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Editoriale

21 dicembre 2006 | di Antonio Bruno Vincenzi*
Strategie di apprendimento e riflessività nella scuola

Saper imparare, come sapersela cavare, dipende dalle strategie che si usano. Ma raramente gli studenti s’interrogano sulle strategie che usano in determinante situazioni e tanto meno si preoccupano di sapere se funzionano le strategie da essi effettivamente usate. Anche gli insegnanti non sono soliti chiedersi che cosa siano le strategie e perché solo alcune siano efficaci. Del resto, quando mai la cultura scolastica aiuta le persone a diventare consapevoli del ruolo giocato dalle strategie nel processo d’apprendimento?

I contributi di questo numero sono volti a fare chiarezza in proposito.
In “Strategie e percorso di riflessione” (Vincenzi) il fuoco è posto sul rapporto tra strategie e riflessività. Le strategie sono strumenti mentali che sviluppano la capacità di imparare e di cavarsela. Allora acquisire strategie significa attrezzarsi per il futuro.
In “Dalla parte di chi impara: le strategie di apprendimento” (Mariani) si opera una classificazione delle strategie e si espongono le operazioni che uno deve saper svolgere per diventare strategico. Si precisa, per es., la differenza esistente tra strategie di apprendimento, strategie di studio e strategie metacognitive e ci si sofferma sulle strategie che gli studenti mettono effettivamente in atto quando vogliono imparare.
In “Ambiente di classe e strategie” (Vincenzi) si ricorda che l’apprendimento a scuola avviene in un ambiente relazionale di gruppo, in cui il clima psicologico e gli scopi più diffusamente percepiti condizionano pesantemente l’uso di strategie d’apprendimento. In particolare, vengono esaminate tre dimensioni relazionali: il clima relazionale tra gli studenti, le relazioni con gli insegnanti e l’investimento scolastico.
In “Dalla parte di chi insegna: fare emergere strategie” (Pozzo) ci si pone il problema di chiarire quali tappe del processo di acquisizione di una strategia di apprendimento deve tenere presenti chi insegna. Dapprima viene chiarito che cosa s’intende per strategie, quindi viene delineato un possibile itinerario che, dalle prime idee informi, consenta loro di emergere, per giungere alla definizione delle condizioni che ne possono facilitare lo sviluppo.
In “Studenti che scoprono strategie: il mixer dei comportamenti strategici” (Vincenzi) viene presentato uno strumento digitale, per un uso autogestito da parte degli studenti, che consente la scoperta di strategie di apprendimento, quelle efficaci e quelle inefficaci. Il suo uso in classe promette, inoltre, di contribuire all’interdipendenza positiva e alla costruzione di un gruppo di lavoro.

* Antonio Bruno Vincenzi (abvincenzi@libero.it) è formatore, consulente pedagogico e autore di materiali didattici.
Responsabile del progetto “Riflettere sul lavoro scolastico” per la Provincia di Torino (www.provincia.torino.it/istruzione/cesedi/riflettere/), ne ha curato l’attuazione in numerose scuole secondarie superiori della provincia.
Collabora con il Laboratorio di Tecnologie Educative dell’Università di Firenze di cui gestisce un’area in “aula digitale” (www.scform.unifi.it/lte/).


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