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Primi passi nella media education: un curricolo per la scuola dell’infanzia e primaria

21 giugno 2008 | Filippo Ceretti, è docente di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento alla Pontificia Università Lateranense di Roma

Come fare media education nelle scuole? Quale forma dare ai percorsi di educazione ai media mirati su un pubblico di minori, alle prese con un mondo che fonda i propri significati sul sistema mediatico? Come introdurre i bambini nell’ambiente mediale, entro cui si gioca ormai il senso della cittadinanza e della partecipazione?
Il dibattito sulla media education – che cosa sia, come farla, quali risultati voglia raggiungere – ha sviluppato una serie di teorie e di indicazioni operative che costituiscono ormai una sorta di base comune, sulla quale è possibile costruire proposte concrete rivolte agli educatori. D’altra parte, proprio la duttilità (ma anche la vastità applicativa) della media education genera una molteplicità di approcci e di modalità progettuali. In questo quadro complesso si inserisce la proposta curricolare contenuta nel volume a cura di F.Ceretti, D.Felini e R.Giannatelli, Primi passi nella media education. Curricolo di educazione ai media per la scuola primaria, Erickson, Trento 2006.
Il progetto curricolare parte dalla constatazione che, per dare significato ai progetti di media education in Italia, non sia sufficiente affidarsi alla pratica laboratoriale mirata sul prodotto. Questo approccio ha certamente una buona diffusione nelle scuole: basti osservare il grande numero di video, cartoni animati, mostre, ecc. che spesso vengono premiati anche in manifestazioni di largo richiamo per il loro valore educativo, estetico e comunicativo. Questa semplice constatazione ci fa guardare al futuro con positiva aspettativa e indica che l’attivazione di percorsi di media education nelle scuole italiane pare aver ormai raggiunto eccellenti livelli di qualità un po’ dovunque (sia grazie al gruppo – ancora esiguo – di esperti che si aggirano per la penisola, sia grazie alla crescente competenza di numerosi insegnanti).
Tuttavia, appare ancora trascurata la riflessione intorno all’opportunità di costruire una guida omogenea alla molteplicità degli approcci e dei percorsi, che sia in grado di evidenziare una progressione organizzata e solida in vista dello sviluppo di una completa competenza mediale negli alunni: insomma, sembra mancare un serio dibattito – e quindi anche serie proposte – sulla necessità di costruire un curricolo di media education da offrire all’attenzione della scuola.
In realtà, l’approccio comune alla media education – che si basa appunto sull’attivazione di laboratori volti alla creazione di prodotti mediali – corre il rischio sia che i contenuti insegnati manchino di coerenza interna (qualora le attività siano in qualche modo “scollegate” dal quadro educativo nel suo complesso, costituito dai contenuti disciplinari), sia che l’esclusiva attenzione verso i messaggi mediali vada a discapito di una visione più ampia – che coinvolga anche gli aspetti contestuali della comunicazione mediale, cioè la sua fondamentale importanza per le dinamiche della vita socio-culturale, sia che le iniziative e i processi soffrano di scarsa sistematicità. Insomma, in Italia manca ancora un curricolo di media education. Come sottolinea Cesare Scurati, «è chiaro che la media education presenta ormai titoli tali da non rendere più giustificabili i ben noti confinamenti (culturali, curricolari, organizzativi) che l’hanno collocata ora in una dimensione ludico-ricreativa ora in comparti di fatto appendicolari delle progettazioni formative … [È necessario] intervenire con prontezza di reazione ma con solidità di argomentazione pedagogica nei processi di riorganizzazione curricolare» (“Intermed” n. 2, anno 11, Settembre 2006, p. 2).
A questa esigenza vorrebbe cominciare a rispondere il volume Primi passi nella media education, che nasce dallo sforzo di raccogliere, organizzare e valorizzare le esperienze e il know-how professionale, accumulato negli anni – soprattutto da parte dei soci del MED – Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione – all’interno di una progressione ordinata e organica. I tredici percorsi proposti nel manuale, rivolto agli insegnanti della scuola primaria e dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, sono infatti collocati in un progetto d’insieme, costruito secondo una logica curricolare. Essa, sinteticamente, risponde ad una serie di principi – intenzionalità, selettività, gradualità, organizzazione, razionalità, condivisione, pubblicità e continuità – al fine di costituire un «insieme organicamente progettato e realizzato per far conseguire agli alunni i traguardi di istruzione e formazione previsti» (C. Scurati, Il curricolo: costruzione e problemi, in: F. Cambi (a cura di), La progettazione curricolare nella scuola contemporanea, Roma, Carocci, 2002, p. 45).
L’idea curricolare dei Primi passi nelle media education mira a disporre le diverse attività didattiche (strutturate all’interno di tredici percorsi modulati pensando allo sviluppo psico-fisico dei bambini nel corso del quinquennio) entro una precisa struttura tridimensionale:
a) dimensione cronologica: i percorsi sono disposti lungo un asse temporale di sei anni, dall’ultimo della scuola dell’infanzia fino al termine della scuola primaria;
b) dimensione tipologica: le attività prevedono che gli alunni abbiano la possibilità di incontrare tutti i principali media (stampa, fotografia, radio, televisione, fumetto, cartoon, ipermedia, internet, videogame);
c) dimensione teorico-concettuale: il curricolo presta attenzione particolare a garantire la presenza delle principali strategie di approccio allo studio dei media, in modo che gli alunni siano in grado di porsi di fronte al sistema mediale secondo prospettive concettuali differenti.
A partire da questi criteri, la proposta curricolare si è modellata su una serie di percorsi (numerati da 1 a 13) che permettano l’incontro e la riflessione critica intorno ai diversi media, già comunque presenti nell’esperienza comunicativa dei bambini, secondo una progressione che è possibile visualizzare nella seguente tabella:
Per quanto riguarda la strumentazione critica che via via viene sollecitata nei bambini, il nostro lavoro si è particolarmente concentrato sull’individuazione e la definizione di alcune “aree di competenza”, in modo da individuare alcune dimensioni teorico-interpretative della complessità dei media con l’intento di controllare lo sviluppo armonico delle competenze ermeneutiche degli studenti. La scelta – certamente arbitraria – delle “aree di competenza” nasce da una valutazione incrociata di svariati modelli presenti nelle teorie della media education. L’obiettivo che ha guidato la nostra modellizzazione, che ruota intorno a cinque aree concettuali di studio, punta a soddisfare i requisiti di semplicità (dal momento che si rivolge ad una particolare utenza), razionalità (secondo criteri tratti sia dalle scienze dell’educazione sia, soprattutto, dalle scienze della comunicazione) e operatività (in modo che sia immediata la “traduzione” delle istanze concettuali in attività didattiche precise). Le cinque aree individuate, indicate secondo le diverse competenze in gioco, sono:
1. saper leggere i media: la struttura linguistica dei messaggi mediali, la loro “opacità”, provoca l’attenzione educativa nella direzione dell’attivazione progressiva di un processo di alfabetizzazione di base, così da assicurare lo sviluppo della capacità di comprendere linguisticamente il contenuto dei testi mediali. Questa attenzione si focalizza oggi sulla molteplicità dei linguaggi e dei codici utilizzati dal mondo multimediale. In realtà, ogni processo di media education parte da qui, dalla capacità di leggere i messaggi dei media;
2. saper scrivere con i media: in generale, molti dei progetti di media education hanno proprio di mira la realizzazione di un prodotto mediale, soprattutto quelli rivolti ai più giovani; anche i percorsi contenuti nei Primi passi – proprio nell’ottica di mettere a frutto le “buone pratiche” perfezionate nel corso degli anni – ruotano intorno alla produzione di testi mediali, mettendo a fuoco le implicazioni concettuali dello “scrivere” con i media, stimolando la riflessione sull’intenzionalità comunicativa e sui mezzi più opportuni per la costruzione di messaggi che raggiungano l’obiettivo comunicativo prefissato. La capacità di scrivere con i media si propone via via come la nuova frontiera dell’espressività umana: è pertanto fondamentale che i più giovani approfondiscano e riflettano su una modalità di scrittura che molti di loro già usano in modo autonomo;
3. saper valutare criticamente i media: lo sviluppo di uno «spirito critico» è tradizionalmente uno dei grandi obiettivi educativi della media education. Anche il curricolo per la scuola primaria (e in particolare alcuni dei percorsi proposti) ha di mira la coltivazione di una semplice capacità di cogliere e valutare gli aspetti legati agli sfondi etici, estetici e socio-culturali inscritti nei testi mediali;
4. saper fruire i media: il curricolo prevede una serie di attività didattiche mirate a sensibilizzare gli alunni alla riflessione intorno alle proprie scelte e abitudini di consumo mediale, nell’ottica di creare degli spettatori autonomi e consapevoli, capaci di orientarsi all’interno del sistema mediale, caratterizzato oggi dalla sovrabbondanza di alternative comunicative;
5. saper essere cittadini della società dei media: a partire dalla constatazione che il sistema mediale nel suo insieme rappresenta sia l’ambiente relazionale del villaggio globale sia il luogo di costruzione stessa della nostra società, il curricolo mette a tema il rapporto tra i media e la cittadinanza. Essere cittadini oggi significa possedere gli strumenti adatti ad entrare in relazione con le componenti sociali attraverso la “mediazione dei media”; in tal senso è strategica sia la capacità di cogliere il modo in cui i testi mediali creano e distribuiscono modelli sociali forti e condivisi sia la conoscenza delle strategie per rendere i media uno strumento efficace di compartecipazione alla costruzione della società.

La struttura del curricolo dei Primi passi è certamente ambiziosa, frutto di una lunga elaborazione sul duplice livello della sperimentazione pratica delle attività didattiche – il curricolo si propone, come già sottolineato, di raccogliere la decennale esperienza dei numerosi progetti attivati dal MED – e della riflessione teorica, sfruttando le differenti competenze di tutti i numerosi partecipanti al progetto. D’altra parte, l’obiettivo educativo che ci si propone è d’alto profilo: lo sviluppo nei piccoli alunni di una “competenza mediale di base”, ossia la creazione di soggetti in cammino verso la piena consapevolezza della propria appartenenza ad un mondo che dipende in gran parte – secondo prospettive e logiche diverse – dalla presenza strategica del sistema mediale.


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