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Navigando sicurinfanzia

20 maggio 2006 | di Rita Teso*
Quando si parla dell’introduzione del computer nella scuola dell’infanzia, molti genitori e alcuni insegnanti provano un sentimento di diffidenza motivato dall’effetto di alone impresso dagli ultimi fatti di cronaca che hanno collegato l’utilizzo delle nuove tecnologie Internet- dipendenti alla pedofilia e alla pornografia (1).
Al di là dei toni apocalittici, nella scuola dell’infanzia italiana si stanno facendo strada e sono sempre più diffuse esperienze innovative condotte con le TIC che hanno maturato risultati interessanti sul piano del curricolo, della formazione professionale dei docenti, dei necessari raccordi con le famiglie e il territorio. Le nuove tecnologie coinvolgono sempre più significativamente le generazioni più giovani che le metabolizzano tanto da “assorbirle” nella loro struttura cognitiva attraverso il processo di internalizzazione (2).
Infatti sempre più precocemente i bambini decodificano e utilizzano i linguaggi corporei, gestuali e sonori che appartengono alle immagini fisse e in movimento.
La scuola dell’infanzia ha il compito di accompagnare ed assistere i più piccoli nell’avvicinamento a questi diversi linguaggi e nell’attraversamento dei due mondi: quello reale, delle cose, delle persone e del “tempo orologiaio” e quello virtuale, delle rappresentazioni, dei simboli, delle simulazioni, del tempo artefatto. Sotto quest’aspetto l’utilizzo dell’informatica nella didattica, stimola l’impiego del pensiero induttivo che attraverso il virtuale consente un migliore padroneggiamento del reale. Il simulmondo (3) dei videogame ne è la conferma diretta.
La possibilità di navigare in un ipertesto attraverso le pagine del Web, con tutti i collegamenti possibili che man mano si aprono alla lettura e la scelta individuale e personalizzata che ogni bambino può compiere, rappresentano un grosso valore aggiunto sia dal punto di vista cognitivo che motivazionale. Se ben progettati gli ambienti di navigazione per l’infanzia possono offrire una interattività maggiore attraverso l’uso di pagine “gioco” con le quali ci si può divertire-imparando (edutainment). Purtroppo molti siti che si definiscono per bambini, altro non sono che rivisitazioni più o meno edulcorate di quelli per adulti. Solo una piccolissima minoranza di questi website è concettualmente e funzionalmente adeguata alle caratteristiche del mondo infantile.
In Italia il tema della sicurezza in Internet è stato affrontato in modo approfondito e con grande anticipo con la “Carta dei diritti dei bambini nelle reti telematiche” (1996 http://www.fataturchina.it/documenti/onde/carta3.htm ) primo documento ufficiale a cui si è aggiunta la legge n. 38/2006 del 6 febbraio ” Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” (4)

Filtri e browser tre-sei.
L’idea di creare degli spazi sul web riservati ai minori rispettando determinate regole è stata proposta dalla Neustar http://www.neustar.us/ che negli USA si occupa della registrazione del nuovo nome a dominio di secondo livello “kids.us”, riservato ai siti che rispetteranno i parametri contenuti nella “Proposal for Guidelines and Requirements for the kids.us” (5).
In Italia l’Associazione per la Sicurezza Informatica (6) CLUSIT http://www.clusit.it/, già nel 2002 aveva proposto nel suo programma di allacciare formalmente i rapporti con il W3C (7) e la WAI Initiative (8) per legare il tema della tutela dei minori a quello dell’accessibilit .
Negli USA ha avuto molto successo la piattaforma che consentiva di associare etichette (metadati) ai contenuti di Internet e quindi ne rendeva possibile una selezione preventiva.
PICS (Platform for Internet Content Selection) nasce nel 1997 e procede nella sua crescita qualitativa per miglioramenti successivi. La sua utilizzazione principale è stata quella di facilitare una navigazione dei bambini sorvegliata – a un metalivello- da genitori e insegnanti e ha trovato notevole rispondenza anche rispetto ai problemi della privacy: uno dei nuovi “tormentoni”per i cybernauti italiani.
La piattaforma PICS può essere integrata attraverso altri software di cui i più comuni filtrano i contenuti del web, permettendo all’utente l’accesso soltanto a quei siti che non sono associati ad etichette “pericolose”. Tra gli ambienti compatibili con la piattaforma PICS, uno dei software che ha riscosso maggior successo è il RSACI (Recreational Software Advisory Council on the Internet). Creato nel 1994 da un’équipe di educatori, psicologi e esperti di varie discipline, sotto la spinta del Congresso USA preoccupato di controllare il grado di violenza dei videogames.
RSACI, disponibile gratuitamente sul sito web RSAC, permette ai genitori e agli insegnanti di essere informati sul contenuto dei siti esplorati dal bambino durante la navigazione in rete e quindi di poter stabilire quando e come intervenire: se con una censura meccanica, una discussione preventiva, una spiegazione.
Il World Wide Web Consortium ha sviluppato un insieme di specifiche che definiscono un metodo per regolamentare l’accesso ai documenti associando indicazioni di contenuto (rating) alle pagine di Internet. Le indicazioni di contenuto vengono rilasciate da agenzie (ratingagency) sulla base di un sistema di classificazione proprietario (rating-system). E’ stata sperimentata la creazione e l’attivazione di una PICS rating-agency (IT-RA) per i documenti in lingua italiana. Tanto Internet Explorer quanto Netscape hanno la capacità di riconoscerne i marcatori e, a seconda delle impostazioni dell’utente, controllare l’accesso ai siti durante la navigazione.
Il contenuto di una pagina viene classificato secondo diverse tipologie (categorie): violenza, sesso, pubblicità. Per ogni categoria viene indicato un valore su una scala di possibili livelli graduati, ad esempio “nessuna violenza”, “violenza simulata”, “violenza esplicita”. L’insieme delle categorie e delle scale costituisce il Rating System. Questa classificazione con le diverse modalità viene riportata in una etichetta (PICS-Label) che viene associata al documento da esplorare. Al momento dell’accesso al web i browser leggono il livello di ogni categoria e bloccano la lettura quando questo è superiore al grado massimo impostato dall’utilizzatore.
Oggi i bambini in ambito familiare sono sempre più capaci di usare il computer e Internet. Le nuove generazioni di genitori saranno certamente più preparate di quella attuale che mostra ancora tassi di analfabetizzazione informatica discretamente alti (32%), e comunque è meno conoscitrice di Internet rispetto ai propri figli. La vera sfida del futuro è dunque quella di formare alla navigazione in Internet sia i genitori e gli insegnanti. Uno studio del 2003 sull’uso della rete delle reti da parte dei bambini ha dimostrato che il segmento di utenti che registra la crescita più rapida è proprio quello compreso in età prescolare. Nonostante le limitazioni della capacità di concentrazione sulle attività in linea dei bambini in questa fascia di età, le immagini e i suoni di Internet sono in grado di stimolare la loro immaginazione e arricchire le loro esperienze.
L’obiettivo potrebbe essere quello di rendere Internet sempre più permeabile all’attività di gruppo e le positive esperienze in rete svolte dalle scuole dell’infanzia, ne sono una prima comprova.
Quello che occorre fare di conseguenza è di rendere sicura la navigazione utilizzando non solo i filtri ma responsabilizzando gli stessi adulti che svolgono un ruolo di fondamentale importanza in quello che viene definito l’uso sicuro della rete.
Analizziamo pertanto alcune opportunità di software collaudato alle funzioni di filtraggio sul versante primissima infanzia:

- Cyber Patrol http://www.cyberpatrol.com/ – per il controllo/monitoraggio delle attività di navigazione (Disponibile una versione trial in inglese)
- Cyber Sitter http://www.cybersitter.com/ – filtro per la navigazione (Versione trial/10 gg in inglese)
- Kiddonet http://www.kiddonet.com/ – Attività, giochi e chat protette per bambini e ragazzi, oltre alla possibilità di scaricare un browser “sicuro” (in inglese)
- ICRA (9) http://www.icra.org/_it/ – Rende sicura la navigazione dei bambini riconoscendo la qualità morale dei siti registrati (Freeware)
Nell’ottica di fornire ai genitori strumenti di tutela per i più piccoli, il Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie ha messo a disposizione un software gratuito per la classificazione dei contenuti della Rete. Il filtro permette di effettuare un controllo preventivo su linguaggio, immagini e contenuti presenti in Rete, consentendo così ai minori di navigare in sicurezza. Basta andare all’URL http://www.italia.gov.it/chihapauradellarete/filtri.html
- Baby Web http://www.baby-web.it/ – nasce come una protezione verso le insidie che il piccolo navigatore può incontrare su Internet perchè ne controlla i percorsi. Baby Web si attiva e disattiva tramite password e a seconda del grado di protezione impostato, può bloccare l’apertura di pagine non adatte, impedire l’invio di informazioni personali, limitare il tempo di connessione, segnalare ai genitori i siti visitati dai figli.
- Davide.it http://www.davide.it/ – DAVIDE è il primo servizio Internet filtrato funzionante in Italia quando ci si collega a internet entra in azione un filtro, che impedisce la visione dei siti pornografici e violenti. (Gratuito per i privati. Si richiede un canone di accesso per le scuole.)
- Parental Lock Guard http://news.swzone.it/swznews-14815.php e We-blocker http://weblocker.fameleads.com/ software freeware per il controllo dei piccoli cybernavigatori.
- Linkbook http://www.linkbook.it/php/ : freeware. Preconfeziona percorsi di navigazione, attraverso itinerari didattici guidati pertanto rende più produttivi i contenuti della rete, evitando i link pubblicitari o quelli indesiderati. Ogni unità è rappresentata da un libro virtuale composto di vari capitoli ( in fase sperimentale sono 30) . I “capitoli” in realtà sono siti web sicuri ma funzionali all’utilizzo nella didattica curricolare.
Ad ogni capitolo è possibile associare:
- un commento;
- un tempo minimo e massimo di navigazione;
- un test d’uscita per verificare il grado di conoscenze acquisite (4 domande);
Il tutto è comprensivo del rinforzo positivo: una visita ad un sito “premio” con una durata in secondi misurati in base al risultato del test

In definitiva troviamo in rete software e filtri per una navigazione sicura e protetta, ma parlare di browser adatti alla navigazione per bambini di età 3-6 diventa difficile perché non interviene solo il problema della sicurezza ma anche tutti quegli elementi che devono rispettare i browser per gli adulti: accessibilità, usabilità, attrattività, efficienza, comunicazione e contenuti chiari e semplici.
I motori di ricerca sono progettati per raggiungere due principali finalità: soddisfare gli obiettivi di comunicazione-informazione e appagare chi visita il web.
Disporre di strumenti di ricerca su Internet con un’architettura pensata per i bambini è un problema di tutto rilievo, perché non riguarda solo i piccoli ma anche gli insegnanti che ancora devono approfondire i temi dell’accessibilità e usabilità dei siti e della sicurezza nella navigazione. Sebbene il design incentrato sull’utilizzatore-fruitore è un concetto già studiato nella storia dei prodotti informatici “mirati” a uno specifico target, solo ora cominciano a comparire le prime pubblicazioni riferite ai bambini che approdano alle pagine web e utilizzano Internet senza capirne il funzionamento. D’altro canto non è questo il problema. Abbiamo sempre sostenuto che guidare un’auto non significa per forza conoscere il funzionamento del motore.
Si dovrebbe allora lavorare molto di più sul versante fruizione: cercare di formare i piccoli cybernauti attraverso le attività scolastiche attrezzandoli con una serie di strumenti tra cui scegliere quelli che a nostro avviso presentano aspetti di maggiore praticabilità e di cui forniamo degli esempi.

I più gettonati.
Tipico browser utilizzabile in un laboratorio scolastico per la prima infanzia è KIWE http://www.kiwe.it/ – L’Esploratore del Mondo Internet dei Bambini – è stato progettato per proteggerli dalle aree indesiderate che insidiano la rete delle reti. Lo strumento di navigazione presenta un ampio elenco di website pre-approvati revisionati da docenti e genitori ma nello stesso tempo permette all’insegnante di preparare e inserire nel motore di ricerca una lista personalizzata di siti da utilizzare secondo un percorso didattico progettato.
Cliccando sulla “gestione dei dati” KIWE si può modificare:
- aggiungendo alcune categorie particolari,
- rinominando siti Web;
- cambiando URL e password;
- rivedendo siti Web visitati e bloccando website non desiderati
ProteggiBimbo- http://www.nicolaottomano.it/proteggibimbo.htm: è un programma di parental control gratuito e di libera distribuzione, pensato per proteggere la navigazione in Internet nella prima infanzia. ProteggiBimbo è in pratica un browser, basato sul motore di rendering di Mozilla (Gecko) che preserva i bambini da pericolose e improvvise escursioni su Internet. La grandezza dei bottoni di navigazione, la semplicità d’uso e il box dei siti preferiti inseriti nel programma, lo rendono particolarmente adatto ai piccoli. Un browser per l’età prescolare ancora in versione Beta che per questo motivo presenta qualche problema di instabilità.
Il veliero http://www.ilveliero.info/ – Broswer e servizio per il Web nella prima infanzia che consente la navigazione solo su siti selezionati da esperti (e/o supervisori) in maniera semplice all’interno di una interfaccia colorata e accattivante. La nuova release contiene un motore “ecologico”, una chat e la possibilità di monitorare da remoto le attività di navigazione del bambino.
Il Veliero è semplice per i piccoli cybernauti ma potrebbe presentare problemi di performance per docenti “praticoni” perché nella gestione richiede una discreta conoscenza dell’informatica.
I protagonisti de “Il Veliero” dal lato utente sono:
- l’Equipaggio: naviganti di una stessa postazione (fino a 4);
- i Naviganti: singoli soggetti (bambini che usano Il Veliero);
- il Nostromo: genitore o adulto supervisore che configura il computer con la Sentinella;
- gli Aiutanti: personaggi animati (Lulù, Cami e Jack) che guidano la navigazione.
Dalla cabina di regia :
- il Capitano: garante dei siti abilitati;
- i Timonieri: lo staff della società SAM srl, proprietaria del software e del servizio, di ausilio alle attività del Capitano nella selezione dei siti.
L’interattività garantisce, almeno sulla carta, un controllo continuo frammisto di simpatiche informazioni (come quelle sulla Netiquette) che avvicinano i bambini all’uso di Internet in maniera consapevole e avvincente. Il programma blocca anche finestre pubblicitarie e viene integrato con una chat che favorisce il dialogo con i compagni di viaggio impegnati con altri browser.
Per maggiori approfondimenti, sul sito si potranno visionare alcuni brevi filmati che mostrano le procedure di utilizzo e di controllo della navigazione. Questo motore di ricerca è stato studiato per la primaria ma può essere utilizzato anche negli ultimi anni della scuola dell’infanzia perché ha ottenuto con il massimo dei voti il “Bollino di Qualità Didattica” certificata dall’ INDIRE.

Come progettare un browser 3-6 anni
Solo di recente si è iniziato a parlare di accessibilità rivolta ai bambini e di testing sull’usabilità dei prodotti utilizzando il brainstorming tra i piccoli interlocutori. Il loro modello mentale e i loro desiderata vengono tenuti presenti durante l’intero processo di design tecnologico anche a livello di prototyping. Ormai considerati molto esperti nell’utilizzo delle nuove tecnologie, l’ esperienza dei bambini può fornire idee innovative nella progettazione e nella stessa produzione e sviluppo dell’interfaccia grafico.
Tenuto conto di alcuni parametri universalmente riconosciuti dalla ricerca scientifica, gli indicatori di usabilità e accessibilità che devono essere considerati nella progettazione di un broswer per bambini possono essere (10):
1. Riduzione del numero di menu da visualizzare e del numero dei tasti da digitare nella navigazione.
2. Tener conto degli tools più diffusi e semplificarne l’utilizzo.
3. Possibilità di scelte rapide e accessibili sul display.
4. Cura della luminosità, del formato e colore delle icone grafiche.
5. Capacità di coinvolgere, incoraggiare e divertire i bambini attraverso un continuo rinforzo positivo.
6. Combinazione equilibrata di immagini e testi nella composizione grafica.
In definitiva quelli indicati rappresentano una serie di fattori che rendono usabile l’interfaccia ai piccoli cybernauti. Ma è soprattutto l’atmosfera divertente, la continua gratificazione e l’incoraggiamento a superare le difficoltà che incentivano l’autostima e la motivazione nel bambino che frequenta la scuola dell’infanzia, coinvolgendolo emotivamente anche nella fredda e spesso pericolosa navigazione su Internet.

Note
(1) Si veda a riguardo il recente rapporto di M.Strano (2006), Child Risk Internet Perception, http://www.criminologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/report%20cirp%202006.pdf
(2) Secondo G.Salomon “la continua esposizione ad un sistema simbolico dovrebbe comportare l’abilità di uno a pensare in termini di quel sistema simbolico”. Cfr.Salomon G. (1979), Interaction of media, cognition, and learning, San Francisco, Jossey Bass, p.236.
(3) Carlà F. (2001), Simulmondo. La rivoluzione simulata:dai videogiochi alla finanza democratica, Milano, Apogeo.
(4) Legge n.38/2006 pubblicata sulla G.U. del 15.02.06 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” . Il testo inasprisce le pene per chi detiene immagini pedopornografiche, inoltre viene istituito il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet. Il punto più significativo è l’articolo in cui si afferma che ” I fornitori di connettività alla rete Internet, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete . Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i provider devono dotarsi degli strumenti di filtraggio per la navigazione degli utenti abbonati al servizio.
(5) http://www.neustar.us/kids/kidsus_content_policy.pdf
(6) Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. E’ una associazione senza fini di lucro con sede al Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano. http://www.clusit.it/
(7) Sviluppa tecnologie che garantiscono l’interoperabilità (specifiche, guidelines, software e applicazioni) per guidare il World Wide Web fino al massimo del suo potenziale agendo da forum di informazioni, comunicazioni e attività comuni. L’Ufficio W3C Italiano (W3C-IT) è il punto di contatto nazionale per le attività W3C in Italia. http://www.w3c.it/wai/
(8) http://www.w3.org/WAI/
(9) L’ICRA (Internet Content Rating Association) è un’Organizzazione Internazionale No-profit nata con l’obiettivo di proteggere i bambini dai rischi e dai pericoli della Rete e di informare i genitori sulle misure di sicurezza esistenti. L’ICRA incoraggia i produttori di materiale digitale a descrivere il loro contenuto usando etichette comprensibili da sistemi automatici che permettono all’utente di personalizzare la fruizione dei contenuti multimediali. L’approccio di ICRA alla sicurezza su Internet è composto da due parti fondamentali: Etichettatura e Filtraggio, che sono affidati rispettivamente al fornitore di contenuti e all’utente.
(10) Hanna L. , Neapolitan D. , Risden K.(2004), Evaluating computer game concepts with children, Proceeding of the 2004 conference on Interaction design and children: building a community, J Maryland. p.49-56.

* Docente Funzione strumentale settore TIC, Webmaster e Tutor on line A e B Fortic, Formatrice e componente CdA di Teamfad.


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