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Editoriale

1 dicembre 2008 | di Bianca Maria Grassilli
E-learning in sanità
 

Affrontare l’argomento formazione in ambito sanitario evoca, prima ancora che le tipologie di intervento finalizzato al raggiungimento dello scopo, il concetto di professionalità.

La professionalità di un operatore della Sanità viene usualmente riassunta dal possesso di tre caratteristiche fondamentali: > conoscenze teoriche aggiornate (il sapere); > abilità tecniche o manuali (il fare); > capacità comunicative e relazionali (l’essere).

La formazione che ne consegue si concretizza in un approccio di tipo olistico alla professione, intersecandosi materialmente con il rapido e continuo sviluppo della medicina e, in generale, con l’accrescersi delle innovazioni sia tecnologiche che organizzative. Tali variabili rendono sempre più difficile al singolo operatore mantenere le tre caratteristiche al massimo livello così che “l’aggiornamento versus la competenza” diventa parte essenziale e logica conseguenza di un processo di formazione continuo. A questo scopo sono nati i programmi di Educazione Continua in Medicina (E.C.M.): insieme organizzato e controllato di attività formative, sia teoriche che pratiche, promosse da Società Scientifiche, da Società Professionali, da Aziende Ospedaliere o da Strutture specificamente dedicate alla Formazione in campo sanitario. Lo scopo è mantenere elevata ed al passo con i tempi la professionalità degli operatori della Sanità. Si spazia da interventi di formazione residenziale (Congressi, Seminari, Convegni, Corsi, Stages) a sporadiche attività formative a distanza (FAD), inserendo nel mezzo interventi denominati “formazione on the job”, volti cioè a raccordare la professionalità del lavoratore alle esigenze collegate all’espletamento della mansione in contesti produttivi/organizzativi. La panoramica proposta a livello nazionale ed internazionale, se da un lato rende deducibili le implicite difficoltà logistico-temporali che l’operatore sanitario deve risolvere per adempiere al bisogno anche etico di formazione (il Codice Deontologico, pur con il suo carattere extragiuridico, impegna i diversi operatori al rispetto di quanto stilato all’interno del documento di categoria), dall’altro, si rifà espressamente ai Paradigmi nell’Apprendimento degli Operatori Sanitari (Muir Gray, 2001) dove il lifelong learning e l’esigenza di forme integrate di formazione rappresentano la risposta adeguata al concetto di professionalità. I contributi che seguono si inseriscono in questo panorama, dove il ruolo dell’operatore sanitario, quale fruitore dell’evento, diventa centrale per l’analisi e la rilevazione dei bisogni formativi procedendo in una valutazione delle percezioni di adeguatezza, efficienza ed efficacia delle tipologie di formazione in uso in ambito sanitario. Non essendovi molta letteratura a riguardo, gli studi optano per metodologie che prevedono analisi di tipo qualitativo e non quantitativo (Greenbaum, 1998) perché tale scelta consente l’attuazione di un percorso metacognitivo/autoriflessivo sulla realtà percepita e sperimentata. I lavori che seguono sono motivati dall’analisi delle offerte formative in uso nelle strutture sanitarie del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, dove uno spazio esiguo è lasciato alla FAD, mentre l’e-learning è pressoché inutilizzato. Si cerca di comprendere se l’assenza di una cultura di formazione in rete è data da mancata conoscenza di base sulle potenzialità formative della stessa o se è determinata da resistenze di altra natura. In particolare il primo contributo (E-learning e Sanità: riflessioni alla ricerca di nuovi significati) e il secondo (Modelli formativi in sanità: quali strumenti per la formazione e l’aggiornamento?) danno un quadro orientativo sul bisogno formativo, sulla percezione di tale bisogno e sul soddisfacimento dello stesso. Nel terzo (La formazione in ambito sanitario: analisi di una realtà aziendale del friuli venezia giulia) si delinea uno studio che vede nell’operatore sanitario il principale fruitore dell’evento formativo, per il quale diventa dunque centrale l’analisi e la rilevazione dei bisogni e la percezione di adeguatezza, efficienza ed efficacia delle tipologie di formazione in uso in ambito sanitario e la sensibilizzazione degli operatori sanitari coinvolti nello studio verso la sperimentazione online di Comunità di Pratica. Il quarto contributo (Educazione continua in medicina: fase due, formazione a distanza, nuova cultura formativa per nuovi orizzonti. sperimentazione fvg) fa riferimento ad un progetto di sensibilizzazione verso la formazione a distanza promosso dall’Azienda Ospedaliero_Universitaria “Ospedali Riuniti di Trieste” in collaborazione con l’ Università di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione dove ci si è trovati a riflettere su quali mediazioni di significato sono necessarie per rendere appetibile la formazione a distanza. Focus della realizzazione del corso di formazione è stato il definire cosa si intende per cultura formativa in un’accezione che da accademica trasla in contesti operativi, rendendosi riconoscibile e fruibile. Infine il quinto contributo (Creare una comunità di pratica tra gli operatori di un’unità operativa di geriatria) si pone l’ obiettivo di verificare se, attraverso la realizzazione di una Comunità di Pratica online in un “microambiente sanitario”, esista la possibilità di ottimizzare alcune procedure e/o prassi operative.



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