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ITC.WELCOME: un’esperienza di Lifelong Learning con l’inglese per gli adulti

21 febbraio 2007 | di Sara Brunno* sara.brunno@istruzione.it

Il progetto
Il progetto “Welcome”, realizzato nel 2006 presso il 3° Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Alaimo” di Lentini (SR), nasce per rispondere alle richieste di formazione linguistica e comunicativa di base da parte di un gruppo di adulti disoccupati, inoccupati o con occupazioni temporanee di un’area territoriale di provincia. Considerate le esigenze emerse dai destinatari, i risultati attesi consistevano nell’acquisizione di maggiori competenze professionali attraverso l’ampliamento delle abilità linguistiche e comunicative di base (livelli A1-A2 del Quadro Europeo di Riferimento), certificate dal Trinity College di Londra. Inoltre, a differenza dei corsi di lingua inglese tradizionali, si è pensato di offrire un’iniziale preparazione in ambito tecnologico per saper utilizzare le tecnologie al fine di comunicare e continuare ad apprendere durante tutto l’arco della propria vita e diffondere così la cultura dell’e-learning.
Grazie, quindi, al finanziamento dell’iniziativa da parte del FSE-POR Sicilia Misura 3.08 Azione B “Istruzione permanente”, si è deciso, in fase progettuale, di adottare come modello la formazione blended e di implementare un ambiente e-learning per supportare il percorso formativo di due gruppi di partecipanti, suddivisi in due livelli di apprendimento, dopo un iniziale accertamento delle competenze linguistiche pregresse.
In considerazione della specificità dell’utenza questa tipologia di interventi formativi, destinati ad adulti, è sempre accompagnata da azioni di orientamento e di bilancio di competenze. In questo senso, oltre all’acquisizione di competenze strettamente linguistiche e comunicative assume particolare rilievo il raggiungimento di obiettivi trasversali. L’apprendimento autonomo, la consapevolezza di strategie di comunicazione efficaci, la riflessione su comportamenti culturali e sulla capacità di adattamento a situazioni comunicative diversificate, e soprattutto la consapevolezza di poter fruire in maniera efficace di risorse e strumenti tecnologici per comunicare, formarsi ed aggiornarsi in maniera autonoma hanno rappresentato un tratto distintivo rispetto ai tradizionali corsi di lingue per adulti.

Blended learning
I due percorsi, della durata di due mesi e mezzo ciascuno, sono stati avviati parallelamente ed articolati in tre moduli con la contemporaneità di presenza in aula durante le lezioni, e di formazione a distanza, da casa o da scuola, in ore extra-corsuali prenotando, attraverso il tutor, l’utilizzo dei laboratori per il self-access.

Il Modulo 0, curato da esperte in orientamento, ha previsto momenti di accoglienza, socializzazione, bilancio di competenze, autovalutazione della propria autoefficacia con l’utilizzo di strumenti diagnostici e sociometrici, e con la possibilità di fruire delle risorse messe a disposizione sulla piattaforma per ulteriori approfondimenti.
Il Modulo 1, gestito da un formatore di lingua inglese si è prevalentemente incentrato sulla presentazione, l’attivazione, la riflessione e il consolidamento delle strutture e delle funzioni linguistiche, adottando task based activities, con particolare attenzione agli aspetti della comunicazione in lingua straniera.
Il Modulo 2, gestito dal docente madrelingua, coadiuvato in compresenza da un docente di L2, ha permesso l’attivazione di strategie comunicative, l’acquisizione di elementi fonetici e l’ascolto attivo.
Durante le lezioni i partecipanti sono stati sempre supportati dalla presenza del tutor d’aula che ha svolto un ruolo prevalentemente organizzativo e amministrativo-logistico. Allo stesso modo, nella fruizione dell’ambiente e-learning, i partecipanti hanno avuto a disposizione il tutor online che ha svolto funzione di mentoring interagendo in maniera sincrona e asincrona con i corsisti, sostenendo la motivazione e intervenendo nelle correzioni delle esercitazioni.

Figura 1: Modello progettuale

Le metodologie in presenza
In aula, nel processo di insegnamento-apprendimento, è stato adottato l’approccio comunicativo con l’applicazione di brainstorming, icebreakers, language games, pairwork, groupwork e role-playing, non trascurando comunque ciò che di valido esiste in altri metodi ed approcci tradizionali e innovativi (Programmazione Neuro Linguistica e Intelligenze Multiple), per rispondere ai diversi stili e modalità di apprendimento.
La comunicazione didattica ha permesso la fruizione del tempo di parola, la pratica orale intensiva e un costante monitoraggio del processo di apprendimento attraverso l’osservazione sistematica e le verifiche in itinere.
L’intervento del docente madrelingua, specializzato nell’insegnamento agli stranieri (TEFL), ha costituito un modello comunicativo da cui i partecipanti hanno potuto apprendere elementi linguistici, paralinguistici ed extralinguistici autentici quali ritmo, inflessione, intonazione, espressioni colloquiali e idiomatiche. Trattandosi di adulti l’intervento del docente madrelingua è stato supportato dalla presenza del co-docente di L2 per minimizzare l’insuccesso e il disorientamento nella comunicazione.

La scelta di Moodle
Il gruppo di progetto ha ritenuto opportuno orientarsi verso una piattaforma open-source in quanto una piattaforma proprietaria avrebbe comportato spese di implementazione troppo esose e il suo utilizzo sarebbe terminato con la chiusura del progetto, non avendo più le risorse economiche per sostenerne la gestione e la manutenzione. Invece la scelta di Moodle si è rivelata la migliore per sicurezza, qualità degli strumenti e adattabilità al contesto scolastico. L’esperienza del progetto “Welcome” ha rappresentato una sorta di “banco di prova” e ne ha permesso il successivo utilizzo in ambito curricolare, per l’attività dei docenti con gli studenti dell’istituto e per il supporto ad altri progetti ministeriali extra-curricolari.
Tra le piattaforme open-source è stata selezionata Moodle perché si presta, con grande flessibilità, sia a una didattica tradizionale, cognitivista e comportamentista, come si evince anche dall’acronimo (Module Objects Oriented Dynamic Learning Environment), e sia ad una didattica che verte su modelli di apprendimento costruttivista e collaborativo.
Dal punto di vista del docente, la ricchezza delle risorse e delle attività da settare offerte da Moodle, ha indotto a una riflessione sulla propria prassi didattica e ad alla revisione critica del modello contenuto-test che caratterizza la lezione tradizionale.
Il docente è spinto a porsi domande sul modello didattico che adotta, a individuare le tipologie di verifica più appropriate, ad abbandonare schemi ripetitivi e consolidati, ricevendo un forte stimolo alla creatività didattica ed intellettuale e recuperando motivazione.
Il docente e gli studenti stessi possono venir posti nella condizione di lavorare insieme per il loro progetto e di essere ricercatori e sviluppatori all’interno di un processo di apprendimento, piuttosto che semplici erogatori/ricettori di contenuti di conoscenza. Nella formazione degli adulti, infatti, l’approccio collaborativo e il problem solving si sono rivelati particolarmente indicati per sviluppare competenze trasversali.

La piattaforma Moodle ITC.WELCOME
L’instructional e il web designer hanno ideato, insieme al progettista, un ambiente, inteso come luogo virtuale, creando le condizioni favorevoli in cui i partecipanti hanno potuto lavorare, aiutandosi reciprocamente, avvalendosi di una varietà di strumenti e risorse a loro disposizione per svolgere delle attività guidate di apprendimento linguistico e comunicativo.
Nel caso di Moodle, naturalmente, particolare attenzione viene prestata al profilo utente, alla messaggistica individuale e a tutti gli strumenti di comunicazione sincrona e asincrona, per creare delle situazioni favorevoli all’interazione, al peer learning e alla crescita della comunità di apprendimento.
L’inserimento di forum e di chat, infatti, ha permesso ai corsisti di lavorare in modalità collaborativa, interagendo tra di loro, con i docenti e il tutor online per scambiare le informazioni e opinioni, segnalare difficoltà e approfondire i contenuti.

Figura 2: Screenshot dal corso A2

Il lavoro nell’ambiente e-learning è stato dapprima guidato in laboratorio, dedicandovi qualche ora delle lezioni in presenza, per una prima familiarizzazione, e poi ha proceduto in maniera libera ed individualizzata al fine di far acquisire al partecipante autonomia nell’utilizzo consapevole dello strumento e, allo stesso tempo non facendolo mai sentire solo, perché il grado di interattività in Moodle è altissimo.
Oltre ad apprendere e consolidare le funzioni e le strutture linguistiche di base, attraverso attività esercitative digitalizzate con correzione automatica, è stata data ai corsisti la possibilità di acquisire consapevolezza di una comunicazione efficace, in senso più generale, incoraggiandoli ad utilizzare le strategie apprese anche per la comunicazione in lingua italiana.
Particolare attenzione è stata dedicata alla produzione di Contenuti Didattici Digitali compatibili con lo standard SCORM 1.2 e file audio-video in preparazione degli esami Trinity.

Figura 3: Contenuti Didattici Digitali per l’esame Trinity

L’adozione del modello integrato ha permesso, quindi, di non utilizzare la piattaforma solo come strumento erogativo/ricettivo con il rischio di opprimere e scoraggiare il partecipante con un inefficace e dannoso overloading di contenuti, ma di valorizzare l’approccio didattico costruttivista supportando dall’interno il processo di apprendimento.
I partecipanti sono stati esposti, in aula, ad una varietà di strategie di comunicazione che sono state da loro analizzate, comparate con la lingua italiana, e infine, applicate praticamente in giochi di simulazione, e documentate con l’ausilio della video camera digitale. Questi materiali, costruiti nella classe reale, adottando l’approccio del Project Based Learning, hanno costituito dei learning object, successivamente inseriti in piattaforma per una fruizione critica, finalizzata al processo di riflessione e consolidamento delle proprie strategie comunicative.
E’ stata valorizzata la cultura del comportamento, che ha implicato un’analisi attenta su come ci si comporta in situazione di comunicazione quotidiana o su questioni d’ufficio e di lavoro, a cui si aggiunge il galateo di internet per la partecipazione a chat o forum.

Il team teaching
Il valore aggiunto, tradotto in qualità, in termini di efficienza ed efficacia dell’intervento formativo realizzato, è stato rappresentato dalla precisa scelta progettuale del team teaching. Infatti, dapprima il gruppo di progetto e successivamente, il gruppo di lavoro, costituito da esperti esterni, docenti interni alla scuola, esperti di contenuti, di metodologie e di tecnologie, ognuno con le proprie professionalità, ha messo in atto azioni e strategie che hanno assicurato il raggiungimento di risultati sicuramente significativi.
L’approccio sistemico e la realizzazione di un clima collaborativo, nel costante rispetto dei ruoli, ha permesso sia la negoziazione e la flessibilità nelle scelte progettuali e gestionali e sia la circolarità delle informazioni caratterizzata da continui e sistematici feedback che consentivano al progettista-coordinatore di effettuare le necessarie azioni di modifica in itinere e di riequilibrio dell’intervento a tutti i livelli.
La compresenza di personale esperto esterno, con competenze specifiche ed esperienze consolidate, e di personale interno alla scuola ha favorito, attraverso l’osservazione in classe e l’aperto confronto di idee e opinioni, la trasmissione di competenze ed il learning on the job che hanno assunto talvolta le dinamiche di modelling e talvolta di apprendimento informale.
Questa sinergia ha costituito un modello efficace che ha consentito il raggiungimento degli obiettivi previsti in brevissimo tempo, ha assicurato ai partecipanti l’acquisizione di competenze specifiche e trasversali significative e durature insieme al successo nell’esame per la certificazione internazionale del Trinity College di Londra, ma soprattutto ha trasmesso l’entusiasmo e la passione della condivisione e della compartecipazione alla costruzione di un traguardo comune.

Riferimenti bibliografici
CALVANI A. (2004), Rete, comunità e conoscenza, Erickson
MORIN EDGAR (2000), La testa ben fatta, Raffaello Cortina Editore
PUCHTA HERBERT, RINVOLUCRI M.(2005), Multiple Intelligences in EFL, Helbling Languages
RANIERI M. (2005); E-Learning: modelli e strategie didattiche; I quaderni di Form@re, Ed.ERICKSON
TOSCHI, LUCA (a cura di) – 2001 Il linguaggio dei nuovi media. Principi e tecniche delle nuove forme di comunicazione, Apogeo, Milano
L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita: un diritto per tutti, Commissione Europea, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 2002

* Sara Brunno è docente d’inglese nella scuola secondaria superiore. Referente del Trinity College dal 2002. Amministratrice e progettista di www.itcwelcome.it.
Esperienza in azienda nell’ambito della formazione e gestione delle risorse umane come progettista, coordinatore e docente di iniziative rivolte ad adulti. Tutor-counsellor in progetti di FAD (WBT) e formazione blended per gli EE.LL. della Regione Sicilia. E-Tutor ForTIC A (CM 55/2002) e ForTIC2 2006-2008. Dal 2005 funzione strumentale per il supporto all’attività dei docenti e le tecnologie didattiche. Nella scuola mi occupo di progettazione e gestione dei Progetti PON e POR FSE per alunni, adulti e docenti in servizio in relazione ad apprendimento delle lingue, formazione permanente, Business English, telelavoro, tecnologie didattiche e pari opportunità.


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