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Progettazione e analisi di learning object in ambiente Puntoedu

21 ottobre 2006 | di Anna Ammirabile* E-mail: anna.ammirabile@gmail.com

Insegnando matematica da anni in un istituto superiore, ho approfondito il tema dell’impiego di risorse digitali per la formazione svolgendo attività di stage presso l’Istituto Indire di Firenze (Sezione Didattica e Formazione). Tale esperienza si colloca nell’ambito del processo progettuale e-learning, in particolare nella fase di microprogettazione didattica ed è consistita nella sceneggiatura di alcuni learning object che, una volta sviluppati, confluiranno nella piattaforma Puntoedu per la formazione dei docenti neoassunti e per la formazione degli e-tutor dei corsi Fortic.
Nel lavoro vengono esaminate le variabili in gioco nel processo di progettazione al fine di ottenere un oggetto dotato di efficacia formativa e capace di innescare processi di interazione con l’ambiente e tra pari. I learning object sono pensati come “mobilitatori” di riflessioni critiche e “innescatori” di processi di negoziazione di significati tra persone nel contesto in cui operano, in stretta relazione con la filosofia dell’ambiente atto ad ospitarli, che adotta un paradigma attivo-collaborativo e pone il corsista al centro del processo di apprendimento. I L.O sono progettati come parte di un sistema più vasto di oggetti e persone che interagiscono fra loro per raggiungere un obiettivo e costruire dei significati condivisi. In particolare si esamina il rapporto tra contenuti/obiettivi e strategia didattica (vedi Fig. 1): la scelta della tecnologia e dei media che devono veicolare i contenuti deve essere funzionale al modello didattico.


Fig. 1
Dopo aver descritto ed esemplificato la sequenza di produzione del contenuto multimediale (vedi Fig. 2) la si ripercorre in verso opposto, analizzando tanto da un punto di vista tecnologico che pedagogico i L.O già implementati nell’ambiente Puntoedu Neoassunti 2005-’06, sulla base dei seguenti criteri:
- Che tipo di struttura ha il L.O?
- La navigazione è chiara?
- Qual è il formato e quali media sono usati?
- Sono rispettati i principi di multimedialità didattica?
- Qual è la strategia didattica sottesa? E’ “attivante”?
- In che modo il L.O può generare integrazione col contesto lavorativo?
Tale analisi mi ha permesso non solo una valutazione dell’ambiente in sé, ma anche di fare un utile esercizio di riflessione metacognitiva sull’attività di sceneggiatura da me svolta durante il tirocinio.

Fig. 2

Possibili sviluppi futuri
L’esperienza formativa effettuata presso l’Università di Firenze mi ha dato la possibilità di coltivare quello che per me era un interesse personale molto sentito, e questo già mi gratifica, tuttavia è inevitabile (nonché auspicabile) che vi siano ricadute nell’ambito del lavoro scolastico che mi vede impegnata tutti i giorni. Ho intenzione di installare nel sito della mia scuola la piattaforma open-source Moodle e di avviare un lavoro collaborativo con gli studenti, per ora con una classe quinta, cercando, in seguito, di coinvolgere i colleghi nella progettazione di percorsi formativi.

Riferimenti bibliografici

Calvani A. (2006), Rete conoscenza comunità, Erickson, Trento.
Fini A., Vanni L. (2004), Learning object e metadati, Erickson, Trento.
Ranieri M. (2005), E-learning: modelli e strategie didattiche, Erickson, Trento.

* Anna Ammirabile Laureata in Matematica (per passione!), dal 1987 insegno nella scuola secondaria di 2° grado. Ho assistito, dagli anni in cui fu introdotta la sperimentazione del Piano Nazionale di Informatica nelle scuole italiane ad oggi, ad una serie di cambiamenti di atteggiamenti da parte dei docenti nei confronti delle tecnologie. Fin da allora ho sempre avuto interesse a riflettere sulle possibilità che le ICT offrono per aumentare l’efficacia della didattica tradizionale.


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