Home » n. 60 gennaio/febbraio 2009

Scheda tecnica di XO

1 gennaio 2009 | Dario Zucchini, docente esperto di innovazione tecnologica e didattica dell’ ITI Majorana di Grugliasco

Proporre una scheda tecnica per il laptop di Negroponte è davvero una rarità editoriale: quasi tutti i siti e le riviste del settore ne parlano quasi esclusivamente basandosi su comunicati stampa e dichiarazioni, citandone caratteristiche dal sapore leggendario, come batterie dalla durata infinita e computer a manovella. Per tutti gli altri computer, vengono invece regolarmente eseguiti test di laboratorio intensivi e completi. Così, quando a scuola siamo entrati in possesso di due XO acquistati direttamente in Texas nel 2007 dal nostro collega Turigliatto, li abbiamo portati subito in laboratorio per sottoporli ad una completa fase di test, proprio sullo stile delle recensioni delle riviste specializzate.

Caratteristiche fondamentali di XO
Il portatile ha angoli smussati, maniglia integrata ed è di dimensioni ridotte e pensate per i bambini; la tastiera è di gomma con i tasti decisamente piccoli per un adulto. XO ha all’incirca le dimensioni di un libro di testo ed ha lo schermo girevole come i tablet PC; può, quindi, svolgere le funzioni di portatile standard, lettore di libri elettronici e console di gioco. Il computer è totalmente privo di fessure e prese d’aria per la ventilazione e anche le tre porte USB ed i connettori audio sono protetti da polvere e sabbia dalle due antenne girevoli, che servono anche per bloccare lo schermo in posizione di riposo; sotto allo schermo è nascosto un connettore per memorie SD. Su questo PC non sono presenti lettore CD o masterizzatore e altri connettori (modem, lan, vga) tipici dei normali notebook.

Il computer vero e proprio è una piccola scheda madre che trova posto dietro il monitor come nei più moderni tablet PC. Questa soluzione è ergonomicamente la migliore possibile per un PC portatile: consente un più facile utilizzo della tastiera, che è sottilissima e non trasmette calore quando il PC è appoggiato alle gambe. La dotazione hardware prevede 256Mb di RAM, 1GB di disco a stato solido e un processore AMD Geode da 433 Mhz. Completano la dotazione scheda audio Analog Devices, la webcam Omnivision e la scheda Wireless Marvel. Il processore è moderno, ma ha la frequenza operativa dei computer di 10 anni fa, una tecnica molto usata per le applicazioni industriali in grado di garantire ottima affidabilità, costi ridotti, bassi consumi e prestazioni più che accettabili. Il disco a stato solido è, invece, una delle primizie di XO che si sta diffondendo solo ora tra i computer portatili. Si tratta di una scheda di memoria “Flash” (più o meno come quelle usate dalle fotocamere), che sostituisce il disco rigido con notevoli vantaggi su consumo, robustezza e tempi di accesso. Lo spazio disco è però decisamente limitato e, come per i telefoni cellulari di ultima generazione, può essere espanso da una ulteriore scheda di memoria SD.

Lo schermo di XO è un componente davvero eccezionale. Pur essendo a cristalli liquidi, è l’unico display per notebook in grado di funzionare sia con retroilluminazione a colori (come i normali display LCD dei computer), che in modalità passiva in toni di grigio(come i più moderni display ad inchiostro elettronico degli ebook reader). In modalità passiva lo schermo è perfettamente visibile sotto la luce del sole e, le dimensioni di 7,5 pollici unite alla risoluzione di ben 1200×900 pixel, nonché la possibilità di ribaltare lo schermo sulla tastiera, rendono XO il più economico ebook reader disponibile attualmente. Anche gli attuali netbook non possono competere con lo schermo di XO, sia come risoluzione sia come proporzioni. A parità di diagonale, infatti, il formato dello schermo 4:3 – anziché 16:9 come di moda oggi – offre più spazio ai documenti e alla navigazione. A fianco dello schermo si trovano due altoparlanti di adeguata potenza ma dal timbro metallico; il microfono a sinistra e la webcam con risoluzione di 640 x 480 punti a destra, sono abbinati a due led che ne indicano l’attivazione. Sia la camera che il microfono possono essere usati, rispettivamente, come una cellula fotoelettrica e come sensore di grandezze fisiche, per scopi educativi. Sotto agli altoparlanti troviamo i controlli del gamepad integrato utilizzabile nei giochi o nelle funzioni di lettura testi.

L’utopia di realizzare un PC con hardware interamente open source ha portato non pochi problemi in fase di progettazione tra cui l’abbandono del progetto di Intel che, copiando l’idea, ora propone la piattaforma Classmate come alternativa commerciale al progetto OLPC. In virtù di scelte progettuali open source questo PC ha alcune lievi differenze tecniche dai normali notebook tra cui, la più visibile, è l’impossibilità di eseguire il boot da un lettore CD USB esterno rendendo, quindi, l’installazione di un sistema operativo diverso dal preinstallato molto difficile se non impossibile.

La parte elettrica
L’alimentatore è di tipo universale e si adatta a qualsiasi voltaggio: l’unica necessità che abbiamo è di procurare un adattatore alla spina americana. La tensione di alimentazione del PC è di 12Volt, ed è una scelta geniale. È infatti possibile alimentare XO con quasi tutte le sorgenti elettriche a basso voltaggio come pannelli solari, gruppi elettrogeni, batterie di moto e auto e altro ancora.

Il pacco batterie ha una capacità di 3.1 Ah (ampere-ora) non molto se paragonato ai 5,5Ah dell’Asus EEE PC o ai 4Ah dei classmate. Considerati la destinazione del prodotto, alcuni problemi di funzionamento dei pacchi batteria (verificatosi anche ad uno dei modelli in prova) e la conseguente difficoltà nel reperire un pacco batterie di ricambio nel mondo, sarebbe stato meglio dotare XO di un più pratico alloggiamento per i singoli elementi ricaricabili in formato standard AA (stilo) anziché di un pacco batterie specifico.

Diversamente da quanto indicato dalla OLPC, il consumo, con alimentazione a 12V, si attesta attorno ai 6 Watt (OLPC ne dichiara soltanto 2). Con lo schermo in modalità passiva (senza retroilluminazione) il consumo scende fino a 4.8 Watt. Questi valori sono comunque molto bassi e consentono di alimentare OLPC con pannelli solari anche di soli 30×30cm (costo circa 50€), batterie e altre sorgenti energetiche di fortuna; ma sicuramente non a manovella come si vedeva nei primi prototipi.

Con la batteria da 3.1Ah abbiamo rilevato un’autonomia di 2 ore e 45 minuti con schermo alla massima luminosità e di 4 ore con schermo senza illuminazione. Il tempo di ricarica è di 1 ora e 30 minuti. Si tratta di un buon risultato, ma non di un record.

Connettività
La dotazione wireless a 2.4GHz integra gli standard 802.11b/g e 802.11s (Mesh ), le simpatiche antenne regolabili supportano la tecnologia “antenna diversity” (1) in grado di migliorare la ricezione del segnale con il computer in movimento. Le reti Mesh sono reti tra computer, di derivazione militare, che non hanno bisogno di punti di accesso (access point / hot spot) per funzionare. Ciascun PC è in grado di creare una sua propria rete Mesh in maniera autonoma e di comportarsi da router senza fili per gli altri computer: molti utenti possono così condividere un unico punto di accesso ad internet sfruttando i PC per il rilancio del segnale. Anche le attività possono essere condivise mediante la rete, rendendo possibile scrivere un documento, chattare, navigare e disegnare in maniera cooperativa. Dobbiamo però dire che queste operazioni non funzionano sempre correttamente.
La videata delle risorse di rete è molto innovativa e di sicuro effetto: mai nessun sistema operativo prima d’ora era riuscito a presentare in un’unica finestra utenti, periferiche, reti, attività condivise e gruppi di lavoro.

Il software
XO è fornito di una distribuzione specifica del sistema operativo Linux basata su Fedora. L’interfaccia grafica SUGAR è specifica per questo computer e, a detta del produttore, è stata appositamente sviluppata e studiata per un facile utilizzo da parte dei bambini più piccoli; per i ragazzi più grandi ed esigenti, invece, sarà quasi obbligatorio usare la riga di comando o aggiornare il sistema operativo.

Alcune particolarità di SUGAR possono essere viste da un utente abituato a interfacce ormai tradizionali: le attività vengono proposte sempre a schermo intero e può essere impossibile con software non predisposti all’origine per funzionare con SUGAR passare da una finestra all’altra; l’accesso ai file non prevede l’organizzazione in cartelle ma utilizza il sistema del Journal (diario di bordo), un archivio cronologico delle attività svolte sul computer. Attività come il prendere pezzi di testo e immagini da una pagina web per metterli in un documento con SUGAR possono essere davvero impossibili perché ci si perde.

Le applicazioni preinstallate includono un semplice browser basato su Firefox; un semplice visualizzatore di documenti basato su Evince; un semplice elaboratore di testi basato su AbiWord; una calcolatrice di base, un lettore RSS , un client per email, un client per le chat, un kit di composizione musicale, kit grafici, vari giochi, una console da riga di comando Linux e alcune utility. Gli strumenti di base per navigare, leggere, scrivere e far di conto sono forse un po’ troppo semplici e limitati.

È, comunque, possibile installare molto facilmente altro software specifico per questo PC direttamente dal sito, dove sono raccolti adattamenti e realizzazioni provenienti da tutto il mondo (tra cui il gioco “sparatutto” Doom – sic!). Con un pochino più di lavoro, aiutandosi con una schedina di memoria aggiuntiva, è possibile installare qualsiasi software per Linux: su http://share.dschola.it/olpc trovate, insieme a una recensione di XO corredata di immagini, le istruzioni ed i file necessari per installarvi Open Office.

L’interfaccia SUGAR prevede, per tutte le applicazioni (chiamate Activity), una edizione semplificata del concetto di Ribbon già utilizzato dai puù recenti prodotti commerciali: in una fascia superiore compaiono gli strumenti di lavoro di generose dimensioni, raggruppati per categoria. Laddove si è abituati a trovare il menu file è collocato il menu Activity.

Computer mondale, lingua locale
Come per tutte le distribuzioni di Linux , è prevista la localizzazione del computer; sul wiki del progetto sono presenti tutte le risorse e le istruzioni per l’adattamento di XO alle diverse lingue locali: si tratta di infatti un processo continuo ed aperto al contributo della comunità. Il sistema operativo integra il supporto multilingue, per cui gli interventi principali riguardano l’ambiente Sugar, le applicazioni e la tastiera. Le lingue e gli alfabeti supportati sono molti ed in continua crescita.

Conclusione
L’impressione generale che si ha utilizzando XO è di estrema lentezza, per altro non giustificata dalla buona dotazione hardware e dal basso consumo imposto al processore. Sicuramente una distribuzione Linux più leggera e più ottimizzata per questo tipo di hardware consentirebbe ottime prestazioni. Tutt’altro che rari i blocchi del sistema, dovuti, in particolare, all’utilizzo di file di grosse dimensioni, del reader, dell’editor di testi e del Journal quando si accede ai pendrive USB organizzati in molte cartelle (che il journal riorganizza in ordine cronologico). Abbiamo provato con successo insieme agli allievi ad installare Xubuntu trasformando XO in un computer decisamente moderno e performante, in grado perfino di riprodurre video in qualità DVD a tutto schermo. La scelta di realizzare in proprio l’ambiente operativo ideale per i fanciulli ha sicuramente insegnato al MIT che i sistemi operativi non si improvvisano.

Sicuramente XO è un computer molto innovativo che risulta però penalizzato da alcune promesse e dichiarazioni non mantenute; potenti slanci in avanti uniti a problemi “di gioventù“ e a soluzioni inusitate lo rendono in ogni caso un laptop unico e anche simpatico.

Note
(1) Antenna Diversity è una tecnologia che utilizza due antenne anziché una sola per migliorare la ricezione del segnale ed è la base dell’attuale tecnologia MIMO che prevede antenne multiple sia per la trasmissione che per la ricezione.

<< Indietro Avanti >>