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LTEver: come integrare Moodle e Elgg

21 ottobre 2006 | di Antonio Fini
Nel corso degli ultimi due anni si è progressivamente affacciata una nuova ipotesi relativa a come intendere l’e-learning. Sulla spinta della “rivoluzione silenziosa” avvenuta in Internet, realizzata attraverso i servizi del cosiddetto Web 2.0, che vedono sempre più gli utenti assumere un ruolo attivo, di produzione di contenuti attraverso blog, podcasting, social bookmarking e social networking, alcuni autori hanno iniziato sempre più insistentemente a criticare l’approccio alla formazione a distanza basato in via esclusiva sui sistemi LMS (le cosiddette “piattaforme”) e ad auspicare la diffusione di sistemi di nuovo tipo, denominati Personal Learning Environment (PLE), ovvero ambienti centrati sulla persona, in grado di supportare sia elementi di apprendimento informale, provenienti dalle risorse che ognuno può reperire e produrre sul Web, che formali, basati sugli schemi ormai consolidati dell’istituzione e del “corso”, efficacemente rappresentati dalle piattaforme e-learning.
Negli ultimi anni, il Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione dell’Università di Firenze ha organizzato, seguito e gestito diverse edizioni di Corsi di Perfezionamento e di Master, che hanno coinvolto complessivamente molte centinaia di persone.
Nel gennaio 2007, è partita l’iniziativa denominata LTEver, ovvero la costituzione di una comunità virtuale di LTE, nella quale far confluire, qualora interessati, studenti ed ex-studenti dei corsi, oltre che lo staff, i collaboratori e i docenti dei corsi stessi. Il nome stesso, giocato sul suffisso “ever (for ever), suggerisce la continuità nel tempo, una volta terminati i corsi.
E’ opportuno ricordare che, come è ormai naturale in tutti i corsi e-learning, anche quelli gestiti da LTE si avvalgono di piattaforme e-learning. Nel corso degli anni sono stati sperimentati ed utilizzati diversi sistemi: da CMS “adattati” come MDPro, a sistemi dedicati al CSCL come Synergeia, fino all’ultima “versione” della piattaforma, basata su Moodle e integrata con moduli sviluppati ad hoc per migliorare il lavoro collaborativo. Le piattaforme e-learning svolgono egregiamente il loro compito durante la fase di svolgimento del corso, ma, una volta terminato, le classi virtuali, i forum e gli altri ambienti predisposti si “spengono” progressivamente: gli ex-corsisti non hanno più “motivo” di collegarsi, i docenti hanno da pensare alla nuova edizione del corso, ecc.
Il ruolo dell’LMS appare pertanto rigidamente limitato nel tempo, al solo periodo di vita dei corsi. Non solo, normalmente all’interno di una piattaforma e-learning gli studenti hanno solo limitate possibilità di personalizzazione: nella maggior parte dei casi il ruolo “propositivo” è riservato ai docenti ed ai tutor, mentre gli studenti si limitano di solito alla consultazione dei materiali ed alla partecipazione alle attività predisposte dallo staff.
Come si può facilmente intuire, anche questa modalità operativa poco si adatterebbe al supporto ed allo sviluppo di una comunità di alumni. Infine, negli ultimi tempi i termini Web 2.0 ed E-learning 2.0 sono sempre più frequentemente utilizzati per indicare che “qualcosa sta cambiando” nel modo di pensare all’apprendimento in rete. Quel “2.0” sta a indicare una “svolta”, un “cambio di paradigma” nel concepire il Web e il modo in cui le tecnologie di Internet sono utilizzate per l’apprendimento, la costruzione e la gestione della conoscenza. In questo “2.0” si evidenzia la possibilità di “essere autori” sul Web (e non più solo “lettori”), attraverso la creazione di blog e di podcast, la condivisione di contenuti “autoprodotti” come documenti, fotografie, video e siti preferiti, attraverso interazioni sociali di ogni tipo (dalla telefonia VoiP ai siti di social networking, ai mondi virtuali). Una panoramica di questi nuovi scenari può essere reperita nel volume “E-learning 2.0” curato da Giovanni Bonaiuti (1).
Le motivazioni per il “lancio” di LTEver non si limitano però al desiderio di offrire un “luogo di ritrovo” (anche se virtuale) agli ex-studenti.
Anche lo staff, i collaboratori e i docenti, di fatto, costituiscono una comunità di pratica costituita da persone che, con diversi livelli di coinvolgimento, hanno necessità di condividere materiali, rimanere in contatto, avere notizie l’uno dell’altro.
Tra l’altro, molti collaboratori hanno attivato autonomamente propri siti Web, blog, podcasting e altre iniziative che, potrebbero essere in qualche modo ricondotte all’attività del laboratorio, se solo esistesse un “collante” idoneo.
Dovrebbe tuttavia trattarsi di un “collante” molto “elastico”, per consentire ad ognuno di scegliere se, cosa e con chi condividere e/o pubblicizzare, tra le proprie attività e materiali.
L’insieme di queste esigenze, e il lavoro specifico già avviato da alcuni collaboratori, hanno portato a guardare verso un ambito di ricerca molto recente, relativo ai già citati PLE ed, in particolare, verso un sistema, recentemente uscito dalla fase prototipale, che promette di essere particolarmente idoneo alla sperimentazione come ambiente operativo della nascente comunità.
Il sistema si chiama Elgg (http://elgg.org), è disponibile come software Open Source, ed è suggestivamente chiamato dai suoi autori (Dave Tosh e Ben Werdmuller, giovani ricercatori inglesi) un learning landscape.
Caratterizzato da una struttura “leggera” ed espandibile, comprende un sistema di gestione di un blog, un repository di file ed una spiccata attitudine al supporto ed allo sviluppo di rapporti sociali, attraverso la definizione di comunità interne e la definizione di profili utente dettagliati, utilizzabili per “scoprire” persone con gli stessi interessi e obiettivi.
L’iniziativa LTEver offre pertanto a studenti, ex-studenti, docenti e collaboratori del LTE la possibilità di avere, gratuitamente, un proprio spazio personale in Elgg-LTEver, utilizzabile già durante lo svolgimento del corso ed anche dopo, in modo del tutto libero. Ad esempio, chi non ha ancora un blog può iniziare a costruirne uno, mentre chi già lo possiede può facilmente integrarlo, utilizzando LTEver come un “ripetitore” automatico dei propri blog.

Due sono le caratteristiche peculiari di Elgg, fondamentali per lo sviluppo di LTEver:

1) la completa libertà di azione dell’utente: dopo l’attivazione dell’account, l’utente può configurare liberamente il proprio spazio, inserendo informazioni nel proprio profilo, creando un “cruscotto” (dall’inglese dahsboard) o “vetrina personale”, aggiungendo feed RSS da altri siti, costruendo comunità e condividendo file. In LTEver non esistono “ruoli” come nelle piattaforme e-learning: ogni utente è sullo stesso piano degli altri (salvo l’amministratore del sito che ha “poteri” aggiuntivi, ad esempio legati alla creazione di nuovi utenti);
2) l’assoluta attenzione alla privacy ed alla riservatezza ottenuti mediante un semplice accorgimento, denominato “controllo dell’accesso”. L’utente può stabilire per ogni singolo elemento inserito (dal singolo campo del profilo al singolo articolo del blog) quale “livello di accesso” consentire: “Pubblico”, ovvero ogni utente sul Web potrà accedere all’informazione. Questo livello consente ad esempio, di creare un proprio blog pubblico in LTEver, “Utenti loggati” che limita l’accesso ai soli altri utenti di LTEver (2), “Privato” ovvero leggibile soltanto dall’utente stesso, che può creare così una sorta di “bloc notes” personale sul Web. Infine, esiste la possibilità di creare “gruppi di accesso”, aprendo la strada alla condivisione controllata di ogni informazione. Nei gruppi di accesso possono infatti essere inseriti soltanto alcuni utenti, in completa autonomia.
Inoltre, aspetto non trascurabile per i frequentanti dei corsi, LTEver è collegato con Moodle, per cui i corsisti trovano, all’interno della classe virtuale, il link all’attività recente sviluppata in LTEver.
L’intento è quindi di offrire ai corsisti ed ex-corsisti, oltre che ai collaboratori, un ambiente multi-funzionale, da usare come “sito web personale” principale o in affiancamento ad altri eventuali siti, con lo specifico scopo di “rimanere in contatto” con i colleghi e con altre persone che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con LTE.

In LTEver si trovano, pertanto:

1) Un blog
LTEver contiene un sistema di gestione di un blog. Chi non ha mai provato ad usare un blog, può iniziare proprio con LTEver. Per cominciare a scrivere articoli nel blog, è sufficiente selezionare “Il tuo Blog” dal menu principale

e successivamente “Scrivi un articolo”.
Il blog personale sarà visibile sul Web all’indirizzo: http://www.lte-unifi.net/elgg/nomeutente/weblog (ad esempio, l’indirizzo del mio blog su LTEver è http://www.lte-unifi.net/elgg/anto/weblog). Tuttavia gli articoli saranno visibili pubblicamente soltanto se sarà stato selezionato il controllo di accesso di tipo “Pubblico”.
Per chi ha già un proprio blog o anche più di uno, LTEver può funzionare come un “collettore” degli articoli inseriti sugli altri blog. In sintesi, è possibile configurare LTEver in modo che nel blog appaiano automaticamente i post provenienti da altri blog esterni.

2) Le risorse RSS

La sezione “Risorse RSS” è dedicata alla raccolta e aggregazione di feed RSS esterni. Possono essere inseriti a volontà, semplicemente inserendo l’indirizzo del feed nell’apposito campo.

3) I contatti
Si possono inserire alcuni altri utenti tra i “contatti”. Per iniziare a “scoprire” altri utenti la via migliore è usare la ricerca. Scrivendo una o più parole chiave nel box di ricerca è visualizzato un elenco di utenti e comunità i cui tag soddisfano in qualche modo la ricerca.

Cliccando sulla foto o sul nome dell’utente, sarà visualizzato il profilo. A quel punto si potrà passare alla visualizzazione del blog e degli altri elementi dell’utente selezionato (sempre secondo le restrizioni d’accesso che egli avrà impostato).
Inserire altri utenti tra i contatti dà la possibilità di leggere in un unico elenco i post provenienti dai blog di questi utenti.

4) Le comunità
Le comunità sono gruppi di utenti con qualcosa in comune, ma possono anche essere intese come gruppi di lavoro, di studio o, semplicemente, di discussione. L’aspetto interessante è che le comunità si “comportano” come degli utenti, anche se un po’ speciali, nel senso che possono avere un loro proprio blog. Ognuno può creare e gestire nuove comunità e specificare se l’accesso è libero o deve essere sottoposto ad approvazione da parte dell’utente che l’ha creata (il “gestore”).

Per cercare comunità che potrebbero essere di proprio interesse, si utilizza la funzione di ricerca, come già visto per la ricerca dei contatti.
In LTEver esistono già alcune comunità predefinite:
• “Utenti del Moodle LTE”, che include automaticamente tutti gli utenti che hanno creato il proprio account partendo dai corsi gestiti da LTE in Moodle;
• “Aspetti tecnici”, dove si possono inserire domande e risposte su problemi tecnici;
• “Come usare LTEver”, dedicata agli aspetti metodologici e all’uso quotidiano del sistema.

5) I file
LTEver include un repository personale di file. E’ possibile creare una struttura di cartelle e sottocartelle e caricare file fino ad un massimo di 50Mb per ogni utente. Le cartelle ed i file sono sottoposti al controllo di accesso, è pertanto possibile specificare nel dettaglio cosa e chi può vedere ogni oggetto caricato nel sistema.

6) Il cruscotto
Il “cruscotto” (in inglese dashboard) è un’area totalmente personalizzabile, una sorta di “home page” personale che ogni utente può “allestire” come vuole.
Gli “elementi” (in inglese widget) che possono essere inseriti nel cruscotto sono di diversi “tipi”: dal testo (con immagini) libero ad articoli provenienti da blog interni o esterni, a voci del profilo utente.
Il cruscotto personale è visibile sul web all’indirizzo
http://www.lte-unifi.net/elgg/nomeutente/dashboard.
Ad esempio il mio cruscotto è su http://www.lte-unifi.net/elgg/anto/dashboard.

Note

(1) Bonaiuti G. (a cura di), E-learning 2.0, Erickson, Trento, 2006
(2) Per il momento, LTEver è aperto soltanto agli studenti, ex-studenti, docenti e collaboratori del LTE. Partecipanti esterni possono tuttavia essere ammessi, su richiesta, per motivi di studio e ricerca.

Riferimenti bibliografici

Anderson T. (2005). Distance Learning – Social Software’s killer app? Sul Web all’URL: http://www.unisa.edu.au/odlaaconference/PPDF2s/13%20odlaa%20-%20Anderson.pdf
Attwell G. (2006). Personal Learning Environments. Sul Web all’URL: http://www.knownet.com/writing/weblogs/Graham_Attwell/entries/6521819364
Blackall L. (2006). Die LMS die! You too PLE! Sul Web all’URL: http://teachandlearnonline.blogspot.com/2005/11/die-lms-die-you-too-ple.html
Bonaiuti G. (2006, a cura di), E-learning 2.0, Trento, Erickson.
Mc Manus R., Porter,J. (2005). Web 2.0 for designers. Sul Web all’URL:
http://www.digital-web.com/articles/web_2_for_designers/
O’Reilly T. (2005). What Is Web 2.0. Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software. Sul Web all’URL: http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html?page=1
Pew Research (2005). Teen Content Creators and Consumers. Sul Web all’URL: http://www.pewinternet.org/pdfs/PIP_Teens_Content_Creation.pdf
Shaw R. (2005). Web 2.0? It doesn’t exist. Sul Web all’URL:
http://blogs.zdnet.com/ip-telephony/?p=805
Wilson S. (2005). Architecture of virtual spaces and the future of VLEs .Sul Web all’URL: http://www.cetis.ac.uk/members/scott/blogview?entry=20051004162747
Wilson S. (2005b). Future VLE – The Visual Version. Sul Web all’URL: http://www.cetis.ac.uk/members/scott/blogview?entry=20050125170206


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