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Editoriale

21 ottobre 2006 | di Maria Ranieri

Dal corso formale alla comunità professionale. Competenze ed indirizzi di ricerca in una comunità Lifelong

Il filo rosso che attraversa e tiene insieme i contributi di questo numero si collega all’esperienza del Master in Progettista e gestore della formazione in rete dell’Università di Firenze. Questo numero trae origine infatti dagli orientamenti di ricerca e professionali emergenti tra i corsisti del master dell’edizione 2005-06, con il duplice intento di valorizzarli e di sostenere la nascita di una comunità professionale che d’ora in avanti sarà ospitata da LTEver, un ambiente informale messo a disposizione degli ex-corsisti dal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione (Univ. Firenze) allo scopo di supportare lo scambio e l’interazione tra ex-alumni attraverso le tecnologie del Web 2.0.

Accade spesso che al termine di un corso e-learning, soprattutto se basato sulle metodologie dell’apprendimento collaborativo, emerga l’esigenza da parte degli allievi di continuare a rimanere in contatto, di non disperdere quel patrimonio di socialità e conoscenze faticosamente conquistato grazie ai processi attivati nell’ambito del corso stesso. LTEver cerca di dare una risposta a questa esigenza, favorendo così il passaggio da forme di apprendimento formale a modalità più informali d’apprendere e assecondando una tendenza che oggi emerge in maniera sempre più evidente all’interno del web (cfr. Bonaiuti, 2006).
Il numero si apre allora con una presentazione di LTEver a cura di Antonio Fini, che mostra come sia possibile integrare ambienti tipicamente utilizzati per la formazione in contesti formali, ad esempio Moodle, e ambienti più orientati all’informalità e alla personalizzazione come Elgg. Si tratta di una sfida tecnologica intorno alla quale si sta orientando la discussione attuale sugli scenari tecnologici più avanzati per l’e-learning.
Il numero prosegue con i contributi degli aspiranti professionisti dell’e-learning. Bernardino Andreocci, docente di lingua inglese con una decennale esperienza d’insegnamento alle spalle, si focalizza sull’uso e sulle potenzialità didattiche del video digitale interattivo in ambienti di formazione in rete, avanzando delle originali suggestioni sul supporto che l’impiego dei video può offrire ad un gruppo di apprendimento collaborativo, tipicamente costituito da insegnanti, nell’analisi retrospettiva di attività ed esperienze formative svolte in presenza.
Il lavoro di Maria Grazia Fiore nasce nell’ambito di un’esperienza effettuata presso il Dipartimento di Studi Classici e Cristiani dell’Università degli Studi di Bari e si concentra sul tema dell’innovazione della didattica universitaria e del ruolo che possono svolgere le tecnologie. Alla riflessione teorica si è accompagnata un’attività applicativa che ha condotto la Fiore alla progettazione e all’implementazione di un modulo online per il corso di Latino presso la medesima università. Anche il lavoro di Laura Barbagallo riguarda l’innovazione della didattica universitaria, ma si focalizza maggiormente sui processi gestionali, individuando nel manager didattico una figura chiave di sistema, con compiti e funzioni volti a garantire la qualità dei processi d’innovazione.
Elisa Facciolo e Vera Raggi, muovendo dalla loro esperienza professionale presso il Centro Linguistico d’Ateneo (CLA) dell’Università di Padova, presentano le linee progettuali sviluppate per la realizzazione di un portale a supporto della formazione del personale del CLA; l’interesse del loro lavoro sta sicuramente nel tentativo di integrare dimensioni formali e informali dell’apprendimento, attraverso l’impiego di metodologie e tecnologie in grado di supportare tale osmosi.
Luca Bianchi, che da anni si occupa di tecnologie e disabilità, descrive i criteri che hanno guidato la sua attività di progettazione ed implementazione di un learning object per utenti sordi, indicando al tempo stesso le aree che restano ancora da esplorare.
Umberto Manduchi, che nel corso dello stage si è occupato del Progetto TRIO (progetto promosso dalla Regione Toscana per la formazione online), propone una riflessione sul futuro del progetto volta ad individuare un’integrazione tra l’ambiente “recintato” che caratterizza attualmente TRIO e il mondo del web 2.0.
Lorenz Toniolo affronta il tema del mobile learning, mettendo in luce come, a dispetto di un uso sempre più massiccio da parte dei giovani delle tecnologie mobili, carenti siano ancora la riflessione teorica in merito e le sperimentazioni in ambito didattico ed educativo.
Andrea Costi e Fabio Ballor illustrano uno degli scenari più recenti emersi nell’ambito della produzione di contenuti per l’e-learning, designato con il termine Rapid e-learning (REL); si tratta di un fenomeno che innova le tradizionali procedure di implementazione dei contenuti, rispondendo soprattutto all’esigenza di velocizzare i processi di produzione.
Daniela Melardi si sofferma sul problem based learning (PBL) ed illustra la griglia di valutazione da lei stessa elaborata per valutare la qualità didattica di attività basate su questa metodologia.
Giacomo Gensini, che già opera come professionista nel settore dell’e-learning, presenta due applicazioni sviluppate come moduli aggiuntivi di Moodle per migliorare i processi di gestione e condivisione della conoscenza in ambienti di apprendimento virtuale.
Anna Ammirabile, docente di matematica da anni interessata all’impiego delle TIC nella didattica, riporta l’esperienza effettuata nel corso dello stage svolto presso INDIRE, che ha avuto per oggetto lo studio e la valutazione dei learning object finalizzati alla formazione in Puntoedu (l’ambiente di formazione online sviluppato da INDIRE).
Chiara Pozzi si cimenta con una sfida al tempo stesso culturale ed applicativa, toccando un tema, quello del digital divide, ancora poco esplorato nel nostro paese sul versante delle implicazioni formative, ed illustrando un progetto in fase di realizzazione finalizzato alla formazione tecnologica di insegnanti kenioti.
Il numero si chiude con un contributo di Elena Caldirola, che propone uno scenario e-learning per l’Università.


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