecitati ad utilizzare metodi attuali che costituiscono punti focali nel dibattito pedagogico contemporaneo. Si può dire che i docenti partecipanti si trovano a impersonare il ruolo dei loro studenti, cercando metodi di importanza centrale nell’educazione odierna.
Suddivisi in gruppi di lavoro di 2-4 persone discutono gli spunti offerti nei materiali erogati, approfondiscono con la lettura e la discussione collaborativa di articoli ed esempi di buona prassi,descrivono una ipotetica situazione di apprendimento che useranno come punto di partenza per l’elaborato che porterà a “passare” ogni singolo modulo di cui si compone il corso (ricordiamo, 4 moduli obbligatori e 4 facoltativi, scelti fra quelli disponibili).
Una bozza di questo elaborato viene inviata al facilitatore perché la legga e offra il suo parere. Il facilitatore analizza e commenta in maniera costruttiva la bozza e stimola – comunque ed in ogni caso – il gruppo di lavoro a ripensare e migliorare ulteriormente il lavoro proposto o alcuni suoi aspetti (critical response).
Al ricevimento della risposta del facilitatore il gruppo di lavoro prepara la versione finale, tenendo conto dei suggerimenti ricevuti, e la invia al facilitatore per l’approvazione finale.

Fig.3 Metodologia di facilitazione EPICT basata sulla crtical response
Il livello e la complessità degli elaborati variano da gruppo a gruppo – non esiste un livello assoluto da raggiungere, è importante che l’acquisizione di nuove competenze sia corroborata da un impianto epistemologico e pedagogico via via più robusto (scaffolding). Il focus è sul processo e il presupposto è che tutti gli insegnanti possono apprendere qualcosa in relazione al loro livello di partenza, e hanno il diritto di essere stimolati e di fare progressi.
Durante la giornata introduttiva si discutono anche i necessari elementi tecnici e le competenze di base nell’uso di TIC che permettono ai corsisti di continuare a partecipare al corso in modo autonomo – attraverso la modalità e-learning – dopo la giornata introduttiva. Durante la giornata i corsisti inoltre si dividono in gruppi di 2-4 persone, che rimarrano tendenzialmente invariati. Il corso complessivamente ha una durata di un minimo di 24 settimane lavorative, durante questo periodo il docente partecipante (partecipando a uno o più gruppi di lavoro) consegna, insieme ai compagni del gruppo (o dei gruppi) otto elaborati al facilitatore.La sperimentazione del progetto EPICT in Veneto
Nel corso dell’anno scolastico 2004-2005 è stata svolta la sperimentazione del progetto EPICT con un gruppo di 96 docenti di scuole di ogni ordine e grado della Regione Veneto.
Come previsto nel progetto nel corso dell’estate 2004 è stata realizzata da parte dei componenti del Comitato Editoriale una versione localizzata italiana 2004 del Syllabus delle competenze, dei 4 moduli obbligatori e di sei dei dodici moduli facoltativi. Attualmente si sta lavorando alla localizzazione dei restanti moduli opzionali e alle versioni revisionate dei moduli: del modulo A, ad esempio, è già pronta la versione 2005.
Sono inoltre stati realizzati: il bando di partecipazione ai corsi, il Manuale del Facilitatore, il promemoria per i facilitatori di riferimento, il Contratto con il fornitore dei corsi, i documenti che regolano l’attività dei gruppi (schema di Verbale degli incontri e Documento di Progetto), la scheda per l’autorizzazione alla pubblicazione dei lavori dei gruppi, la procedura di incarico ai facilitatori.
E’ stata realizzata una presentazione multimediale del progetto utilizzata nei vari incontri preliminari e inserita nel sito web italiano del progetto www.epict.it.
Le scuole coinvolte nel progetto sono state 57 fra primarie e secondarie che hanno inviato i 96 primi iscritti ai corsi per la Patente Pedagogica. Con queste scuole si sono mantenuti i collegamenti tramite i dirigenti scolastici, ed inoltre si è creato un collegamento fra lo staff EPICT e i dirigenti delle scuole in cui lavorano i facilitatori dei corsi (che possono non partecipare alla sperimentazione dei corsi, ma hanno in organico dei facilitatori certificati). Sono stati certificati nel complesso 27 facilitatori, di cui 17 hanno avuto un incarico di gestione di uno o più moduli dei 10 corsi EPICT attivati. I facilitatori hanno inoltre promosso incontri informativi sul progetto presso altri istituti non coinvolti nella sperimentazione, in modo particolare nella bassa padovana, nella primavera del 2005.
Come previsto nel piano d’azione del progetto, nel periodo novembre 2004 – giugno 2005 sono stati organizzati i primi 10 corsi in Italia che hanno permesso ai docenti iscritti di acquisire la Patente Pedagogica per l’uso delle Tic.
La fase sperimentale del progetto, finanziata dalla Comunità Europea, prevedeva un numero chiuso di iscritti ai primi corsi, con accesso gratuito, pari a 80.
I docenti che hanno risposto ad un apposito bando di selezione della Direzione Regionale MIUR del Veneto, proposto solo via web, ristretto alla sola Castelfranco Veneto per la scuola secondaria di 2^ grado, alla provincia di Treviso per quella di 1^ grado ed esteso a tutto il Veneto per la scuola primaria.
Nonostante il bando fosse stato pubblicato ad anno scolastico avviato, e con scadenze molto ravvicinate, le richieste di iscrizione sono state comunque in numero superiore alla iniziale disponibilità, per cui si è proceduto ad allargare il numero dei partecipanti fino a 96. Considerando anche che molti insegnanti avevano già vari incarichi nella loro scuola, e che l’impegno richiesto dal corso era oneroso in termini di ore e di durata complessiva, è stato subito chiaro che i docenti iscritti nutrivano forti aspettative sul corso e sulla ricaduta didattica che lo caratterizza.
Il bando prevedeva inoltre una serie di criteri molto restrittivi. Le iscrizioni sono state aperte esclusivamente al personale docente in servizio in possesso dei seguenti requisiti:
- avere conoscenze informatiche di base equivalenti ai corsi ForTic A o B, oppure Patente Ecdl, o titolo di studio che comprovi competenze sulle TIC;
- essere designato dal Dirigente Scolastico dell’Istituto di appartenenza, oppure essere Funzione Strumentale inerente agli scopi del progetto;
- essere in ruolo ordinario;
- dichiarare la propria disponibilità a lavorare in cooperative learning con colleghi del proprio istituto.
Altri criteri di selezione sono stati il curriculum personale del candidato e delle sue competenze tecnologiche, e a parità di titoli e competenze costituisce motivo preferenziale nella selezione dei partecipanti è stata la garanzia per la costituzione di nuclei di avere altri 1-2 colleghi dello stesso istituto coinvolti; per i docenti della scuola primaria, infine, l’aver frequentato i corsi per tutor DM61.
I corsi attivati sono stati 10:
- 6 per la scuola primaria per un totale di 64 insegnanti
- 2 per la scuola secondaria di 1° grado per un totale di 15 insegnanti
- 2 per la scuola superiore per un totale di 17 insegnanti.

In ogni corso sono stati previsti 3 gruppi di lavoro. Le scuole coinvolte sono state 57, appartenenti a tutte le province del Veneto. Nel novembre 2004 sono stati inviati, tramite mail alle scuole selezionate, gli elenchi con i nominativi dei corsisti divisi per corso e del facilitatore di riferimento, assieme alla data di convocazione alla giornata introduttiva.
La giornata introduttiva, della durata di sei ore, è stata organizzata a Castelfranco dal 17 al 23 novembre 2004 per tutti i corsi. I facilitatori hanno lavorato in coppia con due corsi per ogni giorno.
Da novembre 2004 a giugno 2005, per una durata complessiva di 8 mesi, si sono svolte tutte le attività on line come previsto dal progetto.
A conclusione dei corsi il dato sui docenti che hanno completato il percorso e hanno acquisito la certificazione è importante e pienamente soddisfacente: sono 89 sui 96 inizialmente iscritti coloro che hanno sviluppato gli otto moduli richiesti, ottenendone l’approvazione, per un totale di successi del 90%.

Conclusioni e prospettive

Riassumendo, le caratteristiche principali del modello di formazione EPICT sono:

- le tematiche dei moduli hanno una impostazione pedagogica nell’uso delle abilità tecnologiche (lo slogan del progetto è infatti “No ICT without a pedagogical rationale”);
- i materiali didattici ispirano e sviluppano idee su come insegnare su e con le TIC; -il lavoro basato sui gruppi permette ai docenti partecipanti di progettare e sviluppare materiali innovativi e scenari di apprendimento pronti per l’uso nella prassi quotidiana;
- la stimolazione pedagogica che il facilitatore sviluppa in forma dialogica online comporta una riflessione critica sugli spunti forniti dai materiali didattici;
- la presenza simultanea di docenti partecipanti che provengono dalla stessa scuola potenzia il ruolo delle TIC come amplificatore educativo in rapporto alle normali attività scolastiche;
- la valutazione dei compiti assegnati da parte del facilitatore garantisce la qualità della certificazione del processo EPICT, che insieme al compito svolto rappresenta la documentazione criticamente ragionata di uno scenario di apprendimento che integra le TIC in una situazione di apprendimento.

Le azioni intraprese al fine di valutare i risultati ottenuti sono state:

- presentazione di una intervista ai corsisti ad inizio corso;
- questionario di valutazione degli incontri in presenza ad un mese dall’inizio dei corsi;
- altri 7 questionari al termine di ciascun modulo.

Da una prima analisi dei questionari erogati, riportati sempre su una scala da 1 (minimo) a 5 (massimo), il risultato è sempre stato sopra il valore 3. In particolare i risultati sono sempre vicini al 4, e in più casi lo superano, riguardo agli obiettivi formativi dei moduli proposti. Anche il dato sui facilitatori è molto positivo, in media supera il 4. I materiali didattici superano il 3,5.
Il lavoro di gruppo ha una valutazione crescente: si attestava appena sopra al punteggio 2 nel primo modulo (circa il primo mese di lavoro) per poi salire sempre più, ad indicare che la metodologia di lavoro a gruppi è stata via via sempre più accettata, fino ad essere consapevolmente condivisa ed infine sperimentata positivamente. Un punto che è risultato a volte negativo sono stati i tempi concessi per i lavori: il corso doveva terminare entro giugno 2005, quindi in certi periodi, in concomitanza con impegni pressanti a scuola, i tempi sono risultati un po’ compressi.
E’ stato inoltre preparato un questionario di follow-up che sarà proposto prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, come anche sono previsti un focus group con i corsisti e uno con i facilitatori.
Quali prospettive? Senza dubbio la sperimentazione del progetto è riuscita, e la “messa a sistema” del modello di formazione EPICT appare possibile, almeno su base regionale. Anche i materiali prodotti hanno avuto un generale gradimento, anche da parte del MIUR a livello nazionale, tanto che non è peregrino ipotizzare un periodo di affiancamento dei corsi EPICT alle iniziative ministeriali. Ovviamente risorse permettendo.

Riferimenti bibliografici (1) S. Gorla, “Pane e marmellata. EpictL: un progetto che privilegia la didattica con le ICT e non le ICT per la didattica”, Informatica & Scuola, Vol.12 N.2, Giugno 2004, Hugony Ed.
(2) D. Barca, “Una patente per insegnare”, La tecnica della scuola, Settembre 2004.
(3) eContent Programme, sito ufficiale http://www.cordis.lu/econtent/
(4) Progetto EPICT, sito ufficiale http://www.epict.org
(5) EIFFE-L EnvIronment For Freedom in E-Learning , piattaforma LCMS disponibile con licenza GPL su http://sourceforge.net/projects/eiffe-l/

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