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Management didattico e e-learning

21 settembre 2006 | di Laura Barbagallo E-mail: barbagallo@scuolaiad.it

Il presente lavoro nasce da un’esigenza professionale che, oltre ad avere un carattere operativo nel breve e medio termine, acquista senso in una prospettiva di più ampio respiro, in ragione del profondo processo di cambiamento di tipo strategico ed organizzativo che gli Atenei italiani stanno sperimentato. Impegnata da anni come responsabile della Gestione didattica di corsi online della Scuola Istruzione a Distanza dell’Università di Roma Tor Vergata, a seguito di una formazione specificatamente letteraria, affronto costantemente il paradosso gestionale di operare nel campo dell’e-learning all’interno dell’impianto universitario tradizionale fortemente standardizzato (tipico degli apparati burocratici) che, per quanto assicuri trasparenza di procedure, ostacola la fluidità e la dinamicità propria dei processi innovativi. La marcata differenziazione e specializzazione di ruoli tra il personale amministrativo e il corpo docente, poi, divaricando ulteriormente obiettivi, linguaggi, schemi cognitivi di quanti dovrebbero agire di comune intesa, rende necessario un intervento di raccordo e un nuovo ruolo che funga da propulsore del dialogo e faciliti i processi formativi.

Innovazione e management didattico
Spinte sia dall’innovazione normativa che dai mutamenti del mercato del lavoro e dell’economia, le istituzioni di alta formazione non possono non assumere gli oneri della sperimentazione e i costi della gestione del cambiamento, puntando su modelli di organizzazione che fondino la propria mission nella gestione dei processi di apprendimento e promuovano un’attenzione sempre maggiore alla qualità dei servizi erogati, accanto alla diversificazione e specializzazione di un’offerta formativa sempre più ampia.
L’Università, come qualsiasi altra azienda, può considerarsi un sistema socio-tecnico costituito da:
> persone (le risorse umane e il “capitale sociale”)
> tecnologie (mezzi strumentali e know how)
> servizi (l’insieme dei prodotti e dei processi che esitano dalla sinergia operativa di persone e tecnologie).

Il continuum di Persone – Processi – Prodotti (1) offre una rappresentazione sistemica dei processi formativi innovativi per gestire i quali necessita la disponibilità di diversi modelli organizzativi, l’elaborazione di soluzioni differenziate per i singoli aspetti dell’attività didattica, la messa a punto di sistemi di gestione affidabili ed efficienti, l’individuazione di soluzioni tecniche che assicurino rapidità di comunicazione, l’adozione di sistemi automatizzati per il trattamento delle informazioni e la specializzazione di specifiche funzioni didattiche.
L’introduzione nell’impianto formativo tradizionale di un organo di integrazione, ossia di un ruolo, che coordini il processo didattico e ne faciliti il corso all’insegna del miglioramento dei servizi offerti in termini di efficacia ed efficienza, ha portato all’affermarsi di una nuova figura professionale, il manager didattico, atta ad individuare e garantire la “buona pratica” della gestione didattica tramite la progettazione e realizzazione di azioni di coordinamento condotte in modo pertinente, finalizzato, originale e trasferibile.
Il set di skills (relazionali, gestionali, analitiche, di azione, tecniche) e funzioni che gli competono è variamente articolabile a seconda che il manager didattico agisca a livello di Ateneo, Facoltà o singolo Corso di studi:



Tab. 1 – Matrice profili/processi manager didattico
In un’ottica di cambiamento delle strutture didattiche tradizionali e di connessa esigenza di re-skilling delle professionalità coinvolte, va registrata l’evidenza che l’adozione di sistemi di e-learning rappresenta di per sé una sfida e contemporaneamente un volano per il conseguimento di concreti obiettivi di innovazione non solo sul piano tecnologico ma anche organizzativo; in un reciproco ed indistinto rapporto di causa/effetto, l’Università, accogliendo gli stimoli e le richieste della contemporaneità, eredita esigenze proprie delle istituzioni di istruzione a distanza, sia per il carattere differenziato dell’utenza che per l’esigenza di individualizzazione e flessibilità dell’offerta, tanto nella natura “aperta” dell’apprendere oggi quanto nella strategia gestionale del processo di apprendimento.

«Affrontare con consapevolezza i problemi che pone l’istruzione a distanza può portare interessanti contributi innovativi anche al miglioramento della qualità della didattica “in presenza”: migliorare la conoscenza delle situazioni di intervento, cogliere le esigenze del pubblico, affinare la strumentazione, rendere più sensibili le modalità di controllo, incrementare la comunicazione verso e dagli allievi, elevare il livello dei risultati, ridurre le dispersioni sono obiettivi che qualificano il rinnovamento didattico, in qualunque modo sia praticato l’insegnamento» (2)

Avviare e realizzare un progetto di e-learning significa integrare competenze diverse, utilizzare nuove metodologie e tecnologie, ridistribuire i carichi di lavoro, assumere la formazione come processo che genera valore aggiunto per le persone e per le organizzazioni; gestire processi e-learning implica, infine, aver chiaro il funzionamento di sistemi compositi e complessi ed impone cambiamenti radicali di approccio gestionale, in termini di management e gestione del cambiamento, organizzazione e servizi, produzione dei contenuti, supporto e docenza.



Tab. 2
– Skill clusters di David Forman

Tutte le professionalità coinvolte in progetti e-L, in continuo a aggiornamento e ridefinizione, sono a impegnate a vario titolo a risolvere due delle condizioni che sostanziano gli interventi e-L:

> una debole integrazione dello studente nella vita dell’istituzione (con rischi di drop-out, abbandoni, ecc.);
> la vulnerabilità delle condizioni e degli atti di comunicazione interpersonale (incomprensioni, ritardi, scarsa qualità, ecc.);

conseguenze, queste, proprie del carattere costitutivo dell’e-L che si connota per la separazione degli atti di insegnamento da quelli di apprendimento, e quindi per la condizione di “differimento” della relazione educativa attraverso processi di comunicazione mediata.
Sicché il manager didattico, ai fini del reintegro degli atti di insegnamento/apprendimento, agisce sulle dimensioni di spazio, tempo, struttura e dialogo, operando una serie di modifiche nelle strutture formative tradizionali.
Il MD, inoltre, nel perseguire l’efficienza, l’efficacia e, più in generale, la qualità del processo formativo svolge un’attività di facilitatore che accompagna il procedere dell’innovazione nelle sue diverse fasi, sotto forma di monitoraggio continuo, esteso alle diverse dimensioni e componenti coinvolte nel processo. Promuovere un approccio per processi significa garantire la possibilità di ispezione costante e feedback sui singoli sub-processi, sulle loro interrelazioni, combinazioni e interazioni, in un’ottica di Total Quality Managemen, attraverso un controllo circolare e ricorsivo (pianificazione, intervento, controllo) ai fini di miglioramento e prevenzione del fallimento, grazie alla sinergia di gruppo e ad un management partecipativo.
Le implicazioni di ordine organizzativo e tecnologico, nonché le ricadute positive sulla gestione dei processi formativi, fanno concludere che l’introduzione della figura del manager didattico in contesti accademici tradizionali, così come in ambito di sperimentazione di modalità didattiche alternative, può determinare un’accellerazione e una spinta propulsiva in termini di innovazione e formazione e di qualità.

Note

(1) B. H. Khan, E-learning: progettazione e gestione, Trento, Edizioni Erickson, 2004.
(2) B. Vertecchi, Insegnare a distanza, Firenze-Scandicci, La Nuova Italia, 1998.

Risorse

AA.VV., [2004] Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle pubbliche amministrazioni, in “i Quaderni”, n° 2 anno I, aprile 2004, Periodico del CNIPA – Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione
AA.VV., [2005] Modelli innovativi di gestione per la nuova Università:dal manager al management, C.A.T. Cosciotti (a c. di), Niuniversity – Fondazione CRUI.
Heckscher C., [1994] Defining the post-bureaucratic type, in “The Post-Bureaucratic Organization: New Perspectives on Organizational Change”, http://www.heckscher.us/%7BHeckscher%7D%20Defining%20the%20post-bureaucratic%20type.doc
Keegan D., [1994] Principi di istruzione a distanza, La Nuova Italia, Firenze Scandicci
Khan B. H., [2004] E-learning: progettazione e gestione, Edizioni Erickson, Trento
Rumble G., [1996] La gestione dei sistemi di apprendimento a distanza, in Istruzione a distanza, Anno VIII, Terza serie, n° 4-5.
http://www.campusone.it/
http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/La_Documentazione/Pubblicazioni/Quaderni/ http://www.elearningeuropa.info
http://www.fastrak-consulting.co.uk
http://www.wbt.it/index.php?risorsa=magazine


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