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Le partecipanti valutano la conoscenza prodotta

21 marzo 2008 | di Anna Barmasse, Gruppo KF

Nell’ambito del seminario realizzato dal gruppo KF si è deciso di procedere alla costruzione di un “portfolio” della comunità, contenente note (messaggi) significative elaborate durante il corso on line di Psicologia dello Sviluppo (Cacciamani, Luciani, Gruppo KF, 2007). Le questioni preliminari da porsi, nel momento in cui si decide di costruire un portfolio sono due: a chi è rivolto? Qual è il suo scopo? (Wiggins, 1998). L’idea su cui ci si è orientati era quella di lasciare a disposizione dei futuri studenti che si fossero trovati ad utilizzare Knowledge Forum nel successivo corso on line della stessa disciplina, un “patrimonio” relativo alla conoscenza elaborata dalla precedente comunità, allo stesso tempo “specchio” autoriflessivo per il gruppo che lo costruisce e mappa della conoscenza elaborata per i futuri consultatori (Diez, 1994). Nel presente articolo ricostruiremo pertanto le tappe che hanno consentito la costruzione di tale strumento. La definizione di “portfolio” a cui si fa riferimento è quella proposta da Varisco (2004): nella letteratura pedagogica esso è considerato come lo strumento che documenta il livello di competenza raggiunto da un individuo in un certo ambito, attraverso i prodotti da lui realizzati. Esso nasce come strumento di lavoro nell’ambito dell’arte visiva, come “cartella” in cui un artista raccoglie i prodotti migliori del proprio lavoro, quelli da lui ritenuti più significativi, in quanto testimonianze del suo itinerario professionale. Il portfolio quindi è intimamente legato: a) ad un’effettiva produzione di qualcosa; b) all’individuazione e selezione di momenti di crescita progettuale o professionale; c) al confronto di quel che si fa con standard condivisi dalla specifica comunità d’appartenenza, ma anche con quello che si può definire uno “standard di produzione personale” di cui, con il tempo, l’autore diviene sempre più consapevole, e che viene chiaramente esplicitato agli altri (colleghi, critici, studenti, insegnanti), per ricevere da loro accettazione e/o consenso; d) all’esibizione, a sé e agli altri, di ciò che si è realmente riusciti a fare, nel tempo, in modo soddisfacente o comunque significativo per il proprio sviluppo personale e la presentazione di sé (come professionisti o studenti); e) ad bilancio di competenze, mai definitivo, ma sempre provvisorio e progettuale.
La decisione di costruire il portfolio ha posto in evidenza un problema principale: come scegliere le note adatte allo scopo? Ovvero: quali criteri adottare nella selezione delle note? La selezione di criteri che fossero condivisi dal gruppo e utilizzabili in maniera uniforme da tutti gli eventuali valutatori ha richiesto tempo e discussioni sia on line che in presenza.
E’ stata così creata una view in Knowledge Forum denominata “note significative” in cui inserire le sintesi degli incontri in presenza dedicati a questo argomento nonché discutere sugli elementi su cui basare la scelta. I primi criteri presi in considerazione per definire una nota come “significativa hanno riguardato la presenza:
• di concetti significativi della disciplina, ritenuti importanti per chi affronta lo studio per la prima volta, rispetto al tema di ciascun modulo del corso on line;
• di esempi, concreti, in quanto consentono una traduzione operativa e contestualizzata di un concetto teorico in situazioni reali;
• di un linguaggio “simpatico”, ovvero in grado di motivare i partecipanti del forum alla lettura.

Il gruppo è poi tornato sulla definizione di “linguaggio simpatico” declinandolo in:
• linguaggio connotato affettivamente, o con espressioni che veicolano l’affettività;
• presenza di espressioni di natura umoristica;
• presenza di domande e richieste di pareri, o esposizione di problemi.

Sulla base di questa ridefinizione si è proceduto ad identificare, per la categoria “comunicazione coinvolgente” dei veri e propri indicatori testuali con delle articolazioni:
• C1: indicatori di tipo affettivo: a-presenza di connotazioni a valenza emotiva; b-presenza di espressioni di natura umoristica
• C2: indicatori relativi all’attivazione di una comunicazione con gli altri: c-richieste dirette al gruppo (pareri – conferme – spiegazioni); d-conclusione in cui si richiede l’intervento altrui in modo esplicito;
• C3: indicatori relativi alla risposta alla comunicazione altrui: e-messaggio che “risponde” a richieste altrui; f-messaggio che raccoglie richieste implicite o esplicite.

Un ulteriore passo è stato fatto nella direzione di individuare non solo i concetti ritenuti importanti nel messaggio, ma anche il modo in cui l’autore li esprime, nonché la loro comprensibilità e chiarezza per il lettore. Ancora, sono stati identificati alcuni criteri per valutare l’“autosufficienza comunicativa” delle note: ci siamo infatti rese conto che accanto a note che esprimevano concetti chiari e precisi, ce n’erano delle altre ugualmente importanti, con funzione di “ponte” tra due note; queste non potevano tuttavia essere comprese nel loro significato se non collegandole fra loro ed inserendole nel filo del discorso. L’autosufficienza comunicativa poteva perciò essere una caratteristica importante nella scelta delle note da inserire nel portfolio.
Un ulteriore sviluppo dello schema ha condotto ad una sistematizzazione in vista di un utilizzo operativo e ad un bilanciamento delle tre dimensioni: la dimensione della comunicazione efficace rischiava, come già anticipato, di essere prevalente ed è stata ristrutturata in modo più equilibrato rispetto alle altre due: ogni dimensione è stata quindi articolata in due indicatori. Lo schema di valutazione dell’efficacia delle note che ne deriva tende quindi a rilevare la presenza di:
• A) Concetti significativi:
A1) sono presenti concetti rilevanti inerenti la disciplina
A2) sono comunicati in maniera da consentire la comprensione da parte del lettore
• B) Esempi applicativi
B1) sono presenti esempi applicativi pertinenti ai concetti citati
B2) gli esempi sono presentati in maniera da favorire la comprensione da parte del lettore
• C) Comunicazione coinvolgente
C1) La comunicazione ha una connotazione affettiva (ad es. presenza di espressioni a valenza emotiva o di natura umoristica)
C2) la comunicazione attiva un’interazione (ad es. risponde ad altri interventi o richiede una risposta da altri)
Il passaggio successivo è stato di stabilire se fosse più opportuna una valutazione per ogni indicatore di tipo dicotomico (si/no, presente/assente) o su una scala ordinale (molto, abbastanza, poco, nulla). Si è optato per la prima ipotesi per cercare di limitare i fattori di interpretazione soggettiva nella valutazione. A questo punto la versione finale dello schema di valutazione era pronta; perciò siamo passati alla fase di applicazione. Sono state costituite due coppie di “referee” cioè due giudici indipendenti che dovevano valutare le note utilizzando lo schema di riferimento creato. Ciascuna coppia ha esaminato 10 note estratte dal forum, per un totale di 20, 4 per ognuno dei 5 moduli del corso on line. Le note con i relativi commenti venivano poi inserite dalle coppie nel forum e quindi discusse durante un incontro in presenza. Le note erano selezionate dal docente in base alla loro già citata “autosufficienza comunicativa”. Per ogni modulo è stata quindi scelta una sola nota, come parte del portfolio: quella che riceveva il punteggio medio più alto nel giudizio dei valutatori. Naturalmente la componente soggettiva, in tale processo, non è totalmente eliminabile perciò sono comunque emerse alcune differenze nelle valutazioni.
Di seguito un esempio di una nota valutata con lo schema prodotto ed inserita, in base al punteggio ottenuto, nel portfolio della comunità

Nota: Almeno una persona (vagone di sicurezza) di Mariella Luciani
Un’ autrice americana, (Stein) più sociologa e politica che psicologa, grandissima promotrice del movimento femminile, grande studiosa di storie di bambini maltrattati e cresciuti nella paura, “teorizza” che nella vita di ognuno può esserci anche solo una persona “almeno una” che sostenga uno sviluppo sociale positivo instaurando un rapporto affettuoso, rispettoso e attento col minore. E’ il ricordo della relazione con quella persona che aiuta ad uscire in seguito dalle conseguenze nefaste di altri incontri. Mi e’ venuto in mente perché è “come se” in un convoglio sociale questa persona potrebbe rappresentare una sorta di vagone di sicurezza dove trovare spunti e stimoli positivi anche per individui a cui siano capitati in sorte percorsi difficili.
Mariella

Seguono le valutazioni dei referee.

Referee
A. Concetti significativi
B. Esempi Applicativi
C. Comunicazione coinvolgente
Osservazioni ulteriori
Valutazione globale
1° Referee
2
2
1
1° Referee: La nota mette in relazione il concetto di convoglio sociale con l’attaccamento
5
2° Referee
1
2
1
4
Media punteggi: 4,5
A conclusione di questa riflessione sul percorso di costruzione del portfolio della comunità, vorrei ribadire l’importanza dell’autovalutazione in un corso on line, come segnale di apertura verso un sistema di insegnamento non di tipo trasmissivo, ma basato sulla collaborazione. Un segnale che esprime stima verso gli studenti, i quali vengono considerati dai docenti come capaci di un pari contributo nel processo di costruzione della conoscenza. Un riconoscimento quindi, della capacità degli studenti, oltre che di imparare, di offrire a loro volta un contributo all’attività di costruzione di conoscenza svolta dalla comunità.

Riferimenti bibliografici
Cacciamani, S. Luciani, M. e Gruppo KF. (2007). Una Knowledge Biulding Community nella formazione universitaria on line. Brescia: Polimetrica.
Diez, M. (1994).The Portfolio: Sonnet, Mirror and Map. In K. Burke (ed.), Professional Portfolios. Glenview (IL): Skylight Training and Publishing.
Varisco, B. M. (2004). Il Portfolio. Roma: Carocci
Wiggins, G. (1998). Educative Assessment. Designing Assessment to Inform and Improve Student Performance. San Francisco (CA) Jossey-Bass.


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