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Blog e tornei di scrittura collettiva

28 giugno 2010 | di Chiara Abrardi, Associazione culturale «Progetto e Materia»

Abstract. L’articolo prende in esame i tornei di scrittura collettiva e grafica per le scuole condotti tramite blog negli anni 2007/2008 e 2008/2009. Tali tornei, coordinati dall’associazione culturale «Progetto e Materia» in collaborazione con il 3° Circolo Didattico di Ivrea, hanno vinto il premio «Gold 2009» come esperienza didattica più innovativa nell’area dell’educazione linguistica. La costruzione delle fiabe è stata strutturata in base agli schemi narrativi e alle funzioni dei personaggi individuati da Propp e Greimas ed è avvenuta mediante l’interazione tra classi-squadra che inserivano i propri contributi sotto forma di commento nei blog predisposti dall’associazione. La scelta del blog come mezzo di costruzione collettiva della fiaba faceva invece riferimento a considerare internet come una fonte di informazioni da utilizzare in modo attivo e per favorire la condivisione di idee e risorse.

Parole chiave: scrittura collettiva, blog, educazione linguistica, premio «Gold 2009».

Summary. The article examines graphic and collective writing tournaments addressed to schools and organized through blogs in 2007-2008 and in 2008-2009. These tournaments, coordinated by the cultural association Progetto e Materia in collaboration with the Ivrea 3rd didactic circle, won the prize «Gold 2009», since it was appreciated as the most innovative didactical experience concerning the linguistic education. The making of fairy tales has been structured on the basis of the narrative schemes and of the characters function identified by Propp and Greimas, and it took place through the interaction among teams (classrooms) that contributed by entering comments on the blogs which were made available by the association. The choice of the blog as means of collective construction of the fairy tales referred to the use of internet as information source, that should be used actively in order to promote the sharing of ideas and resources.

Keywords: collective writing, blog, linguistic education, prize «Gold 2009».

Premio «Gold 2009»
L’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ANSAS, ex INDIRE) ha conferito il premio «Gold 2009» ai tornei di scrittura collettiva «Costruiamo Insieme una Fiaba» e «Ogni Volta una Svolta», organizzati dall’associazione artistico-culturale «Progetto e Materia» e coordinati dalla dott.ssa Chiara Abrardi. I tornei sono stati segnalati dal 3° Circolo Didattico di Ivrea come pratica educativa d’eccellenza grazie al rapporto di collaborazione instauratosi tra l’associazione e il Circolo Didattico, nelle persone del dirigente scolastico, dott.ssa Elsa Rei Rosa, e della referente per il progetto, l’insegnante Clara Micelotta.
Le esperienze, selezionate dai Nuclei Regionali dell’Agenzia sono state assegnate agli esperti della Commissione Nazionale e quindi suddivise per tematica. Su cinquecento candidature, la commissione del concorso ne ha selezionate cinquantuno e il Piemonte ha ottenuto la vittoria per l’esperienza didattica più innovativa nell’area dell’educazione linguistica grazie alle attività di scrittura collettiva e grafica che si sono svolte negli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009 tramite i blog http://progettoemateria.splinder.com e http://cibodafiaba.splinder.com. La commissione dell’ANSAS ‒ composta da ricercatori, professionisti e professori universitari ‒ ha ritenuto particolarmente significativi non solo l’applicazione delle nuove tecnologie all’educazione linguistica, ma anche il fatto che nei due anni in cui si è svolto il progetto siano state coinvolte scuole d’infanzia, primarie, secondarie di primo e di secondo grado (per un totale di circa quaranta classi) (1) appartenenti all’intero bacino del Canavese e che i lavori realizzati siano stati presentati pubblicamente nelle manifestazioni «Fiaba 2008» (Ivrea, maggio 2008) e «Fiaba 2009» (Banchette, aprile 2009).
Per documentare l’esperienza premiata è stato creato il blog http://righettodimonsilente.splinder.com.

Quadro di riferimento e motivazioni
L’esperienza dei tornei di scrittura collettiva tramite blog «Costruiamo Insieme una Fiaba» e «Ogni Volta una Svolta» è maturata nel distretto scolastico del Canavese, una sub-regione del Piemonte nord-occidentale, confinante con la Valle d’Aosta, che possiede una forte identità territoriale. Si è inteso così dare vita a un’iniziativa che valorizzasse le scuole appartenenti a questo bacino e le mettesse in comunicazione le une con le altre, a prescindere dal loro ordine e grado.
Nell’anno scolastico 2007/2008 il progetto ha coinvolto le scuole d’infanzia e primarie. Nell’anno scolastico 2008/2009 le scuole d’infanzia, primarie, secondarie di primo e di secondo grado. Il punto di forza di questa iniziativa, che nei due anni di attività ha visto la partecipazione di ventisei scuole, è consistito infatti nella sua verticalità.

Finalità, obiettivi e scelte di contenuto
Il presupposto fondamentale dell’iniziativa è stato prendere in esame l’aspetto psicopedagogico della fiaba quale strumento conoscitivo di una dimensione introspettiva e quale modalità per un significativo sviluppo delle qualità creative e immaginifiche. Il progetto focalizzava nello specifico obiettivi ritenuti fondamentali nel processo di acquisizione delle competenze cognitive, quali:

  • favorire l’acquisizione e il potenziamento delle abilità linguistiche: ascolto, lettura, esposizione e rielaborazione sia orale che scritta;
  • rafforzare memoria e attenzione;
  • favorire la fantasia immaginativa;
  • indurre gli alunni, partendo dai valori e significati contenuti nella fiaba, a una riflessione su problematiche, emozioni e paure appartenenti all’universo e all’immaginario infantile;
  • rafforzare l’autostima e la consapevolezza delle proprie potenzialità a livello individuale;
  • valorizzare la cooperazione e il senso di responsabilità all’interno dei gruppi di lavoro;
  • acquisire competenze trasversali utili alle diverse discipline.

La scelta del blog come mezzo di costruzione collettiva della fiaba faceva riferimento a cinque motivazioni di fondo:

  • considerare internet come una fonte di informazioni da utilizzare in modo attivo e critico;
  • sollecitare la collaborazione a distanza;
  • favorire la condivisione di idee e risorse;
  • motivare alla lettura e alla scrittura, sia in forma autonoma che collettiva;
  • favorire l’educazione alla cultura della rete.

Benché i wiki costituiscano il social software per eccellenza, la scelta si è orientata sull’utilizzo del blog perché nei blog gli interventi sono pubblicati in rigida successione cronologica, mentre nei wiki le pagine sono organizzate gerarchicamente attraverso la gestione dei link. Nei blog, inoltre, la realizzazione e modifica delle pagine non avviene pubblicamente come nei wiki, dove qualunque visitatore ha accesso al software di gestione, a meno che non siano applicate particolari restrizioni dall’amministratore.
Per organizzare la costruzione del racconto puntata dopo puntata occorreva sia salvaguardare la pubblicazione cronologica delle varie porzioni di testo, corrispondenti alle diverse fasi dello schema narrativo, sia mantenere un ruolo di controllo sui contenuti inviati dalle classi-squadra da parte del comitato di lettura, che fungeva anche da giuria del torneo. Nei blog, infatti, i visitatori possono solo inviare commenti ai post pubblicati e il rapporto di comunicazione rimane di uno a molti, mentre nei wiki il rapporto della comunicazione che si instaura tra gli attori coinvolti è di molti a molti, dal momento che più autori possono utilizzare collettivamente il medesimo strumento per creare una singola risorsa testuale. Si è ritenuto che tale architettura partecipativa fosse troppo complessa per l’alto numero delle classi partecipanti, la giovanissima età degli allievi coinvolti e le risorse messe a disposizione dalle scuole, che spesso disponevano di hardware e software obsoleti e lamentavano la scarsa formazione dei docenti in campo informatico.

Riferimenti teorici
Per la costruzione dei testi Righetto di Monsilente (torneo per le scuole d’infanzia e primarie «Costruiamo Insieme una Fiaba», edizione 2007/2008) e I Misteri di Castel Speziato (torneo per le scuole d’infanzia e primarie «Costruiamo Insieme una Fiaba», edizione 2008/2009) l’interazione è stata gestita nel seguente modo: iniziare il racconto, interromperlo in un punto critico (dove l’eroe «fallisce» e quindi la storia rischia di interrompersi prematuramente) e invitare le classi-squadra partecipanti a inviare le soluzioni per sbloccarlo (cliccando sul link «commenta» in calce al post). Il tutto seguendo lo schema narrativo in quattro fasi (manipolazione, competenza, performanza, sanzione) individuato da A.J. Greimas negli studi sull’analisi semiotica della fiaba. I tornei si proponevano infatti di fornire validi strumenti per analizzare un testo narrativo. Per procedere a questa analisi, occorre saper segmentare il testo e tale operazione richiede a sua volta di comprendere meglio la logica narrativa secondo cui esso è articolato.
I «blocchi» posti al termine di ognuna delle fasi dello schema narrativo (con il fallimento della manipolazione, della competenza, della performanza e della sanzione), e la scelta delle soluzioni più idonee a ogni singolo sblocco sono stati selezionati di volta in volta da un comitato di lettura di cui facevano parte anche una psicologa dello sviluppo e dell’educazione, la dott.ssa Luisa Dodaro, e una pedagogista clinica, la dott.ssa Monica Ramazzina. Si è infatti cercato di utilizzare come cause di stallo alcune paure tipiche del mondo infantile: Righetto (Righetto di Monsilente) non vuole accettare il compito di liberare la musica perché teme la punizione del Marchese e la disapprovazione del nonno, non ha il coraggio di immergersi nelle acque del Lago Nero perché ha il terrore dell’acqua alta e dei pericoli che possono esservi nascosti, si sente inadeguato nell’improvvisare una danza perché gli manca il «saper fare», rimane turbato di fronte all’insorgere di una forte emozione – l’ira verso il Marchese – mai provata prima e difficilmente gestibile. Fiammetta (I Misteri di Castel Speziato) non osa pronunciare un discorso in pubblico perché teme di non possedere nessuna virtù che la renda «speciale», non riesce a individuare il «profumo più importante» finché non capisce che i gusti e le preferenze sono individuali e non possono essere influenzati da quelli degli altri, perde l’aspetto di fata bambina e cresce solo quando accetta la storia del proprio passato e matura la consapevolezza delle sue responsabilità future.
Con l’invito ai bambini ad aiutare il protagonista, proponendo le soluzioni per sbloccare la fiaba ogni volta che si arenava in un punto morto, l’intento è stato fornire loro uno stimolo per riflettere su tali paure e individuare attraverso l’immaginazione i possibili mezzi per contrastarle. Per questo motivo si sono sempre privilegiate le soluzioni che – pur rimanendo in ambito fantastico – facevano riferimento alle risorse interiori di Righetto o di Fiammetta e dei loro amici piuttosto che all’intervento di qualche deus ex machina che, come un mago o un oggetto magico, risolvesse le situazioni di disagio senza un apporto attivo da parte dei protagonisti.
Per il torneo «Ogni Volta una Svolta», riservato agli alunni delle scuole secondarie di primo grado, l’impegno dei ragazzi è stato maggiore. Per ogni personaggio si sono trasmesse alle classi partecipanti le caratteristiche di base (il ruolo – secondo le sette sfere d’azione di Propp – l’età, la professione, ecc.) e alcune note biografiche, si è quindi chiesto di definire gli identikit secondo una precisa traccia: aspetto fisico, carattere, gusti e interessi, momenti significativi della vita. I testi pervenuti sono stati assemblati in un unico documento, secondo le tecniche della scrittura collettiva, scegliendo parti provenienti da più classi. Il risultato, comunicato alle scuole partecipanti, è divenuto vincolante e tutti si sono dovuti attenere a quanto stabilito, anche se differiva in parte o del tutto da quanto il singolo allievo o la singola classe aveva proposto.
Lo scopo era duplice: da un lato si voleva che le classi prendessero contatto con i personaggi e si immedesimassero in essi, immaginando anche particolari che non sarebbero stati utilizzati nello sviluppo della fiaba ma che avrebbero contribuito a spiegarne il carattere e comportamento; dall’altro si invitavano gli allievi a riflettere sul fatto che una storia non è solo una serie di avvenimenti, ma anche un insieme di personaggi, ciascuno con proprie caratteristiche, che reagiscono in modo diverso a quanto avviene intorno a loro.
Nella seconda parte del torneo, quella della stesura della fiaba, la storia, già predisposta nelle sue linee generali, è stata divisa in tre macrosequenze, corrispondenti ognuna a una fase di lavoro. Ogni volta si trasmetteva alle scuole la versione definitiva della sequenza precedente, ottenuta fondendo parti delle proposte pervenute in un unico testo. Contemporaneamente si davano le consegne per la fase successiva: si trattava di indicazioni abbastanza precise, relative quasi solo agli avvenimenti. Compito degli allievi era sviluppare la parte narrativa aggiungendo particolari, ma senza modificare lo schema di base: dovevano inserire sequenze descrittive, ambientando la storia non in un ambiente fantastico, ma nell’ambiente in cui vivono – il Canavese – e raccontare le emozioni e gli stati d’animo dei protagonisti.
Diverse erano le abilità messe in gioco: in primo luogo la capacità di analizzare un testo, perché in ogni fase del lavoro l’allievo doveva essere coerente non con quanto aveva scritto lui, ma con la versione trasmessa dall’organizzazione del torneo. La coerenza richiesta riguardava soprattutto il contenuto, sia per la trama che per il carattere dei personaggi, ma vi doveva essere anche coerenza di stile, con la salvaguardia delle scelte stilistiche e lessicali operate nella sequenza precedente. Per gli allievi era utile anche leggere il blog e analizzare i testi che le altre scuole inviavano per confrontarli con i propri.
I partecipanti dovevano inoltre essere in grado di comprendere e seguire le istruzioni, rispettando scrupolosamente la traccia che era stata inviata, saper individuare le parti vincolanti, ma anche capire dove potevano dar spazio alla propria fantasia. La scrittura avveniva dunque secondo un progetto e non in modo istintivo.

Percorso
L’interazione per lo sviluppo tramite blog della fiaba Righetto di Monsilente si è svolta da ottobre 2007 ad aprile 2008. I lavori di scrittura collettiva tramite blog relativi alla fiaba I Misteri di Castel Speziato si sono sviluppati da ottobre 2008 a marzo 2009. Il torneo di scrittura collettiva tramite blog «Ogni Volta una Svolta» ha preso avvio nel mese di novembre 2008 ed è terminato nel mese di aprile 2009.
Nei due tornei «Costruiamo Insieme una Fiaba» è stato interessante notare come, mentre per i primi sblocchi gli allievi si limitavano a indicare come l’eroe avrebbe potuto superare l’ostacolo, negli sblocchi successivi assumevano un ruolo maggiormente attivo, proseguendo ulteriormente la vicenda e invitando la coordinatrice del torneo a seguire le loro indicazioni per lo sviluppo della storia. Si verificava quindi un capovolgimento dei ruoli, che rappresenta il maggior successo di questa iniziativa.
Alcune scuole, prendendo spunto dai contenuti dei testi, hanno inoltre sviluppato progetti autonomi correlati (libri artigianali con la versione ridotta e illustrata delle fiabe costruite collettivamente, letture animate a cui hanno partecipato genitori, insegnanti e alunni, drammatizzazioni).
Colloquiando con alcuni docenti delle scuole primarie, si è anche avuto modo di constatare come per i bambini l’aspetto «torneo» sia man mano passato in secondo piano rispetto al piacere di vedere inserite le proprie proposte nel proseguimento della storia. Leggendo gli sblocchi proposti dalle altre classi-squadra, coglievano infatti spunti ai quali non avevano pensato e comprendevano come non sarebbe stato possibile che la soluzione ideata dalla loro squadra fosse prescelta ogni volta. Provavano inoltre soddisfazione nel verificare che, pur non risultando fra i primi tre classificati in quella fase del torneo, un nome, una frase, una rima o un altro contenuto particolarmente originale del loro testo era stato comunque selezionato per entrare a far parte della fiaba.

Metodi di insegnamento/apprendimento, risultati e ricadute sul resto della didattica
In alcune delle scuole secondarie di primo grado la stesura delle porzioni di racconto è stata assegnata dall’insegnante di lettere come compito da svolgersi singolarmente. Gli elaborati, sottoposti dall’insegnante a normale valutazione, sono stati poi letti e commentati in classe, in modo da trarne un testo unitario con cui partecipare alla fase in corso del torneo. Come hanno fatto notare alcuni docenti, gli alunni svolgevano tali attività con un impegno e un coinvolgimento superiori alla norma perché si sentivano motivati a scrivere e autogratificati dal riconoscere stralci dei loro elaborati nella parte successiva del racconto. Uno degli insegnanti coinvolti, il professor Francesco Musso, commenta così l’esperienza: «Il lavoro è stato svolto in parte in aula informatica, per la lettura dei blog e in alcune fasi per la composizione e stesura dei testi, in parte in aula. Compito dell’insegnante era coordinare il lavoro e selezionare le parti con cui comporre il documento da inviare; il lavoro di “taglia e incolla” per creare il documento finale poteva essere svolto dal docente stesso oppure da un gruppo di ragazzi. Il coinvolgimento degli allievi, all’inizio limitato a un gruppo abbastanza ristretto, si è man mano allargato fino a interessare quasi tutta la classe e rendendo spesso difficile operare scelte tra testi egualmente validi. I progressi nelle capacità di comprensione del testo e di scrittura sono stati evidenti e abbastanza generalizzati e hanno riguardato in particolare la strutturazione del paragrafo e l’attenzione alle scelte lessicali».

L’associazione culturale «Progetto e Materia» sta ora progettando di estendere il progetto di scrittura collettiva «Lampo, Lissa e il Gioco dei Sapori», gestito tramite il blog http://cibodafiaba.splinder.com, a scuole secondarie di primo grado di altri territori. La struttura della fiaba, che esalta le peculiarità del bacino geografico di appartenenza delle scuole coinvolte, si presta infatti a essere riscritta in base alle diverse particolarità regionali e sub-regionali. Le scuole interessate possono contattare la coordinatrice del progetto, Chiara Abrardi, all’indirizzo email progettoemateria@libero.it.

Note
(1) Anno 2007/2008: scuola d’infanzia di Albiano; scuola d’infanzia «Barengo» di Castellamonte; scuola d’infanzia Ivrea Terzo Circolo; scuola d’infanzia di Banchette; scuola d’infanzia Ivrea Primo Circolo; scuola d’infanzia Vico Canavese; scuola primaria di Castellamonte: classi 5a A e 5a B; scuola primaria «A. Peno» di Cuorgnè: classi 5a A, 5a B e 5a C; scuola primaria «A D’Andrade» di Pavone C.se: classe 2 a A; scuola primaria di Rueglio: classi 3a e 5a; scuola primaria di San Martino C.se: classi 2a e 3a; scuola primaria «D. Savio» di Villareggia, pluriclasse 1a e 2a classe 4a A; scuola primaria di Tavagnasco.
Anno 2008/2009:
scuola d’infanzia di Loranzè; scuola d’infanzia di Banchette; scuola d’infanzia di Parella; scuola primaria «D. Savio» di Villareggia: classi 1a, 2a, 3a, 4a, 5a; scuola primaria «G. Giacosa» di Caluso: classi 1a A, 1a B, 2a A, 2a B, 3a A, 3a B; scuola primaria «G. Cena» di Arè (Caluso): classe 4a; scuola primaria «G. Rodari» di Samone: classe 3a; scuola primaria «A. D’Andrade» di Pavone C.se: classe 3a A; scuola primaria di Prascorsano: classi 2a e 3a; scuola primaria di Vische: classe 4a; scuola primaria di Tonengo: classe 3a; scuola primaria di Viverone: classi 3a A e 4a A; scuola primaria di Banchette: classe 1a; scuola secondaria di primo grado «L. Da Vinci» di Ivrea: classe 1a D; scuola secondaria di primo grado «G. Gozzano» di Caluso: classe 2a D; scuola secondaria di primo grado «G. Saudino» di Vische: classi 1a A, 2a A, 1a B; Istituto di Istruzione Superiore «C. Olivetti» di Ivrea.

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