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Webquest: didattica del web, didattica col web

20 dicembre 2005 | Patrizia Vayola
Il web progressivamente, nell’ultimo decennio, si è imposto come strumento di consultazione privilegiato da parte degli studenti e degli insegnanti e ciò rappresenta, oltre che una indiscutibile risorsa, anche l’origine di una serie di problemi di non semplice soluzione.
Ci si trova infatti attualmente in una situazione paradossale di sovraccarico cognitivo (1): mentre fino a pochi anni fa gli insegnanti stentavano a mettere insieme documenti e contributi per ampliare l’offerta dei libri di testo, oggi il problema reale è divenuto selezionare quelli più significativi ed efficaci tra le migliaia di informazioni su qualsiasi campo dello scibile umano. C’è inoltre un altro problema costituito dal gap tecnologico tra docenti e studenti. I ragazzi, infatti, hanno una confidenza con le nuove tecnologie ben superiore a quella della maggior parte dei docenti che spesso delegano loro la ricerca di risorse utili nel web, senza però che nessuno abbia fornito le necessarie avvertenze metodologiche e critiche. Il risultato è un selvaggio taglia/incolla acritico e privo di qualsiasi citazione dei siti di provenienza che rende le informazioni e i dati reperiti nel web assolutamente destituiti di qualsiasi credibilità. Insomma il nuovo strumento rischia di essere piegato a servire una didattica vecchia, troppo simile a quella che, negli anni ‘60, prescriveva defatiganti “ricerche” risolte con immani quanto inutili copiati dalle enciclopedie, con la differenza, peggiorativa, che le risorse web sono per lo più prive di quelle garanzie di scientificità che invece fondavano l’autorevolezza delle fonti tradizionali. E dal tempo delle vecchie ricerche sono cambiate anche le esigenze cognitive degli studenti, l’obiettivo prioritario non è tanto imparare conoscenze circoscritte e consolidate quanto adattarsi alla continua trasformazione dei campi del sapere imparando, soprattutto, ad imparare (2).
In questo quadro si inserisce la necessità per gli studenti, ma anche per gli insegnanti, di acquisire metodologie di analisi critica dei siti web e delle risorse in essi contenute.
Si tratta evidentemente di un campo di studio nuovo per il quale non esistono strategie consolidate ma il cui obiettivo finale è quello di consentire agli utenti del web di valutare la qualità e il valore dei siti che si trovano a consultare in base a criteri consolidati già per altri tipi di fonti (3)(autenticità, attendibilità, intenzionalità) ma adattati e arricchiti di variabili per rispondere alle caratteristiche del nuovo medium (4).
E’ necessario pertanto immaginare un curricolo verticale, trasversale alle diverse discipline, che, attraversando tutti i gradi di scolarità, permetta agli studenti di raggiungere tale obiettivo. Da questo punto di vista uno strumento utile può essere il webquest (5).
Il webquest, infatti, è un progetto di ricerca guidata in internet che abitua a consultare risorse web coniugando, nel contempo, una metodologia di stampo costruttivista (6) con strategie di lavoro collaborativo (7).
E’ stato ideato, a metà degli anni ‘90 da Bernie Dodge (8) e prevede la progettazione, da parte del docente, di un ambiente di apprendimento (9) che offra agli studenti una serie di fasi di lavoro utili per realizzare una ricerca significativa nel web.

A titolo esemplificativo si presenta il webquest sul Risorgimento Italiano progettato per una classe IV delle scuole superiori (10).

Esso prospetta l’organizzazione classica di questo tipo di procedimento:
- una situazione problematica che rappresenti lo stimolo per la ricerca (INTRODUZIONE)

Figura 2

- una divisione della classe in gruppi (ciascuno dei quali, con compiti differenti, dovrà contribuire al prodotto finale per risolvere i problemi prospettati nell’introduzione) e una articolazione di ruoli all’interno di ciascun gruppo che responsabilizzi i singoli studenti (COMPITO)

Figura 3

- una spiegazione del procedimento da seguire che illustri le operazioni da compiere e gli strumenti da utilizzare (PROCEDIMENTO)

Figura 4

- un elenco di siti internet, di solito differenziato per ciascun gruppo, attraverso la cui consultazione sia possibile assolvere al compito assegnato (RISORSE)

Figura 5

Figura 6

- una esplicitazione dei criteri di valutazione con i quali il prodotto del gruppo e del singolo saranno valutati dall’insegnante ed una serie di strumenti per l’autovalutazione dei propri comportamenti e delle conoscenze acquisite (VALUTAZIONE)

Figura 7

- a queste fasi può aggiungersi una conclusione che metta in luce gli aspetti significativi della procedura realizzata e delle conoscenze acquisite (CONCLUSIONI).
Come si vede da questo breve resoconto dell’impostazione classica del webquest, esso si avvale di metodologie volte alla costruzione delle conoscenze attraverso il problem solving e pone al centro le attività dello studente lasciando al docente il ruolo di regista (che allestisce l’ambiente) e di tutor (che segue e indirizza la ricerca dello studente). Inoltre la strutturazione del lavoro in gruppi e l’assegnazione di ruoli a ciascuno studente si colloca nell’ambito delle metodologie di lavoro collaborativo, consentendo di assecondare e valorizzare diversi stili cognitivi e integrando nel lavoro anche i ragazzi meno dotati.
Naturalmente questo procedimento implica a monte un significativo lavoro di ricerca da parte del docente che deve ideare l’ambiente (11) e soprattutto identificare i siti da consultare; tuttavia, anche quando egli non possieda tecniche specifiche di analisi, (sulle quali pure sarà necessario che riceva una formazione adeguata se si vuole che la scuola italiana non perda le potenzialità cognitive messe a disposizione dalle nuove tecnologie in generale e dal web in particolare) avrà sempre dalla sua le conoscenze disciplinari sufficienti per discriminare tra i siti da visitare e potrà comunque accedere a risorse qualificate che gli offrano sitografie già predisposte (12).
Insomma il docente, secondo lo schema classico della ricerca-azione, potrà formarsi mentre studia strategie per formare i suoi stessi studenti all’analisi critica del web.
Ma come trasformare il webquest in uno strumento per costruire un curricolo verticale delle competenze di ricerca nel web?
Si può partire, già alle elementari, con una versione semplificata di questo strumento: la cosiddetta caccia al tesoro (13). In essa a ciascuna domanda volta a reperire dati sul tema oggetto di indagine corrisponde uno specifico sito e quindi gli studenti hanno come compito solo quello di visitare la risorsa segnalata e di estrarne le informazioni richieste. L’obiettivo è quello di fornire un approccio guidato alla consultazione di pagine internet in modo da familiarizzare con il web per imparare a considerarlo una risorsa. Le capacità di rielaborazione delle informazioni saranno misurate inserendo, a fine ricerca, una domanda conclusiva che comporti la rielaborazione delle informazioni e che non possa quindi essere risolta dalla consultazione di un singolo sito (14).
La fase successiva, già alla fine delle scuole elementari e nelle scuole medie potrà essere il webquest vero e proprio nel quale ad una lista di domande corrisponde un elenco di siti, senza che sia determinata la corrispondenza tra le questioni su cui individuare informazioni e i siti da cui trarle. In questo modo lo studente dovrà affinare le sue capacità di ricerca e problematizzare i dati che individua per verificare la possibilità che essi rispondano alle sue esigenze (15).
Già alla fine delle scuole medie, e poi ancora di più agli inizi delle superiori, si potranno inserire, tra i siti indicizzati per la ricerca, dei distrattori: pagine di tema affine rispetto a quello indagato ma inutili rispetto agli obiettivi, per insegnare ai ragazzi a discriminare tra i siti e le informazioni in esse contenuti. Poi sarà la volta delle ridondanze, ovvero di risorse che forniscono più volte la stessa informazione ma a livelli diversi di complessità, in modo che gli studenti siano indotti a valutare la profondità delle informazione e la sua efficacia rispetto agli obiettivi del lavoro (16).
Allo stesso modo si complicheranno le consegne che, da domande mirate e limitate, passeranno ad identificare temitiche più vaste all’interno delle quali toccherà poi agli studenti enucleare temi e informazioni significative.
A questo punto, negli ultimi anni di scuola, si potranno inserire anche forme di ricerca autonoma.
Il primo passo in questa direzione potrà essere costituito dalla definizione, da parte del docente, delle chiavi di ricerca da utilizzare cui si accompagnerà, comunque, la segnalazione di una serie di indicazioni sitografiche di base. Gli studenti avranno anche a disposizione una griglia di valutazione dei siti nuovi che individueranno fondata su rigorosi criteri di analisi volti a giustificarne la scientificità e la congruenza con la ricerca in corso (17).
Progressivamente poi gli studenti potranno essere lasciati sempre più liberi di effettuare ricerche autonome, fino a che il webquest si limiterà a fornire la problematizzazione, le domande di fondo e il prodotto atteso, lasciando i ragazzi completamente liberi di realizzare la loro ricerca purché segnalino, per ciascuna informazione o risorsa individuata, il sito di origine e la griglia di valutazione dello stesso.
A questo punto gli studenti stessi saranno produttori di sitografie valide e scientificamente attendibili che potranno costituire la base per la creazione di nuovi webquest per ragazzi degli altri gradi di scuole.
E’ quasi superfluo sottolineare come, mentre si costruisce questo tipo di competenza all’analisi del web, gli studenti acquisiranno anche competenze significative di lettura selettiva, di confronto e selezione critica delle informazioni, di ricerca. Inoltre saranno avviati alla riflessione metacognitiva sulle procedure di lavoro e sui criteri di analisi e infine, grazie al lavoro di gruppo organizzato, miglioreranno le capacità di relazione e collaborazione reciproca. Per l’insegnante che voglia coniugare rigore scientifico, creatività e ricerca didattica il webquest può dunque essere una risorsa innovativa da sfruttare e intorno alla quale sarebbe utile fiorissero, oltre che iniziative specifiche di formazione, anche banche dati di risorse (18) e di modelli a disposizione (19).


Note
(1) Su questo tema, per quanto riguarda la didattica della storia, un contributo interessante è stato fornito da Anna Girardet, Vedere, toccare, ascoltare. L’insegnamento della storia attraverso le fonti, Carocci, Milano , 2004
(2) Sull’apprendimento significativo si confronti Joseph Novak, L’apprendimento significativo, Erickson, Trento, 2001
(3) Un interessante proposta di scheda per l’analisi critica dei siti di storia è reperibile nel volume a cura di Crescione, Noiret, Spagnolo, Vitali, La storia a(l) tempo di Internet, Patron Editore, Bologna, 2004
(4) Per una guida alla valutazione delle risorse web è consultabile il lavoro di Michel Kerry e Miller Nichols all’indirizzo http://web1.umkc.edu/lib/engelond/criteria.htm
(5) Per un repertorio esauriente sul webquest e per la ricca galleria di esempi si possono consultare le risorse raccolte su Bibliolab: http://www.bibliolab.it/webquest.htm
(6) Su questo tema si confronti il saggio di Antonio Calvani, Costruttivismo, progettazione didattica e tecnologie, all’indirizzo http://www.scform.unifi.it/lte/doc/Costruttivimo%20e%20progettazione.doc
(7) Su questo tema si confronti il contributo di Guglielmo Trentin, Didattica in Rete: Internet, telematica e cooperazione educativa, all’indirizzo http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/telecoop.html
(8) Il sito sui webquest ideato da Bernie Dodge è consultabile all’indirizzo http://webquest.sdsu.edu/
(9) Per il concetto di ambiente di apprendimento si possono consultare le risorse messe a disposizione dal progetto FAR dell’Università di Torino
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/DIPARTIMEN/Scienze_de/FAR/Gruppi-di-/Tecnologie/tredici.htm_cvt.htm e il contributo di Irene Benedetto, Dalla valutazione dell’apprendimento alla valutazione dell’ambiente di apprendimento, in Form@re, all’indirizzo http://formare.erickson.it/repository/settembre/2_benedetto.html
(10) Il webquest, realizzato dalla prof. Patrizia Vayola per la classe IV B dell’IPSSCT Quintino Sella, nell’anno scolastico 2004-05 è consultabile all’indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_risorgimento/index.htm
(11) Per i criteri di valutazione sull’efficacia del webquest si consulti la pagina del sito di Dodge all’indirizzo http://webquest.sdsu.edu/webquestrubric.html consultabile anche nella traduzione di Maria Gragnaniello all’indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_task/WebQuest%20Rubric.htm
(12) Da questo punto di vista un buon punto di partenza possono essere l siti di diverse Virtual Library come quella Cilea http://www.cilea.it/Virtual_Library/test/bvita/main.htm e http://www.virtual-library.it/ ; per la storia in particolare si segnala l’ Italian History Index Italian Institutions and Universities http://vlib.iue.it/hist-italy/institutions.html curato da Serge Noiret
(13) Per una presentazione di questo tipo di attività si può leggere l’intervento di Marco Guastavigna, Ci sono anche le “cacce al tesoro digitali”, all’indirizzo http://www.pavonerisorse.to.it/pstd/cacce.htm
(14) Per un esempio di caccia al tesoro si confronti quella all’indirizzo seguente, relativa alla storia della cioccolata, http://puntoeduri.indire.it/formazionedl59/content/2871/risorse/cioccolata.htm
(15) Per un esempio ulteriore di webquest si consulti, sempre sulla storia della cioccolata, il webquest all’indirizzo http://puntoeduri.indire.it/formazionedl59/content/2871/risorse/mondo/index.htm
(16) Un esempio di questo tipo, relativo alla storia del Risorgimento è consultabile all’indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_risorgimento/index.htm
(17) Per la presentazione di una scheda di analisi dei siti di storia si vede la risorsa alla pagina http://www.bibliolab.it/Internet%20e_file/frame.htm che presenta la scheda utilizzata nella ricerca La storia a(l) tempo di Internet, già citata
(18) Oltre al già citato http://www.bibliolab.it/webquest.htm si veda anche il sito apprendere on line, per la consultazione del quale è però necessaria la registrazione dell’utente http://www.apprendereonline.it/public/home.php
(19) Modelli molto semplici di webquest e di caccia al tesoro, direttamente compilabili on line sono disponibili nel sito Aula 21 agli indirizzi http://www.aula21.net/Wqfacil/webit.htm e http://www.aula21.net/cazas/cacce.htm

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