Home » n. 47 ottobre/novembre 2006

IL PBL nella scuola Italiana. Teorie, prospettive e ipotesi di valutazione delle procedure didattiche. Un caso concreto.

21 ottobre 2006 | di Daniela Melardi*

L’interesse per gli aspetti didattici della formazione in rete e l’esperienza di stage svolta presso Giunti Labs, in particolare per il progetto did@tic, mi hanno condotta ad elaborare uno strumento di valutazione dei progetti strutturati attorno all’approccio Project Based Learnig.
Progetto “did@TIC fare didattica con le tecnologie”, è un progetto di formazione realizzato in collaborazione fra Microsoft e Giunti Labs. Obiettivo del progetto, la formazione degli insegnanti all’approccio PBL.
Il progetto è stato realizzato in modalità e-learning con un percorso cosi strutturato:
- fruizione di materiali appositamente costruiti per il corso sul tema PBL;
- partecipazione ai forum da parte dei corsisti;
- attività collaborative di gruppo per la realizzazione di dossier PBL.

Prima di entrare nello specifico dello strumento, si rende necessaria una introduzione sull’argomento oggetto del corso, al fine di contestualizzare le scelte metodologiche effettuate per l’elaborazione della griglia.
Il Project Based Learning è un approccio project oriented e learner centered che risale alla tradizione dell’active learning. Tale approccio riunisce in sé i benefici e le specificità tipiche del costruttivismo, del costruzionismo e degli ambienti di apprendimento problem based.

Fig. 1 – (Teorie alla base del PBL)

Nell’approccio i diversi ruoli – dell’insegnante, dell’allievo e delle tecnologie – vengono ridefiniti e ridisegnati rispetto al tradizionale modo di “fare” didattica.

Fig. 2 – (Le caratteristiche e i ruoli nel PBL)

Per la sua particolarità, al fine di realizzare attività incentrate sull’approccio Project Based Learning, sarà necessario per l’insegnante strutturare un apposito ambiente di apprendimento che dovrà essere coinvolgente, accattivante e motivante. L’insegnante che vorrà applicare in classe un’attività didattica così strutturata, dovrà preventivamente realizzare una progettazione precisa e puntuale dell’attività, elaborando un documento progettuale a supporto dell’attività stessa (dossier).
Il beneficio maggiore di strutturare e progettare attività PBL risiede, oltre che sul piano puramente didattico, nella possibilità del riuso di tali progetti.
Vediamo in dettaglio cosa dovrà contenere il dossier PBL (1).

Fig. 3 – (Cosa prevedere/progettare)

A partire dalla considerazione della necessità di dover strutturare una attività ben definita, con delle sue proprie specificità, all’interno del quale prevedere strumenti, strategie, materiali di supporto ecc, si rende palese il bisogno di uno strumento che definisca e orienti la “qualità” di tale progettazione.
Ma come stabilire la qualità degli elementi di progettazione dei dossier PBL? In base a quali criteri valutativi “conferire valore”? L’elaborazione della griglia di valutazione, a livello operativo, cerca di rispondere a tale questione.
La griglia di valutazione è stata elaborata costruendo undici indicatori. Ogni indicatore contiene specifiche dettagliate che rendono gli indicatori stessi osservabili e misurabili. Gli indicatori mirano ad individuare e valutare la coerenza fra gli elementi progettuali e i principi didattici del PBL e dell’ergonomia didattica. Gli indicatori, oltre ad essere stati interamente elaborati, sono stati integrati con alcune specifiche valutative estrapolate dalle linee guida di CanRegs.
Indicatore 1
Corretta identificazione del problema. Chiarezza nella definizione del problema
Indicatore 2
Chiarezza nella definizione delle caratteristiche dell’elaborato che gli alunni produrranno
Indicatore 3
Originalità dell’idea ed elementi motivazionali
Indicatore 4
Chiarezza/significatività nell’identificazione degli obiettivi
Indicatore 5
Chiarezza nell’identificazione delle competenze preliminari
Indicatore 6
Integrabilità nel curriculum scolastico
Indicatore 7
Coerenza nell’integrazione delle tecnologie nella strategia didattica
Indicatore 8
Qualità e coerenza delle risorse iniziali identificate
Indicatore 9
Descrizione delle procedure (consegne alla classe, strategia didattica chiara)
Indicatore 10
Chiarezza e coerenza nella descrizione delle procedure di valutazione
Indicatore 11
Completezza del dossier

I criteri di valutazione adottati, mirano ad individuare: la presenza/assenza dei punti identificati (elementi progettuali); il grado e il livello di presenza/assenza che ne determina l’accettabilità o l’eccellenza; la qualità e la significatività delle scelte effettuate e/o dei punti specificati, descritti, progettati.
È stato utilizzato un criterio di scoring che va da 3 a 0: 3 punti se i requisiti espressi sono stati ottemperati in maniera piena e con spunti di eccellenza; 2 se sono stati ottemperati ma con imperfezione; 1 se sono stati ottemperati in modo parziale; 0 se il punto non è stato toccato. Il punteggio totale dell’elaborato è la somma dei singoli punti (Trinchero, 2006).
Si tratta di uno strumento con una doppia valenza. Da una parte potrebbe essere utile a quegli insegnanti che si trovano a progettare un dossier PBL e vogliono autovalutare il progetto realizzato e/o estrapolare dalla griglia, importanti indicazioni in corso di progettazione. Dall’altra potrebbe essere utile a quegli insegnanti che già dispongono di un dossier PBL e che ne vogliono verificare/valutare la qualità nonché la reale bontà di progettazione per potere avviare l’attività (riuso).
Chiaramente lo strumento di valutazione elaborato non ha pretese di considerarsi definitivo, rimangono alcune questioni aperte, una fra tutte “il principio di triangolazione della valutazione” e l’applicabilità nei diversi contesti. La prospettiva è quella di approfondire l’argomento in un’ottica di condivisione e riuso, al fine di trarre indicazioni per un miglioramento dello strumento e soprattutto al fine di auspicarne un reale utilizzo in contesti differenti da quello per cui è stato ideato e utilizzato.

(1) Tratto dalle risorse didattiche fornite da Giunti Labs.

La versione integrale del lavoro può essere consultata on-line al sito: Associazione culturale Elimu http://www.elimu.it/risorse

Bibliografia

Carletti A. e Varani A. (2005), Didattica costruttivista. Dalle teorie alla pratica in classe, Trento, Erickson.
Jonassen D.H. (2000), Toward a design theory of problem solving, “Educational Technology Research and Development” vol. 48 n.4, pp. 63-85. http://www.coe.missouri.edu/%7Ejonassen/PSPaper%20final.pdf (consultato 3-11-2006)
Papert S. (2005) “Seymour Papert on Project−Based Learning “Edutopia on line” http://www.edutopia.org/php/print.php?id=Art_901&template=printinterview.php (consultato 20-11-2006)
Ranieri M., (2005), E-learning: modelli e strategie didattiche, Trento, Erickson.
Trinchero R., (2005), Valutare l’apprendimento nell’e-learning. Dalle abilità alle competenze, Trento, Erickson.

Sitografia

http://www.apprendereinrete.it/
http://www.bie.org/
http://www.edutopia.org/
http://www.eqcheck.com/eq/elearning_quality.html
Riferimenti online attivi al 10-11-2006

* Daniela Melardi 29 anni, una Laurea in Scienze della Formazione e ora un master. Negli anni, varie esperienze di formazione rivolta ad insegnanti di Scuola Superiore. Con l’interesse di “guardare oltre” ho di recente intrapreso la strada della progettazione di interventi sul Digital Devide, accompagnata da alcuni colleghi del master. Da questa esperienza è nata l’associazione Elimu. Attualmente mi occupo anche di progettazione micro-didattica e in futuro…chissà? Altri luoghi?


<< Indietro Avanti >>