Home » n. 45 giugno 2006

Kidlink: didattica collaborativa online

20 giugno 2006 | di Pia Avolio de Martino (*)
Introduzione

Kidlink è un’organizzazione globale, non commerciale, fondata in Norvegia (v. http://www.kidlink.org). Essa aiuta i giovani (bambini e ragazzi) a collaborare con coetanei di ogni parte del mondo, attraverso la partecipazione a vari progetti, ai quali è possibile aderire individualmente o con la classe scolastica di appartenenza. Tali progetti sono volti a costruire reti interpersonali e ad incoraggiare la maturazione e la creatività dei giovani.
Quando mi si chiede di parlare di Kidlink in genere illustro i progetti, le attività, gli strumenti pensando alla loro ricaduta sui ragazzi. Certo sui ragazzi i risultati ci sono, magari non sempre verificabili immediatamente, non sempre proporzionati alla fatica, ma alla fine il bilancio è sempre risultato positivo per tutti.
Le competenze, gli obiettivi, le TIC, la collaborazione tra scuole sono termini ormai radicati nella didattica e nei curriculum standard, nostri e di tutti i sistemi educativi; nelle programmazioni di ogni scuola vengono dedicati ampi spazi a queste attività considerate significative dal punto di vista educativo.

In che modo Kidlink contribuisce all’educazione dei giovani ed è di aiuto all’interno della scuola?
Kidlink aiuta i docenti e la famiglia a rendere maggiormente motivanti le attività che gli studenti svolgono a scuola.
La prima cosa che Kidlink chiede ai ragazzi è di presentarsi e di raccontare quali sono i propri sogni e le proprie speranze per il futuro rispondendo a 4 domande:

- Chi sono io?
- Cosa voglio fare da grande?
- Come vorrei che fosse il mondo quando sarò grande?
- Cosa posso fare io ora perchè questo accada?

Rispondere a queste domande in modo consapevole e pertinente all’età, significa entrare in una vasta comunità i cui componenti appartengono a culture e territori diversi e lontani, ma sono accomunati dal desiderio di conoscersi e di comunicare.
E’ molto difficile, motivare dei giovani se non hanno degli obiettivi e se non sono in grado di fare progetti per il futuro. Se vogliamo “catturare” la loro attenzione per favorire un apprendimento gradualmente più efficace, consapevole e maturo, il nostro compito di genitori e di insegnanti deve essere quello di aiutare i ragazzi a individuare e definire i loro obiettivi personali perché poi cerchino di realizzarli.
Questo tipo di approccio nelle attività che svolgiamo con loro, diventa sempre più necessario e decisivo in un mondo che offre, rispetto alla scuola, tante distrazioni allettanti e seducenti.
Così, per esempio, Kidlink invita i bambini a immaginarsi e disegnarsi così come si vedono nel futuro, nel lavoro che sognano di svolgere da grandi al fine di aiutarli ad interiorizzare, a rinforzare e a valorizzare i loro obiettivi e progetti. (Fig. 1)
Chiara scrive: “Io da grande vorrei fare la pittrice, perché a me piace molto dipingere o ricamare su vetro, su tela, su ceramica o porcellana. Mi piacerebbe molto anche fare un ritratto di un paesaggio naturale”.

Fig. 1

Il progetto “Chi Sono Io?” (1) propone un percorso per conoscere meglio sé stessi, i propri sogni e il territorio in cui si abita, per riflettere sui propri diritti e le responsabilità personali, sul modo in cui si vive in famiglia e si coltivano le prime amicizie, sulle proprie origini … (Fig. 2)

Fig. 2

Alcune peculiarità del progetto:
- “Who Am I?” is an educational program for youth
- It supports curriculum standards
- It is student centered
- It offers support for teachers

Perchè è importante per i giovani dialogare ed incontrarsi online?
I ragazzi di tutto il mondo hanno sempre interesse a parlare del loro futuro, della guerra e della pace, della violenza, della povertà, delle droghe e dell’alcol, dei diritti degli animali, dell’ambiente, della criminalità, e di tanti altri argomenti che coinvolgono le loro vite e su cui amano confrontarsi. Da 15 anni ormai, Kidlink pubblica le loro riflessioni e le loro idee su tali problematiche. (2)
La discussione, il dialogo e il confronto con coetanei di altri territori possono favorire relazioni di amicizia e di cooperazione destinate a crescere: una straordinaria opportunità educativa e di crescita personale che non è sempre facilmente accessibile al di fuori di questi scambi.
Quali che siano i progetti, il fine delle attività è sempre quello di mettere in contatto ragazzi di realtà diverse, metterli a confronto, superare barriere culturali di ogni tipo, collaborare, costruire qualcosa insieme… Esse, in altre parole, si basano tutte su un principio elementare ma importante: “quando i ragazzi scrivono e lavorano per un vasto uditorio di coetanei, c’è uno scopo “reale” in quel che fanno e vi è quindi un incremento della motivazione”.

Come lavorano docenti e studenti in Kidlink? Un esempio
Il principale strumento di comunicazione che Kidlink mette a disposizione degli studenti è KidSpace, una piattaforma interattiva dove chi partecipa ai progetti può pubblicare testi ed immagini e interagire con i compagni di lavoro.
Nella pagina d’ingresso a KidSpace nel menù a tendina sono elencate le varie aree linguistiche e progettuali. Una volta effettuata la scelta, si clicca su GO. (Fig. 3)

Fig. 3

Ad esempio nella pagina di “Chi Sono io?” c’è l’elenco delle scuole che partecipano. Anche qui, presa la decisione, si clicca su GO.
Ogni classe ha un suo spazio dove potrà inserire la propria presentazione e dove potrà aprire tutte le pagine desiderate secondo le esigenze proprie o del progetto. Ad esempio è poi possibile accedere all’autoritratto e al testo di presentazione di un singolo alunno o alunna e nel menù a tendina aperto in alto, appaiono le pagine degli altri alunni della sua classe.

Come avviene la pubblicazione del materiale? In che tempi?
Quando un docente aderisce a un progetto riceve un nickname e una password che gli permetteranno di scrivere, inserire immagini, aprire pagine per i suoi allievi, controllarle e modificarle a piacimento: egli, in sintesi, riceve i “diritti” di gestire le sue pagine. Di conseguenza la pubblicazione è immediata.
Il comando “Crea pagina” si presenta come un Editor di testi semplificato.
Una volta creata una pagina, è possibile con il comando “Modifica” effettuare cambiamenti.
Il comando “Aggiungi Immagine” permette di inserire una immagine salvata nel proprio computer. Infine il comando “Aggiungi commenti” consente ai ragazzi di interagire fra loro scrivendo osservazioni e messaggi nelle pagine dei loro compagni.
Gli alunni ricevono il loro nickname e la loro password con la registrazione, cioè quando rispondono alle 4 domande di cui di è scritto in precedenza.
Possono quindi inserire commenti o anche aprire pagine, ma ogni loro azione è sempre monitorata o dal docente detentore dei diritti sulle pagine e/o dal coordinatore Kidlink. Ogni modifica o aggiunta di pagine comporta infatti un e-mail di alert all’indirizzo del coordinatore e del docente responsabile, gli unici, per ovvi motivi di sicurezza, in grado di autorizzare il cambiamento.
Questa procedura, inoltre, offre due vantaggi:
- l’autonomia dei ragazzi, che possono lavorare anche da casa
- il coinvolgimento e la partecipazione dei familiari alle attività.

La partecipazione dei docenti. Conclusioni
Ma l’impatto sui docenti? Non è questo un dato altrettanto importante e rivoluzionario?
Tutti noi che abbiamo sperimentato le TIC sappiamo quali cambiamenti e migliorie esse possano determinare nel nostro modo di insegnare e di apprendere, nel nostro modo di essere docenti e persone. Spesso, invece, i docenti considerano solo la comunicazione che deve passare tra i ragazzi e aderiscono ai progetti online con la mentalità “chiavi in mano”, trascurando il fatto che, per quanto strutturato, un progetto è qualcosa di dinamico e cambia in relazione ai partecipanti e al loro personale apporto di idee e di proposte. Personalmente coordino i progetti di Kidlink da diversi anni e mi occupo di promuovere progetti per l’area italiana e in italiano. Ma partecipo con le mie classi anche ad altre attività online.
Ebbene, in tutti questi anni gran parte delle nostre energie si sono concentrate proprio nello sforzo di mettere gli insegnanti nella condizione di sperimentare concretamente i progetti e le attività di Kidlink, promuovendo tra loro il dialogo, lo scambio, il confronto e la collaborazione.
I risultati, in verità, non sempre sono stati pari alle aspettative, perché penalizzati dalle resistenze di chi ancora considera le TIC qualcosa che riguarda solo pochi e specializzati docenti, dalle condizioni di lavoro all’interno delle scuole e dalle scarse e obsolete dotazioni dei laboratori. Il nostro piccolo team italiano, per quanto animato di entusiasmo, è costituito da pochi volontari, ma un buon gruppo di insegnanti ora partecipa assiduamente con le proprie classi alle numerose attività, collabora con entusiasmo e con disponibilità e vediamo crescere gradualmente negli anni l’interesse, la partecipazione e il dialogo.

(*) Pia Avolio de Martino – piasolo@ngi.it
Insegna matematica e scienze nella scuola media “Urbani” dell’Istituto Comprensivo “A. Casati” di Muggiò (MI). Dedica molto del suo tempo all’informatica e cerca di promuovere nelle classi interventi educativi che stimolino l’apprendimento mediante l’uso delle nuove tecnologie, coinvolgendo anche altri docenti e proponendo progetti che possano integrarsi nelle normali attività curriculari. In tutto questo le è stata di grande supporto l’organizzazione educativa Kidlink, del cui team fa parte come volontaria da cinque anni.


<< Indietro Avanti >>