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Progetto Grundtvig: e-tutor for lifelong learning: competence and methodology

2 ottobre 2009 | Gabriella Saudati

Il presente contributo raccoglie le esperienze svolte dall’istituto tecnico industriale “Giovanni Giorgi” di Milano. Oggetto del lavoro è il programma Grundtvig, strumento di sperimentazione e di supporto economico non ancora pienamente utilizzato dalle scuole per migliorare le competenze del proprio corpo docente in settori di didattica innovativa come quelli che prevedono l’impiego delle nuove tecnologie. Dopo una breve analisi del territorio in cui l’istituto è inserito, vengono analizzate le attività previste dal progetto “e-tutor per lifelong learning” evidenziando i punti di forza e di criticità che, partecipare a un programma finanziato dalla Commissione europea può comportare.

La scuola e le sue esperienze con i fondi comunitari

La scuola, ITIS Giovanni Giorgi di Milano, ha contribuito attivamente, negli ultimi anni, in molti progetti finalizzati alla promozione dell’uso delle tecnologie informatiche e della comunicazione (TIC) nella didattica. Il progetto “e-tutor per il life long learning” destinato agli insegnanti nel ruolo di tutor per la formazione on-line rappresenta la naturale prosecuzione della attività di ricerca-azione svolte dalla scuola negli anni passati. In particolare, l‘esperienza pregressa che più di altro ha positivamente condizionato la scelta di proseguire nella ricerca di fondi di finanziamento esterno all’istituto è il progetto nazionale EDA – corsi serali gestito dall’ex INDIRE e che ha visto la produzione di 140 LO sull’area comune del quinquennio. I LO sono stati prodotti grazie alla collaborazione di dieci scuole nazionali e con il contributo del MIUR. Inoltre, l’ITIS “Giorgi”ha partecipato ad un progetto Minerva (ex programma di apprendimento 2000-2006) coordinato dall’IRRE Lombardia organizzando una serie di televideoconferenze per insegnare l’italiano L2 ai partner di progetto di Svezia, Cecoslovacchia e Spagna. Sono inoltre, già approvati per le lezioni in orario diurno un progetto Comenius sulla tematica della migrazione e tre progetti Grundtvig per il serale, che proseguono ed ampliano l’attuale esperienza dell’e-tutor (in particolare riguardano i Learning Odject, il Mobile e le potenzialità di sviluppo della FAD in generale).

Partecipare al progetto Grundtvig “tutor on-line”, per la nostra scuola, più che una possibilità, ha costituito una opportunità (in termini economici e di confronto con analoghe realtà) ed ha permesso la messa a punto di una programmazione didattica più ampia, grazie all’utilizzo delle TIC. Già in fase di progettazione il gruppo di lavoro, sulla base della disponibilità personale e in relazione alle competenze e responsabilità didattico-metodologiche acquisite, ha aderito con entusiasmo al progetto. Il punto di forza della partecipazione al progetto è stato sin dall’inizio focalizzato nella opportunità di costituire un team di docenti esperti nel settore, da utilizzare sia durante lo svolgimento del Grundtvig che in seguito come formatori/diffusori delle competenze legate alla FAD. L’interesse era volto anche alla concreta possibilità di arricchire l’offerta formativa della scuola, in particolare per i corsi rivolti ai lavoratori-studenti, che contano più di 400 iscritti e che presentano soventi problemi di continuità di frequenza a causa della lontananza geografica e per specifici motivi di lavoro (turni, trasferte). Per ovviare a tale problema, nella programmazione dei corsi serali è risultato estremamente interessante poter “sfruttare” un modello di formazione blended, sostituendo una o più sere la settimana di frequenza a scuola con una fruizione di lezioni on line. Tale esperienza era stata già messa in pratica qualche anno fa da due classi del biennio della nostra scuola con esiti molto positivi. Sempre per quanto riguarda il futuro e le attività attuabili grazie alle esperienze fino ad ora svolte dall’istituto, nell’anno scolastico 2010/2011 dovrebbe partire l’esperienza dei CPIA (centri per l’istruzione degli adulti), cui la nostra scuola è coinvolta per i corsi serali e che prevede sino ad un 20% del monte ore erogabile sotto forma di FAD.

Il Progetto “e-tutor”

Il programma Grundtvig ha offerto la possibilità di organizzare due corsi di aggiornamento (il primo a marzo del 2008 sull’utilizzo della piattaforma nazionale e il secondo a novembre dello stesso anno sulla figura del tutor on-line) aperti ai docenti sia dei corsi serali che dei corsi diurni. Dall’anno scolastico 2009 appena terminato è iniziata la sperimentazione da parte di docenti di varie materie, che ha previsto il coinvolgimento di due classi al diurno e sei classi al serale. I risultati di questa prima fase sono stati resi noti nel corso dell’ultimo meeting del progetto tenutosi ad Akhisar, in Turchia, dal 3 all’8 marzo 2009. Un elemento di criticità che deve essere rilevato è dato dal limitato coinvolgimento dei colleghi. In massima parte tale situazione si crea perchè molti insegnanti mostrano delle resistenze ad iniziative di carattere innovativo ritenendole più un aggravio di lavoro che un mezzo per migliorare e “alleggerire” la propria attività didattica. Opportunamente “incuriositi” siamo riusciti a coinvolgerne un nutrito gruppo, tra l’altro di svariate discipline, sia dell’area umanistica che linguistica e tecnica e il livello di gradimento, testato da un questionario sottoposto ai partecipanti è risultato essere alto. Tali sperimentazioni vengono vissute dai nostri docenti come delle vere e proprie ricerca-azione, in quanto chi si è messo in gioco da subito nel ruolo di tutor on-line dei propri studenti, vi si propone successivamente come attento osservatore delle potenzialità di interazione discente/docente non limitandosi al solo ruolo di mentore. Con lo scopo di proseguire nella strada del confronto e della riflessione, è stato pianificato di aprire una riflessione condivisa tra i partecipanti e colleghi coinvolti nel progetto, diffondendo i risultati raggiunti nel giornalino on- line e sul sitoweb del nostro istituto.

Un altro aspetto estremamente positivo è stato costituito dalla collaborazione tra i docenti delle realtà educative coinvolte. I nostri partner sono state due scuole italiane, l’ITG Mosé Bianchi di Monza e l’ISISS Michelangelo Buonarroti di Caserta, scuola capofila e due centri per l’educazione degli adulti stranieri, lo “Youth without frontiers” slovacco e l’”Akhisar public education centre“ turco. Di particolare interesse sono stati i rapporti con quest’ultima organizzazione, che hanno evidenziato un’innegabile propensione all’innovazione da parte di un paese con ampie e oggettive difficoltà di comunicazione e relazione all’interno del proprio stesso territorio. Molto proficue sono inoltre risultate le relazioni instaurate con le scuole italiane, con le quali si sono stabiliti degli ottimi rapporti di collaborazione e scambio come mostra la diffusione da parte della scuola “Buonarroti” di Caserta che ha realizzato una pubblicazione sui lavori del partenariato, presentata al teatro della reggia di Caserta nel maggio 2009 e che si affianca al prodotto finale del progetto: un CD- rom con tutto il materiale prodottoe le conclusioni e osservazioni da parte dei partner.

Obiettivi e risultati di progetto

Ma quali sono stati gli ambiti e le attività previste da l progetto “e-tutor per il LlL”? Grazie ai nostri validi compagni di lavoro siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati sin dalla fase di ideazione del progetto, ovvero è stato possibile: stabilire un rapporto tra didattica tradizionale e nuove tecnologie;

1. progettare ambienti virtuali di apprendimento per adulti, in particolare per studenti-lavoratori che rientrano in formazione per completare il ciclo di studi o per riqualificarsi;

2. confrontare le diverse modalità di progettazione e gestione degli ambienti virtuali di apprendimento esistenti nei vari paesi;

3. analizzare e codificare il ruolo e l’attività della figura dell’e-tutor;

4. enucleare e definire le competenze tecniche, didattiche, umano-relazionali dell’e-tutor;

5. avviare un processo di ricerca-azione sull’utilizzo delle TIC nel longlife-learning.

Tali obiettivi sono stati tradotti nei seguenti risultati:

• l’organizzazione e l’attuazione di corsi di formazione per docenti, volti ad aumentare il loro grado di autonomia nell’utilizzo degli ambienti e-learning sia dal punto di vista tecnologico che metodologico;

• abituare i docenti a progettare e gestire l’integrazione tra didattica d’aula e didattica on-line;

• far entrare nella prassi della ricerca-azione le scuole e i centri di educazione per gli adulti coinvolti.

La fase di ricerca azione è stata monitorata mediante

• questionari di rilevazione per docenti e studenti;

• una griglia di osservazione sul ruolo e sulle competenze dell’ e-tutor.

In pratica, mentre il docente e-tutor operava con gli studenti, il gruppo di lavoro Grundtvig osservava i suoi comportamenti ed azioni, così da raccogliere dati finale a doppio livello che vertevano su:

• cosa ne pensano i docenti e gli studenti coinvolti;

• quali sono le funzioni e le azioni messe in pratica dal docente e- tutor.

Per seguire le diverse esperienze in tempo reale il partenariato ha allestito un ambito di interazione collaborativa denominato Auroragrundtvig su EUN Community (http://community.eun.org/).

Dall’osservazione è risultato che nella pratica le tre figure fondamentali di tutor on line, ovvero il tutor istruttore (o accompagnatore), il tutor facilitatore (o di processo) e il tutor moderatore (o animatore), più che figure a sé, risultano rappresentare i vari “volti” dell’unico tutor on-line di riferimento.

Alcune considerazioni

Analizzando l’operato del tutor on line come è venuto a delinearsi nella nostra scuola si evidenzia che il docente e il tutor on-line nel nostro caso coincidono, per tale ragione il lavoro in piattaforma è stato gestito sia in presenza che a distanza, prevedendo un’interazione sia sincrona che asincrona. La risposta da parte degli studenti lavoratori a tali stimolazioni è stata interessante. Dal questionario sottoposto loro circa il livello di importanza da attribuire ai seguenti obiettivi in cui esplicitare i vantaggi effettivi della loro partecipazione al lavoro on line è risultato che:

a. si è verificate una intensificazione del rapporto discente/docente

b. mentre sono invece diminuitge le verifiche in presenza (scritte e/o orali)

c. e parallelamente si è osservato una diminuzione dell’orario a scuola delle materie coinvolte (secondo il modello e-learning blended)

I risultati hanno visto optare per ben il 62% per la risposta a (segue un 25% a favore della c e il restante 13% ovviamente per la b). Ciò non solo risulta consolante, in quanto mette in risalto l’esigenza fortemente sentita da chi ritorna in formazione di potenziare al massimo la possibilità di essere seguito dall’insegnante, in tutte le forme possibili e per più tempo possibile, ma è anche a sua volta stimolante per il docente, che non si sente in tal senso confinato in un ruolo “subito” dal discente, bensì “desiderato e apprezzato”.

Nel ruolo di tutor on-line, il docente sarà più propenso ad esplorare tutte le potenzialità della sua funzione di stimolatore, promuovendo anche attività di forum, in cui potrà successivamente porsi come controllore-moderatore.

Tali risultati, che hanno interessato per il momento una decina di insegnanti distribuiti nei vari campi disciplinari (inglese, chimica, scienze, italiano e storia) ci ha portato a considerare come più che opportuna l’attivazione di reti volte alla disseminazione dell’esistente, ma prevedendo un maggiore coinvolgimento dei docenti nell’ attività di ricerca-azione. Questo perché le opportunità offerte dalla formazione online in modalità blended o completamente a distanza rappresentano una risorsa per quegli studenti lavoratori, che necessitano di riqualificarsi e di aggiornare le proprie competenze, ma con una limitata disponiblità temporale. Aprono altresì importanti orizzonti per tutti gli studenti, serali e diurni, impossibilitati a frequentare per motivi di salute, ma anche per rispondere alle nuove esigenze di recupero di carenze nelle varie discipline.

In questa direzione risulta fondamentale l’arricchimento delle piattaforme esistenti, come ad esempio quelle gestite dall’Agenzia nazionale (ex INDIRE) di cui dovrebbero essere ampliate sia la quantità di materie ospitate che il numero dei Learning Object prodotti. Prezioso in tal senso sarà l’apporto dei docenti per costruire e condividere LO e le esperienze e strategie adottate ad hoc. In tale ottica si lamenta l’attuale mancanza di continuità nella promozione e diffusione delle esperienze innovative svolte nel campo della didattica a livello italiano. Non è certo nell’ambito del fondo d’istituto di una scuola che si possono trovare le risorse economiche per remunerare adeguatamente ed incentivare tali attività. Il tempo e le energie profuse nell’attuazione di tali progetti da parte dei docenti coinvolti non sono certo “ricompensabili né tanto meno ricompensate” dai finanziamenti comunitari. E’ innegabile che la partecipazione porta all’insegnante un arricchimento in termini di competenze e di rapporti umani, ma è vero altrettanto che all’impegno prestato spesso non segue un riconoscimento professionale.

Sostenere l’importanza della terza “I” che inserisce, la competenza digitale come essenziale anche nelle abilità di base, dovrebbe avvenire parallelamente ad un adeguato aggiornamento dei supporti informatici nelle scuole. I finanziamenti comunitari possono rappresentare una risorsa da utilizzare la dove le strutture e la conoscenza all’uso delle nuove tecnologie rappresenta già un patrimonio posseduti dalla scuola.


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