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Digital Divide e Disabilità: il caso delle persone sorde

21 settembre 2007 | di Luca Bianchi

“The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability  is an essential aspect.” Tim Berners-Lee, Direttore del consorzio W3C ed inventore del World Wide Web

Digital Divide e Accessibilità
Tutti gli elementi che favoriscono lo sviluppo dell’accessibilità contribuiscono a ridurre il Digital Divide. Potremmo affermare che la tematica dell’accessibilità è un sottoinsieme di un ambito più vasto: il Digital Divide. Più precisamente l’accessibilità riguarda una serie di norme, studi, accorgimenti che mirano a ridurre o eliminare un “fronte” del Digital Divide che interessa direttamente le persone con deficit sensoriali o cognitivi e indirettamente vasti strati della società.
Una recente indagine dell’Unione Europea (1) mostra come ancora oggi i punti di vista sull’ esistenza della discriminazione verso i disabili varino abbastanza significativamente tra i paesi membri. La discriminazione causata dalla disabilità viene percepita maggiormente diffusa in Italia (68%) e Francia (66%) e molto meno in Danimarca (32%).

Fig. 1 – Consenso all’investimento di maggiori risorse per l’accessibilità in Europa. Fonte: EUROBAROMETRO 263

In linea con la diffusa percezione, da parte dell’opinione pubblica europea, delle difficili condizioni di vita dei disabili l’indagine rivela un chiaro consenso in tutti gli stati membri sulla necessità di investire maggiori risorse per sviluppare l’accessibilità (91%).
Il potenziale delle nuove tecnologie per creare un’Europa accessibile è molto significativo.
Promuovere una Inclusive Knowledge Society è uno degli obietti primari dell’i2010 (2) che annuncia misure per rendere le tecnologie dell’informazione e della comunicazione accessibili al più vasto numero di persone possibile e lo sviluppo di prodotti progettati per un segmento di consumatori che sia il più ampio possibile secondo la filosofia del Design for All, che attraverso una progettazione adeguata mira ad assicurare accessibilità, salute e sicurezza a tutti. In special modo alle fasce più deboli come i bambini, le persone anziane e le persone con disabilità fisica, sensoriale, mentale e cognitiva.
La migliorata accessibilità dei contenuti porta benefici notevoli per tutti gli utenti ai quali vengono forniti servizi ed applicazioni più efficienti e facilmente utilizzabili, incrementandone quindi il grado di usabilità. Un elevato livello di accessibilità porta benefici in particolare a chi accede in condizioni ambientali o sociali sfavorevoli: ambienti di lavoro particolari, tramite dispositivi di accesso dalle dotazioni software e hardware limitate, fasce sociali svantaggiate Inoltre chi si attiene alle norme dell’accessibilità per progettare o costruire un sito o un servizio in ambiente web, oltre ad aumentare l’usabilità per visitatori non disabili e disabili, riduce la mole di dati sul server e la manutenzione del sito, migliora la ricerca all’interno del sito e facilita l’accesso per utenti con connessione alla rete lenta. In tal modo si promuove un’innovazione tecnologica che va verso la standardizzazione: una pagina web funziona su computer, telefonini, palmari, smartphone ecc.

Digital Divide e Sordi
Anche se questo articolo è centrato sulle persone sorde che vivono in quei paesi, come l’Italia, che sono privilegiati dal punto di vista del digital divide, non possiamo dimenticare che la situazione delle persone sorde che vivono nei paesi in via di sviluppo è ben più difficile. Basta ricordare la situazione italiana di qualche anno fa: insegnamento rivolto esclusivamente all’avviamento professionale con limitate possibilità di accesso all’istruzione superiore, o ancor prima quando i sordi venivano rinchiusi in manicomio come malati di mente o venivano loro legate le mani dietro la schiena per impedire che si esprimessero con i segni.
Una ricerca realizzata da Isaac Agboola e Arthur Lee (3) della Gallaudet University ha raccolto dati sull’utilizzo del computer ed internet della comunità sorda nel mondo. I ricercatori hanno stimato che se dal 50% al 95% della popolazione sorda dei paesi “sviluppati” ha accesso ad internet, si passa all’1% – 35% della popolazione sorda nei paesi in via di sviluppo. Per coloro che non possono accedere al web, la causa principale è la difficoltà economica (87%), mentre il 61% lamenta una mancanza di istruzione o “computer illiteracy”. Lo studio citato ha anche constatato che la mancanza di stimoli, la scarsa conoscenza dell’informatica e le barriere culturali causano un ulteriore ampliamento del digital divide. Per rimediare a questo gap si dovrebbe fornire assistenza ai paesi in via di sviluppo in modo che le comunità di sordi possano essere introdotte agli aspetti sociali ed educativi del web.
I sordi spesso sentono di avere poche possibilità, partecipazione, o responsabilità nella società. Fattori che amplificano le scarse possibilità di accedere all’informazione e quindi accrescono la disuguaglianza nella società (4). Questo sentimento viene rafforzato da una generale insensibilità degli udenti verso molti diritti che vengono ancora negati ai sordi come, ad esempio, la sottotitolazione di una percentuale accettabile del palinsesto televisivo o il mancato riconoscimento ufficiale dello status di lingua alla Lingua dei Segni Italiana (LIS) (5).
Come noto, in Italia, sul piano legislativo una legge che va nella direzione di ridurre l’handicap delle persone con deficit sensoriali e cognitivi è la Legge 4/2004 (6). Questa definisce una serie di principi per le pubbliche amministrazioni riguardo la pubblicazione di siti internet e materiale informatico. Pur essendo una legge senz’altro positiva, essa rappresenta tuttavia un’altra occasione mancata per i diritti delle persone sorde. Solo un requisito su 22 presenti nel decreto attuativo della legge potrebbe essere importante per aggirare il deficit della sordità. Vale la pena citare per intero il requisito:

“Nel caso in cui un filmato o una presentazione multimediale siano indispensabili per la completezza dell’informazione fornita o del servizio erogato, predisporre una alternativa testuale equivalente, sincronizzata in forma di sotto-titolazione o di descrizione vocale, oppure fornire un riassunto o una semplice etichetta per ciascun elemento video o multimediale tenendo conto del livello di importanza e delle difficoltà di realizzazione nel caso di trasmissioni in tempo reale”. (D.M. 8 luglio 2005, Allegato A, Requisito n. 18)

Come spiega Ellero (7), le alternative audio e video che consentono di “ascoltare con la vista e di vedere con l’udito” sono ormai semplici da realizzare rendendo la sostanziale timidezza del requisito n. 18 ancora più inadempiente.
Quanto detto deve essere ragionevolmente tenuto in considerazione quando si considera l’interazione dei sordi con la navigazione in internet. Bisognerebbe valutare attentamente il ripercuotersi di queste difficoltà nella navigazione, nella comprensione dei messaggi di output e nell’utilizzo dei motori di ricerca, aprendo uno spiraglio su un campo tutto da indagare.
La lingua digitale (8) e la rete forniscono un rimedio per questi sentimenti di inadeguatezza. Per mezzo del web i sordi possono agevolmente accedere all’informazione e sentirsi alla pari in un medium che utilizza principalmente il canale visuale. Le comunità di sordi nel cyberspazio possono contribuire al benessere della società, incrementando l’attenzione sulle richieste e i diritti della comunità, condividendo informazione, supportandosi a livello emotivo, scambiandosi consigli e suggerimenti. La minore formalità sintattica e morfologica delle lingue digitali va incontro alle difficoltà dei sordi nelle lingue fonetiche, inoltre le lingue digitali vanno verso il superamento del vecchio dualismo tra oralità e scrittura, rendendo per la prima volta accessibile il “concettualmente orale” ai sordi.
Non è automatico comprendere l’insieme delle difficoltà che la persona sorda incontra nell’interagire con la società. Comunicare con gli altri per i sordi è difficile, perchè devono affidarsi a protesi acustiche, lettura labiale o interpreti. Inoltre non dobbiamo dimenticare le grandi difficoltà di produzione e comprensione della lingua scritta (9). Infatti chi diventa sordo prima dell’acquisizione della lingua non può beneficiare della memoria acustica, quella abilità citata dal senso comune quando si afferma che per imparare una lingua straniera bisogna andare sul posto ed “immergercisi”. I sordi che quindi sono obbligati ad apprendere una lingua senza poterla ascoltare, oltre alle frequenti problematiche nella produzione e comprensione della lingua parlata e scritta, hanno spesso un gap culturale in quanto la nostra società veicola informazione principalmente attraverso il canale acustico o attraverso una lingua scritta in forma a loro inaccessibile.
Per migliorare l’accessibilità dei testi scritti destinati a lettori di lingua italiana sordi si può fare agevolmente riferimento alle linee guida sulla semplificazione della lingua italiana individuate, fin dall’inizio degli anni Ottanta, dalle scuole linguistiche di Tullio De Mauro e Raffaele Simone e in seguito da altri studiosi e professionisti che hanno lavorato alla semplificazione della scrittura burocratica, aziendale e professionale, con particolare riguardo alla scrittura per il Web (10).
Sebbene la maggioranza dei sordi comunichi online tramite la lingua digitale scritta, la lingua dei segni è un aspetto fondamentale della cultura sorda, che ben si adatta al mondo virtuale del web. Il web ha un’abbondanza di lingue che sono principalmente rappresentate in modalità scritta, ma la comunità sorda è stata in grado di utilizzare le tecnologie disponibili per i propri bisogni.

Le lingue dei segni sul web
Sicuramente i video non sono ancora molto fruibili sul web: la qualità della risoluzione grafica è tenuta molto bassa per via della grande quantità di bit che impiegano i formati video. Di conseguenza i video non sono molto usabili, e ci vuole molto tempo ed una connessione potente per scaricarli rispetto ad una versione testuale.
Tuttavia è facilmente constatabile che in servizi come YouTube e Google Video, attraverso i quali è possibile condividere su internet dei video autoprodotti, già si riscontra da parte dei sordi un uso molteplice di questi servizi per lo scambio di messaggi personali con altri utenti, racconti ironici, interpretazioni di canzoni rap,video blog (vlog) che narrano episodi di vita quotidiana, ma anche video realizzati da gruppi di sordi per video-annunci pubblici. Anche se non ancora pienamente usabili, questi servizi offrono alla comunità sorda la possibilità di esprimersi appieno, di comunicare e di instaurare relazioni nella lingua dei segni. Quindi per i sordi segnanti una vera accessibilità non può prescindere da una comunicazione nella loro madre lingua; se l’usabilità dei video continuerà a migliore allo stesso ritmo di questi ultimi anni, è ragionevole presupporre una ancora maggiore diffusione di questa modalità di comunicazione.

Fig. 2 – Schermata di output con parola chiave “deaf”. Fonte: YouTube

La modalità più semplice e ben adattabile al canale visuale è attraverso l’utilizzo della webcam. Apparentemente gli esiti di questa interazione potrebbero sembrare scontati, ma è interessante chiedersi se segnare davanti a una webcam porta un cambiamento al modo abituale di segnare dei sordi, modificando la forma abituale delle lingue dei segni. Infatti le mutazione spazio-temporali dell’ambiente virtuale sicuramente influenzano il ritmo produttivo e conversazionale del segnante. Keating e Mirus parlano di una vera e propria differenza tra lo spazio reale e lo spazio virtuale utilizzato dal segnante ed un ritmo del segnato online più lento e con più ripetizioni. “Signers often have to be innovative and transform traditional signs into a webcam-friendly form” (11).
Come le lingue fonetiche hanno subito delle trasformazioni nell’incontro con il digitale e la comunicazione mediata dal computer, sarebbe interessante indagare quanti e quali mutamenti subiscono le lingue visivo-gestuali.
Alcune lingue dei segni si possono anche adattare alla forma testuale. Negli Stati Uniti molti membri della comunità sorda utilizzano il Signwriting (12).

Fig. 3 – Esempio di SignWriting I. Fonte: http://www.signwriting.org

È una sorta di alfabeto del movimento, un sistema di scrittura che prende inizio dalla coreografa americana Valerie Sutton, che si è ispirata alle notazioni usate per la danza; successivamente è stato modificato ed adattato da una folta comunità di sordi principalmente statunitensi. Rappresenta la posizione delle mani, i movimenti e le espressioni facciali per rappresentare graficamente le lingue dei segni.

Fig. 4 – Esempio di SignWriting II. Fonte: http://www.signwriting.org

Sebbene ancora in fase di sperimentazione, il SignWriting sembra avere molte potenzialità come sistema di scrittura delle lingue dei segni. Presso l’ ISTC/CNR di via Nomentana a Roma un gruppo di ricercatori sordi (13) sta studiando come trasporre questo sistema alla Lingua dei Segni Italiana.

Accessibilità di Internet per persone sorde
Riepilogando, per migliorare l’accessibilità di internet da parte di utenti sordi sarebbe dunque consigliabile:

1. Date le problematiche nell’italiano scritto, occorrerebbe strutturare le informazioni testuali in modo corretto, utilizzando un linguaggio semplice ma esaustivo;
2. Per alcune tematiche sarebbe importante mettere a disposizione un glossario dei termini più complessi (tecnici, di settore, ecc.);
3. Per quanto riguarda gli output sonori si potrebbe prevedere un alternativa visuale, come filmati sottotitolati;
4. Per i sordi segnanti che utilizzano la Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.) si dovrebbero incentivare e tutelare i siti che prevedono una versione dei testi tradotti in L.I.S. e disponibili in file video;
5. Per quanto riguarda i motori di ricerca interni ai siti e altri servizi che implicano un uso dell’italiano scritto, si dovrebbero prevedere delle funzioni di help che spieghino in modo semplice il loro utilizzo.

Note
(1) Speciale EUROBAROMETERO 263 “Discrimination in the European Union”, Gennaio 2007, Commissione Europea.
(2) Lanciato nel giugno 2005, i2010 – società europea dell’informazione per il 2010 – è il nuovo quadro strategico della Commissione europea per l’informazione e i media.
(3) Agboola, I.O., & Lee, A.C. (2000). Computer and information technology access for deaf individuals and developing countries. Journal of Deaf Studies and Deaf Education.
(4) Harris, J., & Bamford, C. (2001). The uphill struggle: Services for Deaf and hard of hearing people—issues of equality, participation and access. Disability & Society, 16(7), 969-979.
(5) Le ricerche pubblicate(Volterra V. (a cura di), La lingua italiana dei segni la comunicazione visivo gestuale, Il Mulino, 1987.oppure Caselli M.C., Maragna S., Volterra V., Linguaggio e Sordità, Il Mulino, 2007.)mostrano chiaramente che la lingua dei segni utilizzata dai sordi italiani non è un linguaggio, ma possiede le caratteristiche proprie di una vera lingua: è possibile dall’analisi dei segni individuare dei parametri formazionali, da cui nascono tutti i segni della lingua ed è inoltre possibile individuare un lessico, una morfologia, una sintassi.
(6) Vedi: per il testo della legge: http://www.camera.it/parlam/leggi/04004l.htm per gli aggiornamenti http://www.pubbliaccesso.gov.it/
(7) Ellero R., Video sul web per molti ma…, in Internet Magazine, Anno XIII, N°3, Marzo 2007
(8) Sull’uso dei sordi della lingua digitale vedi: Bianchi L., L’accessibilità Web per gli utenti sordi, in Accessibilità: dalla teoria alla realtà, A cura di Roberto Scano, IWA Italy, 2004.
(9) Fabbretti D., Tomasuolo E. (a cura di), Scrittura e Sordità, Carocci, 2006.
(10) Vedi Carrada e il suo sito http://www.mestierediscrivere.com.
(11) Keating, E., & Mirus, G. (2003). American Sign Language in virtual space: Interactions between deaf users of computer-mediated video communications and the impact of technology on language practices. Language in Society.
(12) Vedi http://www.signwriting.org/
(13) Vedi http://www.istc.cnr.it/showabstract.php?bibid=1731

Sitografia
Segnaliamo di seguito un elenco di siti per riflettere sull’accessibilità dei sordi al web:

• Sito della Mediateca Visu@le dell’Istituto Statale dei Sordi di Roma. Offre parecchie spunti di riflessione per chi è già esperto del settore: http://www.mediavisuale.it/Roma

• La cooperativa Elfo opera dal 1998 principalmente con persone sorde è costituita da un’equipe pluridisciplinare (logopediste, psicologa, educatori sordi, docenti LIS, assistenti alla comunicazione, interpreti) con esperienza pluriennale nazionale e internazionale in quest’area: http://www.cooperativaelfo.it/

• Il portale torinese raccoglie molte informazioni sul mondo dei sordi, ha un negozio virtuale dove acquistare i prodotti in LIS (Libri, CD, DVD…) della cooperativa “ALBA”. Previa registrazione è possibile accedere ad un dizionario Italiano-Lis. L’interfaccia è scarna senza nessun approfondimento sul lemma segnato: http://www.dizlis.it/

• Prototipo di un dizionario”Italiano-LIS . LIS-Italiano” realizzato da una rete di scuole romane, offre spunti di riflessione interessanti su come spiegare alcuni concetti astratti con animazioni ed immagini: http://www.depietro.it/vocabolario/

• Il sito ha come obiettivo quello di mostrare l’importanza di internet e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ educazione del bambino sordo per sviluppare una migliore capacità comunicativa e abilità linguistiche. Contiene anche una sezione Ask the Experts dove è possibile formulare a esperti sordi ed udenti: http:// www.deafchild.org

• Dizionario della Lingua dei Segni Greca. Prodotto dall’ Institute for Language and Speech Processing di Atene possiamo vederne solo una DEMO. E’ possibile arrivare al lemma selezionando il parametro “configurazione” del segno desiderato, accedendo ad un elenco ristretto di lemmi. Inoltre si raggiunge il lemma con il classico ordine alfabetico o con segni correlati in categorie semantiche: http://www.xanthi.ilsp.gr/noema/

• Biblioteca Virtuale dei Segni che si inserisce all’interno dalla Biblioteca Virtuale Miguel De Cervantes. Informazioni, poesia, grammatica, ricerche storiografiche e linguistiche molto accurate sulla Lingua dei Segni Spagnola. Veramente ottima la qualità e la struttura di questo sito: http://www.cervantesvirtual.com/seccion/signos/

• Il Dizionario della Lingua dei Segni Fiamminga in quanto ad accuratezza, rigore metodologico, usabilità dell’interfaccia è sicuramente avanti tra quelli disponibili on line. E’ possibile iniziare la ricerca optando per il parametro “configurazione” o dal parametro “luogo”. Selezionando un parametro dopo l’altro la lista dei lemmi che possiedono i cheremi selezionati si restringe progressivamente fino alla scelta finale dove si visualizza il filmato: http://gebaren.ugent.be/

• Il Sito della comunità dei segnanti interna alla British Deaf Association, è esemplare per chiunque volesse realizzare un sito rivolto a persone sorde rigorosamente segnanti. E’possibile accedere anche ad una versione testuale: http://www.signcommunity.org.uk/index.php

• Il loro motto è “The culmination of Deaf resources. You’ll never be alone. . . again!” News, area chat e parecchie novità sulla comunità sorda statunitense:
http://www.deafzone.com/welcome/index.html

• Sito canadese per bambini, i quali possono giocare, imparare le scienze e apprendere la dattilologia. Ricco di animazioni flash e grafica curata: http://deafplanet.com


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