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Editoriale

1 ottobre 2008 | di Renza Cerri, Università di Genova
Il laboratorio on line di progettazione educativa: la formazione degli educatori e le potenzialità della rete

Nel quadro sempre più problematico della didattica universitaria è facile correre il rischio di compiere scelte sull’onda del “bisogno” (di produrre crediti, di creare opportunità per gli studenti lavoratori, di tenere bassi i costi, di impiantare attività a valenza multipla, ecc.). L’impiego della formazione on line può ricadere sotto questa cattiva stella. In tal caso essa potrebbe risultare scarsamente qualificata proprio perché originata in funzione di obiettivi che non le sono propri.

L’esperienza di cui si occupa questo numero nasce indubbiamente da una rilevazione anche di quei bisogni, ma non quale diretta risposta ad essi. Piuttosto la didattica in questo caso si è fatta interpellare dalle esigenze strutturali nuove e cogenti e ha approntato un dispositivo che potesse perseguire una serie di obiettivi in parte “tradizionali” e in parte originali.
Innanzitutto l’idea di laboratorio: luogo dove si “traffica”, si lavora e si produce in prima persona, si mette al centro un “oggetto” e intorno ad esso si elaborano saperi, competenze, pratiche, riflessioni.
Il laboratorio è il luogo fisico del fare insieme. La rete è luogo virtuale delle interazioni “in assenza”.
Eppure il laboratorio in rete si caratterizza per una sostanziale implementazione del “fare” e dell’ “interagire” significativamente.
Il laboratorio on line apre spazi importanti alle dinamiche intersoggettive di tipo cooperativo, spazi e stili quali difficilmente si riescono a sperimentare in presenza, in virtù del modello comunicativo che lo sostanzia.
La strutturazione organica delle procedure sostiene la strutturazione della pratica e della riflessione cooperative, ma nello stesso tempo sono proprio le dinamiche cooperative in rete a riverberarsi sulla struttura fino a modificarla in itinere. Una prima annotazione pertanto ci induce a sottolineare l’autogeneratività di questa forma didattica.
Il secondo luogo, al di là del raggiungimento degli obiettivi cognitivi e di competenza prefissati, in ordine alla progettazione di ambienti e situazioni educative in molteplici contesti, si è dimostrato rilevante, proprio sul piano della formazione, il percorso di socializzazione professionale (o professionalizzante) che è andato realizzandosi. La dimensione virtuale della rete in questo caso sembra avere implementato la percezione del sé professionale, anch’esso virtuale, al momento. Dall’incontro di due virtualità scaturisce, paradossalmente, una profonda dinamica di realtà. Non solo, ma il numero delle interazioni, la loro tipologia, il copione che si costruisce via via, orientano ad una riflessività condivisa e ad uno stile progettuale cooperativo che con metodologie tradizionali sarebbero stati difficilmente raggiungibili in intervalli di tempo analoghi.
I contributi che seguono scaturiscono dalla prima esperienza di laboratorio on line svoltasi nello scorso anno accademico. Ne sono seguite altre due i cui esiti, ancora in fase di analisi, sembrano confermare gli elementi positivi qui annotati. Passare anche con gli studenti ad un ulteriore livello di metacognizione e metariflessione pare doveroso quanto scontato. Su questa linea potrebbe trasformarsi il laboratorio, in logica sequenza con quanto annotato nei contributi che seguono, stesi dalle conduttrici del laboratorio, ricercatrici del GRED che collaborano alle attività della cattedra di Didattica generale della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.
Nel primo (Prosocialità e formazione universitaria degli educatori. Suggestioni didattiche a partire da un’esperienza di formazione maieutica e cooperativa on line, realizzata presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova) Anna Maria Repetto ripercorre le caratteristiche e lo sviluppo del laboratorio, mettendone in evidenza la dimensione prosociale e sottolineando il ruolo dell’ imprevedibilità emersa dalle dinamiche didattiche.
Nel secondo (Netiquette e Patto Formativo: due possibili alleati?) Marina Fasce delinea il ruolo della netiquette come elemento imprescindibile nella gestione dei processi cognitivi e di socializzazione del laboratorio.
Di seguito Paola Baroni (Cooperazione e apprendimento on line) compie un’analisi approfondita delle dinamiche cooperative realizzate tra gli studenti e imposta una lettura delle stesse, in prospettiva di competenze professionali ed umane, favorite dalla specifica strutturazione strumentale del laboratorio.
Il contributo di Roberta Ferrarini (Narrazione e costruzione democratica del sapere nel cyberspazio) analizza le dinamiche intersoggettive che si instaurano nello spazio virtuale, mettendo in gioco la persona, il suo narrarsi e il proprio essere nel mondo e dischiudendo una prospettiva transculturale, aperta al riconoscimento delle eterogeneità.
Infine Simona Modica (L’educatore nella rete. Evoluzione delle competenze dell’educatore nei contesti di progettazione di rete simulata in ambiente virtuale) mette in evidenza come le peculiarità dell’educatore possono essere promosse e sperimentate nella rete, intesa sia nella sua virtualità che nell’opportunità che essa offre di interscambio e condivisione di pratiche nel contesto socioeducativo.


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