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Editoriale

1 marzo 2009 | di Sara Rigutti *
I diversi ambienti del web 2.0: dal forum al social network
 

L’uso dell’ambiente web 2.0 è legato sia ad ambiti didattici, di apprendimento ed insegnamento, sia ad ambiti privati, personali e sociali, formali ed informali. (i diversi ambiti di applicazione del web 2.0 sono stati approfonditi in un interessante testo, di prossima pubblicazione, intitolato “Web 2.0 e social networking: nuovi paradigmi per la formazione?” a cura di Antonio Fini e M. Elisabetta Cigognini ed edito dalla Erickson).

In questo numero noi presentiamo alcuni lavori che descrivono e interpretano i risultati ottenuti in una serie di ricerche esplorative su diverse caratteristiche dell’ambiente web 2.0. Cercheremo di fare un quadro degli ambienti web 2.0 connessi ad ambiti formativi attraverso i primi due contributi, mentre con gli ultimi due lavori verranno delineati gli ambienti web 2.0 che sono usati principalmente per motivi personali, relazionali e sociali. L’articolo di Zanon si focalizza sullo studio del web forum come ambiente di apprendimento virtuale riportando una particolare esperienza formativa che l’autrice ha maturato con gli studenti di un corso di tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento. Il lavoro è costituito da un’analisi qualitativa dell’uso di un web forum in classe dalla quale si conclude “che lo sviluppo di conoscenza, da realizzarsi attraverso la ristrutturazione delle pratiche di discorso in classe, si muova solo ad un livello teorico mentre quelle più pratiche e legate all’expertise rimangono focalizzate solo sul singolo individuo, o piccolo gruppo…”. Il contributo di Cren analizza nel dettaglio differenti aspetti della formazione mediata dal web 2.0 esaminando folksonomie, bookmark, tagging. L’autrice conclude il proprio lavoro considerando che “portare il web dentro la formazione è senza dubbio una strategia utile al singolo ed al gruppo; si dà la possibilità che il sapere trasli in soluzione di continuità tra il formale ed il non formale”. Rigutti, Benedetti, Cetin, Patatti analizzano l’usabilità di uno dei social network più popolari del momento (Facebook) indicando punti di forza e di debolezza del sistema così come emergono dalla conduzione di un test di usabilità con utenti. Infine il contributo di Rigutti, Fillinich, Prelli e Scarabello si focalizza su una particolare categoria di utenti web denominati nell’articolo i “non utenti” del web 2.0. In particolare gli autori considerano un campione di soggetti non interessati ai social network riportando i risultati di un intervista eseguita subito dopo l’interazione con Facebook che evidenziano una particolare attrattività di questo social network. L’ambiente web 2.0, riconferma, nei casi analizzati in questo numero, la rilevanza culturale che ha assunto in breve tempo e il suo ruolo di centralità, sia per l’apprendimento che per l’insegnamento a distanza ma anche per la dimensione partecipativa e sociale capace di generare l’espressività personale, la condivisione e l’attiva partecipazione degli utenti. Definire l’ambiente web 2.0, anche empiricamente, significa quindi descrivere una popolazione digitale che agisce, comunica, studia e si esprime attraverso la tecnologia e che ben rispecchia questo nuovo modo di vivere la rete. In merito agli argomenti che abbiamo trattato, si suggerisce per un approfondimento, il lavoro, in corso di pubblicazione “Web 2.0 e social networking: nuovi paradigmi per la formazione?” a cura di Antonio Fini e M. Elisabetta Cigognini. * Facoltà di Psicologia, Università degli Studi di Trieste



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