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Mobile Learning: prospettive teoriche e difficoltà applicative

21 ottobre 2006 | di Lorenz Toniolo* E-mail: lorenz.toniolo@yahoo.it

Le mie riflessioni sul mobile learning nascono da un interesse personale per le tecnologie mobili e da alcune osservazioni sviluppate durante le mie esperienze lavorative. Come educatore, ho lavorato nella scuola per diversi anni, in diversi ordini scolastici: a contatto con i ragazzi ho potuto osservare come le periferiche mobili, nello specifico i cellulari e in misura minore anche altri strumenti, siano lo strumento tecnologico più diffuso tra le generazioni più giovani. Il rapporto che i ragazzi stabiliscono con questa tecnologia va oltre la semplice funzione di strumento di comunicazione, e risponde piuttosto ad un insieme eterogeneo di esigenze. I cellulari possono diventare un mezzo per giocare, possono scattare foto, raccogliere immagini e video; sempre a portata di mano, possono essere utilizzati per creare momenti di condivisione, mostrando ai propri compagni gli interessi personali e diventando in questo modo anche uno strumento per costruire la propria identità. E’ sorprendente osservare le numerose funzionalità che i cellulari, e più in generale le periferiche mobili, hanno acquisito in anni recenti; altrettanto sorprendente è osservare come tra queste, almeno a livello ufficiale, è totalmente assente la formazione e l’apprendimento. Nonostante questa assenza, già da diversi anni, sono in corso progetti e sperimentazioni che prevedono l’utilizzo delle periferiche mobili per l’apprendimento: la mia tesi raccoglie e analizza alcune tra queste esperienze e le riflessioni che esse hanno ispirato.
Il mobile learning è il campo che studia l’apprendimento attraverso le periferiche mobili: questa categoria include numerosi dispositivi e tra i più diffusi si notano i cellulari e i PDA, anche se alcuni autori considerano anche altre periferiche.
Molte istituzioni, università e scuole, hanno attivato diversi progetti di mobile learning. Anche l’Unione Europea ha manifestato interesse all’argomento, finanziando dal 2000 cinque progetti di mobile learning, l’ ultimo ancora in corso. I progetti europei hanno rappresentato un’opportunità unica per il mobile learning, sia per la dimensione e la durata di questi progetti, sia per le profonde implicazioni teoriche che sono stati in grado di far emergere. Gli obiettivi ed i risultati conseguiti da questi progetti rispecchiano in parte le tendenze che durante gli anni si sono delineate nel mobile learning.
Una prima tendenza è quella che si sviluppa lungo l’asse tecnologia-pedagogia. I primi progetti europei di mobile learning si sono concentrati nella risoluzione di problematiche tecniche: adattare i contenuti allo schermo ridotto delle periferiche, esplorare l’utilizzo di nuovi standard e delle possibilità tecnologiche offerte dal mercato. Se questa analisi è risultata fondamentale soprattutto durante gli albori del mobile learning, e manterrà un importante ruolo anche in progetti successivi, progressivamente essa sarà accompagnata da una cornice teorica di maggiore rilievo.
Una seconda tendenza è quella che vede l’emancipazione del mobile learning dai canoni tipici dell’ e-learning. Questa tendenza è legata alla prima, proprio perché solo la riflessione teorica può stimolare l’ esplorazione di nuovi modelli didattici in cui applicare il mobile learning.
Il risultato di questa evoluzione è la consapevolezza che il vero soggetto “mobile” nel mobile learning è lo studente: attraverso questa prospettiva il mobile learning esce dal contesto puramente istituzionale, identificandosi come mezzo idoneo a supportare i momenti formativi che avvengono più o meno intenzionalmente nella vita quotidiana degli individui. La dimensione informale diventa perciò obiettivo e contesto dove può e deve operare una teoria dell’apprendimento attraverso le periferiche mobili.
Nonostante gli investimenti ricevuti, il mobile learning continua ancora ad essere in una fase progettuale, senza sensibili ricadute nelle pratiche di insegnamento diffuse. Le cause di questa situazione sono numerose e a fianco a limitazioni tecnologiche, emerge una letteratura scientifica ancora carente. L’alternarsi di progetti ed esperienze dimostra come sia ancora necessaria una sperimentazione adeguata, che possa collocare in modo corretto le periferiche mobili nella didattica.
Esistono però esperienze che sono riuscite ad affermarsi, superando lo stadio progettuale e raggiungendo risultati concreti e validi: il progetto Learning2go è un esempio di come il mobile learning possa inserirsi in modo efficace e stabile nella scuola.

Riferimenti

Desmond K. 2005 The Incorporation of Mobile Learning into Mainstream Education and Training http://www.mlearn.org.za/CD/papers/keegan1.pdf
Prensky M. 2004, What Can You Learn from a Cell Phone? Almost Anything! http://www.marcprensky.com/writing/Prensky-What_Can_You_Learn_From_a_Cell_Phone-FINAL.pdf
Sharples, M., Taylor, J. & Vavoula, G. 2005, ‘Towards a theory of mobile learning’ http://www.mlearn.org.za/CD/papers/Sharples-%2520Theory%2520of%2520Mobile.pdf (reperibile in Internet nel sito: http://www.mlearn.org.za/)
Sito del progetto Learning2go http://www.learning2go.org/

* Lorenz Toniolo Laureato in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Bologna, per alcuni anni ho lavorato come educatore nella scuola dell’obbligo, dove ho gestito alcuni laboratori di informatica. Queste esperienze mi hanno avvicinato al mondo dell’e-learning, interesse che mi ha condotto a partecipare al master. Dopo uno stage svolto in una azienda di formazione, collaboro attualmente con una società di formazione nella realizzazione di web-seminar.


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