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Il progetto Comenius “e-LIS”: prove di cooperazione didattica europea

2 ottobre 2009 | di Raffaele Nardella
Comenius

In questi ultimi anni il programma settoriale Comenius del programma di apprendimento permanente (LLP) dell’Unione europea ha dato un forte impulso nel settore dell’istruzione scolastica allo sviluppo di contenuti didattici, metodologie innovative e soluzioni pedagogiche supportate dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

Le recenti indagini (http://www.programmallp.it/box_contenuto.php?id_cnt=669&id_from=11) condotte dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex Indire) sui dati quantitativi e qualitativi dei partenariati Comenius hanno dimostrato come la familiarità con i supporti informatici ha permesso ai docenti delle scuole coinvolte una maggiore facilità nella gestione di tutto il processo progettuale, dalla diffusione della proposta del progetto alla ricerca dei partner tramite i vari database presenti in rete, dalla fase di scambio di informazioni e di materiali a quella di disseminazione dei risultati raggiunti.

Un passo ulteriore nella trasformazione concreta della pratica didattica è stata l’integrazione delle attività previste dai progetti all’interno del curricolo, un elemento strategico per scardinare l’immobilismo delle prassi pedagogiche, molto presente nella scuola italiana.

e-LIS

All’interno di questa cornice si inquadra il progetto di partenariato bilaterale Comenius “e-LIS e-Learning Italiano Svenska” che vede coinvolti l’istituto d’istruzione superiore “Salvador Allende” di Milano (fig.1)

Fig. 1


e la scuola superiore Fyrisskolan di Uppsala in Svezia (fig.2).

Fig. 2


Il progetto nasce dall’idea di promuovere all’interno delle due istituzioni:

- la conoscenza dell’italiano e dello svedese, la cui diffusione, in quanto lingue europee minoritarie e meno diffuse, è tra gli obiettivi primari dell’Unione Europea;

- la consapevolezza alla cittadinanza europea tramite il contatto tra culture così profondamente diverse ma allo stesso tempo ricche di elementi fondamentali comuni;

- la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la produzione cooperativa di materiale didattico interattivo per lo studio della lingua italiana e svedese in uso per la rete;

- la sperimentazione di lezioni in presenza e a distanza basate sulla metodologia CLIL, acronimo di Content and Language Integrated Learning (apprendimento integrato di lingua e contenuto), in cui lo studio di una materia avviene attraverso l’uso veicolare di una lingua straniera [Barbero T., Boella T. (a cura di) (2003), L’uso veicolare della lingua straniera in apprendimenti non linguistici, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Collana Strumenti perla Scuola, quaderno 6]

Nella fase di collaborazione attiva tra i due Istituti sono state implementate varie attività: per gli studenti italiani coinvolti nel progetto è stato attivato un corso di lingua svedese tenuto da un’assistente madrelingua; per gli studenti svedesi, che hanno lo studio della lingua italiana all’interno del loro curriculum scolastico, sono state svolte presso l’Allende lezioni CLIL in italiano in varie discipline (storia, filosofia, scienze, italiano, matematica, fisica, arte), con un notevole coinvolgimento del corpo docente sia in termini numerici (circa 30) che in termini didattici (preparazione delle lezioni per un livello di comprensione adeguato agli studenti ospiti); sono state create due classi virtuali su due diverse piattaforme, una su Nicenet (www.nicenet.org) e una su EUN Community (http://community.eun.org/entry_page.cfm? area=

2584) per la diffusione delle informazioni di interesse comune, lo scambio di materiali e la pubblicazione della produzione didattica creata nel corso del progetto; da parte degli studenti italiani in visita nella scuola svedese sono state svolte sia lezioni CLIL (fig.3) che attività di tutoraggio e di assistenza agli studenti svedesi durante le ore di lezione di italiano;

Fig. 3


sono stati creati i primi materiali interattivi

(http://www.nspeak.com/allende/comenius/index.htm) strutturati per un approccio blended, pubblicati in rete e utilizzati dagli studenti e dagli insegnanti per l’ampliamento dell’offerta formativa.

Tra questi prodotti, ad esempio, sono risultati molto efficaci i 10 learning objects (fig.4) che compongono il breve corso di lingua italiana basato su un approccio più lessicale che grammaticale.

Fig. 4


Ogni unità è composta da un dialogo in lingua italiana che avviene tra studenti italiani e svedesi ambientato nel periodo di scambio effettuato a Milano nel quadro del progetto “e-LIS”; ogni dialogo è preceduto da una foto scattata ad Uppsala collegata in qualche modo al tema affrontato; è possibile ascoltare l’audio dei dialoghi per imparare la corretta pronuncia dei vocaboli e svolgere 6 esercizi interattivi con autocorrezione e feedback immediato per valutare la comprensione del testo

- Domande di Comprensione

- Vero o Falso

- Cruciverba (fig.5)

- Esercizio di Riempimento degli spazi vuoti – Riordino della frase – Esercizio di Abbinamento (fig.6)

Fig. 5


Questo corso viene utilizzato dai docenti svedesi per far approfondire o ripassare ai loro studenti alcune espressioni della lingua italiana concernenti alcune funzioni linguistiche e comunicative.

Le attività di monitoraggio e di valutazione del processo di sviluppo del progetto sono state sintetizzate dai questionari online

(http://www.nspeak.com/allende/comenius/comenius.htm) che hanno offerto un resoconto sia dei punti critici (difficoltà di comprensione linguistica, maggior utilizzo delle risorse tecnologiche, migliore organizzazione) che degli elementi positivi (presenza dell’assistente madrelingua svedese sia per il corso di lingua che durante la fase dello scambio tra gli studenti, coinvolgimento degli studenti nelle attività nelle classi della scuola ospitante).

Fase di sviluppo

Un elemento di riflessione su cui soffermarsi è individuabile nella ricaduta che questo progetto ha avuto e sta avendo nella didattica curricolare, nel miglioramento dei supporti informatici della scuola e soprattutto nello sviluppo della collaborazione tra le due scuole, in un intreccio proficuo per tutte le parti in gioco.

E’ stato infatti siglato un accordo di collaborazione tra le due scuole che prospetta nuovi percorsi sia per la didattica che per la formazione degli stessi insegnanti; tale accordo nasce dall’esigenza di rafforzare l’idea che “idonee relazioni culturali e scientifiche per una scuola sono indispensabili allo sviluppo delle funzioni istituzionali di insegnamento e che (…) è necessario favorire ed incoraggiare accordi culturali diretti fra Istituzioni scolastiche appartenenti a Paesi diversi” (Accordo di Collaborazione).

Partendo quindi da un interesse reciproco come quello dello sviluppo degli studi nel settore linguistico e dall’esistenza di un’esperienza di collaborazione già in atto attraverso il progetto “e-LIS”, le due scuole si sono impegnate a dar vita ad una reciproca collaborazione inizialmente nel settore linguistico, riservandosi di definire altre aree di reciproca cooperazione. Tale collaborazione si sta sviluppando attraverso gli scambi tra studenti, finalizzati alla frequenza di lezioni o altre attività formative, e tra insegnanti, allo scopo di favorire la progettazione e l’attuazione di lezioni per lo sviluppo della conoscenza delle lingue italiana e svedese, di svolgere ricerche comuni e di discutere esperienze nei settori di interesse comune; sono coinvolte anche le amministrazioni che si sono impegnate a scambiarsi tutte le informazioni utili sulla struttura e l’organizzazione dei propri istituti.

Il gruppo comune di coordinamento per l’attuazione dell’accordo sta discutendo inoltre sulla possibilità per gli studenti di poter frequentare anche solo per un breve periodo dell’anno (due/tre mesi) la scuola partner con il reciproco riconoscimento del periodo di studi, come ad esempio nel caso dell’accordo tra il Liceo Cartesio di Olevano Romano e il Gymnasium di Michelstadt in Germania

(http://www.programmallp.it/box_contenuto.php?id_cnt=322&id_from=1).

Dal punto della pratica didattica, inoltre, si sta dando vita ad una repository di risorse interattive per lo studio della lingua italiana e svedese grazie al contributo di alcuni studenti e insegnanti, che hanno rimodulato la programmazione curricolare per dar vita ad esempio, a:

- il già citato corso di lingua italiana strutturato in 10 learning objects, basato sull’esperienza dello scambio tra gli studenti delle due scuole

(http://www.nspeak.com/allende/comenius/index.htm) (fig.6)

Fig. 6


- la progettazione e l’implementazione di un dizionario italiano-svedese online in fase di completamento (http://forum.uppsala.se/applications/lektion051/default.asp)

- un’attività di comprensione linguistica riguardante un esperimento sul calore girato in video nel laboratorio di Fisica del’Allende

(http://www.nspeak.com/allende/comenius/fisica/fisica.htm).

Il video dell’esperimento è stato interamente progettato, girato ed editato da un gruppo di studenti seguiti dalla loro docente di Fisica.

Sono inoltre in programmazione lezioni real time in videoconferenza su argomenti specifici richiesti; quest’ultimo sviluppo della collaborazione sta spingendo l’Istituto Allende all’adozione di tecnologia di comunicazione wireless in tutta l’area dell’edificio per poter permettere l’uso della rete e quindi dare la possibilità a docenti e studenti di trasmettere le attività didattiche da qualsiasi classe, sia per videoconferenze che per trasmissioni streaming TV registrabili e inseribili nella repository del materiale creato.

Conclusioni

L’esperienza che si sta maturando grazie al progetto “e-LIS” induce a riflettere sulla necessità di compiere un ulteriore passo nella costruzione della cooperazione didattica europea, creando una rete di riferimento per mezzo della quale gli istituti scolastici possano interagire in modo collaborativo per la produzione di materiali e attività educative.

E’ auspicabile che la rete di partenariati pedagogici creatasi con l’azione “e-Twinning” dell’Unione Europea, e cioè il gemellaggio elettronico tra scuole europee grazie all’uso delle TIC, proponga modelli di riferimento (“best practices”) e norme per aiutare le istituzioni scolastiche nel mettere a sistema una vera didattica europea.

Il supporto delle TIC nello specifico risulta fondamentale, perché può spingere verso un reale cambiamento del modo di fare didattica, promuovendo pratiche innovative nel campo dell’apprendimento/insegnamento, nel campo dell’istruzione interculturale, accrescendo la consapevolezza della cittadinanza europea soprattutto tra i docenti delle scuole italiane che risentono maggiormente delle conseguenze negative di prassi didattiche troppo spesso autoreferenziali.


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