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Le partecipanti riflettono sul modello formativo

21 marzo 2008 | di Daniela Bredy, Gruppo KF

L’attività di indagine avviata durante il seminario che è seguito al corso on line di Psicologia dello sviluppo ha consentito alle partecipanti di riflettere sul modello teorico su cui il corso è stato costruito, la Knowledge Building Community (KBC da qui in avanti) (Scardamalia e Bereiter, 1999; 2007; Cacciamani, 2002).
Tale riflessione ha consentito di mettere a fuoco innanzi tutto che la KBC non è un’entità astratta ma è composta da individui portatori di conoscenze, competenze ed esperienze che, opportunamente valorizzate, possono permettere la costruzione di un patrimonio comune che può essere capitalizzato ed accresciuto ulteriormente durante l’attività formativa.. Questo modo di interagire e di affrontare lo studio è il risultato di un percorso di apprendimento e di crescita durante il quale il modello teorico della KBC è stato scoperto dalle partecipanti per via induttiva, partendo dall’esperienza stessa dello scrivere e del partecipare al forum.
Occorre innanzi tutto sottolineare che all’inizio del corso, i partecipanti sono portatori non solo di esperienze ma anche di stereotipi e/o pregiudizi, rappresentazioni più o meno consapevoli, che costituiscono un modello interno di apprendimento. Sono inoltre portatori di una visione di se stessi e delle proprie potenzialità rispetto al compito che li aspetta, del proprio rapporto con la scrittura e con il mezzo tecnologico. Per quanto mi riguarda tengo sempre a precisare che quando ho cominciato il corso sapevo usare un programma di videoscrittura, ma il computer e soprattutto la rete erano per me quasi delle “entità aliene”, nel senso che non ero abituata ad utilizzare questo “medium” e nutrivo molti dubbi sull’efficacia di un corso on line. Come è facile intuire, mi sono ricreduta ed ho cominciato a manifestare curiosità per l’esplorazione dell’ambiente virtuale, scoprendone nuove possibilità. In generale l’abbattimento dei pregiudizi e delle visioni stereotipate iniziali, avvenuta durante il corso on line, ha permesso a tutti i partecipanti di transitare dalla prospettiva del “Mondo 2” o della conoscenza come insieme di rappresentazioni che esistono nella mente degli individui, al “Mondo 3” ovvero della conoscenza come sistema di idee condiviso tra diverse persone, contenuta cioè in ogni cultura e manipolabile nella comunità sociale (Popper, 1972).
In che modo è avvenuto questo cambiamento? A mio parere il fattore – clima relazionale è stato fondamentale: secondo le teorie di Moss (1979) il clima in una classe, o in un gruppo che apprende, è dato da due dimensioni interdipendenti: l’organizzazione degli obiettivi e il “calore” sperimentato nelle relazioni. In una KBC queste dimensioni si distribuiscono gradatamente in tutto il gruppo, e nel nostro caso si sono rese visibili anche attraverso la strutturazione di un codice interno, una sorta di “gergo” in cui le persone potevano darsi dei soprannomi, inventare neologismi facendo riferimento a caratteristiche dei compagni di corso o riadattando termini che richiamano concetti teorici; ad esempio l’invenzione del verbo “scaffoldare”, utilizzato per indicare che un partecipante forniva un sostegno (cognitivo ma anche affettivo, in termini di incoraggiamento) ad un altro partecipante.
Inoltre la formazione di un sistema di feedback interno al gruppo rispetto alle idee espresse attraverso la scrittura (il principio di “valutazione trasformativa distribuita” nel modello di Bereiter e Scardamalia), consentita dalla libertà esplorativa e dall’Attivazione Epistemica, ha favorito negli studenti quel senso di gratificazione (talvolta perfino estetica) che può accompagnare il veder crescere un’idea, lo svilupparsi di una teoria, dando così “vita e vivacità” al principio della “migliorabilità delle idee” (un altro principio del modello). Queste dinamiche mi hanno richiamato alla mente la “motivazione di effectance” elaborata da White (1959) negli anni’60 e ripresa dalla Harter (1979) negli anni’70. Secondo questa teoria il bambino piccolo grazie al comportamento esplorativo, che lo aiuta ad acquisire un senso di padronanza sull’ambiente, ricava gratificazioni fino a crearsi un sistema di autosupporto che lo motiva ai comportamenti di padronanza nei confronti del suo ambiente di vita.
L’orientamento verso la padronanza in una comunità di apprendimento virtuale può a mio parere favorire la genesi della motivazione intrinseca, perché il gruppo è rivolto a cercare strategie per risolvere problemi e difficoltà, individuando in ogni componente della comunità specifiche competenze: il citarsi a vicenda, il valorizzare gli interventi altrui, il riferirsi al “noi” (abbiamo fatto un buon lavoro) rappresentano passaggi che contribuiscono alla costruzione nel gruppo di un senso di comunità in cui i partecipanti imparano a ricavare gratificazioni dall’apprendimento in sé.
Inoltre il chiamarsi in causa tra partecipanti, riconoscendosi reciprocamente specifiche competenze, era favorito dal fatto che i componenti del gruppo erano tutti studenti con esperienze professionali che talvolta venivano presentate attraverso Knowledge Forum alla comunità in forma di problema. In questo modo tutti contribuivano all’avanzamento simmetrico della conoscenza, in un’ottica di democratizzazione e tale avanzamento era proprio permesso dal fatto di affrontare problemi reali per poi ricondurli a dimensioni teoriche.
Durante lo sviluppo del corso on line sono anche emerse strategie di collaborazione che hanno permesso di modificare gli atteggiamenti nei confronti della scrittura, l’uso della scrittura per organizzare il pensiero, il passare da modalità di composizione del testo scritto di tipo “knowledge telling” (scrivo raccontando tutto ciò che so su un argomento) a modalità di tipo “knowledge transforming” (trasformo la conoscenza per raggiungere un obiettivo comunicativo complesso) (Bereiter & Scardamalia, 1987). Vanno anche sottolineati i cambiamenti di prospettiva attivati in seguito alla partecipazione al corso online, che ci hanno permesso (anche grazie ad appositi spazi di riflessione metacognitiva) di analizzare le strategie di studio e di operare dei transfer di competenze dalla vita professionale all’ambito universitario, dal corso online ad altre materie di studio.
Riesaminando il percorso realizzato nel corso on line è possibile affermare che si è trattato di una sfida stimolante, perché proprio dalla KBC ho imparato ad apprezzare i problemi difficili da affrontare.

Riferimenti bibliografici
Bereiter, C. & Scardamalia, M. (1987). Psicologia della composizione scritta. Firenze: Giunti.
Cacciamani, S. (2002). Psicologia per l’insegnamento. Roma: Carocci.
Harter, S.(1978). Effectance motivation reconsidered: Toward a developmental model. Human Development, 21, 34-64.
Moos, R.H. (1979). Evaluating educational environments. San Francisco: Jossey-Bass.
Popper, K. R. (1972). Objective knowledge: An evolutionary approach. Oxford: Clarendon Press. Scardamalia M. & Bereiter C. (1999). Schools as knowledge-building organizations. In D. Keating & C. Hertzman (eds.), Today’s children, tomorrow’s society: The developmental Health and Wealth of Nations, (pp. 274-289). Guilford, New York.
Scardamalia M. e Bereiter C. (2006). Knowledge Building: Theory, Pedagogy and Technology. In Sawyer K. (eds.), Cambridge handbook of the Learning Sciences, (pp. 97-115). University Press, Cambridge, Cambridge.
White, R.H. (1959). Motivation reconsidered: The concept of competence. Psychological Review, 66, 297-333


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