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Il computer nella scuola dell’infanzia: sperimentazioni a Bologna (1998/2006)

20 maggio 2006 | di Maddalena Solmi
Il computer nelle scuole dell’infanzia bolognesi
Da circa un decennio (era il 1998) a Bologna si assiste ad una significativa diffusione di attività di introduzione del computer nella scuola dell’infanzia, attività che nel tempo hanno dato luogo ad una vera e propria tendenza costante destinata ad ampliarsi ulteriormente. Ogni anno, infatti, le adesioni delle scuole a questo tipo di sperimentazioni aumentano e ciò dimostra l’interesse crescente delle insegnanti verso l’informatica.
Tali esperienze possono considerarsi uno spunto interessante di riflessione, in quanto hanno costituito e costituiscono una realtà positiva per le scuole che le effettuano. Esse riguardano per lo più costruzioni di storie multimediali, con l’utilizzo di software come MicroMondi o PowerPoint e gemellaggi attraverso internet con scuole più o meno lontane. Nell’ambito di tali progetti il computer viene visto come uno strumento in grado di arricchire le esperienze dei bambini e le nuove tecnologie si inseriscono armonicamente nell’ambito di una vasta gamma di materiali didattici da tempo in uso nella scuola dell’infanzia.

I Percorsi: 1998-2005
Le prime esperienze a carattere sperimentale di approccio ludico al computer sono state realizzate da otto scuole dell’infanzia comunali a partire dal 1998. Fino all’anno scolastico 2001/2002 le scuole dell’infanzia non erano dotate di PC perciò i bambini e le insegnanti si recavano presso i 4 laboratori territoriali di quartiere (ora 3) in cui operano due insegnanti tutor specializzate in informatica che affiancano tuttora nelle attività le insegnati di sezione sia a scuola sia in sede di laboratorio territoriale (ad oggi A.S. 2005/06 il team cittadino è di 8 insegnanti specialisti suddiviso in 3 centri territoriali di informatica).

Navigare per storie ipermediali
Nell’ambito di tale progetto, nato nel 1998, il computer veniva inteso e proposto come strumento capace di supportare l’esperienza del bambino narratore, inventore di storie, sia con parole che con il disegno. Si pensò di sfruttare la duttilità di PowerPoint, forse anche per ragioni economiche, ed usarlo nel modo non propriamente specifico di applicazione per produrre presentazioni multimediali, ma per creare storie, appunto. Fu forse una delle prime volte che se ne fece questo uso specifico e si utilizzò nelle scuole. Oggi, è uno dei programmi più usati nella scuola primaria per costruire ipertesti e raccontare storie.
Ci si avvale anche di Paint per disegnare, ma soprattutto dello scanner per digitalizzare i disegni dei bambini realizzati su carta. Con PowerPoint si animano le immagini come in un moderno teatrino e si associano voci e suoni registrati con il registratore di suoni di Windows, preferito allo strumento di PowerPoint perché offre la possibilità di memorizzare il file ed eventualmente modificarlo.

Storie on line
Nell’anno scolastico 2000/2001 si pensò di proseguire, arricchendola, l’esperienza già avviata con “Navigare per storie ipermediali” con un nuovo progetto: “Storie on line”.
La novità consisteva nell’offrire ai bambini non solo la possibilità di costruire storie con suoni e movimento grazie all’uso di PowerPoint, ma di costruirle in interazione con altri bambini, progettando insieme, on line, attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione su rete, come la webcam, la lavagna condivisa e la posta elettronica.
Questo ha permesso di accentuare la dimensione comunicativa dell’esperienza: la storia viene pensata e costruita in collaborazione con i bambini che si trovano nello stesso tempo in un’altra aula multimediale della città o di città diverse.

Lemadis
Il progetto Lemadis (LEttura MAtematica DIsegno Scrittura), che nasce nell’anno scolastico 2001/2002, ha inteso rappresentare uno sviluppo delle potenzialità educative e formative offerte dalla comunicazione attraverso il computer e Internet.
In questo anno scolastico l’Amministrazione decide, avvalendosi anche di donazioni, di cominciare a dotare le scuole dell’infanzia comunali di postazioni multimediali composte solitamente da 3 o 6 PC, scanner e stampante allestendo, nelle scuole coinvolte, una piccola aula. Non si sceglie di collocare un computer per ogni sezione soprattutto per motivi di sicurezza. Ad oggi sono dotate di aule specializzate 22 scuole infanzia comunali e 3 statali. All’interno del progetto Lemadis sono venuti a delinearsi due tipologie di esperienze, una rivolta agli scambi e gemellaggi scolastici via internet denominata “Cieli aperti”, l’altra che mira ad una prima alfabetizzazione di base con l’uso specifico di Micromondi o PowerPoint per la realizzazione di storie o relazioni di esperienze didattiche. Le due tipologie sono comunque strettamente legate, poiché l’una non esclude l’altra e inglobano di fatto i progetti precedenti (”Navigare per storie ipermediali” e “Storie on line”). A partire da a.s. 2003/04 il progetto si propone inoltre, di creare raccordi con prime classi di scuola primaria in ottica di una continuità curricolare dopo l’introduzione nei nuovi programmi (D.L. 19/02/2004) dell’informatica e l’ avvio del Piano ForTic nelle scuole primarie statali.

Cieli Aperti
Il progetto “Cieli Aperti” si propone di mettere a contatto i bambini della scuola dell’infanzia comunali di Bologna con altri bambini, tramite la comunicazione in rete. Ciò al fine di dare un forte significato educativo al ruolo che il computer può assumere nei processi di comunicazione e di scambio fra bambini di età prescolare di diverse città e paesi del mondo. Di fatto, però, per difficoltà tecniche e organizzative non sono state realizzate molte esperienze di questo tipo.

MicroMondi
MicroMondi è un programma realizzato dall’equipe di Papert, il creatore del linguaggio Logo, che consente la produzione di oggetti multimediali da parte dei bambini. Pur essendo un linguaggio di programmazione può essere usato a vari livelli ed è stato scelto perché unisce grafica ed animazione; inoltre, avendo gli strumenti più grandi di Paint si ritiene più facilmente gestibile da parte dei bambini della scuola dell’infanzia. Gli effetti di animazione risultano più complessi rispetto a PowerPoint e permettono al bambino di riflettere sulla tecnica del movimento realizzando veri e propri cartoni animati.

L’approccio attraverso il gioco
Con il progetto Lemadis si avvia una nuova proposta di introduzione del computer nella scuola dell’infanzia basata sul gioco e l’intrecciarsi di diversi linguaggi espressivi come quello teatrale, musicale e grafico-manipolativo. L’approccio diretto al computer viene quindi preceduto da una fase di gioco nella quale si vuole avvicinare il bambino allo strumento che andrà ad utilizzare, chiarendone il funzionamento, il linguaggio etc. A tal fine si propongono drammatizzazioni, il gioco del “far finta che..” con sceneggiature, musiche e travestimenti riguardanti il mondo della nuova tecnologia.

Le modalità operative:
Formazione insegnanti
Tutti gli insegnanti che hanno intenzione di attuare l’esperienza, frequentano un corso per la conoscenza dei programmi utilizzati, della durata di 15 ore presso i laboratori informatici territoriali. Se necessitano di un’alfabetizzazione di base sono previsti incontri preliminari con le insegnanti tutors nella propria scuola. Sono stati creati dei percorsi guida suddivisi in unità di apprendimento per rendere più autonome nell’attuazione dei progetti le insegnanti inesperte.

Numero di bambini coinvolti
I bambini coinvolti sono quelli di 5 anni il cui numero varia di scuola in scuola. Nelle scuole più grandi può raggiungere i 25/28. In questo caso, vengono generalmente divisi in due o più gruppi che si alternano settimanalmente o seguono il progetto in successione.

Organizzazione e tempi
Attualmente, nella maggioranza delle scuole dell’infanzia bolognesi aderenti al progetto, i computer, di solito tre, sono radunati in un’aula.
L’impiego delle postazioni, i tempi, turni, programmi, composizione dei gruppi, è regolamentato dall’insegnante di scuola dell’infanzia.
I bambini accedono all’aula dei computer a gruppi di 3 o 6 . Poiché le postazioni sono ravvicinate i bambini scambiano idee, osservano, imitano, danno o chiedono suggerimenti ai compagni anche quando si sceglie il rapporto 1/1 .
Ad ogni incontro è prevista la presenza dell’insegnante di sezione e della tutor.
Per quanto riguarda i tempi sono da considerare due aspetti:
- tempo individuale al computer;
- durata totale dell’esperienza.
Il primo punto è legato al numero di bambini che deve avvicendarsi al computer nella giornata. Nel caso si sia scelto l’approccio individuale, la durata di ogni incontro non potrà procrastinarsi oltre i 20/30 minuti che ovviamente raddoppierà nella scelta del rapporto 2/1.
Quando la scuola non è fornita di computer, tutto il gruppo accede al laboratorio territoriale. Ogni incontro dura circa 2 ore e le attività risulteranno necessariamente più diversificate.
L’intero percorso dura in media un trimestre (8, 10 incontri), ma possono esserci delle dilatazioni dovute alla corposità dell’esperienza e alla mancanza di altre richieste che rendono disponibile la tutor.

Sistemi di valutazione
È previsto un monitoraggio periodico degli atteggiamenti dei bambini e dei loro apprendimenti. La verifica delle attività svolte avviene generalmente attraverso:
1. l’osservazione del comportamento/atteggiamento dei bambini nei confronti dei mezzi (autonomia nell’utilizzo del computer/bisogno dell’aiuto dell’insegnante);
2. l’analisi delle verbalizzazioni dei bambini per dedurre il grado di interesse e comprensione verso l’attività proposta;
3. l’osservazione dei prodotti (c’è un’evoluzione dell’espressione grafica, della competenza etc..?).

Risultati
In generale, si può affermare che i percorsi hanno portato a risultati positivi tanto che una volta fatta l’esperienza le insegnanti affermano di volerla ripetere negli anni successivi.
I risultati riguardano essenzialmente la sfera relazionale e quella grafico-espressiva dove si rileva uno sviluppo positivo. Da una parte vi è un maggiore stimolo a parlare di sé e un aumento della curiosità verso l’altro; dall’altra cresce la riflessione sul proprio corpo e la coscienza della propria struttura corporea, ciò soprattutto grazie alla riflessione sul movimento che porta l’utilizzo di MicroMondi: al fine di animare un’immagine i bambini pensano, discutono, riflettono sulla propria struttura corporea arrivando perciò ad una maggiore coscienza della stessa. Ciò si ripercuote nell’ambito delle abilità grafico-espressive: le insegnanti hanno spesso rilevato uno sviluppo positivo del disegno, più accurato e ricco nei particolari. In ambito strettamente informatico i bambini hanno potuto acquisire alcune terminologie specifiche e comprendere in modo elementare il funzionamento degli strumenti utilizzati. Un altro dato da prendere in considerazione è quello relativo all’interesse e la partecipazione dei bambini che in tutte le esperienze è stato valutato continuo e positivo.

TABELLA RIASSUNTIVA DELL’EVOLUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI INTRODUZIONE ALL’USO DEL COMPUTER PER I BAMBINI DI 5 ANNI NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA DELLA CITTÀ DI BOLOGNA DAL 1998 AL 2006

Dalla tabella si può notare come l’interesse verso questo tipo di sperimentazione è cresciuto man mano nel tempo. Il numero complessivo (40) delle diverse scuole di anno in anno coinvolte non è ricavabile dai dati sopra riportati (seconda colonna), poiché non sempre l’esperienza, benché positiva, si ripete l’anno successivo nella stessa scuola. Ne scaturisce come la realtà bolognese sia sensibilmente attenta a questo tipo di esperienze che, in ambito scolastico, risalgono addirittura ai primi anni ‘80 . Uno degli obiettivi che l’Amministrazione Comunale oggi si propone è di estendere gradualmente la dotazione delle aule specializzate in altre scuole dell’infanzia, dalle attuali 25 alle 90 scuole esistenti fra Comunali e Statali. Tale progetto deve essere compatibile con i vincoli di bilancio e con le condizioni della logistica esistenti nelle scuole in relazione alle complesse norme sull’ edilizia scolastica e la sicurezza. Con l’augurio che questi vincoli non rallentino troppo il trend in atto.
Ciò è auspicabile in quanto il computer si è rivelato un valido strumento per la didattica, nel facilitare il processo di apprendimento e sviluppare una certa autonomia nel fare. Esso, dunque, costituisce una risorsa anche per i bambini della scuola dell’infanzia proprio in merito alle sue caratteristiche, due in primo piano:

- la presenza di più codici linguistici (multimedialità), che facilitano la comprensione;
- l’interattività che può essere sfruttata su più livelli e creare diverse dinamiche (bambino-computer, bambino-bambino-computer, insegnante-bambino-computer).

Mi piace concludere con le parole di Howard Gardner tratte da un’intervista del 1997 rilasciata per MediaMente, a mio avviso ancora molto attuali.

“E’ chiaro che quando un nuovo strumento viene inventato, che sia una matita, un’automobile o un computer, le persone che hanno a disposizione quello strumento sono avvantaggiate rispetto a quelle che non possono averlo. Questo non vuol dire che se non si è in grado di scrivere non si può ottenere nulla, nel mondo. Conosco persone ignoranti che hanno successo. Si può essere incapaci di usare le nuove tecnologie, ma essere ugualmente in grado di costruirsi un successo personale. Nella maggior parte dei casi, ovviamente, è bene sapere come usare una penna, come guidare una macchina e come usare un computer. E chiunque dicesse che non è importante, mi piacerebbe vederlo tenere il computer lontano dai suoi figli. Sono sicuro che non lo farebbe, perché il computer è chiaramente una parte importante della nostra vita da questo momento in poi”.

Note
(1) ForTic è un piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione partito nell’anno 2003. Tale piano prevede una vasta azione formativa (circa 180.000 docenti) articolata per temi e destinatari, che utilizza un mix di attività corsuali in presenza e di auto-formazione assistita da tutors, basata su servizi e strumenti messi a disposizione in rete. Dall’1 febbraio 2006 ha preso il via una nuova edizione del piano di formazione: ForTic2.
(2) Era il 1984 quando l’Amministrazione Comunale iniziò a parlare di informatica legata all’apprendimento nei bambini in età scolare con il progetto IDA (Informatica Didattica Apprendimento) dal quale nacque il successivo progetto MEDIA (Multimedialità Educazione Didattica Apprendimento).
Bibliografia
Pubblicazioni del Comune di Bologna:
Ventura Gabriele (a cura di), (settembre 2004), Infanzia e informatica, Comune di Bologna Settore Istruzione U.I. Scuole dell’infanzia.
Convegni di aggiornamento “Lavori in corso” (6 e 7 settembre 2004 – 23 e 30 ottobre 2004), Progetto Lemadis – Quaderno 1 e Quaderno 2, Comune di Bologna Settore Istruzione U.I. Scuole dell’infanzia.
Documentazioni delle attività didattiche presso i laboratori territoriali di informatica: laboratorio Saffi (Quartiere S.Donato), laboratorio Manzolini (Quartiere Saragozza), laboratorio Dozza (Quartiere Reno) e presso le scuole dell’infanzia coinvolte nelle sperimentazioni.
http://www.comune.bologna.it
http://www.istruzione.it
http://www.mediamente.it

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