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Editoriale

1 gennaio 2009 | di Marco Guastavigna *
One laptop per child, digital divide e computer nei percorsi formativi
 

“Immagina che ogni bambino in ogni parte del mondo possa accedere ad un universo di conoscenze”: possiamo tradurre così la prima suggestiva frase dell’intervento virtuale di John Lennon come testimonial del progetto "One laptop per child, Un portatile per ogni bambino" contro il digital divide a livello planetario. Da qualche mese chiunque può farsi parte attiva di OLPC donando un computer a un bambino di un paese “in via di sviluppo”.

Chi scrive lo ha fatto sfruttando la rete di distribuzione di Amazon.com: ha ordinato un laptop, che gli è arrivato via corriere e da qualche giorno è sulla sua scrivania, pagandone due. OLPC è un’idea di Nicholas Negroponte, sulla quale Google recupera ormai milioni di riferimenti; vi sono per esempio numerosissimi blog in cui si è discusso e si discute in varie lingue e in modo anche molto animato del portatile per bambini, il cui nome è XO. Quando Negroponte ha comunicato di essersi accordato per avere Windows XP a bordo di XO, i sostenitori di Linux a tutti i costi hanno sollevato una fortissima polemica; sono molto frequenti i confronti – in termini di prestazioni e di dotazione software – tra XO e altri computer “low cost”, categoria che ha avuto nel 2008 un grande successo di mercato. Anche la campagna promozionale centrata su John Lennon ha suscitato cori di proteste da una parte e di adesioni entusiaste dall’altra. In tale contesto, questo numero della rivista si propone di offrire al lettore un ragionamento sul progetto OLPC e sulle caratteristiche del laptop XO che abbia una prospettiva il più possibile ampia e completa. Ciascun contributo è meditato e vuole andare oltre al di là della subitaneità che caratterizza molti degli interventi reperibili su Internet. Nessun autore rilascia definizioni assolute o si schiera sul versante dell’accettazione o del rifiuto aprioristico. Eleonora Pantò (Le tecnologie rivoluzionarie falliscono sempre al primo tentativo) ricostruisce in modo critico il percorso del progetto OLPC, dalle prime riflessioni di Negroponte alla recentissima riduzione del personale di fronte alla crisi economica generale. Dario Zucchini (Scheda tecnica di XO) analizza in modo ampio e documentato le caratteristiche dell’hardware, del software e dell’interfaccia del laptop per bambini. Marco Guastavigna (Un PC a tutti gli effetti) indaga gli aspetti ergonomici di XO e ne mette in evidenze analogie e differenze con i computer “tradizionali”, quelli a cui tutti siamo ormai abituati. Paola Limone (Bambini “occidentali” di fronte a XO) riferisce l’esperienza d’uso del laptop di Negroponte condotta con i suoi allievi di quarta elementare, riflettendo sulle loro aspettative e sulle loro reazioni. Giulio Spagnoli (350 XO in provincia di Brescia) descrive le origini, le motivazioni e la struttura del progetto della Provincia di Brescia, che ha portato a una massiccia distribuzione di laptop ai bambini delle scuole primarie e avviato una importante sperimentazione. Raffaella Berlucchi (Pratica didattica con XO), infine, ci porta nella quotidianità della scuola autentica, raccontando vantaggi e difficoltà della sperimentazione bresciana così come concretamente si sviluppa nella sua quinta elementare. * Docente di scuola superiore, formatore ed autore di numerose pubblicazioni a stampa e digitali, tiene traccia delle proprie attività in www.noiosito.it



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