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Il ruolo del feedback nei test di autovalutazione a distanza: il caso di Anatomia

19 luglio 2005 | Marzia Barella, Via IV Novembre, 19 - Maserà di Padova E-mail: marzia.barella@alice.it
Lo studio del feedback (1) è il cuore della strategia didattica adottata nel caso di un corso universitario di Anatomia, un progetto che è diventato la mia tesi di Master e che ha coinvolto gli studenti dell’omonimo corso per la parte online di fruizione. Ottenere un feedback continuo e immediato significa “metabolizzare” immediatamente le conseguenze e le reazioni che le proprie scelte comportano, assumendo un ruolo attivo nel processo di apprendimento.
L’esperienza di stage del master di Firenze svolta presso il Centro di Calcolo di Ateneo dell’Università di Padova mi ha permesso, infatti, di entrare in contatto con numerose realtà dell’Ateneo Patavino, tra cui la facoltà di Medicina.
Il percorso di apprendimento a distanza degli studenti di anatomia si era fondato fino ad allora sulla somministrazione di test a risposta multipla, ad integrazione delle lezioni seguite in presenza. Quello che si è voluto proporre loro, in accordo con il docente della materia, è stata una nuova tipologia di test, sviluppati in modalità drag&drop (2) e creati ad hoc per il corso (vedi fig.1). A differenza dei test precedenti, la nuova batteria di test somministrata agli studenti era supportata da immagini, le stesse che il docente proiettava in aula durante la lezione.
Per visualizzare l’immagine (fig. 1 – Mappa concettuale del progetto. Le implicazioni dell’autovalutazione sullo studente sono: il riconcoscimento degli obiettivi, le difficoltà incontrate e gli errori commessi, la presa di coscienza delle strategie, l’esplorazione di percorsi differenti) clicca qui
Ciò che è stato determinante e che mi ha impegnato molto in questo processo di rielaborazione dei contenuti a distanza è stata la fase di progettazione dell’attività e dei test di autovalutazione, che lo studente avrebbe dovuto fruire durante il percorso online e, soprattutto, di impostazione dei relativi feedback.

Come personalizzare l’attività a distanza, affinché potesse costituire un valido supporto a quella in presenza? Come strutturare un feedback puntuale e costruttivo e quando applicarlo? Quale poteva essere la diversa efficacia raggiungibile con l’impiego di feedback visivo e uditivo? A quali esigenze doveva rispondere il feedback? A quelle dell’allievo o a quelle del docente?

Sono tutte domande cui ho cercato di trovare una risposta attraverso l’analisi progettuale dei test e l’elaborazione dei feedback, ben sapendo come una progettazione efficace dell’attività di testing, particolarmente attenta alle azioni poste in atto per l’erogazione del feedback, alle decisioni adottate e ai risultati conseguibili, sarebbe stata in grado di favorire una misurazione obiettiva dell’intervento formativo. Occorreva che il feedback per lo studente non consistesse solo in un voto o in un giudizio sommario, ma comprendesse anche informazioni, ad esempio, sulle strategie, positive o negative, adottate durante la verifica o sulle aree di maggiore forza e debolezza.
Fondamentali sono stati i colloqui con il docente della materia. Il confronto continuo mi ha permesso di elaborare nel tempo una strategia didattica di più ampio respiro, volta a proporre allo studente un’attività di rinforzo a distanza, da fruire come approfondimento delle lezioni in presenza tenute dal docente. Il risultato è stata la realizzazione di un percorso online completo, di cui ho curato personalmente la progettazione e lo sviluppo didattico, comprensivo di:
- una mini-lezione audio, con funzione sostanzialmente di ripasso della lezione in presenza;
- un’attività laboratoriale, ideata per facilitare nello studente la memorizzazione dei contenuti, attraverso un feedback preciso e mirato;
- un test di autovalutazione, utile per verificare il livello di comprensione dei contenuti e per individuare, sulla base di un feedback globale, i propri gap formativi. La realizzazione di questa soluzione si è basata sull’impiego di differenti tecnologie: l’ambiente principale era costituito da un sistema di gestione dell’apprendimento, la piattaforma Lotus LS 5, con integrazione di materiali creati con l’ausilio dello strumento autore Macromedia Flash e di uno speciale software, QuestionMark Perception, per la realizzazione del test di autovalutazione.

L’attività proposta consiste nell’associazione per trascinamento di labels (etichette testuali) ai componenti di un’immagine su uno schermo. Per ciascun tentativo di associazione, al rilascio del mouse, lo studente avrebbe ricevuto un feedback positivo (casella con colorazione verde) o un feedback negativo (casella con colorazione rossa), a seconda della scelta effettuata.
L’associazione corretta realizzata implicherà il riposizionamento dell’etichetta nella posizione di partenza, con il cambiamento di colorazione della stessa (da giallo chiaro a grigio). Ciò permetterà di evidenziare allo studente con effetto immediato le assegnazioni già eseguite e quelle mancanti (vedi fig. 2).
L’interazione frequente con il docente della materia ha consentito di individuare per ciascun componente del percorso un feedback specifico quanto basta, affinché l’allievo fosse in grado di utilizzarlo nel processo di apprendimento, ponendo in relazione il feedback con la logica che avrebbe impiegato nel produrre le proprie risposte.

Per visualizzare l’immagine (Fig. 2 – L’associazione delle etichette) clicca qui

L’analisi del caso di Anatomia mi ha permesso di sottolineare, infatti, non solo l’importanza che può assumere il feedback all’interno dei processi di apprendimento e di autovalutazione dello studente, ma anche di evidenziare come lo stesso rinforzo sia fortemente condizionato dalla frequenza e dalla qualità delle interazioni intercorse con il docente per la realizzazione della soluzione formativa. Il test approntato fornisce un feedback immediato sui risultati, dettagliandoli per ogni singola sezione; lo studente ha pertanto indicazioni utili sia sui contenuti che meglio conosce, sia su quelle aree che più necessitano di essere rinforzate. Utile agli studenti nella conferma o nel riorientamento dei propri sforzi, il rinforzo si dimostra non meno valido nello sviluppo dell’azione dei docenti.
I risultati del test possono fornire anche suggerimenti in merito all’impostazione di un percorso didattico che più si adatti alle esigenze di un gruppo o del singolo studente:
- si attuano procedure compensative, qualora i dati relativi agli obiettivi fossero discordanti (feedback negativo);
- si procede con la somministrazione di altri materiali di apprendimento, qualora gli obiettivi raggiunti fossero coerenti con quelli posti dal percorso didattico (feedback positivo).
Il caso di Anatomia ha giocato un ruolo importante come terreno d’applicazione delle competenze assimilate durante il master ed afferenti il profilo del change manager. Ha fornito spunti interessanti per l’integrazione di soluzioni tecnologiche e strutturali alla formazione e per lo studio del feedback, quale parametro fondamentale dei test somministrati agli studenti.
Presento qui di seguito l’indice della mia tesi per coloro che fossero interessati a conoscere più nei particolari questo progetto. Indice della tesi

Per visualizzare l’immagine clicca qui

L’evoluzione dalla teoria alla pratica…
L’interesse per l’eLearning è nato all’università, quando, leggendo alcuni articoli de IlSole24Ore alla ricerca di una tematica accattivante e coinvolgente per la tesi di laurea, mi soffermai su un articolo dal titolo “Terremoto e-learning in azienda” (2001), che illustrava come l’aggiornamento online ai dipendenti si stesse sostituendo alla formazione tradizionale.
Le notizie successive che appresi dai giornali contribuirono a stimolare la mia curiosità nel campo, tanto da portarmi a conseguire nel 2002 la laurea presso l’Università di Padova, Facoltà di Scienze Politiche, presentando una tesi sulla formazione in rete.
Uno studio che ha posto a confronto le esperienze di alcune aziende in ambito bancario e in quello delle telecomunicazioni.
Ciò avveniva contestualmente all’attività lavorativa che dal 1994 mi vede impegnata presso il settore commerciale di Telecom Italia, cui ho affiancato, per un breve periodo, un’attività di redazione e di creazione di contenuti esercitata presso uno studio di consulenza in commercio internazionale.
L’attenzione per l’eLearning, nonostante i diversi orientamenti lavorativi, non si è mai spenta, anzi è cresciuta nel tempo, fino a portarmi nel 2004 alla partecipazione al Master in “Progettista e gestore di formazione in rete”, spinta determinante nel cambiamento delle mie aspettative professionali. Un insegnamento forte mi è stato trasmesso da questo percorso formativo. Ho appreso che l’acquisizione di conoscenze e competenze può avvenire efficacemente attraverso le reti di telecomunicazione e gli strumenti multimediali solo in presenza di un impianto progettuale strutturato e realizzato. Occorre prestare attenzione a tutte le fasi del processo didattico, a partire dai soggetti che devono essere formati e dall’obiettivo del percorso di apprendimento che si intende erogare.
L’esperienza del Master, grazie alle molteplici interazioni con i colleghi e agli stimoli ricevuti dai docenti durante l’attività di supporto e di monitoraggio di cui ero referente, ha potenziato le mie capacità relazionali e collaborative. Caratteristiche queste determinanti all’interno di Ivancommunity, la “comunità di pratica” nata per iniziativa dei membri del master 2004 e che vede la partecipazione anche di numerosi docenti ed ospiti, che hanno preso parte agli incontri in presenza organizzati come “schools” sulle colline toscane. La strada per la condivisione della conoscenza e per la costruzione di un network attivo di professionisti dell’eLearning è ancora tutta in salita, ma le sinergie emerse fino ad ora e i prodotti realizzati esprimono indubbiamente la forte crescita di cui la community è protagonista.
Il periodo di stage svolto durante il master presso il Centro di Calcolo di Ateneo (CCA) dell’Università di Padova ha, inoltre, contribuito all’approfondimento dello studio delle tecnologie multimediali e delle loro applicazioni sulla didattica all’interno dell’Università. Dal confronto continuo con i colleghi del CCA sulle possibili dinamiche e opportunità offerte dalla formazione online ho potuto apprendere alcuni spunti interessanti che hanno favorito l’arricchimento personale in termini di conoscenza e di skills.
Proprio a partire dalla fine dell’anno scorso ho iniziato a seguire in modo sistematico il mondo della formazione a distanza in tutte le sue espressioni e attualmente, sempre a Padova, continuo a operare in questo campo, che è diventato il mio di elezione.
La collaborazione con il CCA dell’Università di Padova, infatti, continua ancora oggi per lo sviluppo e la realizzazione del progetto FSE “Accademia/imprese” (Misura C1). Information Broker e Instructional Designer saranno i due incarichi che mi vedranno impegnata nel progetto, il cui obiettivo è l’integrazione dell’eLearning nei percorsi IFTS per la formazione del personale occupato. Si tratta di determinare, attraverso l’analisi dei “fattori di entrata” che interessano il personale occupato, uno o più modelli applicabili alla formazione di tali soggetti, che definiscano sia gli aspetti teorico-metodologici dell’uso delle tecnologie multimediali, sia gli aspetti organizzativi e strutturali del sistema formativo per l’implementazione dell’eLearning nei corsi IFTS tradizionali.
Questo è senz’altro l’inizio di un nuovo “capitolo” professionale, dove gli insegnamenti e gli inputs ricevuti durante il Master troveranno terreno fertile per la sedimentazione e per sviluppi ancora maggiori.

Note
(1) feedback (ingl.) = controreazioe, retroazione, autoregolazione. Nelle discipline della formazione questo termine viene usato con riferimento alle reazioni ed al comportamento dei discenti.
(2) Drag &drop: letteralmente trascina e lascia cadere. Tipica modalità dei sistemi operativi ad oggetti con la quale si manipolano facilmente elementi appartementi ad ambienti (file) diversi.


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