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Netiquette e Patto Formativo: due possibili alleati?

1 ottobre 2008 | Marina Fasce, Insegnante di Sostegno nella Scuola Primaria e cultrice della Materia presso la Cattedra di Didattica Generale alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

Come Gianni Rodari (1) ci ha mirabilmente insegnato, tentiamo un binomio nella speranza di renderlo un possibile “binomio fantastico” da introdurre fra le strategie didattiche funzionali all’organizzazione di un laboratorio on line.
Ci chiediamo: Netiquette e Patto formativo sono due concetti compatibili sul piano didattico? Presentano elementi di affinità? Possiedono finalità educative convergenti?
Per ottemperare a questa sintetica analisi iniziamo a fornire alcune semplici definizioni di riferimento.
Il termine netiquette è un neologismo (net, rete; etiquette, etichetta) molto diffuso che indica una sorta di galateo di rete: un insieme di norme comportamentali, regole d’uso che “dovrebbero regolamentare la comunicazione in rete per evitare forme di sovraccarico comunicativo, incomprensioni, equivoci o situazioni concretamente più difficili da gestire” (2); tali norme dovrebbero quindi essere note a utenti abituali di forum, mailing list, in generale ai frequentatori di tutti gli spazi web interattivi. Nel nostro caso, oltre alle netiquette di carattere generale, gli studenti del Laboratorio on line del corso di Didattica (3) sono invitati a leggere anche una loro “estensione”: regole da seguire per una partecipazione attiva adeguata ad un laboratorio on line a carattere formativo – educativo.
Per illustrare il campo semantico del termine “patto formativo” ci riferiamo al dizionario Elle Di Ci (4), in particolare a due delle accezioni in esso riportate. Col contratto pedagogico si definiscono gli obiettivi della formazione ed i criteri della sua valutazione, in base ai quali gli studenti si impegnano per la prestazione fissata e l’insegnante si adopera per fornire un’opportuna valutazione.
La pedagogia del contratto ha origine in Francia negli anni ’60 e si sviluppa fino agli anni ’80, all’insegna di una formazione più flessibile, più improntata su lavori di gruppo, sull’assunzione di responsabilità dei protagonisti della relazione educativa, su una valutazione partecipativa condivisa con gli studenti. Con contratto didattico si evidenziano le regole implicite della trasmissione delle conoscenze: l’insegnante esplicita le azioni che si attende dallo studente, eccetto quegli aspetti che non possono che restare impliciti al fine di stimolare uno sforzo intellettuale; in un contesto didattico, un contratto porta a stabilire degli obblighi da entrambe le parti, funzionali all’apprendimento.
Possiamo rilevare i punti di contatto tra netiquette e patto formativo nell’attenzione didattica da porre alla gestione della relazione educativa – formativa on line a partire dalla esplicitazione delle modalità di partecipazione.
Esaminiamo alcuni caratteri di un laboratorio on line, da sottolineare in particolar modo nel caso di utenti inesperti e nella condizione di una forma on line “allo stato puro”, ove tutor conduttori e studenti non hanno nessuna occasione di incontro in presenza. Occorre curare molto l’aspetto introduttivo, per far sì che la partecipazione attiva decolli; nulla può esser dato per scontato. Gli studenti alle prime esperienze simili non sanno cosa aspettarsi con precisione, possono cadere fra due estremi, comprensivi delle varie sfumature: da un lato, cedono a stati d’ansia, al timore di non essere all’altezza, di non saper espletare le consegne, sovrastimate in quanto al carico di impegno; presentano il classico disorientamento nell’esplorare ed utilizzare gli ambienti del forum, bacheca, database ecc. D’altro lato, un secondo versante si può manifestare, proprio per i caratteri tipici delle relazioni virtuali (5): forse a causa di una non piena coscienza della serietà del compito ed in base all’esperienza tecnologica pregressa, alcuni tendono a sottovalutare il laboratorio, mantenendo un uso dei mezzi assimilabile a quello utilizzato in ambito di svago: usano un codice e un tono comunicativo analogo a quello della messaggeria telefonica o da chat, si collegano saltuariamente, dimenticano di trovarsi, in ogni caso, all’interno di un ambiente accademico, probabilmente conciliati dalla presenza poco tangibile dei conduttori.
Occorre allora ricondurre tutti a riequilibrare l’impegno ed infondere un certo rigore di professionalità, a maggior ragione in un laboratorio dedicato alle scienze della formazione. Esso rappresenta, e lo è, un’aula, una “scatola” che si riempie di percezioni, vissuti emotivi, di un’interattività più o meno sentita, di una comunicazione in differita che spesso genera attesa, dubbio, qualche inquietudine o incomprensione, come pure consente maggior tempo per la riflessione tra un turno e l’altro dei dialoghi. Costituisce un ambiente educativo che va armato di un’organizzazione didattica e tecnica solida, di progettazione armata e di accordo forte tra i tutor, nel caso siano plurimi (6). Il tutor necessariamente deve accompagnare e coordinare ogni aspetto, deve esplicitare il curricolo implicito, il curricolo “virtuale”, se ci possiamo permettere un nuovo “conio”. Esso, allora, si comporrebbe non solo delle dimensioni dell’implicito e dell’esplicito (7) ma di un intreccio complesso coi piani del reale (piattaforma, caratteristiche tecniche, risorse e contenuti visibili offerti al navigatore – studente – utente) e del virtuale (il virtuale noto della comunicazione in rete, l’interattività e i suoi caratteri, che già suscitano elaborazioni emotive e cognitive, più il virtuale implicito, imprevisto, nutrito dall’immaginario soggettivo e collettivo e dallo sviluppo delle relazioni all’interno del laboratorio, con le loro ripercussioni emotive e cognitive in quanto relazioni accademiche, formali, ma non solo: relazioni educative, formative, personali, sociali, culturali…). Elementi determinanti di un curricolo virtuale, allora sono le netiquette e il patto formativo.
Ciò spinge a esplicitare il più possibile, a non tralasciare nulla in partenza: impostazione dell’ambiente, regole, avvicendarsi delle fasi di lavoro, modalità di valutazione…. Si dà sostanza proprio alla filosofia del curricolo come ha affermato Scurati: se il curricolo è “l’intero arco delle esperienze, consapevoli ed inconsapevoli, che si verificano nell’ambiente educativo” (8), allora anche in un ambiente virtuale, come una piattaforma e- learning per gli studenti di Scienze della Formazione, ogni elemento contribuisce alla formazione. Ogni elemento introdotto favorisce la comprensione del senso del laboratorio on line, la comprensione degli obiettivi, delle consegne e, non per ultimo, contribuisce alla formazione in quanto specchio che riflette un modello formativo; per dirla in parole semplici, ogni elemento può rappresentare un “buon esempio” di e-learning.
La piattaforma con le proprie peculiarità tecniche gioca la sua parte. Per quel che concerne quella attualmente utilizzata (9), le possibilità per il tutoraggio sono moltissime: creazione di pagine web per l’inserimento di risorse quali informazioni, istruzioni, contenuti, compiti; creazione ed utilizzo di innumerevoli forum a discussione plurima, chat, creazione ed utilizzo di sondaggi, test; non manca, ai fini del monitoraggio delle attività degli studenti, la possibilità di generare report per il resoconto di tutte le azioni effettuate on line dagli utenti. Le funzionalità tecniche sono molte, quindi, ma molto spetta all’organizzazione da parte dei tutor. Tra le risorse necessarie, quindi, sono risultate perciò di estrema importanza quelle per la cura dei primi passi dell’utente ai suoi primi ingressi in Laboratorio, a due livelli tra loro interconnessi: primo, l’aspetto emotivo – relazionale dell’accoglienza, secondo, l’aspetto di trasparenza, chiarezza dei contenuti e delle regole d’uso e consumo del laboratorio e delle sue attività. Se in aula accademica tradizionale, è palese e tacito ad un tempo il fatto che si partecipi ad una serie di lezioni ed alla fine sarà richiesta una prestazione che attesti una serie di competenze e \ o conoscenze acquisite (esami scritti e/o orali), non sempre, o, almeno, non ancora è chiaro ciò che è richiesto da un laboratorio didattico on line che, nella fattispecie, non sia caratterizzato dalla presenza di test o dalla consegna di “oggetti didattici” precisi quali file, relazioni, testi… La nostra richiesta infatti, si compone soprattutto di partecipazioni a discussioni snodate attraverso lavori di gruppo e secondo prospettive di indagine costruttivista (brainstorming, ricerche e costruzione di gruppo di definizioni circa concetti – chiave sulla progettazione educativa, costruzione di progetti analogamente a role playing e studi di caso): percorsi che quindi chiamano ad un impegno costante e che, specie all’inizio del Laboratorio, non sono del tutto esplicitabili, se non, appunto, invitando alla continua partecipazione, alla collaborazione. Come detto sopra, una porzione del contratto didattico resta nascosta al fine di suscitare uno “sforzo intellettuale”. Tali aspetti vengono non “ottenuti” dagli studenti ma “conquistati” attraverso la costruzione di un clima di lavoro all’insegna della serenità e della chiarezza: esplicitazione del contratto formativo, dei contenuti del Laboratorio, delle regole dell’ambiente; accompagnamento, guida all’esplorazione delle sue proprietà.
Sono quindi curati e concordati fra i tutor nei minimi dettagli i messaggi di benvenuto, le esortazioni alla partecipazione, alle navigazioni di prova, alle prime presentazioni, le prime istruzioni da leggere ai primi ingressi in piattaforma, l’esplicitazione delle Netiquette, la scansione temporale di introduzione delle risorse, al fine di consentire il primo orientamento in piattaforma, specie per agevolare gli utenti inesperti, senza sovraccaricare l’ambiente. Anche l’organizzazione scansione spaziale- visiva ha la sua parte, per gli stessi motivi. L’illustrazione del Programma del Laboratorio introduce gli elementi del contratto formativo, precisando i “paletti” entro i quali gli studenti si potranno muovere: elementi definibili rigidi sono gli obiettivi e le regole di accesso, partecipazione e uscita dal laboratorio, in parte lo sono i contenuti; elementi morbidi, negoziabili tra tutor e studenti sono in parte i contenuti e molte modalità di svolgimento delle consegne di lavoro. I tutor mantengono comunque un ruolo rigido per quanto riguarda il rispetto di quelle regole –requisiti ritenuti validi per gli accreditamenti -, mentre mantengono un ruolo di facilitatore, coordinatore, scaffolding (10) per lo sviluppo autonomo dei lavori di gruppo. Le netiquette sono un elemento determinante per l’illustrazione dei paletti di riferimento; esse contengono gli aspetti tipici di ogni ambiente on line, ma ne rappresentano uno sviluppo: nel nostro caso, infatti, oltre ad accompagnare gli studenti nuovi alla partecipazione in ambienti formativi virtuali, contengono ulteriori norme e tasselli di riflessione pedagogica sulla relazione tutor – utente navigatore, tutor – studente, studenti – studenti. Possono costituire elementi di cura del curricolo implicito (allestimento spazi, tempi, regole) anche in un ambiente di insegnamento – apprendimento tradizionale, in presenza. Paradossalmente, in un laboratorio a distanza la progettazione e la cura della relazione sembra che occupino uno spazio maggiore. La conduzione di un corso on line da parte di un formatore / insegnante / educatore, anzi, potrebbe essere illuminante per il miglioramento della gestione delle relazioni educative in presenza. I nostri studenti sono futuri educatori, quindi, vengono più volte chiamati a riflettere sulle modalità di gestione delle relazioni, delle relazioni on line, delle relazioni educative e delle relazioni educative on line. Per offrire qualche esempio, riportiamo alcune voci delle Netiquette.

Netiquette “Generica”:
* “Nella comunicazione “in rete” sono frequenti malintesi derivanti dalla mancanza della presenza “fisica”, delle espressioni, del tono di voce, in generale degli aspetti paralinguistici che danno significato espressivo al messaggio verbale; è anche impossibile correggersi subito se ci si accorge di non essere capiti. È importante quindi rileggere attentamente quanto si è scritto prima di spedirlo, così come riflettere su quanto si è letto, prima di rispondere”.
Netiquette Specifiche:
* “Frequentare costantemente l’ambiente on line del laboratorio, almeno due o tre volte alla settimana. Ciò consente di restare aggiornati su novità, dinamiche, andamento dei lavori. Si tratta di un impegno a tratti faticoso, ma permette di restare attivamente “dentro” i processi (oltre a garantire il raggiungimento finale del credito del laboratorio!).
*Ad ogni ingresso è bene: dare un’occhiata alle news, ai thread (fili di discussione) contenenti sempre le Istruzioni, le consegne di lavoro, gli help, il thread di maggiore interesse del momento, come ad esempio il thread del proprio gruppo, i thread ove sono presenti messaggi dei tutor… Le piattaforme sono ambienti dinamici, mutano velocemente, in senso quantitativo (numero di messaggi) e qualitativo (è facoltà dei tutor introdurre nuovi elementi, come nuovi thread o materiali.. avvisi … oppure è facoltà cancellare o modificare. A volte alcuni strumenti di modifica sono a disposizione anche degli utenti partecipanti).
* Occorre fare attenzione, perciò, ai mutamenti, oltre che in termini di ricezione, anche in termini di produzione: qualora si voglia introdurre una nuova filiera di discussione, bisogna sempre chiedersi se sia opportuno aprire un Nuovo Argomento, se sia pertinente rispetto all’argomento generale, al senso del forum, se si tratta del posto opportuno, nel caso di un singolo messaggio”.

In conclusione, il binomio Netiquette –Patto Formativo ci aiuta a riflettere in quanto progettisti di ambienti educativi su molti aspetti: l’esplicitazione delle regole formali di un corso, l’esplicitazione delle regole implicite di una relazione e di una relazione educativa. In quanto progettisti di ambienti educativi e educativi on line, il binomio ci invita a pensare alla cura della relazione, prima ancora dell’avvio della medesima, al ruolo che i tutor possono e devono assumere, al come vanno gestiti tali ruoli e al come coadiuvare la costruzione dei ruoli di navigatori, (passaggio da navigatori meno a più esperti) di studenti (rispetto dei requisiti per l’accredito), di futuri educatori e formatori (nascita e sviluppo di lavori di gruppo, dei ruoli di coordinatori, semplici partecipanti, cooperatori, progettisti della didattica, …di professionisti riflessivi).

Nota
(1) G. Rodari, “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie”, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 1973.
(2) http://www.formare.erickson.it/glossario.html
(3) Laboratori inseriti nei piani di studio della Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Genova.
(4) Voce “Contratto in educazione, pag. 238 in Dizionario di Scienze delle Educazione, Facoltà di Scienze dell’Educazione Università Pontificia Salesiana, Ed. Elle Di Ci, Las, S.E.I, Torino, 1997.
(5) Ad esempio, in “La comunicazione nei gruppi virtuali” (in B. Bertani, M. Manetti, L. Venini, a cura di, “Psicologia dei gruppi. Teorie, contesti e metodologie d’intervento”, Angeli, Milano, 1998), A.M. Sugliano cita numerosi studi a supporto della tesi della forte disibinizione dei toni comunicativi nei gruppi virtuali.
(6) Il Laboratorio in questione è condotto in alternanza da Paola Baroni, Marina Fasce, Simona Modica, Annamaria Repetto, Docenti a Contratto Integrativo per la Cattedra di Didattica Generale, Scienze della Formazione, Unige e membri del Gred.
(7) Marina Fasce, “Progettazione”, in “L’evento didattico. Dinamiche e processi”, a cura di R. Cerri, ed. Carocci, Roma, 2007.
(8) C. Scurati (a cura di), Qualità allo specchio, La Scuola, Brescia, 1998.
(9) Aulaweb è l’ambiente per la didattica on line utilizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione e da altre Facoltà dell’Università di Genova: http://www.aulaweb.unige.it/, basato su piattaforma Moodle.
(10) Sullo scaffolding didattico, si può vedere nel n. 35 maggio/giugno 2005 di Form@re, “Tecnologie e scaffolding. Come costruire impalcature di sostegno”, di M. Fasce e P. Baroni http://www.formare.erickson.it/repository/maggio_05/2_FASCE.html

Bibliografia di riferimento
Bertani B., Manetti M., Venini L., a cura di, Psicologia dei gruppi. Teorie, contesti e metodologie d’intervento, F. Angeli, Milano, 1998
Cerri R. (a cura di), L’evento didattico. Dinamiche e processi, Carocci, Roma, 2007
Rodari G., Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 1973.
Scurati C. (a cura di), Qualità allo specchio, La Scuola, Brescia, 1998.


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