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Editoriale

21 giugno 2007 | di Gisella Paoletti *
Studiare dal web: vecchi e nuovi quesiti

I documenti che presentiamo espongono e commentano alcuni risultati che abbiamo ottenuto in una serie di ricerche esplorative che indagavano le caratteristiche dello studio di materiali di supporto alla didattica universitaria: documenti e strumenti utilizzabili nel web-enhanced teaching e siti di supporto alla didattica universitaria (siti di facoltà e della biblioteca).

Le ricerche sulle strategie di studio, campo di ricerca fiorente da molti anni, ci forniscono un quadro talvolta problematico riguardo alle abitudini di studio degli studenti, anche a livello universitario. Ne faremo un quadro nel primo dei contributi che compongono questo numero. Nell’articolo di Giannini, Nati e Paoletti vengono delineate alcune delle caratteristiche dello studiare a livello universitario – come si prendono appunti e come si integrano varie fonti – per poi considerare le modalità di studio di documenti che sono forniti on-line – fenomeno sempre più frequente. Ci si è chiesti se l’elaborazione di tali documenti ha caratteristiche analoghe a quelle dei tradizionali documenti cartacei, quale uso viene fatto di questi materiali, se si tiene conto del fatto che le fonti da analizzare ed integrare sono spesso più numerose che nello studio dal testo. L’articolo successivo (Paoletti e Rigutti) espone i risultati di un’indagine svolta con i docenti e un campione di studenti dell’ateneo triestino, per stabilire fino a che punto i docenti sono disponibili e interessati a fornire materiali di aiuto all’elaborazione delle informazioni e quale è l’uso che ne fanno gli studenti. Risulta che i docenti si assumono questo impegno, consegnando o pubblicando schemi, testi, esercizi, e che gli studenti ne fanno un uso esteso ma non sempre ottimale: se alcuni lo utilizzano per anticipare i contenuti delle lezioni, per collegare ed integrare i materiali, altri sottolineano l’utilità di avere riassunti già pronti da studiare.
Ma il docente non è l’unica fonte di informazione per gli studenti. Questi devono anche sapere fare uso di database digitali come i siti bibliotecari e quelli di facoltà. Attraverso questi siti potranno approfondire temi trattati a lezione, eseguire ricerche bibliografiche, studiare da materiali aggiornati, reperire contenuti didattici necessari per gli esami, le tesi di laurea. Ma sono progettati in modo da aiutare gli studenti nelle loro ricerche?
Tenendo presente che tali siti dovrebbero essere progettati in modo da minimizzare la necessità che l’utente si adatti alla tecnologia, vengono presentati due analisi sull’usabilità dei siti dell’Ateneo. Rigutti e Tognolli hanno esaminato l’usabilità del sito bibliotecario di ateneo per stabilire quanto erano raggiungibili i contenuti ricercati, un gruppo di giovani ricercatori (Tognolli, Bordignon, Lombardini, Morandini, Petrovic e Rossit) hanno studiato l’usabilità del sito della loro facoltà, identificandone gli aspetti problematici e producendo uno schema di analisi che puo’ essere di aiuto nell’identificazione delle difficoltà per l’utente, e nel miglioramento degli aspetti critici più ricorrenti.
Infine proponiamo un articolo che presenta un particolare problema individuabile nei materiali didattici multimediali utilizzabili anche all’università: la possibile interferenza tra informazioni testuali presentati tramite canali diversi. Bergamo, Rigutti e Schenetti presenteranno i risultati di un indagine conoscitiva che evidenzia alcuni effetti negativi sul ricordo e sulla comprensione, conseguenti alla somministrazione del materiale in un formato multimediale. La multimedialità nei casi analizzati viene utilizzata con l’intento di rendere maggiormente attraente il materiale, in modo da focalizzare su di esso l’attenzione del destinatario del messaggio, ma ignorando una o più delle condizioni che sono alla base dei principi dell’apprendimento multimediale.

* Gisella Paoletti Facoltà di Psicologia, Università di Trieste


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