Home » n. 59 novembre/dicembre 2008

Creare una comunità di pratica tra gli operatori di un’unità operativa di geriatria

1 dicembre 2008 | Francesca Zanon, Ricercatrice in M-Ped/03 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste Emanuela Cren, Specializzata in Metodologie della Formazione in rete. Dottoranda di Ricerca presso l’Università degli Studi di Trieste Monica Camillo, Laureata con una tesi sull’e-learning in Sanità presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste
La complessa attività assistenziale dell’Unità Operativa e la fattiva collaborazione e cooperazione tra le diverse figure ha, negli anni, creato un clima lavorativo fondato sulla fiducia e rispetto reciproco. La nostra personale convinzione che in ambito professionale sia legittimo e corretto valorizzare l’apporto di conoscenze e competenze di tutti gli operatori ha innescato l’interesse per l’argomento di ricerca; la conoscenza, l’abilità e la competenza posseduta dai singoli membri di una equipe possono e devono diventare patrimonio comune.

Obiettivo e campione

L’obiettivo di questo studio è di verificare se, attraverso la realizzazione di una Comunità di Pratica online in un “microambiente sanitario”, esiste la possibilità di ottimizzare alcune procedure e/o prassi operative. O meglio è possibile creare comunità di pratica virtuali che supportino la pratica operativa? In altre parole la comunità intesa come gruppo di lavoro, che condivide e collabora quotidianamente mediante pratiche, può aumentare il bagaglio delle conoscenze dei singoli per produrre conoscenza comune?
Il campione scelto per la realizzazione della Comunità di Pratica è composto dai professionisti a valenza sanitaria (medici e infermieri) dell’Unità Operativa di Geriatria, in specifico il campione composto da 7 medici e 20 infermieri.

Metodologia
Per l’indagine è stato scelto il modello etnografico (E.C. Hughes, 1958), ossia una metodologia di ricerca basata sull’osservazione, la partecipazione e l’interpretazione dei fenomeni osservati. A questo scopo uno dei ricercatori ha partecipato in qualità di moderatore all’interno del Forum.

Per l’elaborazione dei dati ricavati dai questionari stato utilizzato il programma “Epi-Info” 2000”, software che consente la costruzione di Report e calcoli statistici.
Per verificare le interazioni avvenute si é proceduto quantificando il numero di interazioni nel Forum e analizzando la qualità delle stesse. Nello specifico, per l’analisi di tipo quantitativo si é ricorsi alla rilevazione numerica:
• delle presenze nel forum;
• dei post per utente;
• dei messaggi dello sperimentatore (in veste di moderatore);
• delle interazioni tra i diversi utenti;
• dei messaggi rivolti a “tutti”.

Allo scopo di effettuare anche un’analisi qualitativa dei messaggi del Forum si é proceduto con la “lettura ragionata” dei messaggi al fine di evidenziare i diversi modi di interagire in comunità, in prima battuta prescindendo dalla frequenza con cui essi si presentano. In particolare i messaggi del Forum sono stati considerati testi che saranno analizzati e classificati in categorie (E. Cren, 2005):

• messaggi di “ingresso e benvenuto” in Comunità e che connotano atteggiamenti di socializzazione;
• interventi con proposte di argomenti da affrontare e/o nuove informazioni;
• messaggi riguardanti il supporto tecnologico: difficoltà o facilità d’uso, commenti che rinforzano l’innovazione nella modalità di interazione;
• contributi specifici per l’argomento scelto, compresi i commenti rafforzativi;
• messaggi che contengono allegati relativi ai temi di discussione;
• messaggi che evidenziano una partecipazione collaborativi tra diversi operatori;
• interventi che riportano il parere di un consulente/operatore esperto, anche esterno all comunità di pratica;
• messaggi che incentivano l’utilizzo della telematica per approfondire i temi trattatati o reperire materiale utile alla discussione;
• interventi che richiedono esplicito parere e aiuto.

Analisi dei dati

Tutta la fase di realizzazione della Comunità di Pratica è stata seguita e monitorata da due osservatori esterni per assicurare la correttezza nell’utilizzo della piattaforma e le modalità di indagine dello sperimentatore.
L’appartenenza allo stesso gruppo di lavoro e la conoscenza di buona parte delle dinamiche interprofessionali e interpersonali ha creato un ambiente idoneo (ma non privo di ostacoli) alla costituzione di una comunità virtuale che potesse supportare la comunità professionale esistente, dove le best practices potessero trovare formulazioni creative, ma aderenti al contesto operativo. Lo sforzo si è concentrato, in questa fase, nell’incentivare la registrazione in piattaforma di idee, migliori pratiche, dubbi e – perché no – critiche allo scopo di favorire lo sviluppo della stessa comunità.
Le procedure operative interne all’Unità Operativa sono suscettibili a continui aggiornamenti in virtù di nuove conoscenze e competenze acquisite dal singolo operatore o provenienti da agenti esterni (Raccomandazioni, Linee Guida, ecc.), ma devono essere contestualizzate e condivise per rispondere a criteri di efficacia ed efficienza.

Analisi qualitativa dei messaggi del Forum
Per dare un significato più profondo ai dati raccolti, e sulla scorta dei parametri di frequenza, si procede con un’analisi qualitativa della messaggistica. Come anticipato si sono individuate, a seguito di una “lettura ragionata”, 9 categorie di messaggi:
A = messaggi di ingresso e benvenuto in Comunità e che connotano atteggiamenti di socializzazione.
B = interventi con proposte di argomenti da affrontare e/o nuove informazioni.
C = messaggi riguardanti il supporto tecnologico: difficoltà o facilità d’uso, commenti che rinforzano l’innovazione nella modalità di interazione.
D = contributi specifici per l’argomento scelto, compresi i commenti rafforzativi.
E = messaggi che contengono allegati relativi ai temi di discussione.
F = messaggi che evidenziano una partecipazione collaborativa tra diversi operatori (anche non iscritti alla Comunità di Pratica virtuale).
G = interventi che riportano il parere di un consulente/operatore esperto,anche esterno alla Comunità di Pratica virtuale.
H = messaggi che incentivano l’utilizzo della telematica per approfondire i temi trattati o reperire materiale utile alla discussione.
I = interventi che richiedono esplicito parere o aiuto.

Da tale “lettura ragionata” si evidenzia, innanzitutto, un fenomeno che deve essere preso in considerazione, anche per tentare un’analisi più approfondita dei dati ricavati: i posts dei membri della Comunità di Pratica molto spesso presentano caratteristiche appartenenti a più di una categoria individuata.
La possibile interpretazione di questi fenomeni è resa possibile grazie all’applicazione del metodo Mailing Cross (E. Cren, 2004), che esamina le interazioni dal punto di vista qualitativo attraverso il ricorso a tabulazioni e calcoli delle frequenze assolute nel Forum.

Categorie di messaggi


Tab. 3:
Flusso di messaggi a valenza multipla circolati in Forum
L’operazione consente di raggruppare i messaggi a seconda del contenuto e verificare se il contenuto è “puro” o contiene caratteristiche appartenenti a più di una categoria. Nella tabella sottostante sono riportati tutti i messaggi circolati in Forum e messi in relazione ai messaggi “puri” e al totale dei messaggi contabilizzati nelle diverse categorie.

Tab. 5: Numero di messaggi inviati, messaggi puri e messaggi prodotti
Se mettiamo a confronto i dati sinora ottenuti (100 = puri; 143 = messaggi inviati; 210 = messaggi categorizzati), risulta immediata una constatazione di “non corrispondenza”. Perché i messaggi contabilizzati in categorie sono superiori ai messaggi totali inviati? La risposta è insita nella considerazione che i partecipanti spesso hanno utilizzato il messaggio per “comunicare e cooperare” e non semplicemente per trasmettere una notizia nuova, un contributo o un saluto, come si può vedere da alcuni esempi riportati.

Esempi di messaggi a valenza multipla

Si può quindi affermare che i partecipanti hanno inviato 43 messaggi a valenza multipla, probabilmente stimolati dalle caratteristiche della comunicazione mediata dal computer in modalità asincrona.
La formulazione di un quesito, o la volontà di affrontare un argomento in comunità è stato interpretato dai membri come una co-costruzione di conoscenza: questo dato è rintracciabile nella articolazione di un tema che è ripreso e riformulato da più utenti, ognuno di loro apportando il proprio contributo personale. La formulazione di procedure ottimizzate ripercorre la composizione di un “puzzle”, dove il disordine iniziale degli elementi lascia spazio nel tempo ad un ordine “che si fa mentre si fa”. In questo senso la “costrizione alla comunicazione per via testuale” e la possibilità di archiviare tutti gli step di un lavoro collaborativo permette la partecipazione al “gioco” che si costruisce e cresce nel tempo grazie ai contributi dei membri che sono interessati. Allo stesso modo i partecipanti e/o gli interessati potranno rintracciare le varie fasi del processo di condivisione e costruzione della nuova conoscenza ed intervenire apportando il proprio contributo.
Nell’impegnativa fase di “lettura ragionata” dei messaggi, e di tutti gli allegati a corredo, si può affermare che la peculiarità del lavoro di equipe ha coinvolto anche figure professionali non abilitate all’interazione in Comunità di Pratica, questo a sostegno del reale lavoro collaborativo necessario alla condivisione di procedure operative specifiche. A titolo di esempio si riporta qui l’elaborazione di una breve procedura operativa per l’esecuzione corretta di un esame diagnostico che testimonia come la conoscenza posseduta dal singolo possa (e debba) diventare patrimonio comune al fine di ridurre al minimo l’incertezza operativa dei singoli operatori.

Messaggi che hanno contribuito alla realizzazione di una procedura ottimizzata

La complessa attività assistenziale dell’U.O e la fattiva collaborazione e cooperazione tra le diverse figure ha, negli anni, creato un clima lavorativo fondato sulla fiducia e rispetto reciproco. La personale convinzione che in ambito professionale sia legittimo e corretto valorizzare l’apporto di conoscenze e competenze di tutti gli operatori ha innescato l’interesse per l’argomento di ricerca; la conoscenza, l’abilità e la competenza posseduta dai singoli membri di una equipe possono e devono diventare patrimonio comune.
L’opportunità di utilizzare il Forum poteva evidenziare le reali potenzialità dei singoli e del gruppo, in realtà altro non era che una “continua riunione di servizio”, dove tutti potevano “arrivare” in qualunque momento e dare il proprio contributo.

Analisi quantitativa dei messaggi del Forum
Come premesso per analizzare la validità del Forum si è proceduto con un’analisi quantitativa dei messaggi inviati dai diversi utenti nel Forum, mezzo utilizzato alla realizzazione della Comunità di Pratica.

Nello specifico, per l’analisi dei dati di tipo quantitativo si ricorre alla:
• rilevazione numerica delle presenze in forum;
• rilevazione numerica dei post per utente;
• rilevazione numerica dei messaggi dello sperimentatore (in veste di partecipante/ moderatore);
• rilevazione numerica delle interazioni tra i diversi utenti;
• rilevazione numerica dei messaggi rivolti “a tutti”.

Una prima classificazione degli interventi dei partecipanti alla Comunità di Pratica per tutta la durata della sperimentazione (otto settimane) può essere riassunta in una tabella dove gli utenti sono identificati con una lettera alfabetica e il moderatore con la sigla Mod.


Tab. 1:
Numero di interventi per utente
Questi primi dati ci permettono di affermare che l’interazione virtuale tra i diversi utenti del Forum (nelle 8 settimane di attivazione) è stata modesta; tra i 17 partecipanti solo E ha inviato 12 post, i restanti hanno inviato mediamente 3 – 4 post ciascuno.
Il moderatore/facilitatore ha inviato più della metà dei post totali (76 su 143) e l’interpretazione che se ne ricava trova conferma di quanto in premessa enunciato. La nuova modalità di comunicare, cooperare e costruire conoscenza probabilmente necessita di un tempo relativamente lungo per essere accettata e messa in pratica da professionisti che per la prima volta approcciano ad una Comunità virtuale. Nel gruppo di lavoro di appartenenza la tradizione vuole che le decisioni e le prassi operative vengano concordate in sede di riunione, e la condivisione avvenga nel tempo affinché tutta l’equipe le metta in pratica. A questo devo aggiungere che l’attività svolta in Unità Operativa quotidianamente è molto complessa e frenetica, questo può giustificare l’esiguità del numero di messaggi per utente. Per dare specificità ai dati ottenuti si è costruito una tabella a doppia entrata (E. Cren 2005) allo scopo di evidenziare la “circolarità” dei messaggi: chi comunica con chi e se esistono interlocutori preferiti.

Tab. 2:
Flusso comunicativo tra tutti gli utenti del Forum
Come si nota dalla tabella, gli utenti non hanno individuato un “ricevente preferito”; la comunicazione virtuale è avvenuta prevalentemente rivolta a tutti. Questo dato può essere interpretato come la tendenza dei partecipanti ad esporre la propria idea e/o contributo al gruppo, esattamente come accade in sede di riunione o durante le attività quotidiane.
Posso affermare che la modalità comunicativa preferenziale “verso tutti” trova spiegazione nella modalità cooperativa del lavoro di equipe. Solo il moderatore/facilitatore ha all’attivo un numero relativamente alto di messaggi inviati a ciascun utente, a conferma dell’impegno preso di coordinare e facilitare il percorso intrapreso.

Conclusioni
A questo punto si rende necessario verificare se l’obiettivo di questo studio sperimentale è stato raggiunto, e cioè se attraverso la realizzazione di una Comunità di Pratica in un “microambiente sanitario,” esiste la possibilità di ottimizzare alcune procedure e/o prassi operative avvalendosi della tecnologia multimediale a disposizione.
Ancora una volta mi affido all’analisi quantitativa dei dati per formulare interpretazioni qualitative prendendo in considerazione i messaggi che contengono allegati.
Per concludere si procede alla analisi dei risultati ottenuti in Comunità, ovvero se l’ambiente virtuale ha dato luogo a “procedure ottimizzate e condivise” al gruppo di lavoro. Nello specifico si prenderà in esame la modulistica prodotta: sia quella riconosciuta dalla Comunità e adottata quale strumento di “procedura ottimizzata”, sia quella che suppone uno sviluppo dell’argomento scelto per una futura realizzazione condivisa.


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