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Editoriale

20 settembre 2006 | di Davide Parmigiani, GRED e Donatella Persico, ITD-CNR - Genova
Le tecnologie dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Percezione, competenze e utilizzo.

Questo numero di Form@re affronta il tema dell’integrazione delle Tecnologie della Informazione e della Comunicazione (TIC) nella scuola, con l’obiettivo di analizzarne le modalità, gli effetti e le implicazioni a diversi livelli scolari. Il termine usato, “integrazione”, richiama la necessità, riconosciuta da più parti, di vedere le tecnologie come un’opportunità – e non un fine – per chi fa didattica.

Un’opportunità che può essere colta o meno, in maniera consapevole, dopo un’attenta valutazione dei benefici che essa può offrire e, naturalmente, anche dei problemi che può generare. I benefici, beninteso, non possono limitarsi alla maggior motivazione degli studenti, perché la motivazione determinata dalla novità degli strumenti è ben poca cosa, soprattutto in tempi in cui le occasioni d’uso del computer sono sempre più frequenti per tutti.
I contributi di questo numero forniscono riflessioni, esperienze e punti di vista di operatori della scuola e della ricerca, in risposta ad alcuni dei seguenti quesiti.
Cosa significa integrare l’uso delle TIC nella didattica scolastica e quali sono i principi ispiratori della progettazione di interventi formativi che fanno ricorso alla tecnologia? Come si determina il rapporto fra le TIC, gli obiettivi didattici e i contenuti disciplinari? Cosa cambia al variare degli ordini di scuola e dell’età degli alunni? Quali sono i problemi che accompagnano l’integrazione delle TIC nella pratica scolastica quotidiana?
In che modo e misura l’utilizzo delle tecnologie in classe può contribuire alla didattica disciplinare e a quali condizioni aiuta a promuovere progetti trasversali e interdisciplinari?
Quali sono le competenze che i docenti devono possedere? In che misura esse dipendono dai contenuti dell’insegnamento e dal livello scolare? Quali sono i metodi più efficaci e gli aspetti critici della formazione degli insegnanti in questo settore?
Le considerazioni proposte dai vari autori aiutano ad individuare specificità e parallelismi, problemi e soluzioni, approcci innovativi e rischi connessi all’uso delle tecnologie come fattore determinante per la realizzazione di percorsi di apprendimento di tipo esperienziale.
Il primo articolo – “L’introduzione delle tecnologie educative nel contesto scolastico italiano” di Giampaolo Chiappini e Stefania Manca, ITD-CNR di Genova –, propone una cornice storica del tema affrontato ripercorrendo le iniziative legislative e i progetti che, nel corso degli anni, hanno riguardato la scuola italiana per l’inserimento e l’integrazione delle TIC nel contesto scolastico.
Il secondo articolo – “La didattica e la didattica tecnologica. Un rapporto stretto e integrato” di Davide Parmigiani, GRED –, esamina il rapporto fra la didattica e la didattica tecnologica. Possono essere considerate equivalenti oppure si differenziano? Quali sono gli elementi che le collegano e che cercano di rinnovarle reciprocamente?
I quattro articoli centrali – “Tecnologie e scuola dell’infanzia” di Marina Fasce, GRED; “Tecnologie e scuola primaria” di Valentina Pennazio, GRED; “Tecnologie e scuola secondaria di primo grado” di Manuela Delfino, ITD-CNR di Genova; “Tecnologie e scuola secondaria di secondo grado” di Sandro Rivella e Sergio Paracchini– analizzano il rapporto fra le TIC e i diversi ordini di scuola dal punto di vista degli insegnanti, evidenziandone le caratteristiche peculiari ma individuando anche un fil rouge che presenta la tecnologia come componente intrinseca e indispensabile per l’azione didattica.
L’ultimo contributo – “La formazione dei docenti sulle tecnologie didattiche” di Davide Parmigiani e Donatella Persico – inquadra le problematiche della formazione degli insegnanti sulle tecnologie didattiche partendo dalle esperienze genovesi del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria e della Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario.


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