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e-learning e Sanità: riflessioni alla ricerca di nuovi significati

1 dicembre 2008 | Emanuela Cren, specializzata in Metodologie della Formazione in rete. Dottoranda di Ricerca presso l’Università degli Studi di Trieste Francesca Zanon, ricercatrice in M-Ped/03 presso la facoltà di Scienze della formazione Università di Trieste.

Indagare la società della conoscenza in alcuni degli ambiti professionali in cui si struttura, significa esplorare scenari dove lo sfondo non riesce ancora a rappresentare concretamente l’immagine che la definisce. Il termine usato per dare una connotazione sintetica della sua principale peculiarità è lifelong learning; esso racchiude un articolato concetto dove coesistono variabili strutturali, cognitive e relazionali. Secondo Taurelli (2006), la dicitura implica un’ ampia gamma di fenomeni articolati in un campo nel quale sono poco definite le loro relazioni e non bene precisati i confini tra formazione e attività quali l’informazione, la comunicazione, la cultura (Heller, 2001) e dove si sovrappongono, oltre alle dimensioni temporali (lifelong) e “spaziali” (lifewide) (National Agency for Education Sweden, 2000), anche una molteplicità di livelli (personale, istituzionale, politico generale). La complessa articolazione di un processo di apprendimento così pensato lo rende specifico per la formazione professionale e non, adulta. Rapportandosi a questa categoria di utenti, la tendenza manifestata in ambito comunitario fin dalla fine degli anni novanta di far emergere una strategia globale di educazione/formazione ha dovuto, nel recente passato, trovare percorsi attuabili nei diversi ambiti professionali. La necessità di superare le barriere delle dimensioni temporali e spaziali in ambito formativo ed in ottica di apprendimento continuo, trova nell’ e-learning la naturale prosecuzione sia concettuale che progettuale per fare formazione adulta. Attualmente i campi più indagati a livello europeo sono quelli della Pubblica Amministrazione e della Sanità, ovvero ambiti in cui coesistono diverse figure professionali la cui sinergia è condizione necessaria per soddisfare i criteri di efficienza ed efficacia sul piano qualitativo e funzionale. Se a ciò sommiamo la condizione di fare formazione/aggiornamento a grandi numeri, appare chiaro il perché della scelta dei campioni verso cui si sono orientate le sperimentazioni nei diversi Paesi, tra i quali l’Italia. Nel nostro paese parlare di e-learning in Sanità significa fare riferimento ad una serie di esperienze che nonostante i presupposti iniziali, non hanno sortito gli effetti previsti. Occorre capire il perché di questo gap, contestualizzando la mancata comunicazione tra enti erogatori della formazione online in ambito medico sanitario e l’utenza stessa, nella sua variegata composizione. A nostro avviso proprio qui sta l’empasse, nella mancata costruzione di un linguaggio comune tra le parti coinvolte. Se il concetto di Lifelong Learning (1) (Alberici 2005) è ormai nel suo significato generale acquisito, rappresentando un elemento qualificante ed identificativo del valore del professionista e del ruolo che riveste, lo stesso non si può dire del concetto di e-learning. Il paradigma, dal significato controverso e ai più nebuloso, manca nella sua concettualizzazione di un substrato che consenta al professionista di leggervi le potenzialità così da non ridurre il processo ad un uso del mezzo informatico come metodologia formativa dai pochi ma noti vantaggi: risparmio di tempo, possibilità di apprendere da casa o dal lavoro, gestione del tempo, alta riproducibilità del corso. E’ noto agli Instructional Designer che la progettazione di corsi di formazione online rivolti ad un’utenza adulta richiede la collaborazione di figure dal profilo diverso, dove la mediazione di competenze e conoscenze è funzionale alla costruzione di percorsi che permettono il soddisfacimento dei principi propri dell’ Andragogia (Knowles, 1984). Equipe di esperti hanno tra loro collaborato nella progettazione di tipologie e contenuti, ma ancora una volta si è trattato di un dialogo che in realtà è evoluto in monologo, tralasciando di coinvolgere nella costruzione del processo, l’utente, se non nella rilevazione del bisogno.
Un’esauriente analisi dei dati fin qui disponibili sulle sperimentazioni nazionali condotte la si recupera nel testo _I nuovi strumenti e-learning/FAD per la formazione in sanità_ Fiasobook3.
Interessante è la doppia dicitura presente nel titolo e ricorrente all’interno dell’opera: e-learning e FAD. Agli esperti del settore ciò rimanda un insieme di peculiarità che rendono subito classificabili in diverse tipologie gli interventi formativi progettati a seconda del contenuto e soprattutto delle relazioni e delle mediazioni di significato possibili e/o necessarie per lo sviluppo di apprendimento efficace. Se a questo aggiungiamo il concetto di apprendimento formale ed informale il quadro si completa, ma per chi, se non per gli esperti? Se citiamo Cross, in questa soluzione di continuità il soggetto in attività di formazione trasla spontaneamente in contesti in cui usa il LMS come un modello di self service learning (2) dove il metalearning lavora sulle tre strutture squisitamente umane: testa, cuore, mani, ovvero raziocinio, sentimento, azione. Parafrasando l’autore , si ha che esistono:
• persone che credono (cuore) che questo sia il modo per abbracciare il cambiamento; automaticamente fanno la cosa giusta perchè hanno interiorizzato la novità;
• lavoratori che comprendono (mente) il progetto e sanno cosa fare;
• persone che rendono operativo (mani) il nuovo sistema con semplici conoscenze.
L’apprendimento sosterrà la trasformazione iniziale e di lungo periodo, l’innovazione è resa possibile dalla trasformazione.
Le sue parole riassumono ciò che per l’adulto significa fare formazione, procedere cioè in un percorso interattivo, adattabile e trasformabile secondo esigenza individuale all’interno di una categoria professionale; il risultato a cui puntare è la costruzione di un patrimonio comune di conoscenze, competenze traducibili in abilità e prassi funzionali alle esigenze lavorative. Concetto chiave è quindi la mediazione nonché co-costruzione di significati condivisi e spendibili fin da subito. Il contesto professionale cui facciamo riferimento, l’ambito sanitario, necessita di questo come di linfa vitale per offrire servizi sempre più efficienti ed efficaci, non solo secondo le regole economiche del mercato, ma rifacendosi ai principi propri degli obbiettivi dell’ Educazione Continua in Medicina (ECM) (3).
Massimo Ferrari (2006) identifica ed esamina con attenzione l’impatto organizzativo sulle Aziende Sanitarie e sostenendo il valore delle reti conversazionali e delle comunità di pratica in un forum, delinea come essenziali quattro scelte formative (4): compartecipazione dei professionisti all’organizzazione didattica dei prodotti formativi; dotazione di un laboratorio multimediale didattico; scelta tra i modelli di sistema; organizzazione dei contenuti specifici e loro erogazione. Qui va posta particolare attenzione poiché si è compreso che in ambito sanitario, per la specificità del sistema stesso e la complessità nonché evoluzione delle tante variabili coinvolte, non si può fare riferimento e fruire tout court del Learning Object. Le economie di scala dell’e-learning non stanno a regole fisse in questo specifico contesto formativo e forse parte degli insuccessi ottenuti, sta nel perseguimento di tali statici obiettivi. Se la FAD può essere funzionale a formazione self-service learning ( Bond, 2007), il suo contenuto non può che fare riferimento al “saper fare”, inteso qui come acquisizione di nozioni per lo più tecniche o manualistiche, la cui prassi o il cui svolgimento a più a che fare con automatismi professionali che metacognizione ed abilità e competenze proprie del “sapere” e “saper essere”. Ma se riduciamo il concetto di formazione professionale on line alla sola FAD, rimaniamo ancorati ai tanti insuccessi rilevati nelle sperimentazioni svoltesi in ambito nazionale. Si prenda ad esempio la sperimentazione FIASO (Progetto Nazionale di Sperimentazione e-learning nelle Aziende Sanitarie 2002) (5): di alto livello la scelta del Learning Management System di supporto; parcellizzazione degli ambienti virtuali a disposizione su gradiente di coinvolgimento personale dell’utente a seconda della tematica affrontata; larga scala delle tematiche proposte. Il progetto si struttura su tre livelli:
livello base: autoistruzione con assistenza di tutor asincrono;
livello medio: classi online asincrone;
livello alto: aula virtuale.
La sintesi dell’impianto è visibile nella figura1


Fig. 1: Impianto organizzativo di un sistema e-learning
La progettazione, accurata e coinvolgente figure professionali di alto livello e con ruoli tra loro complementari, ha sortito un modello funzionale che permette la traslazione dall’approccio pragmatico, utile per percorsi FAD, all’approccio epistemologico, in cui la relazione e la relazione con tutor supporta e completa percorsi erogati in modalità blended, per finire con l’approccio evolutivo ( Ferrari, 2007) sussidiario alla relazione continua ed all’interazione tra corsisti e corsisti e tutor, per la creazione di sapere condiviso.
Sommariamente il percorso può essere sintetizzato dallo schema di Figura 2, sintesi del Modello funzionale adottato.

Fig. 2: Modello funzionale: processo in sequenza
Analizzando i risultati raggiunti (6), emerge che il personale iscritto ha oscillato tra lo 0,6 ed il 4,9% sul possibile totale; che la scelta della tipologia di livello ha visto la netta preferenza per il base, mentre il livello alto è stato quasi ignorato, con un flusso decrescente misurato in 10.000, 1.000 e 500 unità per livello 1,2 e 3. Un quadro di sintesi è offerto dalla Tabella 1.

Tab. 1: Indici di efficacia delle modalità di e-learning in termini di apprendimento
Non ci addentriamo nel dettaglio, ma una considerazione è d’obbligo: è fondamentale capire il perché di tale scelta.
Il pensiero di Antonio Calvani, (2007) (7) “l’e-learning rappresenta un set di metodologie e tecnologie che potrebbe coadiuvare più incisivamente il processo di apprendimento dal suo interno, offrendo specifici sostegni sul piano cognitivo, emotivo e sociale attraverso l’adattamento personalizzato dei contenuti – nonché forme di dialogo personale – arricchito dal supporto più o meno ampio proveniente da possibili comunità esterne” riassume i punti di forza e fa trasparire le debolezze strutturali nelle progettazioni/ sperimentazioni fin qui proposte. Manca la consapevolezza delle potenzialità nell’utente; ciò che serve, a nostro avviso è la formazione a priori sul significato di e-learning prima ancora che l’erogazione di un corso. Un processo di formazione online, dove sono coinvolti professionisti che operano con conoscenze, abilità e competenze diverse ed integrabili, dove la gestione della formazione deve essere funzionale al criterio di spendibilità in real time ed in condizione di adattabilità, non può essere pensato senza un apposito training preventivo. All’utente viene richiesto un processo di metacognizione ed analisi di fattibilità in un processo di apprendimento del quale non sempre conosce le strategie e la struttura stessa; fintanto che questo gap di conoscenze non è colmato, forte è il rischio del ripercuotersi degli insuccessi nonostante la validità della progettazione e del Learning Management System di supporto. La Phoenix Sindrome, tipica della tecnologia, non basta da sola a spiegare gli insuccessi o le fasi di stasi verso l’e-learning. Il gap va colmato attraverso corsi di formazione rivolti agli utenti sulle potenzialità dell’e-learning per consentire quella rielaborazione e quello sviluppo di processi metacognitivi che se inespressi, privano il formando di occasioni per apprendere, decostruire e ricostruire significati densi di valore professionale.
Note
(1) http://rivista.edaforum.it/numero2/mon-alberici.htm. “Con il concetto di lifelong learning si viene a sostanziare il principio dell’educazione permanente in un’ottica che sposta l’attenzione dalla prevalente dimensione istituzionale del percorso scolastico al soggetto e ai suoi bisogni di formazione. Diviene obiettivo primario delle politiche istituzionali e dell’iniziativa dei soggetti sociali la creazione di un sistema integrato di educazione degli adulti che offra agli individui opportunità di formazione il più possibile vicine ai soggetti tanto in termini di bisogni quanto di possibilità di accesso a tali opportunità”.
(2) J. Cross_Informal learning. Rediscovering the natural Pathways that Inspire_Pfeiffer 2007, pag 83-87.
(3) http://www.ministerosalute.it/ecm/presentazione/presentazione.jsp?sez=obi
(4) M.Bonamico, A.L. Del bavero, N.Pinelli, F:R:Di Meana, I nuovi strumenti e-Learning/FAD oer la formazione in sanità, Fiasobbok 2006;pag 83-100
(5) http://www.fiaso.it/index.php?option=com_docman&Itemid=59&task=d
occlick&bid=169&limitstart

(6) Ibidem
(7) M.Bonamico, A.L. Del bavero, N.Pinelli, F:R:Di Meana, I nuovi strumenti e-Learning/FAD per la formazione in sanità, Fiasobbok 2006
Bibliografia
AA.VV. I Quaderni CNIPA, anno 1_aprile 2004
ASR Emilia Romagna, Dossier 149_2007. http://asr.regione.emiliaromagna.it/wcm/asr/collana_dossier/archivio_dossier_1.htm
Bonamico M, Del favero A.L, Pinelli N, Ripa di Meana F, I nuovi strumenti e-Learning/FAD per la formazione in sanità, fiasobook, supplemento al n.2-2006 di Fiaso news
Calvani A., Che cos’è la tecnologia dell’educazione, Carocci, 2004
Calvani A; Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Centro Studi Erickson, 2000
Cross J., Informal learning. Rediscovering tha natural pathway that In spire, Pfeiffer,2007
Del Favero, A.L.,Fiaso, Progetto nazionale di pserimentazione e-learning nelle aziende sanitarie http://www.fiaso.it/index.php?option=com_docman&Itemid=59&task=docclick&bid=169&limitstart=
De Vita A., L’e-learning nella formazione professionale. Strategie, modelli e metodi. I quaderni di Formare, Erickson, 2007
Knowles, M., The Adult Learner: A Neglected Species (3rd Ed.). Houston, TX: Gulf Publishing.1984
Knowles, M., Andragogy in Action. San Francisco: Jossey-Bass. 1984
Masie E., Learning. rants, raves and Reflections. A collection of passionate and professional perspectives, Pfeiffer,2005
Rosemberg M., Beyond e-Learning. Approaches and Technologies to Enhance Organizational Knowledge, Llearning and Performace, Pfeiffer, 2006

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