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Esperienze di partecipazione a progetti finanziati con i fondi del Programma Leonardo presso l’ITCS “Marco Pagano” di Napoli

2 ottobre 2009 | di Mariella Luongo

In questo contributo verranno presentate  le esperienze svolte dall’istituto tecnico commerciale “Mario Pagano”  di Napoli. La collocazione territoriale ed le peculiarità  socio-culturali del luogo costituiscono dei fattori determinanti  rispetto all’efficacia dei risultati raggiunti. I progetti citati nel  lavoro sono stati tutti finanziati con il programma Leonardo, ma  l’iniziativa di cui verranno raccontate le attività, i punti di forza e  di debolezza e i risultati raggiunti è Sole acronimo di Sofi@net, Odl,  Learning centre, European network.<br />
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<strong>Il contesto</strong><br />
L’ITCS “Mario Pagano” è ubicato nel quartiere napoletano di Chiaia -  Posillipo, i cui abitanti appartengono prevalentemente alla borghesia  medio alta. Sono presenti fasce di proletariato e sottoproletariato,  anche abbastanza diffuse, con sacche di emarginazione gestite dalla  criminalità organizzata. La platea scolastica del nostro istituto  raccoglie anche alunni provenienti da altre Circoscrizioni come  Fuorigrotta, Soccavo, Pianura, San Ferdinando, nonché da Comuni sia  della zona occidentale che di quella orientale della città.  Particolarmente significativa la presenza di alunni provenienti da  Fuorigrotta, Soccavo e Pianura, che raccolgono l’una alunni provenienti  dalla piccola borghesia (Fuorigrotta), le altre dalla piccola borghesia  e dal proletariato.<br />
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Molto significativa è anche la presenza di alunni extracomunitari edi  alunni appartenenti al ceto medio-alto con almeno uno dei genitori non  italiano.<br />
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La provenienza sociale degli alunni, abbastanza composita, è importante  per comprendere le scelte, che nel tempo sono state operate per  adeguare l’offerta formativa complessiva della scuola alle esigenze  dell’utenza.<br />
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Nella scuola sono presenti i seguenti indirizzi di studio:<br />
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<strong>1.</strong> Corso per Periti aziendali e corrispondenti in lingue estere (Sperimentazione ERICA).<br />
<strong>2.</strong> Liceo Tecnico gestionale <br />
&gt;    area amministrazione e controllo <br />
&gt;    area comunicazione e marketing <br />
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Da quattro anni, in due sezioni del Corso ERICA , la Storia è insegnata  rispettivamente in francese e tedesco. Questa esperienza  dell’insegnamento di una lingua straniera, veicolato attraverso quello  di una disciplina curricolare, è elemento di grande novità e  innovazione nel panorama scolastico cittadino, ma anche in quello  nazionale. Gli alunni infatti possono conseguire un doppio diploma,  presso il nostro Ministero dell’Istruzione e presso i Ministeri dei  paesi menzionati. Le esperienze di questo tipo sono state incentivate  dalla comunità europea con apposite direttive, cui è stato dato  notevole rilievo negli ultimi tempi. <br />
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Nel Liceo Tecnico gestionale è previsto l’insegnamento delle Tecnologie  informatiche e telematiche, rispettivamente in terza e quarta, per tre  ore settimanali.<br />
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All’interno dell’istituto sono attivi i Dipartimenti, che raggruppano i  docenti per aree disciplinari. La programmazione didattica è decisa dai  Dipartimenti e articolata ulteriormente dai singoli docenti all’interno  delle classi. La presenza di Dipartimenti è il frutto delle  sperimentazione del Progetto Autonomia, che ha fatto da battistrada  alle ultime riforme dell’ordinamento scolastico. La presenza dei  Dipartimenti è di sicura utilità per migliorare la qualità dell’offerta  formativa della nostra scuola e per monitorare gli effetti della  programmazione didattico-educativa.<br />
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L’incentivazione dello studio delle lingue straniere e dell’uso delle  nuove tecnologie nella didattica costituiscono indubbiamente i due  punti qualificanti dell’offerta formativa del nostro istituto. Per  questo la platea scolastica dell’istituto è così ampia e composita,  tant’è che fino ad oggi non abbiamo avuto problemi di contrazione delle  iscrizioni. Le caratteristiche degli indirizzi di studio presenti  nell’istituto spiegano anche il coinvolgimento prevalente dei docenti  di informatica e di lingue, nonché di matematica, in tutte la attività  volte ad introdurre innovazioni nel campo delle metodologie didattiche. <br />
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Negli anni, è maturata l’esperienza di un gruppo di lavoro che si  occupa dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica. Offriamo  corsi di informatica rivolti a studenti, soggetti esterni (lavoratori,  disoccupati, lavoratori in riconversione, funzionari di polizia etc.) e  docenti docenti, nonché corsi di aggiornamento sull’utilizzo delle  nuove tecnologie nella didattica. Più volte abbiamo erogato corsi IFTS  e IFTS-CIPE.<br />
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Attualmente stiamo ristrutturando il sito web della scuola, con accesso  ad una piattaforma e-learning da parte di docenti e alunni. Peraltro la  piattaforma e-learning è già attualmente utilizzata per i corsi di  Tecnologie informatiche e Telematiche e per quelli ECDL. La scuola è  Test center AICA per l’ECDL Core level e Advanced level.<br />
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<strong>I Progetti </strong><br />
L’istituto “Mario Pagano” è stato coinvolto, negli anni, in diversi  progetti finanziati con i fondi del programma Leonardo. Tutti i  progetti avevano come capofila l’ITSOS “Marie Curie” di Cernusco sul  Naviglio (MI). In particolare abbiamo partecipato a: Trends, Trials,  Sofi@net, Sole, Sloop. Alcuni docenti della scuola hanno partecipato,  in qualità di discenti, alla sperimentazione dei Learnign Objects  elaborati nell’ambito del progetto Sloop.<br />
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Sole è acronimo di Sofi@net, Odl, Learning centre, European network. Il  Progetto è stato promosso dall’ITSOS MARIE CURIE di Cernusco sul  Naviglio. Molto ampio il partenariato, che ha visto la partecipazione  di Enti di ricerca, Università, Associazioni sindacali e di categoria e  Scuole (due, oltre all’ITSOS) di Italia, Francia, Grecia, Irlanda e  Romania. Il Progetto si proponeva di elaborare: <br />
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1.    Un modello di Learning Centre per la formazione in rete. <br />
2.    Le linee guida per la progettazione e lo sviluppo di materiali didattici in rete. <br />
3.    Le procedure per il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale. <br />
4. I criteri di qualità e le procedure di certificazione di un sistema  di erogazione di formazione in rete.<br />
5.    Materiali didattici in rete.<br />
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La Scuola ha sperimentato due corsi on line, implementati nell’ambito del progetto: <br />
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1.    Le TIC per i collocamenti lavorativi. <br />
2.    L’inglese per i collocamenti lavorativi.<br />
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Il gruppo che ha partecipato alla erogazione del corso on-line vedeva  la presenza di docenti di lingua, geografia e scienze. <br />
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<strong>Considerazioni</strong><br />
Nell’esperienza del progetto Sole, come nelle altre citate, il ruolo  della scuola in cui insegno è stato quello di partner minore, cui,  quindi, è toccata una modesta quota di finanziamento. Ritengo però che  la valutazione dell’impatto di questa esperienza vada fatta tenendo  conto delle sue conseguenze, in termini di trasferimento delle nuove  competenze acquisite da parte dei soggetti partecipanti al progetto a  vario titolo. <br />
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L’ esperienza dimostra infatti che la qualità di un progetto determina  le sue ricadute più di quanto non possa fare l’entità del  finanziamento. La partecipazione ai progetti del programma Leonardo non  ha determinato, per noi, la possibilità di migliorare la qualità degli  strumenti informatici presenti nella scuola, ma è pur vero che essa ha  contribuito a diffondere l’utilizzo delle TIC nella didattica ed ha  consentito l’approfondimento delle tematiche legate alla formazione a  distanza. Tuttavia, se disponiamo di laboratori moderni – e di un buon  numero di videoproiettori, lavagne interattive, etc. – è perché, negli  anni, abbiamo sfruttato al massimo i finanziamenti PON.<br />
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Le esperienze fatte sono state interessanti dal punto di vista del  rinnovamento delle metodologie didattiche. Le innovazioni, in genere,  attraversano lentamente il mondo della scuola. Questo a causa della  scarsa conoscenza di alcune problematiche, ma anche per il timore dei  docenti – quasi sempre non giovanissimi – di trovarsi davanti a novità  difficili da comprendere e, ancor più, da gestire. I progetti  comunitari costituiscono, a mio parere, un modo per “accelerare” le  modalità di introduzione delle innovazioni in una istituzione lenta a  recepirle. L“esperienza sul campo” del progetto Sole è stata utile ad  un gruppo ristretto, ma motivato per “imparare facendo”. Essa è servita  a vincere il timore del mezzo, che in taluni casi è più forte delle  effettive difficoltà che si incontrano, ed ha creato curiosità e voglia  di fare. Inoltre essa ha consentito ad alcuni docenti di sperimentarsi  come tutor di moduli di apprendimento on-line, esperienza  ricapitalizzata in altri contesti. Il gruppo che lavorava sulle  tematiche delle TIC, ed in particolare sull’e-learning, si è  consolidato e allargato anche grazie alla partecipazione a questo  progetto. L’uso di piattaforme e-learning è diventato una prassi  all’interno gruppo di lavoro. Nella progettazione del corso IFTS-CIPE  per “Tecnico superiore della logistica Integrata”, ad esempio, abbiamo  fortemente privilegiato la didattica laboratoriale, attuando tale  esperienza in particolare nei moduli di Matematica e Informatica ed  utilizzando piattaforme e-learning. La crescita professionale di alcuni  è stata utile anche per organizzare e gestire corsi di aggiornamento  per docenti.<br />
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In definitiva la partecipazione a “Sole” e, più in generale, ad alcuni  progetti europei è stata un’ottima opportunità per pensare, introdurre  e trasferire innovazioni nelle metodologie didattiche. I programmi  europei costituiscono, a mio avviso, l’occasione più importante che  hanno le istituzioni scolastiche per muoversi in questa direzione.<br />
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L’importanza di queste esperienze è da ricercarsi anche nella  possibilità di confronto con partners diversi per provenienza e per  ruolo. Il confronto con persone che operano in settori diversi (scuola,  formazione, mondo del lavoro, industria etc.) e che provengono da paesi  diversi, è una occasione di grande arricchimento culturale, soprattutto  per chi proviene da una realtà socio-economica problematica. Molto  interessante ritengo sia stato il confronto con i partners europei  sulle modalità di riconoscimento delle esperienze di formazione non  formali ed informali. La Comunità europea si pone come obiettivo quello  del libero trasferimento della manodopera all’interno dei Paesi membri.  Di fondamentale importanza è perciò il cammino verso l’integrazione dei  sistemi formativi dei paesi comunitari, che si percorre anche  attraverso le occasioni fornite dai progetti europei.<br />
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1. E’ possibile rintracciare nella gestione del progetto alcuni aspetti  di criticità che possono però essere letti come potenzialità da  “sfruttare” in attività progettuali future. Tali elementi di debolezza  sono il limitato coinvolgimento degli insegnanti e la scelta di  presentare progetti unicamente in qualità di partner. <br />
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Per quanto riguarda il primo punto, negli anni abbiamo riscontrato nel  nostro istituto una grande difficoltà nel coinvolgimento dei docenti,  in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie nelle didattica. C’è in  generale un interessamento attivo dei docenti di lingue, di matematica  e, naturalmente, di informatica. Molte difficoltà e diffidenze si  incontrano da parte dei docenti di italiano. Ma, se per questi si parla  di diffidenza, per la maggior parte dei docenti di discipline  giuridico-economico-aziendali userei il termine disinteresse. In  genere, essi sono in grado di usare il PC – non tutti -, ma sono poco o  niente interessati alle innovazioni nel campo delle metodologie  didattiche. Tale aspetto mostra inoltre che la capacità di usare il  mezzo informatico, non sempre si traduce nella capacità di insegnare e  di aiutare nell’apprendimento critico e consapevole dello stesso. <br />
Per quanto riguarda il secondo punto devo evidenziare che attualmente  saremmo in grado di ideare progetti finanziabili con fondi del  Programma Leonardo. Le idee non mancano, ma il gruppo che si occupa  della progettazione è ancora troppo ristretto. La gestione di progetti  di questo tipo richiede capacità organizzative diffuse che, io penso,  non abbiamo ancora sviluppato del tutto adeguatamente. Spesso ai  docenti coinvolti tocca seguire anche gli aspetti organizzativi e  amministrativi, non esistendo un team in grado di operare in questa  direzione in modo del tutto adeguato, risentendo spesso il personale di  segreteria delle problematiche relative al precariato. Mi sembra però  che a queste difficoltà, che credo siano particolarmente accentuate nel  Sud Italia, si possa ovviare attraverso le esperienze di partenariato.  La prassi di partire dall’analisi dei bisogni dell’utenza, per arrivare  all’elaborazione di un progetto ed alla richiesta di fondi per la sua  attuazione, la gestione dei rapporti con partners italiani e non,  istituzionali o provenienti dal mondo del lavoro, la pianificazione  attenta degli aspetti organizzativi, questioni ovvie in alcune realtà,  non lo sono in altre. Il confronto aiuta a ragionare e, soprattutto, ad  agire in modo diverso, ma soprattuto, potremmo dire che “educa”  all’autonomia e al corretto utilizzo dei finanziamenti disponibili  molto più di un corso di aggiornamento.


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