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Risorse digitali per la scuola primaria

19 luglio 2005 | Laura Colombo E-mail: lauracolombo@tin.it
Nei primi anni ‘90 mi colpì la lettura del testo del Prof. Calvani “Dal libro stampato al libro multimediale”. Non potevo immaginare, allora, che quel titolo prefigurava la parabola della mia crescita professionale.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, insegno inglese da oltre un ventennio, dapprima nella scuola elementare e dal 1989 nella secondaria superiore.
Ho conseguito diverse specializzazioni in corsi post-universitari e, dalla metà degli anni Ottanta, mi interesso di tecnologia dell’educazione. Formatrice impegnata in programmi nazionali d’aggiornamento (1), tutor online (2), ho pubblicato libri di testo per la scuola primaria con DeAgostini Editori. Recentemente ho realizzato risorse didattiche digitali per il sito DeAgostini http://www.scuola.com/junior/index.htm

Nel 2004 ho ottenuto il Master “Progettista e Gestore di Formazione in Rete” presso l’Università di Firenze, che chiude un lungo percorso formativo e ha innescato, al contempo, nuovi interessi per svariati campi applicativi.

Tesi e stage al Master fiorentino
Lo studio di caso proposto nella tesi prende lo spunto dallo stage aziendale svolto, prevalentemente online, presso DeAgostini Editori Milano. L’attività di stage ha avuto l’obiettivo di analizzare i servizi in rete presenti sul sito della stessa casa editrice, http://www.scuola.com/junior/index.htm, per evidenziarne i punti di forza e di debolezza, in termini di usabilità ed ergonomia didattica, e per ipotizzarne possibili miglioramenti.

Ho approfondito il tema delle informazioni digitali e dell’accesso alla conoscenza. Ciò ha significato seguire i vari filoni che riguardano i problemi dell’interoperabilità degli archivi digitali, della conservazione e disseminazione delle migliori pratiche didattiche, dell’integrazione di biblioteche digitali esistenti.

Inoltre, ho inquadrato il ruolo giocato dalle risorse didattiche digitali nella società della conoscenza. Queste, infatti, pongono nuove sfide e diventano un punto d’incontro e di necessaria “contaminazione” tra chi è impegnato a risolvere questioni di carattere squisitamente tecnico e chi valuta la risorsa entro un più ampio contesto pedagogico.

Durante lo stage, un importante rilievo ha avuto anche l’individuazione di corrette modalità per trasformare argomenti tratti dai libri di testo in contenuti multimediali. Insegnanti e alunni, infatti, possono fruire di un servizio online che offre materiali a corredo del testo cartaceo in adozione.

Nel dicembre 2004 le risorse digitali già presenti sul sito erano circa sessanta, ma il loro numero è destinato a crescere ogni anno. Pertanto, ho proposto la realizzazione di un repository in cui ciascuna risorsa fosse indicizzata attraverso l’uso di “metadati”, quegli elementi descrittivi e informativi che ne garantiscono la ricerca e il recupero.

L’esperienza sul campo ha permesso di mettere in atto un insieme di competenze complementari sviluppate durante il Master e di inquadrare le attività di analisi e progettazione scegliendo i punti di vista di almeno tre diversi profili professionali, come illustrato nella figura n. 1.


P
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La tesi dal titolo “Metadati per Scuola.com/junior – Problemi e prospettive” espone una parte del lavoro di stage e consta di una sezione cartacea ed una digitale rappresentata da una risorsa d’apprendimento completa di metadati (3) (o Learning Object).

La prima parte della tesi evidenzia lo scenario entro cui collocare la tematica dei metadati considerati come punto di snodo centrale nella società della conoscenza. Viene, infatti, rilevata l’importanza fondamentale dei metadati per il recupero e l’uso delle risorse d’apprendimento.

La seconda parte presenta le criticità da considerare nel momento in cui si voglia implementare un sistema di metadati per la creazione di un repository di risorse online: in particolare propongo la scelta di uno standard internazionale (IEEE/LOM P1484.12) e di un profilo applicativo che tenga conto della specificità del caso aziendale nel contesto italiano. A tal proposito suggerisco anche la scelta di un vocabolario controllato.

Infine, nella parte più operativa, espongo il processo di creazione di un Learning Object con il programma di authoring “Lectora 2004″ della società Trivantis, che consente l’inserimento nel LO dei metadati secondo uno standard prescelto (vedi Figura 2) e una varietà di modalità di pubblicazione (in HTML, in formato eseguibile su CD-Rom, o nel packaging prescritto dallo standard AICC/SCORM).

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Il LO realizzato, dal titolo “Benvenuti nel Mondo delle Fiabe”, propone agli alunni della scuola primaria un percorso didattico interattivo per l’apprendimento della struttura della fiaba e degli elementi che la compongono. Alcune schede di lavoro in formato pdf guidano i ragazzi ad attività di analisi testuale e all’applicazione delle conoscenze apprese. Infine, il percorso si conclude con un test e una proposta di scrittura creativa che porta gli alunni a realizzare una presentazione multimediale prodotta in modo collaborativo.

Il dopo – Master

a) “Il gessetto & la piattaforma”
L’esperienza del Master, con l’apprendimento di ulteriori conoscenze sull’eLearning e l’acquisizione di competenze diversificate, ha avuto non solo profonde ripercussioni sulla prassi quotidiana d’insegnamento, ma ha aperto anche prospettive di nuovi e più motivanti impegni professionali.
L’attività di stage mi ha consentito di esercitare competenze relative alle figure di instructional designer, content manager e infobroker e la sintesi di esse, ottenuta con l’elaborazione della tesi, mi ha permesso di approfondire lo scenario teorico di riferimento riguardante i learning objects.
Tuttavia, gli stimoli offerti dal Master hanno riguardato anche altri ambiti estremamente interessanti e promettenti per chi è impegnato in attività di insegnamento, ad esempio la gestione di ambienti virtuali di apprendimento.
In qualità di “mediatore di conoscenza”, infatti, ogni insegnante è tenuto a saper gestire svariati mezzi, dai tradizionali strumenti di lavoro a quelli digitali, valutando le opportunità didattiche che ciascuno di essi può offrire, come nel caso dei sistemi di gestione per l’eLearning, o piattaforme. Grazie agli stimoli ricevuti, il salto dal “gessetto alla piattaforma” è stato inevitabile.
Così, nello spazio web della scuola in cui insegno, l’Istituto Tecnico Commerciale “M. Rapisardi” di Caltanissetta, ho installato Moodle (4), piattaforma open-source, largamente diffusa per le attività di eLearning e di utilizzo molto intuitivo. Ho avviato, nel maggio 2005, alcune attività collaborative con gli studenti di due classi quinte, consapevole che si tratta solo di un primo approccio ad una didattica in Rete.
Si è trattato di una sfida pedagogica poiché la Formazione a Distanza è spesso associata a modelli per fruitori adulti. In realtà, l’aspetto più interessante dell’iniziativa è stato quello di poter confrontare, insieme agli studenti, le forme di insegnamento /apprendimento in aula con quelle offerte dagli strumenti per la formazione in rete. I lavori in piattaforma sono stati avviati solo nella fase terminale dell’anno scolastico, ma sono stati accolti con favore da parte degli studenti che hanno potuto sperimentare in prima persona forme, per loro inusuali, di apprendimento e applicare più efficaci strategie di ricerca di informazioni.
Sto riflettendo sulle varie funzionalità di una piattaforma e su come possono essere utilizzate in relazione a specifici modelli pedagogici. Nel corso del prossimo anno scolastico approfondirò alcuni strumenti di Moodle, per esempio l’uso del “diario”, uno spazio per le osservazioni metacognitive dello studente sul suo percorso formativo e che potrebbe fungere da portfolio.
Un’altra funzionalità stimolante di Moodle è il modulo wiki che consente attività di scrittura collaborativa e condivisione delle conoscenze.
Attraverso un processo di ricerca-azione, mi riprometto di riflettere sui risultati ottenuti dall’uso dell’ambiente virtuale e apportare dovuti cambiamenti nelle strategie didattiche adottate con i miei studenti.

b) Progettare una virtual community
Proprio nel periodo in cui noi ex-studenti del Master 2004 decidevamo di dar vita ad una comunità di pratica, la IVAN COMMUNITY, ho accettato l’invito a partecipare alle attività di un team di formatori coordinato dal prof. Mario Rotta dell’Università di Firenze. Ho svolto lezioni in presenza e ho seguito le attività online di un gruppo di insegnanti di lingue straniere (5). Obiettivo principale del corso: avviare la progettazione di una comunità virtuale finalizzata alla formazione continua degli insegnanti!
In tal modo ho avuto il privilegio di potere riflettere sulle difficoltà vissute in prima persona per la nascita della IVAN Community, e, allo stesso tempo, agevolare nei corsisti un processo di consapevolezza dei vantaggi che una comunità professionale online può offrire. Questa esperienza, scaturita dal Master, non resterà isolata.
Nelle scuole di ogni ordine e grado una prima alfabetizzazione informatica dei docenti si è conclusa, sia pure con risultati eterogenei.
Emergono adesso nuove istanze che mi sento preparata ad affrontare: la tematica delle comunità professionali online apre un filone di ricerca ricco di spunti per la formazione continua degli insegnanti, per la condivisione delle loro conoscenze e l’archiviazione di buone pratiche.

Indice della mia tesi
Presento qui di seguito, per chi fosse interessato ad ulteriori approfondimenti, l’indice della mia tesi di Master.

Per visualizzare l’immagine clicca qui

Note(1) Piano Pluriennale di Aggiornamento per i Nuovi Programmi della Scuola Elementare (1987-1992) (Lingua Italiana) ; Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche – 1997-2000
(2) Formazione Docenti Neoassunti – 2002
(3) Un testo essenziale di riferimento su tale tematica è Fini A. Vanni L., (2004) Learning Object e metadati – Quando, come e perché avvalersene, Trento, Erickson
(4) L’URL del sito: http://lnx.mariorapisardi.it/colombo/moodle
(5) Il corso si è svolto presso il Liceo Scientifico Linguistico “Archimede” di Acireale (CT).


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