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Editoriale

21 marzo 2008 | di Stefano Cacciamani, Università della Valle d’Aosta

Nel 2003 l’Università della Valle d’Aosta avviava a livello sperimentale i primi tre corsi on line della sua giovane storia (1). Uno di questi era dedicato all’insegnamento di Psicologia dello Sviluppo, del quale chi scrive era docente. La scelta di attivare la formazione on line nell’Ateneo nasceva dall’intenzione di farsi carico delle esigenze degli studenti lavoratori iscritti che, non potendo frequentare le lezioni dei corsi diurni, avrebbero così potuto accedere ad un’offerta formativa personalizzata, a misura delle loro necessità.

Era un primo passo che intendeva porre seria attenzione alle molte sollecitazioni e direttive provenienti anche dall’Unione Europea, volte a creare le condizioni per una formazione accessibile lungo tutto l’arco della vita, anche da parte di chi, concluso un primo ciclo di studi, è già inserito nel sistema-lavoro.
Questa iniziale esperienza pilota è stata resa oggetto di studio, nel successivo anno accademico, di un seminario annuale condotto da chi scrive, cui hanno preso parte la tutor on line ed alcuni studenti di quel primo corso (definiti “Gruppo KF”, dove KF è l’acronimo dell’ambiente utilizzato nella formazione, Knowledge Forum). Il seminario intendeva approfondire il modello teorico di riferimento utilizzato per la progettazione del corso. In parallelo a quell’esperienza seminariale si è avviata un’implementazione della formazione universitaria on line su più vasta scala, attraverso la predisposizione di un Piano di Ateneo per lo Sviluppo dell’E-learning – di cui chi scrive è estensore- uno strumento sollecitato a livello della CRUI per governare l’innovazione in questo settore.
Il piano ha abbracciato il triennio 2005-2007 ed ha previsto al suo interno lo svolgimento di cinque azioni principali:

1. costituzione di un team di lavoro sull’ E-learning;
2. sperimentazione di strumenti per la formazione on line;
3. realizzazione di percorsi formativi per docenti interessati e tutor on line;
4. realizzazione di un servizio di consulenza per docenti e tutor impegnati nei corsi on line;
5. messa a punto di un sistema di monitoraggio dello sviluppo dell’E-learning in Ateneo e diffusione dei risultati raggiunti.

La costituzione del team di lavoro è stato il punto di partenza del processo di innovazione previsto dal Piano. Il team di lavoro è stato composto da tre tecnici del servizio informatico dell’Università che si sono occupati della gestione della tecnologia, da una studentessa 150 ore per il supporto alle azioni previste dal Piano, 1 consulente nel ruolo di formatore-tutor. Il gruppo è stato coordinato dal Referente di Ateneo per l’E-learning.
Per quanto riguarda la sperimentazione di strumenti per la formazione on line, oltre ad esplorare le funzionalità che le nuove edizioni di Knowledge Forum hanno via via messo a disposizione in questo arco temporale (ad esempio la versione enhanced Forum e le funzioni per il tracciamento dell’interazione on line di cui si parla nell’articolo su Knowledge Forum), una sperimentazione ulteriore si è concentrata sul software Skype, messo a disposizione di docenti e studenti per l’interazione sincrona on line.
Un’azione strategica fondamentale ha riguardato la formazione iniziale di docenti e tutor (del cui profilo professionale si parlerà nell’articolo dedicato al tema). Si è deciso infatti di affiancare ai docenti delle figure di supporto, i tutor on line, retribuiti con apposito fondo di Ateneo, opportunamente formati sia per quanto riguarda il modello formativo sia per l’ambiente tecnologico usato. I corsi, predisposti in cicli successivi, hanno visto la partecipazione di 10 docenti di ruolo (all’epoca su complessivi 40) e 10 tutor nel 1° ciclo (2005-2006) e di altri 10 tutor nel 2° ciclo (2006-2007), indicati da altrettanti docenti.
Il servizio di Consulenza, attivato verso la fine del triennio, ha previsto la possibilità per docenti e tutor di avere un supporto diretto su questioni relative all’uso della tecnologia, grazie all’utilizzo di una figura appositamente dedicata, contattabile telefonicamente o via email.
Il sistema di monitoraggio, infine è stato organizzato tramite la rilevazione del numero di docenti coinvolti nei corsi, dei livelli di soddisfazione degli studenti e della comparazione delle valutazione degli studenti agli esami di due corsi campione (uno per ognuna delle Facoltà coinvolte) realizzati da uno stesso docente e tutor.
Il bilancio del Piano a conclusione del triennio è rappresentato sinteticamente nella tabella di seguito presentata (Tab.1)

Anno Accademico
Corsi on line attivati
Docenti che hanno gestito corsi on line
Studenti che esprimono una valutazione positiva dei corsi on line
a.a. 2004-2005
6
6
84%
a.a. 2005-2006
11
9*
67%
a.a. 2006-2007
15
10
84%

* due docenti hanno attivato due corsi on line


Tab. 1 Le attività realizzate nell’ambito del Piano per lo Sviluppo dell’E-learning
La tabella evidenzia che nel corso dell’anno accademico 2004/2005 sono stati attivati 6 insegnamenti on-line, di cui 4 nell’ambito dei corsi di laurea in Pedagogia dell’Infanzia (PED) e Scienze della Formazione primaria (SFP) e 2 nell’ambito del corso in Psicologia (PSI), gestiti da 6 docenti. Dall’analisi dei questionari di rilevazione delle opinioni degli studenti (in cui questi ultimi dovevano esprimere il loro grado di soddisfazione sul corso su una Scala Likert a 4 livelli: per nulla, poco, abbastanza, molto) è emerso un giudizio complessivamente positivo: l’84% dei rispondenti (31 questionari riconsegnati) si dichiarava abbastanza o molto soddisfatto dell’esperienza formativa.

Nell’a.a. 2005-2006 sono stati attivati complessivamente 11 corsi on line (di cui 6 nell’ambito di corsi PED e SFP e 5 in PSI) che hanno coinvolto 9 docenti. Inoltre 4 data base di Knowledge Forum sono stati utilizzati per attività di supporto alla didattica presso il corso di Laurea in Economia. I dati evidenziano che gli studenti che si mostrano complessivamente molto o abbastanza soddisfatti sono il 67% dei rispondenti (65 i questionari pervenuti). Si mantiene elevata dunque la valutazione positiva degli studenti circa i corsi on line, anche se in lieve diminuzione: tale fenomeno è stato posto sotto osservazione intensificando l’offerta di momenti di consulenza a docenti e tutor su eventuali difficoltà emerse nella gestione dei corsi.
Nell’a.a. 2006-2007 i corsi on line attivati sono stati 15, di cui 10 nell’ambito dei corsi di laurea in Scienze dell’Educazione (ex Pedagogia dell’Infanzia) e Scienze della Formazione Primaria e 5 di Psicologia, ed hanno coinvolto 10 docenti. Dai risultati dei questionari (86 pervenuti) di valutazione delle attività dei corsi da parte degli studenti è emerso che l’84% degli studenti rispondenti è soddisfatto o molto soddisfatto dell’esperienza formativa on line. E’ possibile affermare, quindi, sia per quanto riguarda il numero dei corsi on line attivati, sia per la soddisfazione degli studenti che il trend si mantiene positivo.
Il trend continua ad essere in crescita: nel presente anno accademico (2007-2008) i corsi on line attivati sono saliti a 18.
Un dato particolarmente interessante, relativo all’efficacia formativa dei corsi on line è offerto infine dalla comparazione, negli anni considerati dal Piano, delle valutazioni ottenute agli esami degli studenti di due corsi campione su cui si è focalizzato il monitoraggio. Entrambi i corsi sono di Psicologia dell’Educazione, uno appartenente alla Facoltà di Psicologia l’altro alla Facoltà di Scienze della Formazione (le due Facoltà interessate alla formazione on line) (tab.2).

Psicologia educazione 2004-2007
Totale studenti Psicologia
Studenti corsi in presenza Psicologia
Studenti corsi on line Psicologia
Totale studenti SdF
Studenti corsi in presenza SdF
Studenti on line SdF
N.
106
92
14
83
64
19
Media del voto all’esame
27,3
26,9
29,5
28,1
28
28,5
Dev stand.
3,3
3,3
2,5
2
1,8
2,6
N.B. La valutazione 30 e Lode è stata quantificata pari a 31 a livello di punteggio.. I corsi di PEDA e SFP sono stati unificati sotto la dizione SdF . La comparazione è avvenuta tra studenti frequentanti e studenti dei corsi on line degli anni accademici considerati, che hanno sostenuto gli esami fino al 21.04.07
Tab 2 Le valutazioni agli esami degli studenti frequentanti e dei corsi on line

Come si può rilevare dalla tabella, a parità di modalità di esame (prova scritta e prova orale), gli studenti dei corsi on line ottengono valutazioni dello stesso livello nel caso di Scienze della Formazione o addirittura significativamente superiori nel caso di Psicologia (t (104)= 2,6, p<.01) ai colleghi frequentanti.
I dati fin qui presentati sono stati diffusi nella sezione per la Formazione on line del sito dell’Università (http://www.univda.it), appositamente predisposta per comunicare all’interno e all’esterno dell’Ateneo le azioni previste dal Piano ed i loro esiti.
Il presente numero di Form@re intende offrire una riflessione a più mani su come il modello teorico di riferimento dei corsi on line dell’Università della Valle d’Aosta, noto come “Knowledge Building Community” (KBC da qui in avanti), ideato da Carl Bereiter e Marlene Scardamalia dell’Università di Toronto(Bereiter e Scardamalia, 1999; 2006), sia stato implementato nei termini di una“Comunità di ricerca blended” (Cacciamani, Luciani, Gruppo KF, 2007). Il termine blended, in questo contesto, sta ad indicare la combinazione di attività che si svolgono a distanza ed in presenza (Mason & Rennie, 2006). Tale riflessione è articolata da diversi attori che hanno offerto un contributo sostanziale a tale azione di implementazione e di studio. Un primo punto di vista è espresso da chi scrive, attraverso un’analisi di come sia possibile progettare un corso on line secondo i principi della KBC. La descrizione dell’ambiente KF e delle sue connessioni con il modello teorico di riferimento viene presentata, in collaborazione con il sottoscritto, da Alessandra Coscarelli. Un ulteriore contributo di riflessione è offerto sulla figura del tutor on line in tale modello, da Mariella Luciani, che ha assunto tale ruolo in questi anni, sia nei corsi rivolti agli studenti, sia nei corsi di formazione per tutor previsti dal già citato Piano. Una riflessione a posteriori, sul modello teorico “sperimentato” attraverso il corso, viene condotta dal punto di vista dei partecipanti da parte di Daniela Bredy, una delle studentesse che hanno partecipato al seminario di studio. Segue un contributo di un’altra studentessa del gruppo KF, Anna Barmasse, che indica come sia possibile proporre agli studenti di un corso on line il valutare la conoscenza elaborata e contenuta nei messaggi del forum. Infine il contributo di Tiziana Ferrini, sempre del gruppo KF, che presenta l’utilizzo della Social Network Analysis per analizzare i livelli di partecipazione degli studenti ad un corso on line.
A partire dall’analisi dell’esperienza di questi anni ci sembra possibile, oltre che opportuno, delineare una serie di prospettive di sviluppo per la formazione on line. Una prima linea di riflessione riguarda le condizioni organizzative per il consolidamento dell’E-learning in ambito accademico, che devono poter coniugare l’azione formativa e la ricerca sull’efficacia di tale azione. Occorre costruire un vero e proprio sistema, coordinato da un Centro di Ateneo per l’E-learning, che raccordi tra loro diverse componenti: un’area di servizi informatici per la gestione della tecnologia, un’area per la formazione continua dei docenti e dei tutor, un’area di consulenza a docenti e tutor per la progettazione, gestione e valutazione dei corsi, un’area per i servizi amministrativi, un’area per la valutazione esterna dei corsi on line e un’area per la ricerca (Ligorio, Cacciamani, Cesareni, 2006). Il Centro è naturalmente soggetto di sintesi e di coordinamento dei vari servizi ed individua, gestisce e valuta le linee di sviluppo della formazione on line attraverso piani di lavoro almeno biennali.
L’attività di indagine condotta in questi anni sul modello della KBC nella formazione on line (Cacciamani, Luciani, Gruppo KF, 2007) conduce ad un’ulteriore convinzione: il potenziale fortemente innovativo dell’E-learning riguarda proprio l’idea di proporre a docenti e studenti lavorare insieme in una comunità di ricerca, abbandonando i primi, l’uso di modelli “trasmissivi” di insegnamento, ed i secondi, la visione di un apprendimento sostanzialmente “ricettivo”. Ciò può avvenire grazie al supporto che le tecnologie possono offrire nel sostenere un’ attività di indagine collaborativa della comunità, mediata dalla discussione sui temi oggetto di studio dei programmi accademici.

Note
(1) L’Università deli studi della Valle d’Aosta è stata istituita nel 2000.

Riferimenti bibliografici
Cacciamani, S. Luciani, M. e Gruppo KF (2007). Una Knowledge Building Community nella formazione universitaria on line. Brescia: Polimetrica.
Ligorio, M.B., Cacciamani, S. e Cesareni, D.(2006). Blended Learning. Roma: Carocci.
Mason, R. & Rennie F. (2006). Elearning. The key Concepts. Routledge: London and New York.
Scardamalia M. & Bereiter C. (1999). Schools as knowledge-building organizations. In D. Keating & C. Hertzman (eds.), Today’s children, tomorrow’s society: The developmental Health and Wealth of Nations, ( pp. 274-289). Guilford, New York.
Scardamalia M. e Bereiter C. (2006). Knowledge Building: Theory, Pedagogy and Technology. In Sawyer K. (eds.), Cambridge handbook of the Learning Sciences,( pp. 97-115). University Press, Cambridge, Cambridge.


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