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Un learning object per utenti sordi Il mondo dei sordi dalla Lingua dei Segni alle tecnologie digitali

21 ottobre 2006 | di Luca Bianchi*, ISS Roma E-mail: luca.bianchi75@libero.it

Mi occupo da anni di tecnologie e disabilità, in particolare di sordità. Ho così deciso di approfondire e sviluppare le mie competenze nel settore progettando e realizzando un learning object (LO), rivolto ad un pubblico di adolescenti sordi, che introduce all’utilizzo dei motori di ricerca, con l’obiettivo di rendere accessibile a questo gruppo a rischio “digital divide” tutta una serie di funzioni che la rete offre e si suppone saranno sempre più utilizzate nei prossimi anni (1).
Proponendo un lavoro rispettoso dei criteri basilari dell’accessibilità non ci si può accontentare di un’analisi superficiale che si limiti a tutelare le persone sorde con la sottotitolazione dei filmati online: una tale mancanza sarebbe oggi ancora più ingiustificata dalla corposità che sta assumendo la letteratura sulla sordità e sulle difficoltà delle persone sorde nella lingua scritta (2).
Inoltre, un’altra area spesso problematica per le persone sorde è quella delle conoscenze enciclopediche, che riguarda la capacità di formulare inferenze, di accedere a quella “enciclopedia” personale in cui, ognuno di noi, raccoglie e classifica le informazioni e le conoscenze sul mondo. Queste ed altre implicazioni della sordità, spesso sconosciute ai non addetti ai lavori – l’handicap della sordità non a caso viene definito “nascosto” -, sono trattate ampiamente nella documentazione da me prodotta in merito disponibile all’indirizzo internet:http://www.elimu.it/risorse.
In fase progettuale ho tenuto conto del fatto che per migliorare l’accessibilità di un LO da parte di utenti sordi è importante organizzare l’informazione secondo un modello mentale visivo, dato che esperienze visive ed uditive seguono canali di elaborazione distinti (3). Questo è un campo poco esplorato che apre varie possibilità di sperimentazione e che senz’altro resta da approfondire.

Fig. 1 – Schermata esemplificativa tratta dal LO realizzato

Un altro punto importante riguarda la necessità di strutturare le informazioni testuali in modo chiaro ed adeguato, utilizzando un linguaggio semplice e restituendo al tempo stesso un quadro esaustivo. Per la produzione di testi scritti destinati a lettori di lingua italiana sordi si può fare agevolmente riferimento alle linee guida sulla semplificazione della lingua italiana individuate, fin dall’inizio degli anni Ottanta, dalle scuole linguistiche di Tullio De Mauro e Raffaele Simone e in seguito da altri studiosi e professionisti che hanno lavorato alla semplificazione della scrittura burocratica, aziendale e professionale, con particolare riguardo alla scrittura per il Web (4).
Semplicemente bisogna preferire dovunque possibile, l’indicativo presente, la forma affermativa a quella negativa, rivolgersi agli utenti sempre nello stesso modo (tu/voi/noi) ed usare sempre le stesse parole per riferirsi agli stessi concetti; evitare la subordinazione, le frasi troppo lunghe, la forma passiva o la forma impersonale; ripetere soggetto e complemento oggetto tutte le volte che la loro sostituzione con un pronome può generare equivoci e sostituire le locuzioni complesse con forme semplici.

E’ altresì fondamentale prevedere una versione dei testi tradotti in L.I.S. e disponibili in file video, per i sordi segnanti che utilizzano la Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.)

Fig. 2 – Video in Lingua dei Segni attivabile dal tasto verde LIS

Un argomento che necessita di ulteriori approfondimenti è quello relativo alla scelta dei formati e del livello di compressione più adeguati dei file video. Infatti per essere comprensibile un video in LIS deve essere abbastanza dettagliato da mostrare i movimenti facciali e boccali del traduttore, ma questo implica un grande impiego di memoria a volte difficile da gestire. Ho poi considerato indispensabile predisporre un glossario dei termini più complessi (tecnici, di settore, ecc.) che ha la duplice valenza di chiarire i termini complessi ed arricchire il lessico degli utenti.

Fig. 3 – Struttura del glossario: immagine, testo, LIS.

Riguardo al target (utenti sordi) ho avuto il vantaggio che le caratteristiche di brevità, semplicità, schematizzazione, necessarie per la comunicazione verbale, diretta ad un pubblico sordo, ben si accompagnano al medium internet. Attualmente è prevista una fase di sperimentazione con gli utenti per testare il prodotto ed implementarlo.
Con questo lavoro ho inteso mostrare che studiare le nuove tecnologie con le persone sorde ci permette di approfondire e migliorare aspetti delle tecnologie stesse: adottare il loro punto di vista, la loro modalità d’accesso alle conoscenze, insegna a conoscere aspetti della realtà che abitualmente ci sfuggono, aiutando a scoprire soluzioni che difficilmente si potrebbero scorgere altrimenti.

La versione integrale del lavoro può essere consultata online al sito: Associazione culturale Elimu http://www.elimu.it/risorse

Note

(1) Bianchi L., L’accessibilità Web per gli utenti sordi, in Accessibilità: dalla teoria alla realtà, A cura di Roberto Scano, IWA Italy, 2004.
(2) Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di), Scrittura e Sordità, Carocci, 2006.
(3) Vedi cap 4 in Ranieri M., E-learning modelli e strategie didattiche, Erickson, 2005.
(4) Vedi Carrada e il suo sito http://www.mestierediscrivere.com.

Riferimenti bibliografici

Bianchi L., L’accessibilità Web per gli utenti sordi, in Accessibilità: dalla teoria alla realtà, A cura di Roberto Scano, IWA Italy, 2004.
Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di), Scrittura e Sordità, Carocci, Roma, 2006.
Ranieri M., E-learning modelli e strategie didattiche, Erickson,Trento, 2005.

* Luca Bianchi Fin dalla tesi del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione ho seguito con molta attenzione gli sviluppi delle nuove tecnologie in relazione alla riduzione dell’handicap delle persone disabili. Nel corso degli anni ho collaborato prima con l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR e poi con l’Istituto Statale per Sordi di Roma. Da una mia esperienza con la Fondazione Ugo Bordoni è invece nata la curiosità sulle tematiche affrontate nella progettazione di LO per utenti sordi.


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