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Esperienze di uso delle TIC e dell’eLearning in Italiano e in Storia all’ITC Falcone

19 ottobre 2005 | Giulio Picciolini Docente di Italiano e Storia presso l'Istituto Tecnico Commerciale Statale "Giovanni Falcone" di Corsico E-mail: tutor@falco.mi.it
Le esperienze qui succintamente esposte in tono discorsivo sono state condotte negli ultimi tre anni scolastici all’interno di un progetto sperimentale di Istituto denominato “Classi on line”, nell’Istituto Tecnico Commerciale Statale G. Falcone di Corsico, in provincia di Milano.
Sono state coinvolte tutte le materie insegnate al biennio. Previo consenso delle famiglie, acquisito in sede di orientamento alla classe prima, sono state costituite classi con studenti a cui gli insegnanti hanno proposto di studiare anche on line. Sono stati pertanto predisposti degli ambienti telematici per ciascuna materia, riservati all’interazione asincrona tra docenti e studenti della classe, oltre a un forum generale di classe, pubblico e dotato di chat.
La presenza degli studenti-adolescenti-on-line è stata – neanche a dirlo – travolgente, e le ricadute “on site” della presenza “on line” tutte ancora da valutare. Possiamo dire comunque con certezza che la partecipazione non è mancata e ha dato talora luogo a “overdose di comunicazione” il cui contenimento, se talora è stato problematico, ha tuttavia contribuito a mantenere alto il livello dello scambio docente/discente, generalmente positivo anche per quelli che più difficilmente in aula emergono, e che on line hanno invece avuto occasione di esprimersi in modo anche sorprendente. Nel corso del presente anno scolastico 2005/2006 l’esperienza continua in modo sistematico in una classe terza: staremo a vedere. Intanto le classi on line si sono moltiplicate (anche se magari con il 50% delle materie on line), la LAN della scuola è esplosa, la connettività da casa si è ampliata, i genitori son sempre più curiosi e il divertimento in classe – on line e/o on site – non manc… Ma veniamo all’Italiano e alla Storia.Intanto è bene separare le due materie, costrette spesso nel biennio delle Superiori a una simbiosi forzata, che – salvo rare eccezioni – si traduce in uno svantaggio per la Storia. Ecco: già il fatto che lo studente abbia sulla propria scrivania elettronica due icone differenti per le due materie, e non un generico contenitore “Lettere”, è un aiuto alla comprensione che le due materie hanno un territorio specifico, ancorché insegnate dalla stessa persona.

ITALIANO
Appurato che comunque il libro resta uno strumento di apprendimento insostituibile (soprattutto delle conoscenze) tradizionalmente usato nell’insegnamento dell’Italiano, le TIC possono invece aiutare a raggiungere due obiettivi:

- incentivare le quattro abilità fondamentali che tutti i programmi di Italiano nel biennio devono raggiungere e mantenere (ascolto, lettura, parlato, scrittura); – avviare all’uso (non alla conoscenza, bensì all’uso!) dei linguaggi multimediali. Questi – fino a prova contraria – non si possono praticare attraverso il libro che – nonostante tutti i lodevoli tentativi di integrazione immagine/parola – rimane sostanzialmente uno strumento di comunicazione monomediale.

> Imparare ad ascoltare se stessi per ascoltare gli altri; parlare in pubblico
Avete mai provato a far leggere un testo narrativo a un adolescente in classe? Se è un estroverso farà di tutto per farsi notare a costo di massacrare il testo, se è un introverso si vergognerà a parlare in pubblico. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: un disastro. Una prima esperienza interessante è stata quella di far leggere agli studenti alcuni brevi testi narrativi a casa, con microfono e inviarne il file con la registrazione on line. Molto utile, perché ci si può riascoltare tutti in classe: si sdrammatizza l’esperienza e si impara a non aver paura, perché si è mandato in esplorazione il proprio alias elettronico.

> Scrivere e riscrivere
Certamente l’uso delle TIC non ha lo scopo di ottenere delle stampe perfette dei componimenti spesso graficamente ostici degli studenti, anche se questo senz’altro aiuta il povero prof d’Italiano che normalmente si porta a casa una pila di fogli di protocollo (quando va bene), sui quali si vendica esercitando per le correzioni una grafia altrettanto indecifrabile di quella dei propri studenti. Più avanzato l’uso delle tic per far effettuare agli allievi più stesure degli elaborati dopo che sono stati corretti dall’insegnante. Non c’è niente di più frustrante che restituire i compiti su carta, dopo aver sudato a effettuare le correzioni, e vedere che lo studente si affretta a restituire il compito senza aver capito nulla di come avrebbe dovuto scrivere. Normalmente dà una lettura superficiale al giudizio finale, si sofferma con lo sguardo sul voto e restituisce con mesta rassegnazione.
D’altra parte un conto è riscrivere un tema da zero su carta, altra correggere un file. Volete mettere? Ci sarà pure un vantaggio nelle TIC. E può accadere che la seconda stesura di un testo sia molto migliorata, tanto da controbilanciare l’esito negativo della prima stesura. Non è una forma di recupero in itinere?

> Un libro, un film
Abbinare la lettura di un libro di narrativa a un film è in genere una buona strategia per catturare l’attenzione degli studenti; senz’altro desta curiosità intorno all’opera letteraria proposta, ma è anche molto di più: è una formidabile occasione per indagare le relazioni tra i codici della lingua e quelli dei linguaggi multimediali portando alla luce le connessioni interpretative tra libro, soggetto e sceneggiatura. Basta analizzare qualche episodio per entrare subito nel merito delle diversità, ma anche delle affinità tra linguaggi monomediali e multimediali.
Come è stata resa la pagina del libro sullo schermo? E’ più o meno fedele? E cosa significa rendere fedelmente la pagina? Stare alla lettera del testo o interpretarne il senso nella cornice generale della storia? Al lavoro: spediamo il filmato Quicktime o Realaudio nel forum di Italiano, analizziamo la scena al rallentatore, vediamo com’è fatto dentro il film: ecco emergere i piani, le figure del montaggio, ricaviamo la sceneggiatura dell’episodio in questione e poi confrontiamolo col testo letterario. Un successone! Anche i più capoccioni capiscono qualcosa.

> La biblioteca scolastica on line
La biblioteca scolastica è spesso una risorsa sottovalutata nelle scuole, causa la mancanza cronica di personale che la possa tenere aperta. Ridicolo, ma è così! Proviamo a tenerla aperta on line? Importiamo il catalogo in un database e pubblichiamolo. Abbiniamo un piccolo motorino di ricerca e… la biblioteca è chiusa? Pazienza, almeno possiamo consultarla on line! Una volta effettuata la scelta del libro, apriremo la porta serrata a chiave e con l’insegnante prenderemo il libro in prestito.
Ma non finisce qui! Perché non abbinare al libro delle schede bibliografiche a cura degli studenti? Sempre meglio che scrivere relazioni noiose nel segreto dei nostri quaderni che non legge nessuno. Le schede on line potrebbero invece essere consultate da studenti e docenti in cerca di informazioni, e costituire col tempo un patrimonio di citazioni e commenti depositati da generazioni di studenti: con tanto di nome e cognome!
E’ quello che potete trovare on line a questo indirizzo: http://www.edupublic.org/bibliotecascolastica

STORIA
Il problema principale per questa materia, com’è noto, è la generale scarsa motivazione allo studio, attribuibile al carattere ciclico dei programmi di Storia. A quattordici anni uno studente ha già dovuto ripetere per ben due volte lo stesso programma, ovvero la cronologia dell’umanità dalla preistoria ai giorni nostri: una volta alle elementari, un’altra alle Medie, e ora… alle Superiori? Oh no, si ricomincia daccapo: rieccola la preistoria! E poi ci saranno i Fenici, i Babilonesi! E giù a ripetere (a memoria)… Come sostenere l’urto di tanto pregiudizio, di tanta noia con cui in genere gli studenti arrivano in classe?

> Scoprire le fonti
Proviamo a usare il manuale come repertorio di fonti e il web come laboratorio. Così cominciamo a capire che la storia è fatta di ricerca, cioè di coperta e ri-scoperta delle fonti, di estrazione di informazioni sul passato; ma comprendiamo anche che questo stesso principio può essere applicato all’analisi delle fonti a noi contemporanee, e che se impariamo almeno un poco a leggerle possono parlare e spiegarci meglio quello che accade oggi.
Osserviamo attentamente le immagini, impariamo a costruire tabelle non di soli numeri, a leggere i grafici, magari li costruiamo pure, insomma cerchiamo collegamenti fra i dati e, nel nostro piccolo, facciamo ricerche. Potremmo farlo lo stesso senza tecnologie? Certo! Ma con un editor manipolare le immagini è assai più facile, con un foglio di calcolo è molto più gratificante costruire diagrammi, soprattutto è più facile condividere i dati con i compagni e cooperare nel lavoro di gruppo. Ecco qui il valore aggiunto della tecnologia condivisa in rete.
Nella nostra esperienza in particolare, il lavoro di gruppo si è rivelato molto efficace nello studio della Storia.

> La ricerca cooperativa
Ci si può organizzare così: l’insegnante stabilisce un indice relativo a un argomento per ogni gruppo di 3-4 studenti: un punto da sviluppare per ciascuno. In classe si lavora sul manuale per comprendere il fenomeno storico da indagare. In questo modo l’insegnante garantisce a tutti una base sufficientemente solida per collocare le informazioni che via via verranno acquisite nelle fasi successive del lavoro.
A questo punto scatta l’operazione più interessante: il reperimento delle fonti che dovranno testimoniare e approfondire quanto studiato sul manuale. Ogni studente dovrà diversificare le proprie fonti: ad esempio, reperire una fonte iconografica, una fonte scritta, un reperto. Nella ricerca è ammesso qualsiasi strumento: il web, l’enciclopedia, di carta o digitale non importa, tanto tutto è importabile in formato digitale. Si impara a citare correttamente le fonti, e a scrivere una didascalia adeguata per ciascuna di esse. Al termine di questa fase avremo ottenuto un reticolo di piccoli testi che potranno essere studiati e scambiati con gli altri gruppi. Il lavoro non è nascosto nei quaderni, è condiviso in rete, pubblicato nel forum di materia, dove è registrato con il nome di ciascuno, con tanto di giorno e ora di pubblicazione.
Un lavoro di gruppo sì, ma dove il contributo individuale è ben identificabile. Ora si tratta di tirare le somme: si torna dunque a lavorare in classe. Si elabora insieme una mappa concettuale ricercando un filo rosso tra tutti gli argomenti sviluppati dai gruppi e all’interno di questi dai singoli. Anche la mappa concettuale sarà ovviamente digitale; cliccando sui concetti si apriranno i lavori e i materiali selezionati dai gruppi… il risultato sarà un ipertesto condiviso e una buona pratica di cooperazione educativa.

> Il valore dell’attualità
Non è facile avviare alla lettura del giornale in classe. I tentativi effettuati in questi ultimi anni hanno dato luogo a risultati alterni: può anche accadere che il quotidiano arrivato gratuitamente in classe finisca emarginato in una pila in un angolo; o che si debba costringere i ragazzi a portarselo a casa per evitare di ingombrare l’aula.
Diverso è invece leggere un articolo on line, guidati da un bel messaggio dell’insegnante che punta direttamente all’indirizzo web utile, e il cui contenuto dovrà essere stampato per divenire oggetto di approfondimento. Del resto non si può continuare a rinviare una riflessione sul presente con la scusa di non esserci ancora arrivati con il programma. Non è questione se arrivarci o meno: ci siamo già! E uno studio inattuale della Storia è come una pietanza senza sale, diventa un esercizio mnemonico che fa precipitare la motivazione.
Meglio ancora se gli articoli sono corredati da un agile test di comprensione a valutazione automatica e individualizzata: ciò consente una effettiva continuità nella lettura dei testi, e solleva l’insegnante dall’oneroso compito di dover correggere i compiti. Un report con il punteggio conseguito da ciascuno studente, la data e l’ora in cui il test è stato sostenuto gli consentiranno un monitoraggio costante della situazione e la possibilità di programmare meglio la didattica in classe. Un servizio di questo tipo è quello fornito da DiES – Lezioni di attualità (http://www.quotidie.it) nato proprio dal nostro tentativo di dare un’organizzazione didattica a questo settore che ci pare strategico nella ri-motivazione allo studio della materia.

Bene, crediamo di aver dato qualche spunto per un possibile impiego delle TIC nell’insegnamento dell’Italiano e della Storia in rete: va da sé che ciascuno degli esempi riportati darebbe luogo ad un approfondimento specifico. Forse ci sarà modo di riprendere il discorso, forse no. In ogni caso, se vorrete, potrete contattarci nell’intranet della scuola: classionline@falco.mi.it


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