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Epistolario docente-tutor su un’indagine/intervento

21 aprile 2007 | di Alma Cerri e Antonio Bruno Vincenzi*
In un corso di formazione a distanza è rilevante che i discorsi tra partecipanti e tutor relativi a una procedura da seguire non si limitino a istruzioni tipo ricetta, ma si riferiscano costantemente ai fini guida, perché “lo stesso metodo o situazione può essere considerato come una procedura didattica o come una strategia educativa, secondo il punto di vista che si adotta: quello dei risultati diretti a breve termine o quello degli effetti collaterali a lungo termine” (Baldacci, 2006, p.129). Già Dewey distingueva tra metodo didattico in senso stretto e in senso largo. “Il metodo stretto corrisponde alle procedure didattiche, ossia ai mezzi che si adoperano per insegnare certe specifiche conoscenze e abilità, per lo più di matrice disciplinare. Per metodo largo si devono invece intendere le strategie educative e didattiche …, ossia l’organizzazione del contesto dell’istruzione secondo criteri che lo rendono adeguato alla coltivazione di certi abiti mentali e affettivi” (Dewey, 1986, p. 123). In Le Boterf (2006) si parla invece di prescrizione stretta, dove contano contenuti e abilità definite, e prescrizione aperta, dove importano i processi cognitivi e affettivi connessi alla ricerca di strategie.
Nel corso a distanza dell’IRRE-Lombardia dedicato ai “questionari pedagogici” si sono svolte due indagini/intervento: la prima, curata dall’esperto (e tutor), sulla disposizione dei partecipanti (una quindicina, in gran prevalenza insegnanti di lettere nelle superiori) a favorire l’autoconoscenza negli allievi; l’altra, condotta da ciascun partecipante in una sua classe, sulla percezione che gli studenti di una sua classe avevano del suo insegnamento (Impressioni). Soffermandoci su quest’ultima (il “modello” del questionario, i passi della procedura e i principali risultati vengono riportati), mostreremo stralci dei messaggi intercorsi tra una partecipante (Alma), insegnante di lettere in un liceo scientifico, e il tutor (Bruno) apparsi nel forum, in cui si intrecciano prescrizioni e riferimenti, risultati da conseguire nell’immediato e prospettive future o finalità. E’ evidente la funzione di esempio per tutti i partecipanti al corso. Oltre ai rinvii ad alcuni allegati reperibili online (sottolineati), solo brevi cenni – posti in riquadri – verranno interposti per facilitare la comprensione dei messaggi. Incominciamo con il questionario Impressioni (A.B. Vincenzi, Conoscere la classe e lo studente, Trento, Erickson, 2005, pp. 100-107) e con la prescrizione della procedura di indagine/intervento, in cui i partecipanti hanno i seguenti ruoli.
Preliminari (Alma, 13/11) Faccio fatica a gestire i tempi e confesso che, leggendo la quarta attività, mi ha ripreso lo sconforto. Non sono neppure riuscita a scaricare i testi… proverò domani a scuola!! .
Sono ancora molto interessata ad attuare l’indagine in classe (Impressioni), ma sono molte le fasi da superare (procedura): prendere visione del materiale, capire “il meccanismo”, contattare una collega, pianificare il lavoro con gli alunni… e tutto questo avviene nel corso di una settimana in cui la classe che ho scelto (l’unica che mi conosce dall’anno scorso) è impegnata in uscite sul territorio. Per non parlare dei miei impegni: riunioni … compiti da correggere… lezioni da preparare e anche un po’ di vita privata…
Ho appena letto i dettagli della procedura, chiari, ma da sperimentare concretamente con la mia collega e gli alunni. Questi dettagli valgono per la scelta della terza modalità: “tutto al computer”? Domani provo a confrontarmi con la mia collega (Operatore) per cercare di studiare i passaggi indicati in questo testo, prima dell’incontro con la classe.
Se si sceglie la modalità: tutto al computer, si possono tralasciare le altre (carta-matita e carta-matita e computer)? Non riesco a fare una previsione sui tempi, tenuto conto che la somministrazione deve essere preceduta da un momento personale di “studio” e confronto a due, dalla preparazione del “clima” in classe… e poi quali ore utilizzare?… problemi pratici di orari, di scadenze, di compiti in classe, di iniziative già preventivate… Eppure è tutto INTERESSANTISSIMO!!!

Computer e carta-matita (Bruno, 16/11)

Questa parte del corso è particolarmente impegnativa per i partecipanti, specialmente per la necessità di predisporre le condizioni favorevoli all’attuazione dell’indagine/intervento. Credo sia giusto, oltre che comprensibile, dovervi dedicare questa settimana.

Come Alma ha capito perfettamente, la proposta (procedura) è un mix di carta-matita e computer: i passi da compiere in aula con l’Operatore sono del primo tipo; quelli individuali svolti dallo Studente, cioè le risposte in digitale, sono del secondo tipo, così il conseguente lavoro dei Coadiutori e del Docente. Ovviamente gli ultimi due passi esulano da questa distinzione, riguardando la discussione in aula del Docente.

“Tutto digitale” significa, allora, che i passi compiuti con l’Operatore avvengono in “aula computer”; in quei momenti possono compiersi anche i passi dello Studente, compresa la consegna delle risposte ai Coadiutori. Si può certamente fare, mantenendo l’articolazione nei passi indicati e, in particolare, la scansione in tre fasi rappresentata dalle tre risposte. La mia preferenza per il mix è, teoricamente, legata al rispetto dei tempi nel percorso di consapevolezza e, empiricamente, al riconoscimento dell’importanza della parola scritta per favorirlo. Una posizione che credo sia condivisa soprattutto da chi già si serve dello scrivere come momento di un tale percorso.

Perplessità (Alma, 30/11)
Confesso che in seguito alla sospensione dell’incontro in presenza di novembre mi sono sentita molto demotivata… e particolarmente vicina a Noemi che, con la sua lettera “di protesta”, è riuscita a descrivere anche il mio stato d’animo. Per rispettare i tempi e avere la possibilità di discuterne durante l’incontro, mi sono trovata a dover posticipare e far posticipare compiti in classe, a gestire cambi d’orario e chiedere disponibilità a tutti (dai colleghi agli alunni) per dare la precedenza all’indagine/intervento, desiderosa di cimentarmi concretamente nei questionari per poi far emergere le mie difficoltà e chiedere alcuni chiarimenti anche “informatici” il 27 novembre, momento in cui mi aspettavo un esempio pratico di procedura, di esplorazione della piattaforma, proiettato e discusso dal relatore in tutte le fasi.
Credo che la situazione problematica che si è venuta a creare relativamente al corso, sia dovuta, come già sottolineato da altri, alla richiesta di svolgere i “compiti” in tempi eccessivamente ravvicinati, non alla mancanza di interesse per gli argomenti che, ribadisco, ho continuato a trovare molto stimolanti (non per niente mi sono affrettata a comperare il libro di Bruno!)

• Tempi troppo ravvicinati, istruzioni preziosissime ma continuamente da studiare, scomporre, ricomporre…

• Accumulo di fasi da svolgere (ad esempio ho dovuto essere supersintetica nella consegna delle mie risposte C, dopo il confronto con Marina , perché contemporaneamente stavo avviando l’indagine con gli studenti)

• Preoccupazione di studiare la procedura a scapito della riflessione e analisi del proprio vissuto professionale

• Per l’indagine/intervento in classe il problema principale è di ordine pratico: spiegare, giustificare il percorso, effettuarlo, discuterlo… Tutto questo durante l’attività scolastica, con le sue scadenze e variabili…(sta per concludersi il primo trimestre!) Come ho sottolineato in un mio scritto precedente, sono riuscita a somministrare la fase A e B… ma gli alunni stessi mi hanno fatto notare che per “pensare”, “scrivere”, “rileggere e correggere” le risposte B occorreva più tempo a disposizione. Anche le stesse operazioni “informatiche” devono essere eseguite con calma e rigore. E ora che gli studenti-coadiutori mi hanno consegnato i risultati, mi accorgo che non hanno seguito tutte le mie indicazioni proprio perché ho preteso troppo in “troppo poco tempo”.

Allego ora il file scheda-studenti e domani invierò a Bruno da scuola i file della fase B; chiedo aiuto per compilare le tabelle riepilogative (Lista delle scelte…) che utilizzerò per la discussione in classe (al momento non so quando, anche se sto condividendo alcuni spunti delle loro risposte ogni volta che ne ho l’occasione).

Comincerò ad esaminare con attenzione quanto gli alunni mi hanno consegnato… da quanto ho letto qua e là tra i “BERSAGLI”, è curioso vedersi con occhiali diversi… alcune loro espressioni mi inducono a chiedermi: ma stanno parlando di me? Io ho un’altra percezione, io … e loro? Tutto si sta facendo estremamente INTERESSANTE…….

Primo commento (Bruno, 30/11)
Grazie Alma per questo tuo report in progress. Le tue annotazioni sono preziose, non solo per chi vuole cimentarsi nell’impresa, ma anche per me: la tiratina di orecchie mi sta bene. E ancora non hai terminato l’indagine! Certo, l’incontro in presenza sarebbe stato un momento di chiarificazione, a vantaggio anche di quanti ancora non ci hanno provato. Ma vediamo cosa si può fare ora.
Come hai visto anche dalla procedura ridotta, conto molto sugli studenti e le loro capacità digitali. Certo, il loro lavoro va poi controllato, ma in genere sono affidabili. Si capisce che la prima volta che si vedono questi file excel si può essere disorientati, specialmente se non si conosce bene la sequenza delle operazioni e il loro senso. C’è un’enfasi sulla procedura che, come tu dici, disturba la riflessione e l’analisi. Poi, tutti questi dati! Dalla Scheda Studenti ho visto che ti sei servita della versione LTE (in www.scform.unifi.it/lte/), quella ch’era stata inizialmente indicata. L’ultima, approntata appositamente, è più simile a quella da voi provata con l’indagine sull’ autoconoscenza degli allievi. Ho visto il grafico e mi sono ricordato la tua osservazione sul punto di vista (dovresti ripeterla ai tuoi allievi): le crocette che superano il valore massimo di punteggio quasi non ci stanno! Il riquadro del “nucleo centrale” ha un intervallo breve, indice di una grande omogeneità di risposta nella classe (sfido, se tutti rispondono sempre o A o B…).

Dell’elenco dei partecipanti non se ne dovrebbe sentire la necessità. Lasciami dire come farei io per abbinare tra loro gli studenti “mentori incrociati”. Spiegherei alla classe il principio di complementarità e la sua importanza ai fini del colloquio di scambio (uno deve fare da mentore all’altro); quindi scriverei alla lavagna i nomi dei 6 aspetti; chiederei poi che ciascuno indichi su un foglio predisposto e fatto circolare il suo aspetto+ e il suo aspetto-. Qui ci possono anche stare i nomi, senza alcun riferimento ai numeri-partecipante. Quando il foglio è compilato, lo si fa circolare una seconda volta per indicare le “Richieste”; una terza volta per le “Conferme”. Si faccia capire come deve avvenire lo scambio: l’allievo A parla e l’allievo B ascolta cercando di mettersi nei suoi panni …Se non avessi tempo in aula, lascerei che gli scambi avvengano fuori. Chiederei solo che consegnassero presto le risposte ai coadiutori, ai quali lascerei l’incarico di riportarle nel dossier (hai visto come sono organizzate le risposte? Il foglio “Bersaglio” raccoglie le caselle di testo delle Risposte B; il foglio “Classe” raccoglie le caselle di testo della “Nuova strategia”). E’ facile spostare le caselle di testo: se si mettono vicine in orizzontale tutte quelle che si riferiscono allo stesso bersaglio, la “Classificazione” è già bella fatta. Si contano, si leggono, si riunisce in un’unica proposta tutte quelle simili e si preparano i “Commenti”.

Alma sembra stupirsi di alcune “impressioni”. Non nego che sia istruttivo e interessante, ma occorre attenersi a quanto emerge con più evidenza (i numeri aiutano). Alcune più originali colpiscono, ma sarebbe fuorviante dar loro troppo peso. Ci si chieda piuttosto che cosa ha voluto dire il “nucleo centrale” della classe: a che cosa di criticato non si può rinunciare, ma va esplicitato meglio; che cosa si è disposti a concedere e a quale patto; su che cosa si deve cercare un accordo.

Non lasciate passare troppo tempo per la discussione finale. E’ il traguardo da raggiungere. Un tassello fondamentale di questa esperienza.

Complimenti per il lavoro fatto fin qui.

Continuazione (Alma, 5/12)
Grazie per le tue lettere (le leggerò in classe domani) soprattutto perché mi confermano che sono riuscita ad inviarti i file che fino a questo momento ho a disposizione. Hai visto che “imbranata”, mi è venuto in aiuto il segretario della scuola per inviarteli! Scusa, ma in questi giorni (mese) sono davvero “di fretta”… fine trimestre, pacchi di temi, consigli di classe, incontro Scuola-Famiglia… vita da insegnante: come tutti!!!

Mi chiedi di completare l’indagine/intervento in classe: ciò significherebbe (se non ho perso qualche passaggio) che gli alunni si confrontino a coppie per completare ciascuno le risposte e che io discuta con loro i risultati per cercare una proposta da concordare insieme.

IL PROBLEMA ha sempre lo stesso nome: tempo a disposizione! Ho bisogno di valutare…proprio stamattina ho constatato con gli alunni che alla fine del trimestre mancano soltanto 8 ore (tra storia e italiano). Inoltre anch’io ho bisogno di tempo per analizzare il materiale che mi hai inviato.

Suggerisco UN’IPOTESI: tu riusciresti ad inviarmi al più presto gli abbinamenti delle coppie? Io potrei, chiedendo la collaborazione di qualche mio collega, tra mercoledì 6 e giovedì 7 (poi siamo a casa per tre giorni) prevedere il momento del confronto e della compilazione della fase C; nel corso della prossima settimana effettuerei la discussione con relativa proposta da concordare.

Ti ringrazio TANTISSIMO per l’aiuto nella compilazione del dossier: posso limitarmi a consultare quello aggiornato al 4 dicembre? L’ho aperto velocemente e come sempre l’impatto è FORTE! Trovo interessanti, stimolanti, strumenti preziosi i questionari pedagogici, ma non riesco ad abituarmi alla raccolta/rielaborazione dati, ai numeri, grafici…da buona insegnante di lettere!

Eppure continuiamo… Grazie di tutto e a risentirci!

Ancora sulla procedura (Bruno, 5/12)
Il messaggio di Alma, direttamente rivolto a me, può essere letto da tutti come una testimonianza del lavoro che un questionario pedagogico comporta. Specialmente quando è la prima volta che lo si gestisce con una classe; di ciò le sue richieste sono sintomatiche.

La compilazione del dossier, di cui tanto Alma mi ringrazia, consiste nell’avere semplicemente collocato le Risposte B dei ragazzi nei due fogli già predisposti (Meglio e Bersaglio). Mancano le Risposte C, per cui Alma mi chiede di fare gli “abbinamenti”, com’è avvenuto nell’indagine sull’autoconoscenza. In realtà le avevo già fatto una proposta, nel mio messaggio del 30/11 che qui ribadisco. …

Per la discussione dei risultati in classe è giusto invece prendersi un po’ di tempo. Occorre leggere le proposte degli allievi, opportunamente raggruppate come indicato in Classificazione e compilare il foglio Commenti. Alma potrebbe raccontarci come intende impostare la discussione con i ragazzi nell’incontro in presenza di lunedì 18 dicembre. Sarà un prezioso contributo alla comprensione di che cosa si può tirare fuori da un’indagine/intervento.

Ultimi scampoli (Alma, 6/12)
Condivido tutte le difficoltà che esprimono i colleghi, le sto sperimentando anch’io… finora ho capito che soltanto cimentandosi con i questionari si comincia a intuire il meccanismo (soprattutto informatico).

Stamattina finalmente ho potuto stampare interamente il dossier che mi hai inviato (comprese le parti da completare): mi sono chiare le fasi dal punto di vista ideativo, credo di aver colto i significati sottesi, ma mi piacerebbe che lunedì ci riproponessi concretamente i passi da seguire con il computer … è grazie al tuo aiuto che sto procedendo, da sola sarebbe impossibile!

Ho riletto i tuoi consigli e ti chiedo scusa se talvolta mi sfugge qualche passaggio, ma spesso stampo e leggo di fretta … ti assicuro non per cattiva volontà.

Oggi e domani, purtroppo non ho lezione nella classe in cui devo completare l’indagine, ma stamattina ho “rubato” un po’ di tempo alla mia collega (devo dire che mi aiuta molto la disponibilità e la sintonia che c’è nel Consiglio della classe in questione) e ho spiegato agli alunni come completare la fase C seguendo le indicazioni che mi hai inviato.

Purtroppo ci sono assenti e qualcuno domani parte per il “ponte lungo” di vacanza… Alle 12.00 di stamattina ho lasciato i miei due coadiutori impegnati a redigere gli abbinamenti sulla base dei dati del dossier e con il suggerimento di uno scambio anche cartaceo delle prime due fasi tra l’alunno A e l’alunno B per iniziare il confronto che avverrà in questi giorni di vacanza.

Mi hanno promesso di portare i file ai coadiutori lunedì mattina. Ti farò sapere. …

Ho temporeggiato, ma nonostante la mia buona volontà, non riesco ad inviarti le ultime risposte. Non tutti hanno ancora attuato il confronto, qualcuno che mi ha consegnato il file mi ha trascritto nuovamente la stessa risposta; inoltre non è sempre facile un confronto “complementare”… e poi credo che in questo momento sia per me che per i miei studenti ci siano altre priorità: ormai siamo alla prima “resa dei conti”.

Anch’io ho continuato a stampare e accumulare il materiale; l’ho sfogliato, ma non ci si può limitare a leggerlo velocemente e in questo periodo mi è impossibile “studiarlo”. Mi riprometto di discuterne con gli alunni dopo le vacanze.

Questo corso mi ha aiutato ad aprire nuove prospettive e desidero fare tesoro di questa esperienza che ha bisogno di tempi più diluiti per evitare di perderne i significati profondi.

Per lunedì sembra che ci sia qualche difficoltà per ritrovarsi “numerosi” e per quanto intenzionata a partecipare alla riunione, mi trovo al momento molto indecisa in quanto devo mettere in conto 4 ore di viaggio che concretamente significa partire alle 11.30 per tornare, se va bene, alle 20.30. Sono un po’ perplessa, visti gli altri impegni scolastici “irrinunciabili”!

Domani cercherò di sollecitare ancora gli ultimi alunni che devono fornirmi le risposte e inviarle, ma non vorrei che lo sentissero come “un obbligo”: verrebbe meno quello spirito con cui abbiamo lavorato finora! Ti farò sapere.

Commenti sui risultati (prospetto) (Bruno, 7/12)

Conclusione (Alma, 20/12) Ho letto i tuoi numerosi inviti e quanto hai inviato con la tua solita sollecitudine. Io, confesso, in questo momento ho altre priorità e ho continuato a rimandare la mia risposta.

Ritengo molto valida l’esperienza che ho condiviso con gli alunni della classe seconda D. Ho letto e meditato quanto hanno scritto e molti di loro non hanno avuto problemi a uscire dall’anonimato per spiegarmi quali difficoltà stanno incontrando, come preferirebbero trattare un argomento, come vorrebbero essere sostenuti nell’organizzazione dello studio a casa. Hanno notato la “contraddizione” (se così si può chiamare) insita nelle loro risposte: quello che va bene ad alcuni, disorienta altri. Si tratta di una classe riconosciuta “simpatica” (ENTUSIASTA!) e molto partecipe da tutto il Consiglio di Classe, ma coesistono temperamenti profondamente diversi: ragazzi/e, molto diligenti e attenti, ma altrettanto riservati, accettano con fatica l’esuberanza di alcuni che “devono” intervenire, “devono” dire la loro e, faccio notare, si tratta di interventi generalmente pertinenti.

Per qualcuno è davvero una sofferenza ascoltarmi, mentre spiego una poesia… vorrebbe dire subito quello che pensano, sente l’urgenza di avere subito la risposta alle domande alle quali risponderei automaticamente mentre proseguo l’analisi.

Anno nuovo: nuove strategie.

1) Prima nuova strategia concordata.

Si tratta di quella che anche tu suggerisci e al momento sembra funzionare con successo. Un primo momento di lezione frontale con ASSOLUTO DIVIETO di interrompermi, ma con l’invito a prendere nota di eventuali dubbi o chiarimenti. Un secondo momento di confronto e di libertà di espressione: si dà il via al momento dell’interpretazione con riferimento a quella che Luperni chiama “comunità ermeneutica” (R. Luperini, La riforma della scuola e l’insegnamento della letteratura”, Lupetti/Piero Manni, 1998). Capisco che per tre-quattro alunni sia molto difficile, ma sto apprezzando l’enorme sforzo che stanno compiendo.

2) Seconda nuova strategia concordata.

Fornire un maggior numero di esempi di analisi sia tematica che stilistica di poesie; condividere esempi scritti delle diverse tipologie previste per gli Esami di Stato.

3)Terza strategia concordata.

Per valorizzare ogni componente della classe (dal più vivace e intuitivo, al più riservato e pignolo…) e creare un maggior clima di collaborazione: proposta di un lavoro cooperativo in vista della Visita di istruzione che verrà presentata dai gruppi ai genitori prima della partenza.

Al di là delle tabelle e dei grafici, utilissimi…se non devo essere io a compilarli!!!… credo che i questionari pedagogici siano davvero uno strumento prezioso di analisi, di autoanalisi, di ri-partenza per ogni docente che, soprattutto oggi, a mio parere, deve necessariamente ri-giocarsi e rigiocare la propria disciplina di fronte ai protagonisti dell’apprendimento: gli adolescenti! (o meglio i “nuovi adolescenti”!)

La mia indagine manca ancora della fase C, per problemi tecnici. I ragazzi hanno scritto le loro risposte, ma devo recuperare il dischetto… sembra facile, ma forse non lo è!!! Ci sono le vacanze di Natale … appena avrò le risposte (speriamo!!!), provvederò a inviartele.

Bibliografia
Baldacci M. (2006), Ripensare il curricolo. Principi educativi e strategie didattiche, Roma, Carocci.
Dewey J. (1986), Come pensiamo, Firenze, La Nuova Italia.
Le Boterf (2006), Costruire les compétences individuelles et collectives, Paris, Editions d’Organisation.

* Alma Cerri (alcefi@alice.it) è docente di Lettere presso il Liceo Scientifico “C. Donegani” di Sondrio. È referente della Funzione Strumentale ” Formazione e aggiornamento docenti” e si occupa dell’accoglienza e integrazione di alunni non italofoni.
Antonio Bruno Vincenzi (abvincenzi@libero.it) è formatore, consulente pedagogico e autore di materiali didattici. Responsabile del progetto “Riflettere sul lavoro scolastico” per la Provincia di Torino
(www.provincia.torino.it/istruzione/cesedi/riflettere/), ne ha curato l’attuazione in numerose scuole secondarie superiori della provincia. Collabora con il Laboratorio di Tecnologie Educative dell’Università di Firenze di cui gestisce un’area in “aula digitale” (www.scform.unifi.it/lte/).


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