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Il Progetto Burundi: ricucire il divario digitale partendo dalla scuola.

19 ottobre 2005 | Paolo Brunello Rappresentante della Witar in Burundi, responsabile del programma e-learning E-mail: paolo.brunello@witar.org


Cosa succede se si mettono 5 professori italiani in videoconferenza con 5 omologhi burundesi?
Beh, ad esempio può capitare di captare una sottile eccitazione da ambo le parti, un’emozione genuina di fronte a questo “miracolo” del vedersi e parlarsi a 6.000 km di distanza. Può accadere anche che tutte le preoccupazioni tecniche relative alla comunicazione (qualità dell’audio e del video) vengano messe in secondo piano dalla difficoltà sostanziale di utilizzare l’inglese come lingua comune.
Può succedere che il bucare questo buio intercontinentale entrando in una relazione prossimale con l’altro accenda in tutti la motivazione “a imparare una buona volta ’sto inglese”. Sicuramente non lascia indifferenti, piuttosto libera energie. Questo è quanto è successo l’11 ottobre scorso, tra Vicenza, Italia e Ngozi, Burundi.

L’Associazione Istituto Tecnico Alessandro Rossi nel Mondo (www.witar.org) è una ONLUS nata “per emanazione” dall’associazione degli ex-allievi dell’ITIS Rossi di Vicenza. Questo istituto tecnico, il più antico d’Italia (fondato nel 1878), nella sua storia ultracentenaria ha formato diverse generazioni di tecnici che hanno costituito il tessuto artigianale e imprenditoriale non soltanto della provincia di Vicenza, ma del Veneto intero. Il celebre “modello del nord-est”, costituito da una moltitudine di piccole imprese leader di nicchia, è certamente frutto di questa sedimentazione di know-how che l’ITIS Rossi ha contribuito massicciamente a creare e che in 50 anni ha portato il Veneto contadino dalla pellagra all’opulenza.
La WITAR muove dalla convinzione che la promozione nei paesi in via di sviluppo di quella cultura tecnica e artigianale che tanto ha significato per lo sviluppo del Veneto del dopoguerra, possa costituire un’occasione di riscatto dalla povertà che li attanaglia.
Come primo progetto la WITAR ha deciso di sostenere un liceo tecnico burundese, fino ad allora senza nome, ed oggi noto come Lycée Technique Alessandro Rossi (LTAR) di Ngozi, media cittadina nel nord del paese.

Nell’ambito di questo progetto, l’aspetto certamente più innovativo è l’attivazione di un programma di e-learning che, grazie ad una connessione satellitare a banda larga donata da Eutelsat, mira a sfruttare appieno le potenzialità didattiche di internet, prevedendo la collaborazione a distanza fra i due istituti gemellati.

Per comprendere meglio l’architettura del progetto, potete scaricare e visualizzare questa mappa animata in PowerPoint e mantenerla come riferimento durante la lettura.

Il programma e-learning del Progetto Burundi
Gli obiettivi di questo programma biennale sono essenzialmente due:

1. permettere uno scambio culturale telematico tra professori ed allievi delle due scuole;
2. supportare la didattica sfruttando le potenzialità di internet.

Per raggiungere il primo obiettivo siamo partiti dalla costituzione di coppie di professori che in Italia e in Burundi insegnino la stessa disciplina tecnica:
> meccanica,
> elettronica,
> elettrotecnica,
> informatica.
A supportarli, la coppia di insegnanti di inglese, scelta come lingua franca per la comunicazione fra le due scuole (1).
Sono proprio costoro che si sono trovati “l’uno di fronte all’altro” all’inizio di ottobre, per vedersi in faccia e conoscersi al di là della stringatezza di qualche messaggio email precedentemente scambiato. La corrispondenza telematica è partita dapprima tra i professori e successivamente tra i ragazzi. Questo per consentire un migliore monitoraggio della comunicazione visto il numero contenuto di soggetti (10), al fine di prevenire problemi difficilmente gestibili se diffusi su larga scala (classi). A livello degli allievi infatti, l’abbinamento è tra 4+4 classi omologhe del biennio finale delle due scuole.
Ad ognuno di questi attori abbiamo fornito un indirizzo email proprio, quando mancante, e l’indirizzo di un corrispondente “dall’altra parte”.
La corrispondenza inizialmente è stata lasciata libera, nella convinzione che fosse importante rompere il ghiaccio a livello personale prima di poter procedere sul piano dei contenuti didattici in senso stretto. Inoltre, rispetto ai colleghi italiani, i professori burundesi non solo devono superare le difficoltà linguistiche, ma devono anche acquisire familiarità con il PC e il relativo programma di posta elettronica (2).
Infine, all’email pensiamo di associare presto l’uso della chat, non appena i professori burundesi abbiamo acquisito una minima familiarità con la tastiera.

Relativamente alle classi, si è posto il problema della differente numerosità tra le classi omologhe che rende impossibile un abbinamento 1 a 1. Stiamo ancora riflettendo su come ovviare a questo inconveniente: probabilmente opteremo per degli abbinamenti tra piccoli sottogruppi.

Mi preme sottolineare che le finalità di questa iniziativa non sono solo a breve termine (icebreaker), ma soprattutto a medio e lungo termine.
A medio termine nella misura in cui una maggiore conoscenza della cultura e delle condizioni di vita dell’altro, oltre a costituire un arricchimento personale, avrà una ricaduta in termini di sensibilizzazione nel tessuto relazionale prossimo dei due interlocutori (famiglia, amici, colleghi).
A lungo termine invece auspichiamo che alcune delle corrispondenze tra i ragazzi possano svilupparsi oltre i limiti temporali del progetto – e quindi della scuola superiore – trasformandosi in vere e proprie amicizie. Questi nuovi ‘legami’ negli anni potranno generare nuove collaborazioni in un’ottica di cooperazione decentrata diretta tra entità locali della provincia di Vicenza e di quella di Ngozi.
Il secondo obiettivo del progetto – il supporto alla didattica – si concretizza su 3 livelli:
1. la formazione metodologica alla ricerca online:
- strategie di ricerca,
- uso avanzato del browser (3) e dei motori di ricerca,
- uso dei forum,
- uso dei repository di learning objects, ecc.

2. l’esplorazione dell’offerta di corsi online in francese e l’eventuale partecipazione ad essi:
a. università virtuali (corsi, video-lezioni, webcast)
b. siti per l’autoapprendimento (divulgativi, repository di tutorials e manuali)

3. l’utilizzo della videoconferenza e dello spazio web www.ltarngozi.org quale tavolo di lavoro condiviso tra le persone delle due scuole:
a. uso di Moodle quale LMS,
b. uso di Wiki per la redazione collaborativa di documenti,
c. uso di groupware web-based,
d. gestione di mailing lists,
e. elaborazione e realizzazione collaborativa del sito web del LTAR stesso, tramite CMS.

In relazione a questo terzo livello, è bene specificare che al LTAR abbiamo cominciato a sperimentare la piattaforma Moodle per integrare la didattica in presenza, proponendo una serie di esercitazioni a complemento di un corso sull’uso di internet in classe offerto a tutti i professori.

Va detto che al di là del programma e-learning, la WITAR offre periodicamente ai professori del LTAR dei corsi intensivi condotti dai propri volontari (per lo più pensionati in gamba) che si recano personalmente a Ngozi per alcune settimane.

Come sta andando?
La fase di progettazione in seno alle 2 scuole (scelta dei professori disponibili e delle classi) e di setup tecnico (equipaggiamento del laboratorio di informatica, installazione dell’antenna satellitare, primi esperimenti di videoconferenza (4)) è durata tutto l’anno scolastico 2004/05. Con l’inizio dell’a.s. 2005/06 il programma è entrato nel vivo.

I primi mesi sono naturalmente i più delicati; su entrambi i fronti i professori stanno cominciando a sentirsi realmente coinvolti nel progetto, ma le difficoltà non mancano: non soltanto devono prendere confidenza con gli strumenti informatici, ma soprattutto devono superare il disagio legato all’uso dell’inglese, difficoltoso per tutti. Una volta raggiunto questo risultato di minima, i professori omologhi dovrebbero sfruttare questi strumenti informatici per co-progettare delle attività che possano poi coinvolgere congiuntamente gli allievi delle classi in cui insegnano. In questo modo essi dovrebbero acquisire una familiarità tale con l’apparato informatico da evitare il rischio di sentirsi meno competenti dei ragazzi, che notoriamente apprendono ad usare queste tecnologie molto più rapidamente.
Inoltre è fondamentale evitare l’insinuarsi di un presumibile complesso di superiorità degli italiani nei confronti dei burundesi e specularmente di un complesso di inferiorità di questi ultimi. A tal fine l’idea è di focalizzare le esercitazioni congiunte su attività che coinvolgano gruppi misti e che sottendano competenze trasversali (problem solving, creatività, capacità di analisi/sintesi, capacità di ricercare in internet), in modo da aggirare l’oggettivo gap di conoscenze tecniche esistente tra professori ed alunni delle due scuole nelle varie materie.

In una seconda fase, quando i vari gruppi si sentiranno coesi e a loro agio dal punto di vista relazionale, si passerà a progettare delle attività didattiche più centrate sul programma ministeriale delle varie materie, sulla base delle “aree di sovrapposizione” tra quello italiano e quello burundese.

In parallelo, alcuni professori particolarmente volonterosi dell’ITIS Rossi hanno preparato alcuni video didattici che riprendono – spiegandole in francese – alcune prove tecniche (ad esempio, la resistenza alla trazione dei metalli) che l’attrezzatura presente al LTAR non consente ancora di effettuare.

Quindi da un punto di vista pedagogico, cerchiamo di integrare il paradigma comportamentista tradizionale, adatto all’addestramento richiesto da una scuola tecnica, con quello interazionista-sistemico che mira a sviluppare collaborativamente delle competenze trasversali a livello di metodo e di approccio ai problemi.
La consapevolezza di essere un nodo vivo di una rete di reti, che unisce e supporta persone diverse con interessi di volta in volta affini, unita alla capacità di beneficiarne, sono i metaobiettivi più alti intriseci al programma: una porta aperta per passare dalla rassegnazione fatalistica all’emancipazione.

Aspetti tecnici
Il LTAR dispone:
- di un laboratorio di informatica con una ventina di PC piuttosto datati (Pentium II/III) ricevuti in dono, alcune stampanti, scanner, videocamera e fotocamera digitale;
- di una antenna VSAT con connessione ad internet flat (banda teorica: 768kbps dn/192kbps up – condivisi – sul satellite Eutelsat W3A);
- di una base wifi, di 3 laptop equipaggiati con scheda wifi e di 2 proiettori LCD con relativo schermo a muro che nell’insieme permettono di fare lezione usando internet in qualsiasi aula dell’istituto.

Software Dopo varie sperimentazioni, il programma di videoconferenza prescelto è iVisit Plus, ma le sperimentazioni continuano. Ad esso abbiniamo UltraVNC per la condivisione delle applicazioni bidirezionale. Per le comunicazioni audio utilizziamo Skype.
La piattaforma di e-learning adottata è Moodle che era ospitata su Aruba.it ed ora è ospitata sul webhost simplehost.com.
Il Content Management System prescelto per il sito www.ltarngozi.org è Mambo perché giudicato il più user-friendly.
Per superare le difficoltà linguistiche iniziali, almeno per le comunicazioni scritte, abbiamo dotato tutti i professori di un software di traduzione automatica (Power Translator Pro). Inoltre nel laboratorio del LTAR ogni PC dispone del programma di dattilografia Typingmaster e di un sistema di messaggistica istantanea/chat interno alla LAN del laboratorio (server/client Jabber), per facilitare la familiarizzazione con la tastiera.

Note
(1) Il Burundi, ex-colonia belga, è francofono, anche se la lingua autoctona nazionale è il Kirundi.
(2) Mozilla Thunderbird in francese.
(3) Mozilla Firefox in francese.
(4) Il primo collegamento in videoconferenza tra le due scuole è avvenuto il 16 maggio 2005.


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