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Storia di un piano di uso didattico delle TIC: Aladin 2.0

15 dicembre 2009 | Paolo Lorenzi, Ispettore scolastico per il settore matematico, scientifico e tecnologico presso la Sovrintendenza scolastica di Bolzano

Dieci anni dopo l’avvio del Piano di sviluppo delle tecnologie didattiche del 1997 prende il via a Bolzano il piano biennale Aladin di utilizzo didattico delle risorse web 2.0 realizzato in collaborazione con l’Istituto di Tecnologie Didattiche del CNR di Genova. Un programma che intende favorire ed accompagnare le scuole nella riflessione sull’uso didattico delle tecnologie con particolare riguardo alle risorse disponibili nel web.

Perché Aladin 2.0?
Per quanto riguarda la scelta del nome, il ruolo del 2.0 è di chiara evidenza e fa riferimento alle risorse web, mentre si è pensato ad Aladin per evocare il ruolo di Aladino nella storia omonima con la lampada. Tra magia e realtà, tra geni che escono dalla lampada a realizzare desideri e ragazzi di tutti i giorni con insegnanti reali impegnati a costruire apprendimenti e “competenze” stabili. Un pizzico di magia non guasterebbe a dare una mano agli insegnanti per vincere questa scommessa, soprattutto se ci si impegna in competenze di cittadinanza attiva anche con il contributo delle tecnologie e della rete.
Fuori dalle metafore e dalle storie, è da prima del 1997, anno in cui veniva lanciato anche a livello nazionale il Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (PSTD) – a Bolzano siamo in una provincia autonoma e quindi tutti i progetti o i piani prendono forma per decisioni e con risorse locali – che ci si è impegnati nella ricerca e nella diffusione del miglior uso didattico delle “nuove tecnologie”. Nuove, venivano chiamate allora le tecnologie cui ci si riferisce e ora potremo confermarle ancora tali in funzione del loro intrinseco potenziale evolutivo e della loro mutevole interfaccia con le attività umane. Per il seguito preferiamo però riferirci ad un loro sottoinsieme, le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), o al più ampio ambiente delle TSI (Tecnologie della Società dell’Informazione).
Sono stati  raggiunti con un buon margine di ampiezza gli obiettivi dei Piani triennali di sviluppo proposti a livello locale, segnando, sul versante delle attrezzature, un rapporto di distribuzione computer / studenti pari circa  a 1/5 e per quanto riguarda il loro impiego, la presenza di tutte le Istituzioni scolastiche nel web con la loro pagina, una discreta confidenza dei docenti con le TIC ed un pari utilizzo didattico. Molti passi avanti sono stati  fatti anche nella riflessione didattica sull’uso delle TIC che però spesso involve a causa di pericolosi e sterili confronti tra le abilità dei ragazzi e quelle dei docenti: avanzate e sempre più precoci quelle dei primi, ancora incerte e disomogenee quelle dei secondi. Dall’uso dei computer nelle aule multimediali con i diversi software specifici, anche se l’uso prevalente è rivolto ad applicativi da ufficio, il processo di utilizzo delle TIC si è spostato verso l’uso consapevole della rete web, con la maggioranza delle scuole che hanno pubblicato le politiche di uso consapevole della rete nei regolamenti scolastici.
É stato un passo avanti verso l’obiettivo di “antropizzare il web”, come si diceva nel 1999, intendendo il processo di riconoscimento delle caratteristiche dell’umano nei collettivi della rete e il reciproco trasferimento anche al web delle migliori qualità umane e sociali. In questo senso è significativo riportare uno dei passaggi del programma 2003 che riprendeva il richiamo della Commissione Europea per l’occupazione e gli affari sociali individuando alcune competenze irrinunciabili:

Si deve considerare, in ogni scelta e con un’attenzione particolare, che le diverse azioni si armonizzino, tra loro e con il contesto, per raggiungere quello che è l’obiettivo prioritario di tutto il programma: contribuire con le tecnologie alla formazione dell’individuo, studente e cittadino di una società complessa e multietnica.

A questo proposito, sono ritenuti irrinunciabili (1) tre ambiti di competenze:

- la padronanza della Rete e delle risorse multimediali
- la reale utilizzazione delle nuove risorse informatiche per l’apprendimento e l’acquisizione di competenze nuove
-  l’acquisizione di competenze essenziali, come la capacità di lavorare in gruppo, la creatività, la pluridisciplinarietà, la capacità di adattamento delle innovazioni, di comunicazione interculturale e di risoluzione di problemi.

L’obiettivo prioritario è sempre quello di favorire nei ragazzi competenze stabili per la vita, non tanto e non solo abilità informatiche. Per questo, per mettere alla prova gli obiettivi raggiunti nell’utilizzare le TIC nella didattica, per costruire situazioni e ambienti didattici alla portata di tutti e in coerenza con il lungo processo verso l’autonomia delle Istituzioni scolastiche avviato dalla L.P. 12/2000 ma ancora da approfondire per le vaste implicazioni pedagogiche e didattiche che sottende, si è passati nel 2005 ad installare un sistema operativo libero su tutti i computer dedicati alla didattica presenti nelle scuole. Su circa 2500 computer delle scuole è stata installata la prima distribuzione libera dedicata alla didattica comprendente, oltre al sistema operativo Linux, anche numerosi pacchetti didattici a sorgente aperta, raccolti per grado d’istruzione e per disciplina. L’azione è stata supportata da un gruppo di sette docenti utilizzati, con le risorse finanziarie risparmiate nel pagamento delle licenze, proprio per sostenere gli insegnanti nel passaggio al software libero.
Il contributo del gruppo di supporto, assieme ad una qualche diffidenza di alcuni insegnanti rispetto al nuovo sistema operativo, hanno indotto una positiva rivisitazione dell’utilizzo didattico delle TIC mostrando, ancora una volta come evidenza, la necessità della preventiva progettazione dell’azione didattica. IL passaggio al software libero per la didattica, oltre alle motivazioni già esposte, ha consentito, in qualche occasione, di uscire dalle abitudini ed ha favorito un approccio intenzionale e motivato alle TIC in ambito scolastico.
Si è maturata gradualmente ed ancora in maniera non omogenea tra i docenti, la consapevolezza di promuovere nei ragazzi la più ampia competenza digitale, come indicata nella Raccomandazione del 18 dicembre 2006 del Parlamento Europeo e riportata nelle Indicazioni provinciali per i curricoli del primo ciclo di istruzione di recente approvazione (2).
L’Unione Europea indica la Competenza Digitale come la quarta Competenza Chiave (3):

la competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet.

Viene accolta l’Indicazione Europea e interpretata a livello scolastico locale dal documento sulle Indicazioni provinciali per i curricoli, che stabilisce in maniera chiara e inequivocabile che la competenza digitale è trasversale alle singole discipline e come tale è compito di ogni docente in qualsiasi ordine di scuola ed in ogni ambito disciplinare contribuire al suo raggiungimento. Come spesso accade, la norma stabilisce quanto le migliori abitudini scolastiche di molti insegnanti hanno anticipato da tempo. Nel testo delle Indicazioni, dopo una premessa generale sugli obiettivi formativi promossi dalla competenza digitale, sono elencate alcune delle conoscenze e abilità che si ritiene debbano possedere i ragazzi ai diversi gradi di scolarità, in un ottica di aiuto alle scuole nel tracciare percorsi didattici specifici in questo periodo di prima applicazione e non certo per descrivere minuziosamente la competenza stessa compromettendone la complessità.

Nella situazione di contesto, che brevemente abbiamo descritto per comprendere quali possano essere le aspettative ed alcune delle variabili in gioco, si avvia il Piano Aladin 2.0 non solo conseguenza di un percorso, ma anche presupposto e laboratorio per alcune delle istanze presentate nelle stesse Indicazioni a tutte le scuole. Il Piano si configura quindi per capire e sperimentare in forma di ricerca operativa (ricerca – azione) metodi di lavoro e di relazione che i ragazzi utilizzano quotidianamente. Un’occasione anche per scoprire le enormi potenzialità delle risorse web 2.0 proprio in ordine agli obiettivi prioritari sopra accennati di condivisione e costruzione collettiva e sociale del sapere.
A distanza di più di dieci anni dall’avvio dei primi piani di sviluppo delle tecnologie didattiche, nel proporre un prossimo piano triennale, riteniamo, anche grazie ad  Aladin 2.0,  di dover approfondire ulteriormente le possibilità offerte dalle tecnologie della società dell’informazione in generale e più in dettaglio delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. Sicuramente tra gli obiettivi del piano dovremo prevedere degli approfondimenti sulle potenzialità dei dispositivi “mobile”, tra i quali anche cellulari e palmari, come possibili supporti didattici, e dovremo proseguire nello studio delle applicazioni software per le diverse discipline, ma daremo  particolare risalto proprio all’esplorazione di nuovi modelli di “fare didattica”. Nuovi modelli che trovino nelle risorse web più recenti e nel software libero la cifra del rinnovamento della didattica con le TSI.
L’esperienza di Aladin 2.0 porta maggiore consapevolezza sull’uso didattico delle tecnologie ed introduce a scenari più completi, invita a riflettere sulla maggiore efficacia della proposta didattica maturata in ambienti di condivisione, familiari ai ragazzi, simili a quelli utilizzati nel tempo libero. Una seconda riflessione di segno positivo maturata nel laboratorio di web 2.0 è relativa al valore aggiunto che si registra, nella maggioranza dei casi, nell’apprendimento promosso negli ambienti di condivisione, di collaborazione e confronto proposti.
Un terzo aspetto, forse più pervasivo dei precedenti, è dato dalla necessità di comprendere le TSI e le risorse del web 2.0 nell’uso quotidiano del fare scuola per promuoverne una giusta impostazione metodologica e valoriale, ma anche per non perseverare nel mantenere le aule scolastiche volutamente arretrate rispetto ad un certo sviluppo tecnologico che ormai è divenuto fondamento per la costruzione della conoscenza. Non si propone un utilizzo indiscriminato delle TSI o la costruzione di situazioni collaborative virtuali non significative quando si dovrebbero meglio valorizzare quelle in presenza, ma di conoscere e riconoscere i nuovi strumenti e metodi di lavoro come possibili risorse anche scolastiche. Questo comporta anche geografie diverse nella distribuzione dei computer a scuola. Da tempo infatti si criticano l’accumularsi spesso esclusivo delle tecnologie nelle aule multimediali e le movimentate migrazioni di studenti che, provenendo da  classi “normali” dove si fanno “altre discipline” o discipline che “non si prestano” a simili approcci, si sottopongono ad una esposizione alle TIC più o meno breve, quale misura omeopatica rispetto all’ordine di grandezza del tempo dedicato all’utilizzo delle TIS nell’extrascuola. Uno o più computer per classe con le relative attrezzature di supporto alla lezione e l’indispensabile collegamento ad internet possono, come si diceva già anni fa, estendere anche al lavoro in classe metodi e strumenti di consultazione  di costruzione della conoscenza ormai affermati nella quotidianità. In recenti incontri di coordinamento per referenti scolastici alle TIC è emerso che per raggiungere una maggiore confidenza e diffusione del lavoro con le TIC si dovranno coinvolgere alcuni aspetti dell’organizzazione della scuola, non ultimo il diario degli appuntamenti collettivi per docenti e studenti e il registro delle presenze e delle valutazioni. Saranno banchi di prova e di applicazione per le esperienze maturate con il piano Aladin 2.0 e costituiranno una logica prosecuzione nel prossimo piano triennale di  sviluppo delle tecnologie didattiche.

Note
(1) Tre ambiti ritenuti prioritari dalla Commissione europea per l’occupazione e gli affari sociali.
(2)Il testo è stato approvato dalla Giunta provinciale il  27.07.2009 (DGP nr. 1928) ed ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione nell’adunanza del 7.10.2009.
(3) Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente
(http://ec.europa.eu/education/policies/2010/doc/keyrec_it.pdf).


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