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Knowledge Forum: un ambiente on line per la formazione universitaria

21 marzo 2008 | Alessandra Coscarelli e Stefano Cacciamani
Knowledge Forum, (KF da qui in avanti) è un ambiente di collaborazione on line creato per supportare il lavoro di una comunità che opera in modalità blended (Ligorio, Cacciamani e Cesareni, 2006), ovvero integrando attività a distanza ed in presenza. Le sue origini risalgono al 1983, quando il gruppo di ricerca dell’Università di Toronto coordinato da Carl Bereiter e Marlene Scardamalia mise a punto un primo prototipo di ambiente on line, che all’epoca si chiamava CSILE (Computer Supported Intentional Learning Environment), e lo sperimentò in un corso universitario (Scardamalia, 2003).
KF è stato scelto dall’Università della Valle d’Aosta sulla base di due criteri principali: in primo luogo perché in grado di supportare corsi on line in un contesto bi-plurilingue (italiano e francese) mediante la possibilità di avere a disposizione i comandi dell’ambiente in francese o inglese (e nell’ultima versione in altre 10 lingue), in secondo luogo in quanto sviluppato incorporando nella tecnologia i principi del modello teorico della Knowledge Building Community (Scardamalia e Bereiter, 2006). L’ambiente ha sia una versione basic (usata presso l’Università della Valle d’Aosta), in cui gli scambi comunicativi vengono mostrati mediante una struttura “ad albero” (fig. 1), sia una versione enhanced, in cui i messaggi vengono rappresentati attraverso una struttura reticolare (fig. 2). Esso consta di un database comune, installato su un server, a cui gli utenti possono accedere dai propri computer. Nel database gli utenti possono produrre delle note (testi scritti a cui possono essere aggiunti grafici o immagini) rappresentate da piccole icone che compaiono sullo schermo (i piccoli quadrati rossi in fig.1 e 2). Per aprirle è sufficiente cliccarvi sopra ed accedere quindi alla finestra che contiene il testo del messaggio (la finestra dal contorno azzurro in figura 1 e dal grigio in fig. 2).

Fig. 1: Una schermata del computer con Knowledge Forum : la versione basic

Fig. 2: Una schermata del computer con Knowledge Forum : la versione enhanced
Ogni membro della comunità, dopo aver ottenuto l’accesso dal docente del corso, può collegarsi al database, leggere le note degli altri ed inserire a sua volta note che egli stesso potrà modificare più volte nel corso del tempo: tale caratteristica consente di effettuare una progressiva rielaborazione delle idee in discussione. Ad ogni collegamento con il database, l’autore sarà in grado d’identificare le nuove note inserite nel frattempo da altri, poiché risulteranno evidenziate da un colore diverso (azzurro) rispetto a quelle già lette (rosso), nonché di rilevare le note che hanno avuto successive rielaborazioni, in quanto anch’esse connotate dal colore blu.
L’autore ha la possibilità di effettuare anche citazioni di altre note o evidenziare delle parole chiave nel proprio testo: la propria nota, in tal modo, sarà facilmente individuabile attraverso uno strumento di ricerca, che permetterà quindi una lettura per argomenti dell’intero data base. Le note possono anche essere collegate le une alle altre con dei link. In questo caso, esse vengono definite con il termine “build-on” (letteralmente “costruire su”), ad indicare che esse rappresentano degli sviluppi dell’attività di costruzione di conoscenza. In genere ciò accade se l’autore ritiene che la nota che sta scrivendo possa avere delle connessioni con quella a cui si sta collegando e che essa rappresenti un ulteriore sviluppo delle idee sul tema in discussione. In tal caso, i legami sono evidenziati da linee grigie tra le note (nella versione enhanced) o dalla disposizione che si sposta via via verso destra sullo schermo, convenzionalmente definita, come già anticipato, “ad albero” (nella versione basic).
Per facilitare la discussione sono inoltre presenti delle strutture linguistiche predefinite di supporto alla scrittura- i Thinking Types (o etichette del pensiero)- che hanno la funzione di Scaffolds (letteralmente “impalcature”). Essi sono rappresentati da particolari etichette gialle, che consentono all’apertura della nota di comprendere immediatamente la natura del contenuto. Ad esempio, l’obiettivo del contributo dell’autore può essere quello di segnalare un problema che vuole approfondire, oppure aggiungere nuove informazioni o, ancora, indicare una nuova elaborazione del problema. I Thinking Types possono essere utilizzati in modo flessibile all’interno del testo della nota e l’autore può decidere se inserirne più di uno e in quale punto del testo collocarli. Queste strutture linguistiche facilitano la discussione tra i partecipanti creando categorie comuni di costruzione del discorso. Nella tabella 1 sono riportati i Thinking Types appartenenti al gruppo “Theory Building” utilizzati nelle discussioni dei corsi on line dell’Università della Valle d’Aosta, con la funzione di orientare gli studenti nello schema epistemologico per l’attività di indagine (si veda l’articolo sulla progettazione dei corsi on line): definizione di un problema, formulazione di ipotesi, ricerca di informazioni, condivisione ed analisi delle informazioni trovate, sintesi delle risposte elaborate che rappresenti lo stato di avanzamento della conoscenza sul problema oggetto di studio.
Thinking Types
Descrizione
I Need To Understand (Ho bisogno di capire)
È usato, generalmente, per porre una domanda su un aspetto del problema d’indagine o per segnalare la necessità di sviluppare una conoscenza più approfondita
My Theory (La mia teoria)
È utilizzato per formulare una propria spiegazione al problema
New Information (Nuova informazione)
Di solito, è impiegato quando vengono individuate nuove informazioni sul problema e si intende metterle a disposizione della comunità
This Theory cannot explain (Questa teoria non può spiegare)
È utilizzato quando l’autore intende rivolgere un’obiezione ad un’idea elaborata da un altro membro della comunità
A better Theory (Una migliore teoria)
È utilizzato quando si intende procedere ad una formulazione ulteriore rispetto alle idee elaborate in precedenza
Tabella 1: Descrizione dei Thinking Types del gruppo “Theory Building”
Gli argomenti, oggetto dell’indagine della comunità, possono essere opportunamente organizzati in differenti spazi di discussione chiamate Views (“prospettive”), cliccando sulle quali si accede alle note in esse contenute. Le views possono essere create dai partecipanti autorizzati e collegate tra loro.
Uno speciale tipo di nota evidenziata nello schermo da una particolare icona, è il Riseabove. Il Riseabove consente di sintetizzare i punti di arrivo intermedi o finali raggiunti da una comunità di ricerca nel processo di costruzione di conoscenza e di evidenziare le nuove idee emerse nella discussione di gruppo come avanzamenti della conoscenza comune riconosciuti da tutti i membri.
Le indicazioni espresse dagli studenti attraverso i questionari di fine corso sulla frequenza d’uso di KF, l’effettivo rispetto degli standard di partecipazione richiesti (scrittura di due note per modulo) nonché la lettura nella maggior parte dei casi di almeno il 75% dei messaggi prodotti dai partecipanti, non segnalano problemi di accessibilità o di usabilità dell’ambiente.
Per analizzare l’attività on line, KF mette a disposizione un apposito strumento, Analytic Toolkit (ATK), che elabora i dati ottenuti dal tracciamento dell’attività nell’ambiente. ATK è un software che consente di analizzare l’attività svolta da ciascun partecipante nel database sulla base di parametri di tipo quantitativo: numero di note scritte, build-on costruiti, numero di letture effettuate, ecc. Tale strumento traduce in termini operativi il principio della “valutazione trasformativa distribuita” (Embedded, and transformative assessment) previsto nel modello della KBC (Scardamalia, 2003): ogni partecipante è in grado di valutare l’attività di costruzione di conoscenza della comunità ed il proprio contributo in essa offerto.
Un esempio dei dati raccolti con ATK è rappresentato nella tabella 2
Tabella 2: Attività svolta in un corso on line

La tabella 2 mostra l’attività di ogni partecipante ad un corso on line, esaminata in un arco di tempo definito (nel nostro caso dal 6 febbraio al 15 luglio 2003) rispetto ad alcuni indicatori che esprimono:
- il livello di produttività, in termini di note create;
- il livello di collaborazione, attraverso la percentuale di note linkate ad altre note;
- la continuità nell’attività, in termini di numero di view (corrispondenti ai moduli on line) a cuilo studente ha partecipato;
- il livello di appropriazione delle idee della comunità, attraverso la percentuale di note lette;
- il livello di rielaborazione delle idee, attraverso il numero di revisioni a cui lo studente ha sottoposto i propri messaggi (riaprendoli in modalità scrittura).
Vengono altresì calcolate, per ogni categoria, degli indicatori di tendenza centrale (la media) e di dispersione (la deviazione standard) che consentono di effettuare una valutazione complessiva del livello di partecipazione nel corso realizzato dai partecipanti. ATK permette anche di creare dei sociogrammi attraverso cui è possibile descrivere gli scambi comunicativi identificando chi ha risposto alla nota di un determinato autore e chi ha letto le note di un partecipante dato, elementi informativi che possono essere analizzati mediante la Social Network Analysis (Mazzoni, 2005) per studiare le caratteristiche sociometriche dell’interazione on line. Un esempio delle analisi possibili attraverso questo strumento è offerto dall’articolo di Tiziana Ferrini nel presente numero di Form@re.
KF ed ATK rappresentano quindi gli strumenti tecnologici fondamentali che hanno permesso di implementare la formazione on line presso l’Università della Valle d’Aosta e di avviare uno studio dell’interazione nell’ambiente per esaminare la partecipazione degli studenti all’interno dei corsi on line.

Riferimenti bibliografici
Ligorio, M.B., Cacciamani, S. e Cesareni, D.(2006). Blended Learning. Roma: Carocci.
Mazzoni, E. (2005). La Social Network Analysis a supporto delle interazioni nelle comunità virtuali per la costruzione di conoscenza. Tecnologie Didattiche XXXV (2), 54-63
Scardamalia M. e Bereiter C. (2006). Knowledge Building: Theory, Pedagogy and Technology. In Sawyer K. (eds.), Cambridge handbook of the Learning Sciences (pp. 97-115). Cambridge: Cambridge University Press.
Scardamalia, M. (2003a). Knowledge Forum (Advances beyond CSILE). Journal of Distance Education, 17 (Suppl. 3, Learning Technology Innovation in Canada), 23-28.
Scardamalia, M. (2003b). Going beyond best practice: Knowledge building principles and indicators. Paper presented at Summer Institute-University of Toronto.


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